🧭 Mercoledì 20 maggio 2026
👣 Settimane impegnative a scuola
⭐ Il cimitero di Ponza
Sono le ultime settimane di scuola e come sempre il mese di maggio si riempie di verifiche, interrogazioni, correzioni, riunioni, consigli di classe, collegi docenti, consegne di documenti, colloqui finali e un'altra serie di scartoffie burocratiche che non serve menzionare. Si avverte nell'aria una certa stanchezza frammista ad una incerta speranza, la prima appesantita dai mesi invernali di scuola e la seconda ricolma dell'attesa dei mesi estivi, in cui si possono iniziare a togliere gli strati più pesanti degli umori e dei vestiti...
In questa settimana io ho concluso sia la formazione per l'anno di prova come docente neoimmessa in ruolo che il cosiddetto "visiting", cioè la visita mattutina della Dirigente Scolastica alla classe in cui faccio lezione, mentre faccio lezione: è stato un momento un po' particolare, però, perché a causa dei ritardi sempre più frequenti dei traghetti, sempre più lenti a causa del maltempo che ancora imperversa in questo infinito mese di maggio, la Dirigente è arrivata a scuola quando avevo ormai finito le mie ore di servizio e non sapevo più bene dove e come poter fare lezione...
Ma la creatività, la flessibilità e la disponibilità di colleghe e studenti hanno permesso a noi tre spaesate "docenti in prova" di poter concludere anche questa ultima prova, appunto.
Per queste incombenze scolastiche, e per qualche altra preoccupazione familiare che si è poi ben risolta, la scorsa settimana non sono riuscita a scrivere la mia solita pagina di diario scombinato e recupero oggi con un racconto che avevo lasciato in sospeso: la visita al cimitero di Ponza.
Ci sono stata con le amiche del Collettivo Spontaneo Donne di Latina, nella loro prima tappa della visita turistica dell'isola durante il ponte del primo maggio scorso.
Era molto tempo che volevo visitare il cimitero e sono stata contenta di farlo in compagnia.
A me piace sempre molto inserire nei viaggi la visita dei cimiteri: sono luoghi carichi di storie, silenzi ed emozioni, spazi vicini e distanti al tempo stesso in cui mi piace girovagare senza meta perché infondono una serenità fuori dal comune... il cimitero dell'isola è un cimitero speciale, alquanto sui generis sia per la posizione che per la costruzione.
Situato all'estremità orientale del porto, accoccolato sulla scogliera strapiombante in mare e all'ombra del faro che spunta spesso tra le cappelle funerarie, il cimitero di Ponza ha una storia particolare che si perde nella notte dei tempi. Il primo nucleo si sviluppa a partire dal 1772 su un'area che in epoca romana era occupata da un ampio complesso residenziale; le numerose modifiche intervenute nei secoli successivi hanno inglobato spazi via via sempre diversi, disposti anche ad altezze differenti, comprese persino delle cavità ipogee funerarie che erano state utilizzate come alloggi per i soldati durante gli scontri tra le truppe inglesi e francesi di inizio Ottocento.
Al primo colpo d'occhio, il cimitero di Ponza appare subito come uno dei più sorprendenti casi di architettura cimiteriale: basta fare pochi passi dentro al cancello, poco oltre la Chiesetta d'ingresso, per ammirare l'incredibile successione di cappelle aperte sul mare, disposte in file irregolari che sembrano però tutte perfettamente rivolte verso l'orizzonte lontano, anche quando sono invece incastonate in spazi angusti e ricavati dove non sembrava possibile inserire più neanche un altarino votivo.
Nei vari terrazzamenti di cui si compone il cimitero, tutti o quasi abbelliti da giardinetti ricolmi di piante fiorite anche se un poco trascurate, si possono scoprire tombe di ogni tipo, disposte in maniera talmente improbabile da dare l'impressione che ogni famiglia si sia ricavata il proprio spazio in modo abbastanza creativo: ci sono tombe interrate, oppure disposte in loculi orizzontali, decorati coi classici marmi levigati, altre tombe di famiglia sistemate in grandi cappelle a più piani, chiuse da ringhiere o portoni in ferro battuto, e altre tombe ancora sparse negli angoli più impensati, tra le mura del cimitero oppure a formare nuovi muretti di separazione su cui col tempo sono state deposte altre tombe.
Ci sono anche loculi più piccoli che ospitano urne cinerarie, e anche queste sono tutte diverse per forme, colori e dimensioni.
Si incontrano anche loculi scavati nel tufo, loculi costruiti nel giardino con massi levigati come piccole cappelle votive, loculi sovrapposti ad altri preesistenti che spiccano per originalità decorativa: uno è un piccolo tempietto greco in scala, con tanto di colonnato perimetrale, frontone triangolare e scalinata di accesso.
Il culto dei morti è un culto molto territoriale ed entrare nel cimitero di Ponza è un po' come recuperare il passato recente dell'isola, compreso il fenomeno dell'abusivismo edilizio, che sembra riflettersi in scala in questa piccola cittadina sorta attorno alle ultime dimore dei suoi vecchi abitanti.
Dopo esserci un po' perse nei vari labirinti in cui si articola il cimitero, complicati da scalinate oblique e sentieri sinuosi, abbiamo visitato un'ampia caverna in cui sono ancora ben visibili i segni degli scalpelli sulla volta interna: è talmente alta che le due pareti sono ora interamente ricoperte di loculi disposti su più piani, ma ancora più in alto dei loculi più alti si riconoscono delle iscrizioni latine di tombe incassate nella roccia e risalenti a chissà quale epoca.
Quel che più ha attirato la mia attenzione è la cura meticolosa con cui sono abbellite tutte le tombe, sia quelle al chiuso che quelle all'aria aperta: se per queste ultime prevalgono fiori finti di stoffa o di plastica, ma anche molte piante vive in vaso o in terra, per le tombe interne sono prevalenti i pizzi e i merletti. Ogni lapide è ornata da una bordura bianca traforata che contorna il nome, la foto e il lumino: sembra quasi che ogni defunto abbia un suo motivo di pizzo personalizzato, e questa varietà mi ha fatto pensare ai maglioni dei marinai norvegesi, lavorati a ferri con motivi particolari per poter riconoscere i corpi anche dopo i naufragi.
Su tutte le decorazioni prevalgono quelle in maiolica e ci sono molti ritratti, fotografie o dipinti, riportati sulle tipiche mattonelle a colori pastello che ero abituata a trovare su portoni o muretti, ma che ora so possono arricchire anche la tomba di un caro defunto. Alcune di queste maioliche raccontano proprio la vita che la persona ha vissuto sull'isola e ovviamente non mancano richiami al mare, alla pesca e alla navigazione, ma anche al tramonto, alla luna e alle stelle che si riflettendo in acqua. Il cimitero è circondato dal mare, sospeso su questi vari terrazzi irregolari tutti a strapiombo sul mare, talmente isolato da dare l'impressione che da un momento all'altro possa sollevarsi da terra e librarsi per aria con tutto il suo carico di umanità silente, come un battello leggero che si invola nel cielo.
Forse distratte da tanta strana bellezza, abbiamo un po' perso il controllo e ci siamo trovate coinvolte in un'improbabile ma riuscitissima operazione di recupero di un cellulare dispettoso, volato da una tasca giù al piano di sotto, cioè il tetto del colombario sottostante: le grandi scale in ferro che sono sempre in uso nei cimiteri hanno facilitato il rapido recupero, sia del telefono che del contegno rispettoso da tenere in questo luogo incantato.
Ci torneremo, com'è inevitabile che sia, anche se non proprio in questo cimitero dell'isola!
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| Il cimitero di Ponza |
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| Le visioni interne ed esterne |
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| Sovrapposizioni temporali... |
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| La grotta delle tombe coi pizzi |
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| Le operazioni di recupero! |