IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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31 luglio 2026

Sfacchinata contro vento 💙

⭐ Venerdì 31 luglio 2026
👣 Undicesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Paralia Agios Nikolaos - Paralia Kalama
⛺ 15 km con vento in rinforzo F4 da Nord-Est

La notte è illuminata dalla luna piena in fase calante, dalle lucine gialle sulla costa del Peloponneso e dai fari di sicurezza degli stabilimenti balneari.
Il risveglio è lento, come al nostro solito: ce ne andiamo dalla nostra spiaggia per una notte solo verso mezzogiorno, quando ricomincia la musica.

Il vento ci spinge come in volo lungo i quattro chilometri del capo meridionale di Zante, perché il Meltemi si arricciola intorno alla terra, che a sua volta si arricciola in mare come a formare un piccolo uncino.
La costa corre alta e rossastra, dilavata dalla pioggia in molti punti, e in molti altri ricoperta da una fitta macchia mediterranea.

Passato l'ultimo ricciolo, però, il vento che prima ci faceva volare ora ci rallenta e respinge.
Avevamo sperato di essere riparati dalla brulla catena montuosa della penisola, invece qui la forza del vento aumenta in maniera impressionante, fino a raggiungere la forza dei classici venti catabatici.
E noi arranchiamo tra una raffica e l'altra, mentre Mauro impreca in modi sempre più creativi ed esilaranti, e le folate sempre più violente ci tolgono il poco fiato che abbiamo.

Pagaiamo controvento per oltre quattro ore, mettendo a dura prova la nostra scarsa resistenza.
Fortuna che il mare è di una bellezza impareggiabile, con questi classici colori intensi e sfumati da cui non è facile staccare lo sguardo.
Sfortuna però che non si possa sbarcare da nessuna parte per riposarsi un po'.

Questo versante orientale del Golfo di Laganas è da anni Riserva Naturale per la protezione della tartaruga Caretta caretta, che da quando non è più in via di estinzione sceglie queste lunghe spiagge sabbiose per deporre le uova: contiamo decine e decine di nidi, segnalati qui da bassi treppiedi di legno muniti di un riflettente cartellino scritto in cinque lingue per spiegare di non toccare.
In una spiaggia di fine sabbia rossastra, deserta perché inaccessibile da terra, hanno installato una fitta serie di telecamere alimentate da piccoli pannellini solari per, dicono i cartelli che scendo velocemente a leggere da vicino, monitorare i predatori delle tartarughe durante la stagione estiva.

Siamo piacevolmente sorpresi dall'uso della tecnologia per promuovere la tutela delle tartarughe, un po' dispiaciuti per il fatto di non poter sbarcare per oltre 10 chilometri.
Però costeggiamo il più possibile, per ridossarci dal vento il più possibile.
Ma non è sempre possibile, perché la costa è merlata da una lunga serie di scogliere affioranti tra le quali è pericoloso pagaiare, perché sono più le volte che sfreghiamo sugli scogli con la pagaia e con lo scafo che non quelle in cui riusciamo ad avanzare senza incontrare ostacoli.

Ritorniamo quindi a prendere il vento sui denti, ma almeno cominciamo a intravedere la fine della riserva, e riusciamo così a sopportare gli ultimi scossoni del vento contrario.
Appena oltre il limite della zona A della riserva naturale, cerchiamo e troviamo un triangolo di spiaggia senza nidi, ai piedi di un alto muraglione in pietra che delimita un vecchio campeggio abbandonato: fosse stato ancora aperto, avremmo volentieri pagato per montare la tenda su per una delle due scalinate che tagliano la muraglia in diagonale. 

È invece aperta la taverna a conduzione familiare la cui insegna avevamo già adocchiato dal mare: siamo talmente provati dalla giornata controvento che ci sediamo a tavola ancora prima di avviare Spot per la giornaliera segnalazione della nostra posizione.
Ci rifocilliamo a dovere con un pasto pomeridiano che ci vale come pranzo e come cena. Poi abbiamo tutto il tempo di nuotare, leggere, passeggiare, cercare pietruzze e riposare...

In volo sul mare 
La costa bicolore prima dell'ultimo ricciolo 
Paralia Gerakas, appena oltre il ricciolo 
Paralia Seklavas, quella delle telecamere 
Quasi verso la salvezza 
L'ultimo sforzo oltre l'ultimo capo 
La manina di Paralia Kalamaki

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

TatiyakSPOT
Latitudine:37.73624
Longitudine:20.90168
Posizione GPS Data/Ora:07/31/2026 17:40:45 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2JgJ8E/37.73624N/20.90168E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
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30 luglio 2026

Una giornata quasi perfetta 💙

⭐ Giovedì 30 luglio 2026
👣 Decimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Akrotiri Kryoneri - Paralia Agios Nikolaos⛺ 15 km con mare formato, onde fino a un metro e mezzo e vento F4 da Nord-Est

La luna piena grande e rossa sorge dal mare proprio sopra i kayak e illumina una notte fuori dall'ordinario: la vecchia fonte ristrutturata da cui non esce un filo d'acqua fa da contorno alla nostra casa per una notte.
La strada litoranea di ingresso alla città di Zante è un po' troppo vicina ed il parcheggio della fonte secca è un richiamo perfetto per chi vuole tirare tardi, ma i tappi per le orecchie che custodiamo come piccoli tesori nella tasca interna dei sacchi a pelo ci aiutano a superare la notte fin'ora più trafficata del viaggio.

Una tamerice rigogliosa ci fornisce l'ombra necessaria per smontare il campo con tutta calma e il vento che già riga di bianco il mare ci tiene al fresco fin quando non ci imbarchiamo.
Le onde arrivano a coprire i ponti dei kayak, molte sono crestate e rompono tutte intorno a noi, talvolta anche addosso a noi. Il vento oggi è sempre sostenuto, al traverso rispetto alla nostra rotta ma per la prima parte al giardinetto, visto che decidiamo di tagliare al largo il golfo del porto di Zante.
Il mare ci fa sobbalzare ma non ci ostacola, anzi ci aiuta a superare facilmente il canale d'ingresso al porto in cui entra veloce uno dei traghetti di linea che collegano l'isola al Peloponneso poco distante.

Ci lasciamo alle spalle le montagne ricoperte da un fitto manto verde, denso come fosse un tappeto, e anche l'ampia vallata pianeggiante su cui hanno costruito l'aeroporto di Zante e che, mentre traversavamo da Cefalonia, non era visibile per via della curvatura terrestre, tanto da far sembrare l'isola una doppia isola. Invece è la penisola meridionale che si protende in mare alta e sottile, con un'imponente montagna brulla e costruita che risalta per contrasto rispetto agli altri rilievi di Zante.

Dopo un paio d'ore di navigazione spumeggiante scoviamo un micro porticciolo artigianale che ospita solo due piccole barchette da pesca: c'è un tettoia di paglia, un rocchetto come tavolo, qualche sedia di plastica e nient'altro, solo il vento che ondeggia tra le canne.
Restiamo un altro paio d'ore a goderci lo spettacolo del mare increspato e, quando le onde accennano ad attenuarsi, ci stacchiamo quasi controvoglia da questo posticino tanto adatto a noi.

Il resto della costa corre tra alture cementate e spiagge attrezzate: solo i colori del mare ci consolano, perché anche col vento qui sono sempre molto attraenti.
L'estremità del capo meridionale è segnalato da una grande bandiera greca sotto la quale molte persone si fermano a scattare foto ricordo, forse anche in ricordo del vento che oggi tende il vessillo tanto da farlo sembrare inamidato. Poco oltre c'è la chiesetta bianca che regala il nome alla baia e che offre uno dei tipici scorci panoramici che entra in tante cartoline della Grecia.

Lo stabilimento balneare che occupa quasi interamente la splendida mezza luna di sabbia chiara è ciò che rende la giornata "quasi" perfetta: non tanto per l'affollamento di moto d'acqua e motoscafi sfreccianti coi giochi gonfiabili al seguito, così numerosi da rendere il passaggio tra le due grandi boe rosse di segnalazione del canale navigabile quasi più pericoloso di una bocca di porto; e neanche per l'indistinta folla che occupa la battigia e che a ondate successive si riversa nell'acqua bassa e trasparente della baia, in una scena che a me ricorda sempre la famosa minestrina di Mafalda; ma per quella fastidiosa musica di sottofondo che rimbomba fino al tramonto e che ci fa chiedere come possano davvero rilassarsi le persone che trascorrono intere giornate là dentro a quel frastuono (per noi) insopportabile.

Io mi tuffo in mare con la maschera ripescata giorni fa e mi faccio distrarre dalla moltitudine di pesci che incontro sui fondali rocciosi, di specie e dimensioni diverse e che vorrei sapere riconoscere tutti: ce ne sono di lunghi e di tozzi, di chiari e di scuri, di rigati e di maculati, e ce n'è persino uno che sembra tatuato di una maglia rosa e marrone che mi incanta.
Resto al sole a leggere il secondo libro della trilogia di Rachel Carson, Il mare intorno a noi, seduta su uno scalino di posidonia il tempo necessario per far asciugare i capelli, che cominciano ad essere salati e intrecciati il giusto per farci sentire che siamo davvero entratə nel pieno della vacanza.
Quando il nostro pezzetto di spiaggia va in ombra e inizia a svuotarsi, Mauro si mette ai fornelli e io aggiorno il diario: la perfetta alternanza di pagaiate e di relax è risultata in una delle giornate più belle del viaggio...

Bivacco monumentale 
Barche
Il micro porticciolo
Posidonia
Il posto adatto
Letture nascoste

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

TatiyakSPOT
Latitudine:37.72556
Longitudine:20.98914
Posizione GPS Data/Ora:07/30/2026 15:39:53 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2Je9GL/37.72556N/20.98914E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
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