⭐ Mercoledì 29 luglio 2026
👣 Nono giorno di viaggio in kayak
🧭 Porticciolo di Psarou - Akrotiri Kryoneri⛺ 10 km con mare piatto e caldo afoso
Nelle notti di luna piena questo porticciolo si anima di pescatori e pescherecci, ma anche di famiglie che con la prima oscurità scendono al mare in cerca della brezza rinfrescante e che si trattengono in chiacchiere e risate fino a notte fonda.
Fortuna che al mattino il porto dorme più di noi, che smontiamo presto il campo perché rischiamo di finire lessi sulla graticola del molo di cemento.
Riprendiamo volentieri a pagaiare perché dopo i lavori di movimentazione dei kayak, che anche con l'aiuto dei rulli predisposti da Mauro a me sembrano sempre faticosissimi, sederci in kayak ci permette di rilassarci.
La costa procede per qualche chilometro bassa e antropizzata, poi un po' più alta e un po' più antropizzata.
La linea costiera è stata praticamente sostituita da un ininterrotto muretto di cemento, in alcuni tratti rivestito di pietra locale, in altri divelto dal mare. Almeno lo sfacelo che ricordavamo di giardini franati in mare e di case abbandonate in bilico sui dirupi sembra stato sistemato e ora tutto è molto più ordinato. E tutto molto più saldamente cementato.
Sbarchiamo in un altro piccolo porticciolo per quella che doveva essere solo una sosta tecnica e che invece si trasforma in una lunga pausa pranzo, perché sappiamo resistere a tutto tranne che alle tentazioni: la taverna affacciata sul mare offre delle omelette farcite di verdure fresche e feta e fa talmente tanto caldo che serve accompagnarle con birra fresca e caffè frappè.
La baia è lambita da un fondale sabbioso poco profondo che mette in evidenza le praterie di posidonia, le scogliere affioranti che tingono il mare di giallo ocra, le spugne che a centinaia si affollano sugli scogli.
Si vede persino qualche riccio e abbiamo la fortuna di incrociare anche oggi la rotta di una grande tartaruga.
Quando riprendiamo a pagaiare, Mauro impazzisce per i rumori delle moto d'acqua e dei motoscafi che trainano giochi gonfiabili, e anche se cerco di riportarlo ad ammirare i fondali meravigliosi di questo tratto di mare, gli si rovina l'umore.
E anche la digestione.
Quindi sbarchiamo prima del previsto in un triangolo di spiaggia libera sotto il faro in pietra del capo che preannuncia il porto di Zante, qualche chilometro più a Sud.
Lo tzipouro che ho stivato nel gavone lo aiuta sia a digerire che a recuperare il buon umore: qui siamo soli, all'ombra e lontano da altre tentazioni!
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| Com'è, com'era, come sarà. |
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| Un'altra grande tartaruga |
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| Il mare meraviglioso con il Peloponneso all'orizzonte |
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| La manina di Akrotiri Kryoneri |
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| Una manina unica |









