IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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06 agosto 2026

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

TatiyakSPOT
Latitudine:38.06701
Longitudine:20.77246
Posizione GPS Data/Ora:08/06/2026 17:19:22 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2JrJgC/38.06701N/20.77246E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=38.06701,20.77246&ll=38.06701,20.77246&ie=UTF8&z=12&om=1

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Che meraviglia di mare 💙

⭐ Giovedì 6 agosto 2026
👣 Diciassettesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Vathy Lagadi (Zante) - Paralia Kaminia (Cefalonia)
⛺ 21 km di traversata con mare calmo

Puntiamo la sveglia alle sei per provare a battere sul tempo il Meltemi. Le previsioni per questi tre giorni annunciano l'arrivo di 10 nodi di vento da Ovest per il primo pomeriggio, quindi cerchiamo di partire il prima possibile per affrontare la traversata senza vento. Facciamo un'altra foto all'aurora giusto prima di smontare il campo ed entriamo in acqua che non sono ancora suonate le otto del mattino, battendo ogni nostro record passato e futuro.

Allo scoccare della prima ora di navigazione abbiamo già pagaiato per 5.8 km, al termine della seconda prr 11.6 km e alla fine della terza ora per 16.5 km: arriviamo a Cefalonia che non è ancora mezzogiorno, in meno di 4 ore, un'ora abbondante in meno rispetto alla traversata contraria che abbiamo affrontato una decina di giorni fa verso Zante.
Ci piacerebbe credere che dipenda dall'allenamento delle due ultime settimane di viaggio, ma pensiamo invece che sia merito di una dolce corrente superficiale che ci ha fatto vincere la leggera brezza contraria che soffia al mascone in maniera imprevista per quasi tutto il tempo.

Durante la traversata incrociamo un piccolo branco di 'neonata' ancora sotto la costa di Zante, un altro branco saltellante di aguglie appena dentro il canale ed una sola berta in volo radente sul mare leggermente increspato giusto a metà del tragitto.
In mezzo allo stretto Mauro legge sul gps la profondità del mare e ci tiene ad informarmi nel suo solito modo rassicurante: "se adesso sparisse tutta l'acqua, faremmo un volo di 150 metri"!

Poco prima della terza ora, avvisto l'unica attrazione in mare aperto, che definisco come due "galleggianti con la maniglia", perché con la menopausa mi capita spesso di non ricordare subito le parole giuste: Mauro impiega tutta l'ora successiva a capire che mi riferivo a due taniche usate dai pescatori come galleggianti per le reti da pesca, e solo perché in spiaggia ce n'è una terza che riconosce e nomina con til ermine  appropriato.

Il mare di qua dallo stretto riprende gli stessi colori meravigliosi che abbiamo appena lasciato dall'altra parte: man mano che ci avviciniamo alla costa, il blu indaco delle profondità diluisce in un bel turchese acceso, che verso la riva scolora ancora in un verde smeraldo che diventa così trasparente da rendere ben visibile ogni appezzamento scuro della prateria di posidonia e ogni singolo scoglio dorato disperso sul fondale sabbioso.

Sbarchiamo nello stesso identico punto su cui avevamo bivaccato prima di lasciare Cefalonia, ritrovando ancora le impronte dei nostri kayak. Torniamo nella stessa identica taverna sul mare e ordiniamo anche lo stesso identico menù, perché le acciughe accoppiate e ripiene avevano lasciato un buon ricordo sui nostri palati. Stavolta però restiamo a poltrire sulla coppia di lettini imbottiti e ombreggiati che ci fanno sentire dei gran signori privilegiati. Assaggiamo pure il gelato confezionato più piccolo e più caro che ci sia mai capitato di trovare qui in Grecia, con una bellissima confezione di cartoncino che forse vale tutto il prezzo dello stecco.

Dovremmo deciderci a tornare in spiaggia, potrei fare una manina di sassolini o montare il telo ombreggiante tra i kayak ma ci siamo guadagnati il meritato riposo e, visto che per oggi abbiamo già assolto al nostro dovere, preferiamo restare sui lettini a leggere ad alta voce i meravigliosi racconti di Rachel Carson su onde, venti e correnti del mare.
Rimandiamo a più tardi il bagno, la passeggiata e la vita da spiaggia, come anche la scelta del programma per le prossime due settimana di viaggio...

L'aurora a Zante 
In navigazione nello stretto 
Tra Zante e Cefalonia 
Sbarco a Cefalonia con Zante sullo sfondo 

05 agosto 2026

Giornata di riposo 💙

⭐ Mercoledì 5 agosto 2026
👣 Sedicesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Vathy Lagadi

Le previsioni meteo sarebbe buone anche per tentare la traversata su Cefalonia, ma scegliamo di prenderci un'intera giornata di riposo a Zante.
Mi sveglio all'alba per puro caso, giusto il tempo di scattare una foto all'orizzonte amaranto. Poi ripiombo nel sonno fino a quando il sole non è alto e infuoca la tenda.
Anche se restiamo nel nostro angolo di paradiso, smontiamo il campo e riponiamo ogni cosa nei gavoni dei kayak: la spiaggia resta libera per chi arriva dal mare ad ondate successive.
Noi ci limitiamo a poltrire all'ombra, spostandoci con lei di ora in ora, finché tutta la spiaggia non resta al sole e troviamo riparo sotto l'unico cespuglio fruibile fuori della zona privata retrostante, che delimita e restringe la spiaggia.
Leggiamo, nuotiamo, mangiamo, ridiamo e sonnecchiamo. Trovo un bel sasso levigato e una piccola ciprea maculata: assaporo la felicità delle piccole cose. Soprattutto laviamo i capelli, che dopo 15 giorni di viaggio cominciavano a sembrare dei nidi di uccelli. Tiriamo sera controllando le previsioni e pensando già a domani...

L'aurora dalla tenda 
Il nostro angolo di paradiso 
La minestrina di Mafalda 
Dopo lo shampoo
Giornata ideale tra dormite, letture e preziosi ritrovamenti 

04 agosto 2026

Giro completato 💙

⭐ Martedì 4 agosto 2026
👣 Quindicesimo giorno di viaggio in kayak 
🧭 Porto Vromi - Vathy Lagadi
⛺ 27 km con mare calmo e vento pomeridiano

Stamattina mettiamo la sveglia alle sei, con l'intenzione di iniziare presto la giornata, ma visto che è ancora buio pesto, la spostiamo in avanti di una buona mezz'ora.
Alle otto e mezza siamo già in mare e l'evento è talmente straordinario che persino il cielo si sorprende: per la prima volta dall'inizio del viaggio, non solo partiamo così presto, ma per tutta la mattina ci accompagnano una serie di nuvolette rosa che di tanto in tanto nascondono il sole. 

Il mare è una tavola blu e se non fosse per il cielo coperto farebbe un caldo soffocante.
Le prime onde arrivano coi primi motoscafi, tutti diretti come api sul miele verso la spiaggia del Navagio, con la sua mezza luna di parete verticale, di sabbia bianca e di un relitto che negli anni si è sempre più arrugginito. Fino a fine ottobre è vietato lo sbarco per ragioni di sicurezza e abbiamo letto di imponenti opere di consolidamento della scogliera, ma non vediamo la benché minima traccia di lavori in corso. Visto invece l'assembramento di barche, barchette e barconi ci fermiamo giusto per dare uno sguardo ad un'altro luogo per noi carico di bei ricordi.

Lo costa ora riprende ad essere alta e scoscesa, con una vegetazione di pini sempre rigogliosa ma che tinge del solito incredibile verde brillante giusto la parte più alta delle altissime pareti strapiombanti. 
In molti tratti sono evidenti, come nei due giorni passati, una serie di frane che hanno modificato nettamente l'orografia dell'isola: molte grotte devono essere state ostruite ma nuove spiaggette sono nate dalle rocce caduta in mare; alcuni smottamenti sono risalenti nel tempo, perché negli anni vi è ricresciuta la macchia mediterranea e anche qualche giovane pineta; altri cedimenti invece devono essere molto più recenti, perché sono candidi e intonsi, e si riconosce ancora bene il pezzo più chiaro di montagna che è venuta giù.

Dopo una decina di chilometri e un paio d'ore di navigazione ci fermiamo in una baietta con la spiaggia in parte coperta da una frana recente, con vari massoni inquietanti che campeggiano come dromi proprio sotto la parete color panna, dalla quale scende una leggere cascatella di pietruzze proprio mentre tiriamo in secca i kayak: è un chiaro monito a non sostare troppo a lungo, e infatti ci concediamo solo una manina io e una sigaretta Mauro.
Poi è tutto un viavai di barche, perché è l'ora di punta: sembra che siano all'inseguimento una dell'altra e trasformano il mare calmo in una confusione di onde incrociate che pure ci divertono finché i motori non si avvicinano un po' troppo, o come è toccato a Mauro, non si decidono a virare un po' troppo tardi, e solo perché chi è alla guida viene "svegliato" da uno più sveglio dell'equipaggio, dimostrando che negli anni le capacità marinare dei "guidatori" dei battelli turistici stanno peggiorando.

Riusciamo a fare un'altra breve sosta sugli scogli di una piccola ansa dove ricordavo che con un po' di fatica e di attenzione eravamo scesi per pochi minuti ancge dopo la prima traversata da Cefalonia a Zante nel 2007: è sempre bello ritrovare e riconoscere dei posti così particolari, ancor più quando ci sono rimasti attaccati così tanti ricordi.
L'ultimo tratto di costa verso il faro del capo settentrionale dell'isola corre più basso e livellato, con una serie ininterrotta di scogli-carciofo che qui a Zante sono più scuri e taglienti; ci sono anche tanti scogli più chiari, con la forma simile a panetti di burro, che sembrano in equilibrio precario sulla scogliera, come se ad un colpo di vento più deciso potessero rotolare in mare; c'è poi tutta una serie di scogli semiaffioranti e dorati, pieni di piccole guglie perfettamente allineate come fossero state incise da un orafo. Il mare deve lavorare costantemente questo capo esposto e il risultato cattura l'attenzione.

Passiamo d'infilata le Blue Caves, che per un soffio troviamo incredibilmente libere, perché il vento arriva puntuale e ci spinge deciso fin dentro il porto di Agios Nikolaos: sbarchiamo sotto la stessa taverna di dieci giorni fa e dopo un lauto pasto ci appisoliamo lì accanto, all'ombra cicaleggiante dei pioppi cresciuti in riva al mare.
Alle sei di sera, col vento in poppa che ci fa avanzare gratis, torniamo nel nostro angolo di paradiso e aspettiamo la notte...

La varietà della costa nord occidentale di Zante 
Le scogliere strapiombanti 
Barche, barchette e barconi...
Blue Caves tutte per noi
Mai così vicini
La manina della spiaggia con la frana