IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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17 febbraio 2015

Interesting 4* training with James Stevenson...

While Mauro and other friends were paddling along the Venice canals, I spent two days observing James Stevenson on a 4* training with 3 paddlers coming from the Essex, John, Anthony and Rocky.
It was really interesting: briefing, de-briefing, coaching personal skill, leading the group and testing the leadership of the candidates, giving individual feedback and working on different manouvers, pushing them to improve on each part the syllabus... Two busy and funny days! I had one more opportunity to observe a great coach at work and three motivated students working hard to become competent 4* sea leaders. Was so good to sea everybody happy and smiling at the end of each day!
Sunday was bit cloudy but not so windy as we expected and Monday was a perfect sunny day - well, it hailed down in the late afternoon but you know, it's the English weather! (I putted two underlayer, one more than the day before, and I finally get warm, even if my toes were still frozen!). Play on the surf at Treardurr Bay was the perfect end of a perfect two-days training!

Low tide at Roscolyn last Sunday...
C.L.A.P. explained on the beach, so much better than in the classroom!
Short lunch time on the rocks
Practising rolls and rescues on the little tidal around Roscolyn beacon...
Paddler-centred coaching style...
Empy the boat after a good session of self rescues
Good coach made good paddlers... and good observers too!
Mentre Mauro ed altri amici pagaiavano tra i canali di Venezia, io ho trascorso due giorni con James Stevenson per osservare un training 4* BCU con tre kayaker arrivati dall'Essex, nel sud est dell'Inghilterra, dai nomi tipicamente british: John, Anthony and Rocky. E' stato davvero molto interessante vedere come James coordinava gli incontri mattutini e poi i de-briefing in sede, come spiegava le manovre di conduzione dell'imbarcazione e le tecniche di gestione del gruppo, come lavorava con ciascun allievo sulle varie manovre da migliorare e come forniva a ciascuno dei suggerimenti su cosa fare per progredire...
Sono state due giornate per me molto istruttive e divertenti al tempo stesso! Ho avuto un'altra ottima occasione per osservare un grande maestro all'opera e per vedere lavorare in acqua tre studenti molto motivati. Una combinazione perfetta, unita alle previsioni meteo più incoraggianti del previsto: una domenica nuvolosa ma meno ventosa del previsto ed un lunedì soleggiato da mattina a sera  - anche se nel tardo pomeriggio ha grandinato, ma del resto è pur sempre il classico tempo inglese, quattro stagioni in una sola giornata! (io ho indossato due sottomuta, uno in più del giorno prima, ma ho continuato ad avere le dita dei piedi congelate!).
Giocare nel surf a Treardurr Bay, con onde perfette che frangevano sulla spiaggia di sabbia, è stata la conclusione perfetta di un corso perfetto!

Ultimo giro in kayak a Venezia...

Lo sappiamo tutti, Venezia è una città particolare che vale la pena di visitare almeno una volta nella vita. Visitarla in kayak poi, diventa qualcosa di speciale che ti resta dentro per parecchio tempo e che ricordi sempre con piacere.
A Venezia, in gruppi più o meno numerosi di kayak, siamo andati ormai innumerevoli volte, dalla Vogalonga ai carnevali, ed anche senza una particolare ricorrenza... così, giusto per pagaiare nei suoi suggestivi canali.


Questa volta, oltre che per il carnevale, è stato per una ricorrenza particolarmente importante, visto che potrebbe essere l'ultima pagaiata possibile per la città...
E' triste pensare che in tutte le più grandi città del mondo, nei centri storici, si tenda a diminuire il traffico a motore per privilegiare una mobilità umana e più sostenibile, mentre a Venezia, città simbolo in tutto il mondo del trasporto a remi, questo tipo di mobilità stia per essere messa quasi al bando per privilegiare, invece, il trasporto a motore.
Ma non basta, in barba ai danni che da sempre si sostiene procura il moto ondoso alle macilente fondamenta della città, pensano di aumentare il limite di velocità per le barche a motore...


Questa cosa è veramente desolante, e per celebrare questa triste ricorrenza, oltre al canonico giro sul Canal Grande, abbiamo voluto rendere omaggio a Venezia passando la maggioranza del tempo a bighellonare lenti per gli angoli più nascosti e poco turistici della città, ammirando le case, la gente in giro, i panni stesi, i piccioni ed i gabbiani svolazzanti, i gatti sornioni, rimirando la base semidistrutta dalla salsedine delle bricole, gli agglomerati di cozze e patelle abbarbicate dovunque alle parti semi scoperte dei muri, annusando con nostalgia anche i miasmi che spesso aleggiano sul pelo dell'acqua...


Ogni cosa è stata osservata attentamente per riuscire ad imprimerne un ricordo vivo nella mente... per farla durare il più a lungo possibile...
E dopo questa lunga e triste premessa, una veloce cronaca dello scorso fine settimana in kayak a Venezia.


Un manipolo di 11 kayaker, mix tra fluviali e marini, incuranti delle previsioni meteo che davano pioggia per l'intero fine settimana, con in comune l'amore per il kayak e per Venezia, hanno raccolto l'invito di questa pagaiata commemorativa.


Per imbarcarci e sbarcare abbiamo trovato ospitalità presso il centro di San Giuliano, a nord del Ponte della Libertà, sede di diverse società remiere e di vela.
Sono stati così gentili da metterci a disposizione anche un carrello per portare i kayak all'imbarco e poi di custodirli per la notte.


Il sabato abbiamo pagaiato a nord del Ponte della Libertà, costeggiando il Canale di San Secondo, per immetterci nel Canale di Cannaregio.


Poi, passando sotto il Ponte di Rialto, abbiamo proseguito per tutto il Canal Grande ed il Canale di San Marco. All'altezza dell'Arsenale, abbiamo imboccato la Darsena dell'Arsenale Vecchio per poi perderci a girovagare nei vari canaletti e sbucare dal Rio di Santa Giustina sul Canale delle Fondamenta Nuove a nord di Venezia.


Da qui, seguendo i vari canali esterni, abbiamo costeggiato per tornare alla base, con una percorrenza totale di 17 Km.


Alla sera cena comunitaria, discutendo dei luoghi visitati forse per l'ultima volta in kayak e della strana politica che governa questi luoghi... ma non così strana se confrontata con quella che governa il paese...


La domenica, sempre da San Giuliano, visto che spirava una leggera brezza da NE, abbiamo preferito attraversare il Ponte della Libertà e, per essere più riparati, costeggiarlo a sud verso la città.


Arrivati, siamo entrati nel Canal Grande per abbandonarlo dopo la prima ansa ed infilarci nel Rio dei Tolentini. Da qui è stato un girovagare quasi alla cieca cercando i canaletti più stretti fino a raggiungere il Canale della Giudecca.


Poi, sempre cercando i canaletti quasi deserti, siamo arrivati all'incrocio tra il Rio San Pantalon, Rio delle Muneghette e Rio della Frescada dove un'ampia scala che dava su una piazzetta riparata e soleggiata sembrava invitarci per la pausa pranzo... e come rifiutare un così gentile invito...


Dopo l'imbarco, sempre seguendo i canaletti poco trafficati, abbiamo attraversato il Canal Grande per perderci nella zona nord-ovest della città. Quindi, percorrendo il Rio di San Girolamo, siamo sbucati fuori dalla città.


Qui abbiamo incrociato un corteo di barche che manifestavano per non avere le grandi navi a Venezia. In testa al corteo hanno sfilato diverse barche tipiche a remi ed è stato piacevole ed istintivo fare l'alza remi di saluto. Poi però, seguivano diverse barche a motore stracolme di persone urlanti, che diffondevano nell'aria musica moderna ad altissimo volume... tra le esalazioni  dei fumi di scarico di barche con motori poco curati e l'esagerato volume sonoro, è stato un gesto automatico per tutti abbassare di colpo i remi e sperare che questo altro scempio si allontanasse in fretta...


Personalmente condivido l'idea di eliminare da Venezia le grandi navi... ma non posso condividere questo modo barbaro di manifestare...


Dopo il corteo, sempre costeggiando il Canale di San Secondo, siamo rientrati a San Giuliano, con una percorrenza di 15 Km.


Per il rito della birra di commiato ci siamo dati appuntamento alla prima area di servizio sull'autostrada.
E poi, dopo i saluti, tutti a guidare per i 400 e più chilometri verso casa...


Un'esperienza che vale sempre la fatica del trasferimento, grazie a tutti per la compagnia... e grazie al "gestore del meteo" che, in barba alle previsioni umane, ci ha regalato due giornate di sole... alla prossima.

14 febbraio 2015

Double refresh of coastal navigation and tidal navigation...

I've had my first Coastal navigation and tidal planning course some years ago when I was on the pathway for the BCU 4* sea leader award (CNTP is one of the pre-requisites for the 4* assessment).
I usually love reading charts and every time I open the Holyhead chart I always remember my little adventures at the Anglesey Symposium with lot of buddies paddler from all around Europe.
So I was more than happy to have the chance to assist at two more CNTP courses!
First one was with John Domodey and the students of Trys Morris from the Bangor University at the now familiar Surf-Lines center at Llyn Padarn. Second was with James Stevenson and four 4* trainee sea kayakers at the Adventure Elements base in Brynsiencyn.
Last Friday February 13th I appreciate the clear explanation of John and the first slides about the Beaufort scale: it's the first time I've read one with the effect of the wind on the paddlers. I was not surprise to read that beginners swimming in a wind force 4 (my students often swimm in a wind force 2!), or that novice swimming in a wind force 5 or intermediate in a wind force 5. I was really surprise in reading that advanced paddlers start swimming in a wind force 8 and extreme paddlers can resist 'till wind force 10 (after that they will be rescued by helicopter in a hurricane 12!).
Saturday was a warm sunny day and I tought (as well as the others) that was a bit shame to have an indoor navigation course rather that a paddling session out on the water... however, the CNTP course must be done, paddle fun must wait till tomorrow!
The second course was as interesting as the first one and the introduction made by James was really very professional. I learned some new expressions and concepts like 'drying heights' for the green part of the charts and 'back eddies' and also 'wind driven & pressure driven swell'... I've now to tidy up all my notes!
John and James are two extremely good coaches and I'm sooooo happy to was able to understand every single word they said to their students during the course, lucky me!

Students partecipate in a variety of practical planning exercises...
John showing and explaining the tidal streams...
A navigation course is also an English course with lots of techinical words :-)
James showing the tidal guide book...
The Adventure Elements center is really cozy...
James using an inflatable globe to explain latitude and longitude...
Lot of things we have to consider when planning a sea kayak trip...
Ho seguito il mio primo corso BCU di Navigazione costiera e previsione delle maree qualche anno fa, quando avevo deciso di affrontare il corso BCU 4* guida di kayak da mare (il corso CNTP è uno dei pre-requisiti richiesti per poter accedere all'esame finale 4*).
Mi è sempre piaciuto tanto leggere le carte nautiche e quelle di Holyhead mi ricordano le tante piccole avventure vissute durante le varie edizioni del Symposium di Anglesey con gli amici giunti da vari paesi europei.
Non mi sono fatta scappare l'occasione e nei giorni scorsi ho assistito a ben due corsi!
Il primo tenuto dal preparatissimo John Domoney con gli studenti universitari di Trys Morris presso il centro ormai più che familiare Surf-Lines sul Lago Padarn, il secondo invece svolto da James Stevenson con 4 aspiranti kayaker 4 stelle presso la sede di Adventure Elements a Brynsiencyn.
Venerdì scorso mi ha molto colpito sia la chiarezza espositiva di John ) e la scheda introduttiva sulla scala Beaufort: è la prima volta che ne leggo una corredata con gli effetti della forza del vento sulle capacità tecniche dei pagaiatori. Non mi ha sorpreso scoprire che i principianti iniziano a rovesciarsi con un vento forza 4 (i miei allievi si rovesciano anche in un forza 2!), nè che quelli con un po' di pratica resistono fino ad un forza 5, e neanche che i kayaker intermedi si capovolgono in un forza 6; quello che non credevo possibile è che i più esperti possano sopportare fino ad vento forza 8 e gli "extreme paddlers" addirittura fino ad un forza 10 (con l'uragano forza 12 deve però intervenire l'elicottero!).
Sabato è stata una giornata calda e soleggiata e ho pensato (come tutti gli altri!) che era un po' un peccato seguire al chiuso una lezione teorica di navigazione invece di navigare approfittare del sole per pagaiare in mare aperto... ma il corso va fatto, quindi tutti in aula!
Il secondo corso è stato interessante quanto il primo e l'introduzione di James è stata davvero molto professionale. Ho rinfrescato alcuni concetti ed imparato nuove espressioni, come "drying heights" per le zone verdi sulla carta nautica che rimangono scoperte con la bassa marea, oppure come "back eddies" per la corrente di ritorno nelle baie o nelle anse o ancora come "wind driven & pressure driven swell" per le diverse onde create dal vento oppure dal mare... insomma, ho un gran lavoro da fare per sistemare tutti i miei appunti!
John e James sono due insegnanti estremamente preparati e sono stata due volte contenta di seguire i loro corsi perchè ho incredibilmente capito dalla prima all'ultima parola! Lucky me!

12 febbraio 2015

Chilly day in Holyhead

Yesterday night I received a message from Justine just before to go into the cinema. I just had few minutes to text back: "Yes, of course, let me know when and where, please". Once the film ended, I red a seconda message with the information to join the group: 10 a.m at Port Dafarch.
This morning I looked out of the window and asekd to myself "what the hell I'm start doing today, in this cloudy, windy, rainy day"! Well, kayaking, as usual! With a group of very strong local paddlers, Justine Curgenven, Barry Shaw, Stephen Miles and Jan Albin.
We first played for a while at Penrhyn Mawr. Wind against tide created a very confused waves, but Justine and Stephen had a lot of fun. I chose a comfort zone and had a look at them while I listened at Barry, who was so kind to give me some tips about the moving water.
Then we paddled forward to South Stack, playing with clapotis and exploring rock gardens. Lunch time was a short break because of the bad weather, still rainy and chilly (very chilly for me and my poor fingers!).
Once back at Port Dafarch, Justine and Stephen tested their roll several times and I get freezing just looking at them in such a cold water! On the land, at the end of the daily paddle, we spent just few minutes more all together eating my favorite salt&vinegar crisps and finally we came back home...
It was a really good day for me, practising on the tidal race and becoming more confident with my new NGK Romany Classic kayak, with my almost new euro paddle Celtic (I miss sooooooo much my Greenland stick!!!) and above all with the limitless, mysterious and unpredictable ocean... thanks a lot to you all, Justine, Barry, Stephen and Jan, it was a very good day endeed!

Tidal race at Penrhyn Mawr...
On the way to the Stacks...
Kayaking and coasteering...
L'invito di Justine è arrivato ieri sera prima che entrassi al cinema. Ho fatto giusto in tempo a rispondere: "Si, certo, fammi sapere dove e quando, please". Non appena ho riacceso il cellulare, sono arrivate le informazioni necessarie per raggiungere il gruppo: alle 10 del mattino a Port Dafarch.
Mentre stamattina caricavo il kayak sull'auto mi chiedevo chi diavolo me lo facesse fare: la giornata era fredda, ventosa, nuvolosa e piovosa. Niente di invitante, il classico tempo gallese. Ha piovuto tutto il giorno, una pioggerella fina e fredda, 'azzuppaviddrano' direbbe un sicilaino! Ma il richiamo del mare è sempre troppo forte, specie se la compagnia è quella di quattro forti kayaker locali, Justine Curgenven, Barry Shaw, Stephen Miles e Jan Albin.
La nostra prima tappa è stata Penrhyn Mawr. Oggi il vento contrario alla corrente ha creato un intreccio di onde nervose e confuse, molto divertenti da cavalcare. Mi son tenuta a distanza di sicurezza dai cavalloni più minacciosi, osservando le piroette di Justine e Stephen ed ascoltando i consigli di Barry, che tra una foto e l'altra mi ha aiutato a capire meglio come leggere l'acqua.
La seconda tappa è stata South Stack e ci siamo divertiti a sfruttare la risacca per curiosare tra i giardini di roccia lungo la costa frastagliata di Holyhead. La pausa pranzo è stato breve perchè il freddo mordeva le dita delle mani. Prima che il vento contrario rinforzasse ulteriormente ci siamo rimessi in mare e sulla via del ritorno ho visto con raccapriccio Justine e Stephen rovesciarsi e tirare l'eskimo. Più volte. Devono essere geneticamente modificati per sopportare acqua tanto fredda!
Allo sbarco i saluti sono stati veloci, giusto il tempo di sgranocchiare le mie patatine preferite salt&vinegar, e poi ognuno ha ripreso per la propria strada.
Era proprio quello che mi ci voleva: una ripassata generale sulle correnti di marea, una maggiore confidenza con il nuovo kayak Romany Classic della NDK, una crescente dimestichezza con la pagaia moderna Celtic (ma quanto mi manca la mia groenlandese!!!) e soprattutto una migliore conoscenza di questo oceano immenso, variabile ed imperscrutabile... una gran bella giornata!