⭐ Sabato 15 agosto 2026
👣 Ventiseiesimo giorno di viaggio in kayak🧭 Paralia Agia Elena - Porto Atheras
⛺ 16 km con mare calmo
Giornata lenta e tranquilla, baciata dalla buona sorte di doppiare il capo settentrionale della penisola di Paliki senza il minimo accenno di vento, anzi con una calma piatta che ci permette di "scogliettare" per tutto il tempo.
Sono poco più di tre ore di navigazione, in alcuni tratti con una corrente a favore che ci fa filare a quattro nodi, veloci come non mai.
Lasciamo le tartarughe in mare per ritrovare a terra le capre, capaci di arrampicarsi in punti impervi con la facilità delle farfalle.
George ci ha raccontato di un'epidemia che lo scorso anno ha decimato le greggi di capre e pecore delle isole greche (per approfondire leggi Internazionale qui e qui un articolo lungo ma chiaro su una vicenda così emblematica!), e anche di una speculazione sui risarcimenti che ha ulteriormente ridotto la popolazione locale... anche se poche, quelle che incontriamo sono sempre così ardite da raggiungere gole senza alcun apparente accesso e balconcini rocciosi così ridotti da poter ospitare un solo esemplare, che però riesce pure a trovare il modo di sdraiarcisi a riposare.
Ci guardano passare indifferenti.
Come restano indifferenti i due sub nell'unica caletta in cui riusciamo a fare una sosta quando tiro fuori dall'acqua l'osso più grande mai trovato in mare. Mauro prova a dissuadermi: "Mica vorrai portarlo a casa?!"
Ma poi non sa cosa ribattere alla mia domanda di rimando: "Hai mai trovato un osso di balena tu!?" Che poi non lo so se è davvero un osso di balena, ma certo doveva essere parte di un animale molto grosso!
La costa è tutta segnata dalle frane, ma questa propaggine della penisola è molto bella e selvaggia, quasi del tutto disabitata, con una sola strada che corre tre chilometri nell'entroterra e che raggiunge serpeggiando tra le colline l'ultima spiaggia di sabbia di Porto Atheras, la nostra meta odierna.
Sul capo si notano delle piccole correnti di marea, con riccioli e ricircoli che rendono il mare ancora piatto e tranquillo un po' più turbolento, ma solo nel punto in cui si incontrano le acque provenienti da direzioni differenti.
Oltre il capo, invece, ci sembra di entrare in un'altra isola perché il panorama cambia drasticamente: dalle scogliere rocciose battute dai venti si passa alle colline verdeggianti ricoperte dalla fitta macchia mediterranea.
La profonda baia di Porto Atheras conserva molteplici bei ricordi perché ogni volta che abbiamo pagaiato a Cefalonia abbiamo scelto di fermarci nelle sue acque basse e trasparenti. Convinco Mauro a fare lo sforzo di tirare i kayak in secca sul praticello dove non c'è nessuno, per evitare di occupare il poco spazio utile della corta spiaggia sabbiosa chiusa da una stradina sterrata e polverosa.
Ci aspetta come al solito una bella taverna ombreggiata, un po' troppo rumorosa per via dei numerosi pranzi familiari di ferragosto, ma ci consoliamo con un lauto pasto accompagnato da una caraffa di vino locale. Torniamo ai kayak verso le quattro del pomeriggio e un signore, meno gentile dei greci con cui ci capita solitamente di interagire, ci chiede di spostare i kayak perché le barche non possono stare in spiaggia. Gli facciamo notare che proprio per non dare fastidio abbiamo scelto di sbarcare sul prato. Allora si offre di aiutarci a spostare i kayak, e anche un amico prova a dargli man forte: accettiamo di metterli dove non danno loro fastidio ma con la richiesta di tornare ad aiutarci a spostarli anche l'indomani mattina. Rinunciano e tornano sotto i cinque ombrelloni piantati in circolo.
Ci appisoliamo all'ombra di un ginepro per stemperare l'amarezza del primo alterco di cui abbiamo memoria qui a Cefalonia. Speriamo di dimenticarlo presto, per lasciare spazio solo ai bei ricordi, e non facciamo quasi in tempo a formulare il pensiero che una signora sorridente si avvicina per dirci due cose: la prima come madre di famiglia è che il signore scortese ha fatto storie anche con lei per il camper; la seconda come veterinaria è che l'osso è proprio una costola di balena!
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| Le frane e gli scogli della costa occidentale |
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| L'acqua turchese del versante occidentale |
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| La macchia verdeggiante del versante orientale |
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| Lo sbarco sul prato a Porto Atheras |




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