⭐ Venerdì 24 luglio 2026
👣 Quarto giorno di viaggio in kayak
🧭 Spiaggetta senza nome - Paralia Cronidis⛺ 11 km tra un temporale e l'altro
Stanotte viene a trovarci un volpacchiotto.
Appena cala l'oscurità si palesa controluce all'ingresso della tenda e, dopo un primo sussulto di sorpresa, ci guarda un po' perplesso, muovendo la testa di lato così che noi possiamo ammirare le sue grandi orecchie e, quando si muove di un passo, anche la sua lunga coda pelosa.
È molto curioso e indaffarato a perlustrare i dintorni, niente affatto preoccupato dalla nostra presenza e vicinanza: gironzola più volte intorno alla tenda, annusa tutto l'annusabile e raspa senza fine tra i ciottoli asciutti della spiaggia.
Prima tenta di sfilarci "seggiolo", il doppio cuscino imbottito di tela blu che portiamo con noi da quando l'abbiamo incrociato alla deriva durante il viaggio in kayak in Puglia; poi rosicchia fino a strapparlo uno dei tiranti della tenda, a cui teniamo molto perché li abbiamo ricavati da una lunga cimetta rosso fuoco, ora sbiadita in un rosa pallido, che abbiamo recuperato in mare a Kia, la prima isola del nostro viaggio di 5 mesi alle Isole Cicladi nel 2016. Festeggiavamo allora la pensione di Mauro, quindi ora i tiranti festeggiano 10 anni!
Il volpacchiotto se ne va e solo al mattino scopriamo che ci ha lasciato il solito ricordino, stavolta nell'angolo tra gli scogli che avevamo eletto a cucina da campo: le "istruzioni" sul riconoscimento sono giuste e si in queste reperto di vedono bene peli, semi e ossicini.
Usciamo tardi dalla tenda perché, puntuale sulle previsioni meteorologiche, alle otto del mattino scoppia il primo temporale della giornata: ci costringe a prolungare il sonno di un altro paio d'ore, cullati dal rombo dei tuoni che si rincorrono tra i nuvoloni come fossero pietre che rotolano giù da un canalone, così lenti e persistenti da sembrare senza fine.
Poi torna il sole e le temperature risalgono a 19°C, comunque 10 gradi più basse di ieri.
Dobbiamo lasciare la nostra spiaggetta preferita perché siamo in riserva d'acqua dolce: stiamo bevendo molto più del solito e abbiamo avanzato solo una bottiglia a testa.
Questo tratto di costa è molto bello, selvaggio e poco frequentato: la scogliera che delimita i vecchi e radi terrazzamenti di ulivi, ora per lo più invasi dalla macchia mediterranea, sembra assumere forme fantastiche che, con i giochi di luci e ombre creati dal sole allo Zenith, assomigliano ora a teste di rinoceronti bianchi ora a carciofoni giganti.
In poco più di un'ora raggiungiamo Poros, la cittadina da dove partono i traghetti per Patrasso e dove le spiagge libere sono attrezzate con panchine, spogliatoi e docce d'acqua dolce.
Dopo aver riempito la nostra dozzina di bottiglie ci spostiamo in taverna: i tavolini blu apparecchiati a pochi passi dal mare esercitano su Mauro un richiamo irresistibile che non ho mai modo di contrastare. Ordiniamo i nostri piatti preferiti e teniamo d'occhio il secondo temporale della giornata che, verso le quattro del pomeriggio si profila lungo la costa.
Facciamo giusto in tempo a pagare il conto, indossare le giacche d'acqua e i cappelli nord-ovest da pioggia, che si abbatte sull'isola un incredibile temporale estivo, con tanto di lampi e tuoni proprio sopra i nostri kayak, e con scrosci d'acqua così pesanti e sovrapposti da nascondere la costa dietro una pesante coltre biancastra.
Le raffiche di vento che accompagnano la burrasca sono così forti da sollevare le creste delle onde e da nebulizzare l'acqua in tanti piccoli arcobaleni che appaiono in sequenza e subito scompaiono.
Nella nostra esperienza in mare, questo tipo di vento così violento e improvviso può raggiungere anche Forza 7-8 della Scala Beaufort, cioè 30 nodi (circa 60 km orari): non è il caso di metterci in mare con queste raffiche e ci risediamo sulle uniche due sedie rimaste in piedi della taverna.
Aspettiamo un quarto d'ora, quanto basta per far sfogare il temporale, e poi seguiamo le ondine crestate degli ultimi frangenti per uscire dal golfo di Poros e raggiungere il nostro campo per la sera, nella baietta successiva dove già avevamo bivaccato lo scorso anno.
Tiriamo i kayak in secca quando il sole è già tornato a splendere e lasciamo l'attrezzatura ad asciugare all'aria impregnata del profumo della pioggia e dell'odore dolcissimo dell'eucaliptus che ci farà da sentinella per la notte.
Il vento che continua a increspare il mare rende un po' più complicate del previsto le operazioni di montaggio della tenda, ma tra una serie e l'altra di raffiche che a tratti sembrano volersi placare e a tratti invece sembrano decise a rinforzare, riusciamo comunque ad infilarci nei sacchi a pelo prima ancora che faccia buio...
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| In navigazione lungo la costa dei carciofi |
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| Preparativi per il secondo temporale |
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| Cric & croc (Gazeta's style) |
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| Manina di semi di eucaliptus a Paralia Cronidis |
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| Campo a Paralia Cronidis |

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