🧭 Giovedì 16 aprile 2026
👣 Fine settimana sull'isola
⭐ Uno spettacolo dopo l'altro
Mi sono concessa un altro fine settimana sull'isola, non tanto per il cattivo tempo, che ancora imperversa in mare e in terra in questo inizio di primavera che sembra non voler ancora iniziare davvero, ma piuttosto per approfittare di un po' di tempo libero, che con l'avvicinarsi della fine dell'anno scolastico sembra scarseggiare più del solito.
Sono entrata a scuola come docente di ruolo sul sostegno e devo completare il cosiddetto "anno di prova", durante il quale sono previsti dei corsi di formazione obbligatori, sia in presenza che sulla piattaforma ministeriale, e delle attività didattiche di tutoraggio in classe, con una delle colleghe che mi è stata assegnata come tutor.
Inoltre, sono appena partiti i corsi pomeridiani di mentoring per contrastare l'abbandono scolastico e ho dato la mia disponibilità per seguire alcuni dei ragazzi che devono recuperare i debiti accumulati nel primo quadrimestre.
Così ho quasi tutti i pomeriggi occupati a scuola, talvolta non rientro a casa per pranzo e mi ritiro alle sette di sera, stanca ma contenta, giusto in tempo per cenare e guardare i tramonti mozzafiato che si susseguono ogni sera come spettacoli imperdibili.
C'è stato un temporale lontano, che dopo il tramonto ha scagliato lampi verticali sull'isola di Palmarola e che ha illuminato la notte ad intervalli irregolari ogni volta elettrizzanti; una sera invece il cielo grigio, coperto di nuvole spesse e diffuse, ha lasciato libero giusto una fascia rosata appena sopra l'orizzonte, che si è lentamente tinta di rosso porpora, come una pennellata di passione a chiudere il giorno; c'è stato poi un pomeriggio di nuvole tonde e lunghe che hanno occupato tutta la costa continentale, distese sul mare come un grande rotolo perlaceo, suggestive sia per il nome scientifico di "roll clouds" che per la forma allungata, che assorbe gradazioni cromatiche via via differenti man mano che scende l'oscurità.
Nel fine settimana ho assistito a due spettacoli teatrali: visto che sull'isola capita raramente di partecipare ad appuntamenti mondani, non ne ho perso neanche uno.
Il primo spettacolo è andato in scena il sabato, all'ora del tramonto: allestito sulla spianata della torretta rossa ai piedi della lanterna del Molo Musco, aveva come speciale quinta aperta l'inconfondibile architettura borbonica del porto di Ponza, con le tipiche casette disposte ad anfiteatro e colorate di colori pastello, i primi localini turistici che finalmente riaprono dopo la lunga pausa invernale e seminano altri colori e profumi all'intorno, e con alcune barche a vela che dondolando lentamente attraccano in banchina.
Nell'ambito delle Passeggiate poetiche, la compagnia Matuta teatro di Sezze ha proposto sull'isola "Appunti per un'epica nostra", di e con Titta Ceccano come voce recitante e con Roberto Cartani alla chitarra per gli intermezzi musicali: una celebrazione della cultura contadina e della memoria collettiva dei Monti Lepini.
È un monologo sul senso di appartenenza alle terre che furono di Ulisse e di Enea, di Virgilio e di Orazio, di Norba che si schiera con Mario nella guerra contro Silla e quando costui prevale viene messa a ferro e fuoco, dei Papi e di Napoleone che cercano di completare la bonifica, dei viaggiatori dell'800 che restano ammaliati dalle paludi e dal mare, della Resistenza sui monti e degli scioperi a rovescia degli anni 50 del Novecento ... uno spettacolo davvero godibilissimo: da non perdere!
Il secondo spettacolo è stato messo in scena dalla rinomata Compagnia Ponzese, un gruppo teatrale amatoriale che ogni anno propone un nuovo lavoro. Quest'anno è stata scelta la commedia "Caviale e lenticchie", scritta nel 1956 da Scarnicci e Taranusi che deve molto del suo successo alla riduzione in dialetto napoletano.
Ed è stato un successo anche sull'isola: lo spettacolo è stato allestito nella Sala Polifunzionale del Comune, che un tempo ospitava le camerate comuni dei confinati e che ora raccoglie (quasi) tutte le attività culturali e sportive fiorite sull'isola.
Ho provato a seguire il debutto di venerdì sera alle nove, ma una volta raggiunto il porto con due colleghe rimaste anche loro sull'isola per il fine settimana, abbiamo scoperto che non c'era l'annunciata navetta di ritorno di mezzanotte e... quindi a malincuore siamo risalite a Le Forna senza averlo visto, ma ben determinate a tornare per la replica della domenica alle sei (con le navette confermate).
Lo spettacolo ha segnato il tutto esaurito e ogni sera la sala era stracolma (il sabato ho incrociato il mio padrone di casa, che poi mi ha confermato di essersi divertito): sono scattati spesso applausi a scena aperta e molte battute del protagonista, un capofamiglia vecchio stampo che di "mestiere" fa l'invitato imbucato alle feste per trafugare leccornie varie, hanno innescato molte risate nel pubblico eterogeneo, composto di vecchiettə, adultə e bambinə, che nelle ultime file hanno apparecchiato piccole tavolate di pizza e patatine, il cui odore ha reso il secondo atto molto più realistico del previsto.
La compagnia è formata da insegnanti, collaboratori scolastici, genitori, studenti ed ex-studenti dell'isola, ed è ovviamente molto conosciuta e apprezzata: tra attori, attrici e comparse, sul palco sono salite ben 12 persone, oltre a chi si è occupato delle scenografie, dei costumi e delle luci.
Sono state tre ore molto divertenti ed istruttive, su uno spaccato insolito e intimo dell'isola su cui vivo dallo scorso anno.
Lunedì a scuola abbiamo celebrato le
Giornata del mare insieme alla Guardia di Finanza, alla Polizia del mare e al gruppo dei sommozzatori per le aree protette delle Isole Ponziane. Le classi del triennio hanno seguito le varie attività proposte, tra video promozionali in classe e prove di bonifica nel fondale prospiciente il porto, con l'intento di sviluppare il concetto di "cittadinanza del mare" e rendere studenti e studentesse "cittadinə attivə" (virgolette della Finanza, scevà mio!) del mare, più volte definito il nostro oro blu, metafora che sull'isola acquista un ineludibile valore commerciale.
Abbiamo visto in video i recuperi fortuiti di alcuni bassorilievi rinvenuti nelle famose Grotte di Nerone, vicine al porto di Ponza, e ci è stato spiegato quanto sarebbe utile mantenerli in situ, sia per valorizzare l'isola e contribuire allo sviluppo del turismo e sia per conservarli nel luogo stesso in cui sono stati ritrovati...
Ho anche scoperto che accanto alla sede centrale della scuola c'è il laboratorio del Dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche dell'Università della Tuscia: vorrei riuscire a visitarlo, prima o poi, perché ci hanno raccontato che l'Università ha individuato nel mare di Ponza, in località Le Formiche, il luogo ideale per il rilascio, nel giugno 2025, di oltre 200 "cuccioli" di astice europeo.
L'esperienza è stata talmente positiva che pensano di ripeterla nel 2027, rilasciando altri 600 piccoli esemplari: ci hanno spiegato che, tramite un prelievo di dna, il laboratorio è in grado di stabilire se gli astici che verranno pescati nei prossimi anni appartengono al gruppo rilasciato a Le Formiche.
Li abbiamo visti scivolare fuori dalle provette e intrufolarsi subito tra le alghe giallognole dei fondali, alla ricerca istintiva della loro nuova casa marina: tanti piccoli astici, corti come un dito mignolo ma già perfettamente formati, con quelle tipiche trasparenze iridescenti che li fanno assomigliare all'opale, con zampette e chele e antenne e le tipiche codine a ventaglio di un bel colore blu-violaceo che ben risalta nelle acque trasparenti e pulite dell'isola.
Una piccola grande emozione: uno spettacolo dopo l'altro!
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| Lo spettacolo "Appunti per un'epica nostra" |
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| Spettacolo "Caviale e lenticchie" |
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| Il recupero di copertoni dai fondali del porto ad opera dei sommozzatori della Guardia di Finanza |
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| Le bellezze del porto di Ponza |
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| Scorci sul porto |


















