IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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19 agosto 2026

Campo sul capo Nord 💙

⭐ Mercoledì 19 agosto 2026
👣 Trentesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Assos - Paralia Dafnoudi
⛺ 15 km con mare ondulato

È la notte dei cinque sensi.
Il gusto, per il sapore delle cipolle che sempre guarniscono l'insalata greca.
L'olfatto, per l'odore della resina dei pini portato giù in tenda dalla brezza di terra.
L'udito, per le note della musica dal vivo suonata nella piazzetta del paese.
La vista, per le lucine sia del paese che delle decine di barche a vela allineate nella baia.
Il tatto, per la forte umidità notturna che lascia sempre attaccata addosso una strana sensazione di bagnato.

Ci svegliamo con la prima luce del sole, alle otto in punto, ma non partiamo prima delle dieci e mezza perché le nuvole che sovrastano le montagne di Cefalonia mantengono fresca l'intera mattinata, anche durante la navigazione.
Pagaiamo vicino alla costa rocciosa con estrema facilità, perché la brezza è annunciata solo per le tre del pomeriggio e il mare è ondulato per le varie barche a motore che incrociano intorno al capo settentrionale dell'isola.

Le scogliere sono belle e varie, in alcuni tratti corrono basse e scolpite dalle onde lunghe che arrivano dal largo, completamente ricoperte dalla fitta macchia mediterranea, in un tripudio di colori vivaci tra il blu del mare, il bianco delle rocce ed il verde delle piante di mirto e ginepro; in altri tratti, invece, corrono alte e strapiombanti, dilavate dagli agenti atmosferici in modo da essere arrotondate e quasi levigate, con forti striature rossastre così intense da sembrare dipinte. Qui e là si aprono delle grotte, di varie forme e dimensioni, ma tutte talmente corte da non poterci mai entrare in kayak.

Facciamo una sosta in una delle pochissime cale non frequentate e non raggiungibile da terra, quindi non pulita dai rifiuti delle mareggiate e ancora ricoperta di legni, plastiche, boe e galleggianti. Mi pare di entrare in un bazar, e dopo la sosta è il mio kayak a diventare un bazar.
Raggiungiamo il capo senza premura, ci giriamo indietro un'ultima volta per salutare le baie e i promontori di Cefalonia che ci hanno accompagnato in questi ultimi giorni, e accogliamo con entusiasmo la novità del panorama aperto sulle altre isole: Lefkada, Meganissi e Itaca.

Volevamo pernottare nella cala del serpente, rimasta indelebile nella mia memoria dopo l'incontro ravvicinato del 2017 con uno dei serpenti più grandi e più gialli che mi sia mai capitato di vedere (e di spaventare per quanto lui aveva spaventato me!).
Invece teniamo fede alla nostra completa assenza di programmi definiti e non appena vediamo la prima bella caletta di ciottoli bianchi, acque trasparenti e ombra naturale, scegliamo di fermarci e di aspettare che si svuoti da barche e ombrelloni.

Nel frattempo, tirati i kayak in secca in un angolino sotto la parete rocciosa, ci ritiriamo sotto una giovane quercia lungo il sentiero che in un quarto d'ora conduce alla strada. Scriviamo, leggiamo, nuotiamo, mangiamo e chiacchieriamo, tra noi e con qualche coppia di veneti (quanti veneti quest'anno sull'isola!) del nostro modo di trascorrere le vacanze, forse un po' faticoso ma di certo per noi molto soddisfacente.
E poi arriva subito la sera, la cala resta tutta per noi e ci rilassiamo al suono dello scampanellio lontano delle capre...

La caletta dei cinque sensi ad Assos
Le scogliere rossastre
Le scogliere biancastre 
Una delle grotte
L'arrivo a Paralia Dafnoudi

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

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Latitudine:38.47171
Longitudine:20.54851
Posizione GPS Data/Ora:08/19/2026 14:10:50 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2KDJK8/38.47171N/20.54851E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
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18 agosto 2026

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

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Latitudine:38.37852
Longitudine:20.53669
Posizione GPS Data/Ora:08/18/2026 19:00:36 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

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Verso Nord 💙

⭐ Martedì 18 agosto 2026
👣 Ventinovesimo giorno di viaggio in kayak🧭 Paralia Agia Kiriaki - Assos
⛺ 16 km con mare increspato

La volpe è tornata anche stanotte.
Puntuale come una volpe svizzera.
Alle tre ha ripreso a zampettare intorno alla tenda e ai kayak come fossero una novità, e magari lo erano davvero perché ogni notte potrebbe essere una volpe diversa.
Stavolta la visita si risolve con un piccolo danno al kayak di Mauro: la simpatica creatura sbrindella il copri-pozzetto rosso che era già agonizzante da parecchio tempo. Nient'altro, salvo le foto col flash che Mauro scatta nella notte sperando di allontanarla, anche se ogni volta la volpe torna come se volesse giocare a nascondino. Dopo il terzo assalto e il quinto strappo del copri-pozzetto finalmente se ne va.

Al mattino ci svegliamo di soprassalto su Arrakis con martellatore in azione.
Ci mettiamo un po' a capire che si tratta di uno di quegli ombrelloni di ultima generazione dotati di un "palomartello", che sarà pure funzionale sui ciottoli ma produce un suono di trivella alquanto preoccupante.
Sono le nove e mezza.
Non abbiamo mai fatto così tardi.
Sia a svegliarci che ad andarcene, perché ci mettiamo sempre meno di mezz'ora a smontare il campo ma poi stiamo oltre due ore ad ammirare il panorama, a fare colazione all'ombra, a rinfrescarci con un primo bagnetto, a ricostruire il puzzle del kayak e a trovare posto per ogni nuovo prezioso ritrovamento (ossa, legnetti, ciottolini, conchiglie o spugne).

Oggi riprendiamo il mare all'una suonata.
E costeggiamo da vicino la costa rocciosa, pur sapendo che fino a Mirtos e oltre è tutta una sequenza ininterrotta di frane piccole e grandi, recenti o meno, che hanno cancellato ogni sicuro punto di sbarco.
Mirtos la guardiamo da lontano perché sarà anche bellissima, sia da terra che dal mare ma è anche sovraffollata, sia da terra che dal mare.
Puntiamo il bel promontorio pronunciato di Assos quando inizia a levarsi una brezza da Ovest che sembra volerci suggerire di entrare a cercare riparo, seguendo i quattro capetti di questa penisola "quadrottata" che assumono forme via via diverse: un drago, una tartaruga e un triceratopo, mentre sull'ultimo sperone roccioso si è aperta una fessura alta e sottile che sembra essere stata tagliata con un coltello.

Il venticello gentile che increspa il mare e genera "lavatrici" sotto le scogliere sovrastate dai resti di un grande castello fortificato ci accompagna con andature sempre diverse, al mascone sul versante meridionale, al traverso su quello occidentale e finalmente di poppa piena lungo il versante settentrionale e fin dentro al ridossato golfo su cui sorge uno dei paesi più belli e tradizionali di Cefalonia: Assos.
Sbarchiamo sull'unico scivolo e troviamo un tavolo libero sul terrazzino accanto.
Restiamo con le gambe comodamente incrociate sotto al tavolo dalle quattro alle sette del pomeriggio, osservando il continuo via vai di persone lungo il molo fiancheggiato da casette colorate.

Assos è una piccola gemma in riva al mare.
E diventa più bella di anno in anno: ci sono ancora dei lavori in corso, ma la maggior parte delle casette è stata ristrutturata e il paesino è vissuto da più generazioni, coi vecchietti che gestiscono i tre negozietti di cartoline e souvenir, coi giovani che servono ai tavoli delle varie taverne e coi bimbetti che giocano a pallacanestro nel piazzale imbiancato a calce antistante la chiesetta.
Restiamo in attesa fino al tramonto, in modo che vada in ombra il triangolino di spiaggetta ciottolosa che si intravede proprio di fronte al paese, sotto la scogliera rossastra della penisola del castello ricoperta da una fitta boscaglia di verdissimi pini marittimi.
Oggi scriviamo il diario ancor prima di sbarcare, perché dobbiamo aspettare che il sole tramonti dietro al castello, così da poter pagaiare gli ultimi 250 metri e raggiungere la nostra casetta per una notte...

La volpe svizzera di Agia Kiriaki
Il bel Golfo di Agia Kiriaki 
La costa verso Nord, prima e dopo Mirtos 
Assos dal mare e da terra
Assos la gemma