IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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27 luglio 2026

Cambio di programma 💙

⭐ Lunedì 27 luglio 2026
👣 Settimo giorno di viaggio in kayak 
🧭 Porto di Agios Nikolaos - Paralia Vathi Lagadi 
⛺ 15 km con mare da poco mosso a calmo

Trovare un posto dove montare la tenda nel porto non è mai facile ma qui a Zante sembra che nessuno si curi di noi.
Avevamo adocchiato uno spiazzo libero affianco al motoscafo tirato in secca su un carrello dalle ruote bucate e dal nome perfetto: Nautilus. Ma quando rientriamo dalla taverna, troviamo lo spiazzo occupato dal motorino di un pescatore solitario e per fortuna, perché è proprio sotto uno dei tre lampioni del molo che speravamo non funzionassero e invece illuminano a giorno.
Ci spostiamo allora sotto la poppa di un altro motoscafo, questo issato su una pila si mattoni e coperto da un telo tutto sfrangiato. 

I rumori del porto sono tanti e vari: lo sciabordio delle barche ormeggiate, il tintinnare delle cime sugli alberi delle vele, la musica di una festa all'aperto, le grida di qualche bambino ancora sveglio e un paio cani che abbaiano lontani. Sono tutti attutiti dal canto dei grilli e quando scende l'oscurità si smorzano velocemente.

La luce del mattino entra in tenda alle otto suonate e noi troviamo lo scivolo occupato da un carrello ricolmo di kayak colorati in plastica: è uno dei due gruppi che oggi partono per l'escursione guidata alle Blue Caves, una delle grandi attrazioni turistiche dell'isola che richiama centinaia di imbarcazioni a motore. Il primo gruppo parte quando noi stiamo andando al bar a fare colazione (e rientra un paio d'ore dopo, proprio mentre noi stiamo uscendo dal porto); il secondo gruppo invece è composto da una mezza dozzina di kayak doppi e impiega oltre un'ora per lasciare lo scivolo. Ci fa piacere osservare le molte spiegazioni sulla pagaiata e sulla sicurezza e anche constatare che negli anni il kayak a Zante si è diffuso così tanto.

Il nostro programma per la giornata era quello di pagaiare lungo la costa nord occidentale dell'isola: le previsioni non annunciavano che una bava di vento e ci sembrava la giornata adatta per superare il capo, raggiungere la famosa spiaggia del Navagio, col suo relitto tra i più fotografati al mondo, e proseguire poco oltre fino al piccolo fiordo di Porto Vromi, dove ci fermiamo ogni volta che torniamo a Zante.
Superate le superaffollate Blue Cave e doppiato il bel faro di Capo Skinari, ci ritroviamo invece in un bel mare agitato da un deciso e inaspettato vento contrario: proviamo ad avanzare per qualche chilometro, seguendo la costa rocciosa priva di qualsiasi possibile punto di sbarco, sperando che il moto ondoso si attenui, ma avanziamo troppo lentamente e oltre il capo successivo il vento inizia ad aumentare.
Quindi a malincuore torniamo indietro.

Ci dirigiamo in una caletta un paio di chilometri a Sud rispetto al porto, e per raggiungerla pagaiamo per quasi quattro ore. Ma nale valeva la pena!
Non tanto per la fatica, ma perché se l'avessimo incrociata appena due chilometri dopo aver lasciato il porto di sicuro non ci sarebbe neanche venuta l'idea di sbarcare, figuriamoci quella di fermarci per la notte.
E invece è un piccolo angolo di paradiso: una bella caletta di ciottoli bianchi incastonata tra due pareti rocciose dilavate dalle intemperie, rosse per le concrezioni di ferro e verdi per le tante piante di cappero.

L'acqua trasparente prende tutte le gradazioni possibili dal verde chiaro al blu cobalto e siccome non c'è un accesso da terra, le poche persone che arrivano dal mare restano giusto il tempo di un bagno e poi se ne rivanno come sono venute, chi a bordo di piccoli motoscafi e chi su dei Sup (Stand-up Paddleboard), le sempre più comuni tavole gonfiabili su cui si pagaia in piedi, alcune delle quali montano persino dei piccoli motorini elettrici...

Mauro prepara un ottimo cous-cous al pesto rosso e ceniamo nel silenzio della caletta tutta per noi, con l'unica compagnia delle cicale che friniscono all'ultimo sole. La risacca leggera è così delicata da cullarci la ninna nanna.

Blue Caves
Oltre Capo Skinari 
Cambio di programma 
Il nostro piccolo angolo di paradiso 
La manina di Vathi Lagadi

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

TatiyakSPOT
Latitudine:37.88976
Longitudine:20.71522
Posizione GPS Data/Ora:07/27/2026 16:48:25 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2JYZAx/37.88976N/20.71522E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=37.88976,20.71522&ll=37.88976,20.71522&ie=UTF8&z=12&om=1

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26 luglio 2026

Di traversate tra le isole 💙

⭐ Domenica 26 luglio 2026
👣 Sesto giorno di viaggio in kayak
🧭 Paralia Kaminia (Cefalonia) - Porto di Agios Nikolaos (Zante)
⛺ 20 km con mare calmo

Oggi traversiamo su Zante.
L'isola sembra vicina e la notte è stata lunga e silenziosa: dovremmo avere energie sufficienti per affrontare la traversata.
Ci svegliamo col primo sole ma come al solito partiamo dopo ore.
La giornata è quella giusta per avventurarsi in mare aperto: non c'è una bava di vento e il sole non è troppo caldo. Aspettavamo da giorni una finestra di bel tempo per tornare a Zante e le previsioni l'hanno confermata.

La prima ora trascorre lenta e tranquilla, con qualche berta maggiore che incrocia la nostra rotta: ho un debole per questi meravigliosi uccelli pelagici dal dorso marroncino e dal ventre chiaro, dalla testa piccolina col becco scuro e dall'apertura alare ampia e possente, adatta a volare con pochi battiti sul pelo dell'acqua come se il mare fosse per loro un secondo cielo.
Mi sono sempre sembrate un segnale di buon auspicio perché, quando ci sono le berte a volare intorno ai kayak, il vento anche più forte non ci ha mai impensierito.

Oggi una leggere brezza si palesa quasi insieme alle berte e rinforza lentamente man mano che ci avviciniamo a metà dello stretto.
Alla fine della seconda ora di navigazione una sterna bianca vola in semicerchio intorno a noi e va a posarsi su una tanica rossa usata dai pescatori come galleggiante per le reti da pesca: ci fermiamo anche noi a mangiare uno dei fruttini di mele cotogne che Mauro ha imparato a preparare seguendo la ricetta del Mammut.
Ci deve essere una bella corrente superficiale perché nei 5 minuti di sosta i kayak scarrocciano di un centinaio di metri: Mauro tiene sempre d'occhio la rotta impostata sul Gps e quando riprendiamo a pagaiare dobbiamo compensare come ci succede un altro paio di volte prima di arrivare vicino alla costa di Zante.

La terza ora di navigazione è la più lenta perché cominciamo a sentire la fatica della tratta senza sbarchi, visto che non abbiamo più un allenamento costante.
Ci distraiamo raccontandoci a vicenda i ricordi di traversate precedenti, quando il mare era così piatto da sembrarci addirittura noioso o quando si era ingrossato così tanto da non farci più vedere l'isola che cercavamo di raggiungere.

La quarta ora è la più faticosa perché in maniera del tutto imprevista, quando siamo ormai in vista del faro di Zante, si alza una brezza frizzante al mascone che ci rallenta oltre ogni nostra speranza.
Sembra che le ondicelle spruzzate di bianco vogliano festeggiare il nostro ritorno sull'isola e accompagnarci per tutto l'ultimo tratto fino all'ingresso del porto di Zante.
Peccato che al vento inaspettato si sommino le onde del tutto prevedibili ma oltremodo fastidiose delle numerosissime barche a noleggio che incrociano lungo la famosa scogliera delle Grotte Azzurre.
Si accalcano tutte verso la nostra stessa meta e l'ultima mezz'ora di traversata è anche quella più affollata.

Il porto è lo stesso di sempre ma noi impieghiamo qualche ora per ricordarci di esserci già sbarcati anni addietro: scegliamo l'unico scivolo di alaggio e speriamo di trovare un posto adatto per la tenda.
Non è facile tirare in secca i kayak ma in compenso è facilissimo trovare una taverna

Zante all'orizzonte 
Cefalonia alle spalle 
Polpiyak in mare aperto
Pranzo con fruttini 

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

TatiyakSPOT
Latitudine:37.90824
Longitudine:20.70730
Posizione GPS Data/Ora:07/26/2026 16:06:52 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2JWloS/37.90824N/20.70730E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=37.90824,20.70730&ll=37.90824,20.70730&ie=UTF8&z=12&om=1

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