IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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18 agosto 2026

messaggio dal TatiyakSPOT Localizzatore SPOT Personal Tracker

TatiyakSPOT
Latitudine:38.37852
Longitudine:20.53669
Posizione GPS Data/Ora:08/18/2026 19:00:36 CEST

Messaggio:Ioniche 2026.
Stiamo bene e il viaggio prosegue come programmato...

Fai clic sul seguente collegamento per vedere dove mi trovo.
http://fms.ws/2KBrMr/38.37852N/20.53669E

Se il link sopra non funziona , provate questo link:
http://maps.google.com/maps?f=q&hl=en&geocode=&q=38.37852,20.53669&ll=38.37852,20.53669&ie=UTF8&z=12&om=1

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Verso Nord 💙

⭐ Martedì 18 agosto 2026
👣 Ventinovesimo giorno di viaggio in kayak🧭 Paralia Agia Kiriaki - Assos
⛺ 16 km con mare increspato

La volpe è tornata anche stanotte.
Puntuale come una volpe svizzera.
Alle tre ha ripreso a zampettare intorno alla tenda e ai kayak come fossero una novità, e magari lo erano davvero perché ogni notte potrebbe essere una volpe diversa.
Stavolta la visita si risolve con un piccolo danno al kayak di Mauro: la simpatica creatura sbrindella il copri-pozzetto rosso che era già agonizzante da parecchio tempo. Nient'altro, salvo le foto col flash che Mauro scatta nella notte sperando di allontanarla, anche se ogni volta la volpe torna come se volesse giocare a nascondino. Dopo il terzo assalto e il quinto strappo del copri-pozzetto finalmente se ne va.

Al mattino ci svegliamo di soprassalto su Arrakis con martellatore in azione.
Ci mettiamo un po' a capire che si tratta di uno di quegli ombrelloni di ultima generazione dotati di un "palomartello", che sarà pure funzionale sui ciottoli ma produce un suono di trivella alquanto preoccupante.
Sono le nove e mezza.
Non abbiamo mai fatto così tardi.
Sia a svegliarci che ad andarcene, perché ci mettiamo sempre meno di mezz'ora a smontare il campo ma poi stiamo oltre due ore ad ammirare il panorama, a fare colazione all'ombra, a rinfrescarci con un primo bagnetto, a ricostruire il puzzle del kayak e a trovare posto per ogni nuovo prezioso ritrovamento (ossa, legnetti, ciottolini, conchiglie o spugne).

Oggi riprendiamo il mare all'una suonata.
E costeggiamo da vicino la costa rocciosa, pur sapendo che fino a Mirtos e oltre è tutta una sequenza ininterrotta di frane piccole e grandi, recenti o meno, che hanno cancellato ogni sicuro punto di sbarco.
Mirtos la guardiamo da lontano perché sarà anche bellissima, sia da terra che dal mare ma è anche sovraffollata, sia da terra che dal mare.
Puntiamo il bel promontorio pronunciato di Assos quando inizia a levarsi una brezza da Ovest che sembra volerci suggerire di entrare a cercare riparo, seguendo i quattro capetti di questa penisola "quadrottata" che assumono forme via via diverse: un drago, una tartaruga e un triceratopo, mentre sull'ultimo sperone roccioso si è aperta una fessura alta e sottile che sembra essere stata tagliata con un coltello.

Il venticello gentile che increspa il mare e genera "lavatrici" sotto le scogliere sovrastate dai resti di un grande castello fortificato ci accompagna con andature sempre diverse, al mascone sul versante meridionale, al traverso su quello occidentale e finalmente di poppa piena lungo il versante settentrionale e fin dentro al ridossato golfo su cui sorge uno dei paesi più belli e tradizionali di Cefalonia: Assos.
Sbarchiamo sull'unico scivolo e troviamo un tavolo libero sul terrazzino accanto.
Restiamo con le gambe comodamente incrociate sotto al tavolo dalle quattro alle sette del pomeriggio, osservando il continuo via vai di persone lungo il molo fiancheggiato da casette colorate.

Assos è una piccola gemma in riva al mare.
E diventa più bella di anno in anno: ci sono ancora dei lavori in corso, ma la maggior parte delle casette è stata ristrutturata e il paesino è vissuto da più generazioni, coi vecchietti che gestiscono i tre negozietti di cartoline e souvenir, coi giovani che servono ai tavoli delle varie taverne e coi bimbetti che giocano a pallacanestro nel piazzale imbiancato a calce antistante la chiesetta.
Restiamo in attesa fino al tramonto, in modo che vada in ombra il triangolino di spiaggetta ciottolosa che si intravede proprio di fronte al paese, sotto la scogliera rossastra della penisola del castello ricoperta da una fitta boscaglia di verdissimi pini marittimi.
Oggi scriviamo il diario ancor prima di sbarcare, perché dobbiamo aspettare che il sole tramonti dietro al castello, così da poter pagaiare gli ultimi 250 metri e raggiungere la nostra casetta per una notte...

La volpe svizzera di Agia Kiriaki
Il bel Golfo di Agia Kiriaki 
La costa verso Nord, prima e dopo Mirtos 
Assos dal mare e da terra
Assos la gemma

17 agosto 2026

Nella stessa taverna 💙

⭐ Lunedì 17 agosto 2026
👣 Ventottesimo giorno di viaggio in kayak🧭 Paralia Agia Kiriaki

Appena svegli scegliamo di restare.
La notte è stata una di quelle movimentate, sia perché si sgonfia più volte il materassino di Mauro, finché lui non è costretto a mettere in uso quello di riserva, e sia perché torna a trovarci una volpe curiosa e assai intrepida. Torna perché, dopo quella che abbiamo visto alla baietta senza nome che ci aveva rosicchiato i tiranti della tenda nell'unica notte di pioggia, anche l'altra sera a Porto Atheras una bella volpe dalla folta coda fulva si è avvicinata al nostro campo proprio mentre montavamo la tenda.

Questa invece ci sveglia alle tre di notte, sotto una stellata luminosa che ci tiene in osservazione lo stesso tempo che dedichiamo alla volpe: si sente zampettare veloce sui ciottoli, avvicinarsi ai kayak attratta da chissà quali odori, sfilare da sotto la tenda le ciabatte di Mauro e persino fare capolino contro la zanzariera, proprio a pochi centimetri da noi, col profilo del muso allungato e delle orecchie appuntite in evidenza sul riflesso notturno del mare.
La mattina scopriamo che sui kayak ci ha camminato avanti e indietro, lasciando una bella serie di impronte bianche che sembrano quelle di un gattone gigante.

Restiamo volentieri ad Agia Kiriaki, prendendoci un altro giorno da "terragni", perché questa è una delle cale più tranquille e ospitali dell'isola: abbiamo ombra naturale fino alle due del pomeriggio, sotto le belle fronde di una coppia di alberi di ailanto che ha trovato il modo di resistere alle avversità; abbiamo acqua dolce per rinnovare le scorte, e pure sigarette in abbondanza, visto che la mia spedizione in paese ha avuto successo. Inoltre, lo stabilimento balneare è silenzioso, stranamente senza musica dal vivo, e persino il centro di noleggio di "water sports" è ben appartato e offre escursioni in kayak, sit-on-top e sup. Solo quando partono le moto d'acqua speriamo che compaia un bel tonno, come nell'esilarante video ironico del 2006 realizzato dalla fondazione francese contro l'inquinamento acustico in mare (link qui per rivedere il video e capire il riferimento!).

Anche la taverna non ha la musica!
È una classica taverna greca a conduzione familiare, ma questa ha la particolarità di essere gestita da sole donne, tre generazioni di nonne, madri e nipoti in cucina, ai tavoli e alla cassa.
Mentre pranziamo, Mauro formula uno dei suoi pensieri tipici: finché in taverna ci sono persone che parlano altre lingue, il rumore indistinto rimane di sottofondo, ma se invece chi ti siede intorno parla la tua stessa lingua, allora le voci rischiano di distrarti dai pensieri e di alterare la serenità del momento.
Il resto della lunga e lenta giornata di riposo scorre tra le nostre solite letture, scritture, foto, nuotate e risate.
Chissà se stanotte tornerà ancora la volpe...

Agia Kiriaki allo sbarco, al tramonto e all'alba del giorno di riposo 
Le impronte della volpe sul mio kayak
Ferro botanico
Pesce in taverna
Ricordi della scarpinata di ieri 💚

16 agosto 2026

Di taverna in taverna 💙

⭐ Domenica 16 agosto 2026
👣 Ventisettesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Porto Atheras - Paralia Agia Kiriaki
⛺ 16 km con mare calmo

Al risveglio troviamo una coppia mista greco-ucraina che ci offre a più riprese fagottini ripieni, panini imbottiti e acqua fredda, e poi siede all'ombra per ore a giocare a scacchi. Tanto per confermare che il signore poco gentile di ieri sera è l'eccezione - e chissà se non hanno assistito alla sceneggiata e, come pensa Mauro, han voluto mostrarci l'altro volto dell'accoglienza ellenica!
Prima di imbarcarci scambiamo anche quattro chiacchiere con una coppia veneta che dice di non aver mai visto una cosa del genere: navigare per giorni in kayak con dietro tutto l'occorrente per il campeggio nautico.

Usciamo dal pronunciato Golfo di Atheras pensando di non aver mai pagaiato da queste parti con un mare tanto calmo da sembrare una lastra di alabastro.
Anche sul capo, solitamente interessato da venti e correnti, riusciamo a "scogliettare" come mai prima, tanto da entrare con estrema facilità nella grotta che si apre proprio alla fine del promontorio e che oggi è occupata da un piccolo gregge di capre selvatiche, che riempie del loro afrore le volte basse della piccola cavità rocciosa.

Entriamo con una leggera brezza a favore nell'ampio Golfo di Fteri, una delle spiagge più belle e ora più affollate dell'isola, tanto che dal vicino porticciolo di Zolà hanno organizzato un servizio di taxi-boat che garantisce corse avanti e indietro per l'intera giornata.
Le bellissime scogliere bianche tagliate come perfetti triangoli equilateri sono completamente occupate da panfili di varie misure, complice anche la domenica di festa.
È una dimensione del tutto diversa da quella che ricordavamo dal nostro primo viaggio del 2007, ma già l'anno passato avevamo capito che l'aria stava cambiando. Da un lato ci fa piacere vedere come il turismo stia aiutando l'isola, dall'altro speriamo che Cefalonia non perda la sua anima più sincera e selvaggia.

Torniamo nella taverna dove abbiamo sempre fatto sosta e ci sbrighiamo ad aggiornare il diario di viaggio prima di affrontare (io) la scarpinata al paese più vicino (2km con 200 metri di dislivello) per cercare sigarette per l'Uomo di Ferro, che dopo tre giorni di astinenza comincia a dare segni di insofferenza...

La varietà del promontorio settentrionale 
Il Golfo di Fteri lontano dalla spiaggia di Fteri
La grotta delle capre
Impronte 
Sorrisi