⭐ Sabato 25 luglio 2026
👣 Quinto giorno di viaggio in kayak
🧭 Paralia Cronidis - Paralia Kaminia
⛺ 13 km con leggera brezza a favore da Nord-Ovest
Un'altra notte insonne. Solo per me.
Mauro russa con una regolarità rilassante che però non mi aiuta a riprendere il sonno.
Ascolto il vento che muove le fronde dell'alto eucaliptus accanto a noi tanto da farlo sembrare un altro mare agitato; ascolto la tenda che cigola tra una raffica e l'altra e che si gonfia così tanto da arrivare a sfiorarmi le spalle e a trasmettere il suo fresco alito notturno; ascolto il mare che s'infrange vigoroso sulla riva scoscesa e che accentua ancor di più lo scalino naturale su cui abbiamo tirato in secca i kayak.
Ogni tanto la notte si illumina coi fari delle rare auto che corrono sulla vicina strada costiera e che scompaiono subito in un rombo lucente.
Anche l'orizzonte buio e lontano si accende qualche volta per le lucine gialle dei traghetti che incrociano al largo e che mi sembrano delle piccole catenelle di lucciole alla deriva.
Il Meltemi come previsto soffia deciso fino all'alba e mi tiene sveglia quasi tutta la notte: mi viene di mettere a confronto i suoni diversi che generano le diverse spiagge su cui frangono le onde, simile al tintinnare di una cesta di biglie di vetro quando i ciottoli sono piccoli, oppure al crepitare di un fuoco se i ciottoli sono più grandi o ancora al rumore sordo di una sacca piena di noci di cocco; quando invece la sabbia è fine il brontolio del mare si disperde quasi all'istante, mentre se ci sono scogli affioranti i tonfi dell'acqua sulla roccia ricordano i colpi di un cannone...
E niente, non mi riesce proprio di dormire.
Fortuna che la mattina soleggiata è rinfrescata dal vento che, appena prendiamo il mare, ci accompagna e sospinge fino alla punta più meridionale dell'isola: avanziamo quasi senza sforzo fino a Skala e superiamo come volando il capo basso e sabbioso dove vogliamo fare campo.
L'acqua trasparente è di un colore che innamora, la sabbia fine è rossa come avessero sbriciolato dei mattoni e ovunque ci sono decine di nidi di tartaruga Caretta caretta, segnalati coi soliti treppiedi di canne e qualche nastro bianco e rosso dei lavori in corso.
Infiliamo i kayak tra le varie secche affioranti che contribuiscono a rendere il mare una tavolozza di colori stupendi e ci fermiamo qualche minuto a farci cullare dalle onde per ammirare la meraviglia iridescente che si allarga intorno a noi.
Poi ci mettiamo caccia di una taverna: oggi è la nostra tappa più lunga e vogliamo celebrare con un pasto come si deve.
E caschiamo bene: acciughe impanate e fritte, farcite con pomodorini tagliati a dadini di mezzo centimetro, insalata greca ricca di cetrioli, capperi e cipolla, e le immancabili patatine fritte, quelle che ci piacciono tanto perché sono evidentemente affettate a mano.
Dalle sedie da regista del tavolino ci spostiamo poi su due comode sdraio in tela all'ombra dei pioppi argentei che abbelliscono il giardino di questa taverna un po' ricercata, poco affollata e molto accogliente, con l'erbetta verde appena tagliata e la musica italiana soffusa che crea un leggero senso di spaesamento.
Ci passiamo quasi tutto il pomeriggio, sorseggiando lentissimamente due "kafè frapè glikò me gala" che hanno iniziato a servire anche decaffeinati e che ho subito imparato a ordinare in greco in maniera impeccabile. Restiamo a leggere, scrivere e sistemare le foto per il diario finché il desiderio di un tuffo in mare on prende il sopravvento...
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| Avvistamenti lungo la costa rocciosa di Skala |
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| Passaggi segreti appena a Sud di Skala |
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| Giochiamo a nascondino |
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| La punta estrema Sud di Cefalonia (e Zante sullo sfondo) |
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| La manina di strane pietre verdi a Paralia Kaminia |






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