IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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19 settembre 2019

Tamigi in kayak e Greenwich a piedi...

E' ormai passato oltre un mese da quando ho visitato Londra.
Ma il ricordo di quella breve vacanza oltremanica è ancora molto forte!
Sono stata invitata ad insegnare al Women's Sea Kayak Festival nel South Devon che si svolge ad anni alterni a metà agosto e ho fatto scalo nella capitale inglese per qualche giorno: quale migliore occasione per pagaiare sul Tamigi?
Con la guida d'eccezione di Michal Madera ho avuto modo di navigare per un tardo pomeriggio lungo le sponde del fiume che attraversa la città, facendo capolino tra i docks ed i grattacieli, ammirando castelli e gallerie d'arte, risalendo la corrente contraria tra un ponte e l'altro.
E' stato molto emozionante raggiungere il Tower Bridge in kayak in una tipica giornata londinese, col cielo di un intenso color grigio cenere ed un coprente velo di foschia ad avvolgere le cime dei palazzi. Ho ritrovato intatto lo spirito inglese in ogni cosa, dalle case galleggianti attraccate a vecchi pontili mobili ai ferry boat turistici e di linea che sfrecciano incessanti nel centro del canale navigabile, dai ragazzi che guardano distratti dalle finestre dei pub agli autobus rossi a due piani che si districano nel caotico ma regolare traffico metropolitano...
Il silenzio del Tamigi è rotto da continui rumori: le onde che frangono sulle corte spiagge disseminate di mattoni rossi, le correnti di marea che mulinano tra gli anneriti piloni dei vari ponti, i gorghi spumeggianti che si allargano intono allo scafo e sembrano voler ingoiare la pagaia... E poi il ticchettio della pioggia sul ponte del kayak, le auto che borbottano incolonnate lungo i viali, le voci dei bambini che si sbracciano per salutarti da lontano.
Erano anni che sognavo di pagaiare sul Tamigi: e seguendo la corrente il sogno s'è avverato!

Il mio primo scorcio sul Tamigi in una giornata baciata dal tipico "british weather"!
Michal attraversa il Tamigi alla volta della Tate Gallery... 
L'accattivante forma della City Hall progettata dal Sir Norman Foster (che non disegna solo brutti yacth!)
L'inequivocabile simbolo di Londra: il Tower Bridge!
La guida del Tamigi per l'uso ricreativo: a me è sembrata più che perfetta!
Uno scorcio di Londra dalla collina di Greenwich...
La lunga fila per la foto di rito sul Meridiano Zero di Greenwich...
L'antico cippo marmoreo usato come riferimento fino a metà Ottocento...
L'attuale Meridiano contornato dalle iscrizioni delle coordinate Est-Ovest di vari capitali mondiali...
La storia è fatta dal tempo che scorre, e che qualcuno si premura di misurare...

La calorosa accoglienza di Natalie Maderova, una delle organizzatrici del symposium femminile e l'unica delle tre a vivere nella capitale, mi ha anche permesso di dedicare un'intera giornata alla visita di un altro luogo imprescindibile per chi viaggia per mare: Greenwich!
Ci sono arrivata a piedi in venti minuti, dapprima seguendo il percorso pedonale lungo i Docks e poi infilandomi nello stretto budello nero illuminato al neon del Greenwich Foot Tunnel, l'incredibile sottopassaggio che attraversa il fiume e che può essere percorso solo a piedi o in bicicletta (poco dopo aver pagaiato sul Tamigi, quindi, ci sono anche passata sotto a piedi!).
L'arrivo a Greenwich è stato altrettanto emozionante.
Poter tenere un piede nell'emisfero orientale ed uno in quello occidentale semplicemente facendo un passo a cavallo del Meridiano Zero è un'esperienza unica ed irripetibile: unica perchè permette di ripercorrere mentalmente le lunghe diatribe per giungere alla condivisione di un riferimento chiaro, unico e preciso per la navigazione intorno al globo; irripetibile perchè la lunga fila di turisti che si forma di continuo nel cortile interno per scattare la foto di rito su quella linea ramata ti sospinge presto ai margini di un'esperienza collettiva che, come spesso accade, sembra più desiderosa di collezionare selfie piuttosto che assaporare la storia di un luogo unico...
E a Greenwich c'è da rifarsi gli occhi dentro e fuori il museo dell'osservatorio reale, percorrendo le sale della piccola ma accogliente residenza che ha ospitato gli astronomi impegnati a risolvere la misurazione della longitudine, curiosando nelle teche che conservano e proteggono i primi orologi meccanici, sbirciando tra telescopi antiche e moderni. All'uscita m'è tornata una gran voglia di rileggere "La chioma di Berenice" di Denis Guedj perchè la storia di Greenwich parte davvero da molto lontano. E ci induce a scoprire, tra le altre cose, anche la storia della navigazione...

19 giugno 2019

Il viaggio in kayak a Genova...

Sono sempre contenta di tornare a Genova.
Stavolta per una doppia ragione: rivedere la ragazze con cui abbiamo organizzato "Il sorriso del mare" e partecipare ad una serata di presentazione di viaggi in kayak!
L'occasione è nata dall'idea di Paolo Ghelfi di presentare la sua nuova guida della Liguria orientale in kayak "La costa dal mare", un bellissimo libretto che ho avuto la fortuna e l'onore di leggere in anteprima e che è pensato per far scoprire a ritmo di pagaia uno dei tratti di costa più belli d'Italia.
L'incontro è fissato per il prossimo venerdì 21 giugno alle ore 19 presso la Lega Navale Italiana Sez. Quinto al Mare (Via Majorana 6 - Genova) e propone racconti ed immagini di un turismo nautico alternativo e sostenibile lungo le coste del Mediterraneo.
L'iniziativa promossa dalla sinergica collaborazione tra la Lega Navale di Quinto e Canoaverde di Genova Nervi è gratuita ed aperta a tutti, anche ai non soci interessati ad ascoltare i racconti di viaggio in kayak di Tatiyak, Luisa Casu, Giuliano Battaglia e lo stesso Paolo Ghelfi.
Siete tutti invitati: accorrete numerosi!


Con la scusa della serata (anzi, la scusa è arrivata dopo!) mi trattengo qualche altro giorno a Genova per lavorare con le organizzatrici del symposium femminile italiano di kayak da mare "Il sorriso del mare" alla seconda edizione del 2020.
Dobbiamo stabilire data e luogo, invitare le insegnanti straniere ed italiane, coinvolgere le vincitrici delle borse di studio della prima edizione del 2018: ci sono ancora tantissime cose da fare e le forze non ci mancano, ma avevamo bisogno di incontrarci di persona per fare il punto della situazione.
Il gruppo affiatato di quattro organizzatrici donne ha sempre lavorato a distanza, via mail e chat, costruendo nel tempo un solido rapporto di collaborazione che ha rafforzato l'amicizia pregressa e che ci ha fatto capire una volta di più quanto può diventare importante una passione condivisa.
Nelle prossime settimane, non appena avremo messo a punto le ultime cose, pubblicheremo il programma sui nostri soliti canali social e sul blog dedicato all'evento "Il sorriso del mare".
Intanto, ci dedichiamo a selezionare le molte idee che abbiamo avuto e soprattutto a sperimentare in kayak una serie di esercizi e di giochi che renderanno i prossimi incontri tra donne ancora più divertenti ed entusiasmanti (oltre che formativi!).
Vi terremo aggiornat*: stay tuned!

04 maggio 2019

Ponza & Palmarola sea kayak guided trip: what an adventure!

It was a little unexpected adventure!
We decided to spend 4 days paddling around two of the most fascinating islands in the Mediterranean Sea: Ponza is the biggest one of the three islands of the Ponziane Archipelago and it's just around 20 n.m.; Palmarola is even smaller and it's just few miles out; Zannone is the smallest one and it's a Natural Reserve were you can land only with a special authorization.
The circumnavigation of Ponza & Palmarola is the best option for a sea kayak group who wants to explore and appreciate this special place!
Both of the little islands boast century of history, starting witht the ancient Roman Empire that realized there few fish-farms, building some impressive swimming pools directly into the volcanic rocks close by the main harbour: you can easily push the bow of your own kayak into the narrow channels where they used to raise different wild fishes, such as moray, see bass and squids.

Sea kayak is the perfect boat to discover the countless secrets and the several attactions of Ponza island: every few strokes you can find a cave, a rock garden, a natural arch, a sea stack, a silent sandy beach approachable only by the clear dark blue sea.
This is the perfect season to visit the island, when the Spring is covered the coast line with yellow and purple flowers, the warm temperature is good enough to pick up a tent for the night and the holidays-makers are still few people.
Paddling around the islands is the perfect way to understand how close is the paradise!

We planned the trip according with the weather forecast. We did almost the same trip of our last time here in 2013 but we immediately realized how fast is the island changing its profile due to the sheet erosions and the landslides. Anyway we were able to cross the channel in a very calm and sunny day.
We completed the periplus of both Ponza and Palmarola islands during three very relaxing days, paddling 2-3 hours in the morning and bit more in the afternoon.
We spent one night in the uninhabited Palmarola island, eating all together on a special sheltered beach where you can find little strong black obsidian pebbles that are coming from the abandoned quarries still recognizable on the side of the highest hills.
We also walk on the top of the mountain to admire both the sea side and the old cavern village where just cats and grass plants keep surviving, apparentely apart from the civilization but only few miles far away...

We only struggled on the way back due to the strong North-Westerly winds and long white caps that increase the sea state from 3 to 4 in the last part of our trip.
There were blue water hills all around our small group of six kayakers, a sort of 1 to 2 meters breaking waves turning into a nervous "washing machines" closer to the rocky coast line.
One of the kayaks had the back hatch full of salty water due to a bad leaking on the skeg device and one of the kayakers had a bad seasickness due to a bad timing in assuming the proper pills.
Once we reached our last camp, we decided to go to the restaurant then. We made the right choise!
The last dinner was a special moment for all of us with that strange feeling you can feel only after having spent some days together paddling on the sea!
It was a little unexpected adventure we'd like to repeat soon!

Giacomo and his Nordkapp for the first time together on the salty water! 
Andrea and Mirella under the lighthouse of the La Guardia headland...
The group paddling around Capo Bianco (White Cape) leaving Cala Luna (Moon Bay)... 
Mirella in the middle of the Ponziane archipelago!
Camping site on the beach of the so called Harbour Bay in Palmarola island...
Spectacular view from the top of the mountain: can you still check the kayaks?!?
The magnificent so called Cathedral Bay in Palmarola island...
Pietro admiring the entrance of one of the dozen caves along the coast line...
Giacomo looking for that fantastic wooden-made sea-scape little home! 
Andrea on the way back from Palmarola to Ponza...
Just one of the billion relaxing moments!
Pietro and Giacomo admiring the cristal clear water and the yellow sulphur rocks...
Mauro and Pietro along the scenographic coast-line close to the Schiavone beach...
Pietro and the biggest natural arch in Ponza, the so called Spaccapurpo!
Searching for the famous Emerald Cave...
Giacomo paddling on the North side of the "Piana Bianca" rocky cliff...
Pietro paddling on the South side of the "Piana Bianca" rocky cliff...
One of the most intriguing cave close to the main harbour in Ponza island...
The ancient roman swimming-pool realized as a fishfarm, called Pilato's Cave...
One of my favourite activities during the lunch break: rock-balancing!

Il viaggio a Ponza e Palmarola è stata una piccola inaspettata avventura!
Abbiamo passato 4 giorni a pagaiare intorno a due delle più belle isole del Mediterraneo: Ponza è la più grande dell'arcipelago Ponziano ma ha uno sviluppo costiero di poco più di 20 miglia nautiche; Palmarola è anche più piccola ma dista dalla più grande appena qualche miglio; Zannone è la più piccola di tutte ed è una riserva naturale dove si può sbarcare solo con un permesso speciale.
La circumnavigazione di Ponza e Palmarola è la scelta più felice per un gruppo di kayakers interessato a scoprire le bellezze del posto.
Entrambe le isole hanno un passato ricco di storia e molte sono le testimonianze dell'antico impero romano, come gli incredibili murenari scavati nella roccia lavica a due passi dal porto principale: si può spingere la prua del kayak negli stretti canali di accesso alle antiche vasche di allevamento dei pesci e restare ammaliati dai giochi di luci ed ombre creati dai vari cunicoli che si diramano su per la scogliera.

Il kayak è l'imbarcazione perfetta per scoprire gli infiniti segreti e le molteplici attrazioni di Ponza: ogni poche pagaiate si incontrano grotte, giardini di roccia, archi naturali, faraglioni e piccole spiagge silenziose raggiungibili solo dal mare.
La primavera è la stagione perfetta per apprezzare i colori ed i profumi dell'isola, quando la costa si ricopre di fiorellini gialli e viola e quando le temperature miti invitano a montare la tenda sulla spiaggia perché i villeggianti sono ancora poco numerosi.
Pagaiare intorno alle isole è la maniera perfetta per comprendere quanto può essere vicino il paradiso!

Abbiamo pianificato il viaggio in base alle previsioni meteo-marine e ci siamo ritrovati a fare più o meno lo stesso giro dell'ultima volta, anche se abbiamo subito notato il profondo cambiamento della costa dovuto ad erosioni e smottamenti. La navigazione è comunque avvenuta in giornate calme e soleggiate che ci hanno permesso di pagaiare a pochi metri dalla riva.
Abbiamo completato il periplo di Ponza e Palmarola in 3 giorni con tutta la calma dettata dal luogo, pagaiando per 2-3 ore al mattino e qualcosa di più al pomeriggio.
Abbiamo trascorso una notte sulla disabitata isola di Palmarola ed abbiamo cenato tutti insieme sulla spiaggia ridossata e punteggiata di piccoli inconfondibili ciottoli di nera ossidiana, provenienti dalle dismesse cave ancora visibili sul costone scosceso delle colline all'intorno.
Abbiamo anche camminato su per il sentiero intagliato nella roccia per raggiungere la sommità della montagna spaccata ed ammirare dall'alto sia il mare blu disteso ai nostri piedi che il piccolo villaggio di case ricavate nelle grotte, all'apparenza così lontano dalla civiltà moderna...

Abbiamo avuto qualche lieve difficoltà solo sulla via del rientro, quando i forti venti da nord-ovest hanno ingrossato il mare di onde bianche e frangenti, che in breve tempo hanno circondato il nostro piccolo gruppo di sei kayak e che sono diventate una "lavatrice" impegnativa quando finalmente abbiamo raggiunto la costa, dove abbiamo pagaiato per un'altra ora in un mare stato 4.
Uno dei kayak ha imbarcato acqua dal gavone di poppa per una brutta infiltrazione dallo scasso della deriva ed uno dei kayaker ha sofferto un brutto mal di mare per una cattiva tempistica nella assunzione delle pillole anti-nausea.
Quando siamo arrivati al nostro ultimo campo, abbiamo deciso di andare a cena al ristorante. Abbiamo fatto bene: mangiare insieme ha rafforzato quello strano sentimento che nasce solo quando hai trascorso qualche giorno insieme in viaggio in kayak da mare!
Il viaggio a Ponza e Palmarola è stata una piccola avventura che speriamo di ripetere presto!

07 novembre 2018

Menk 2018: que xulo!

Sono partita e tornata col maltempo.
Allerta meteo su mezza Europa, Spagna ed Italia comprese.
Quando sono arrivata a Minorca, erano appena state dichiarate tre giornate di lutto istituzionale nell’intero arcipelago della Isole Baleari per un’alluvione devastante che a Maiorca aveva provocato ben 12 morti, compresi due turisti rimasti intrappolati in un taxi travolto da un’improvvisa ondata di fango. Era stata persino annullata la serata di presentazione del viaggio di Rai Puig “Solo in Papua”, ma un cambio strategico della sala ha permesso ad un centinaio di curiosi di assistere all'interessante racconto dal vivo del giovane canoista catalano.
Quando sono tornata in Italia, poi, una lunga serie di piogge torrenziali aveva interessato ormai tutta la penisola, facendo registrare sia ingenti danni che una lunga lista di morti e dispersi, tanto sulla costa quanto nell’entroterra, con spiagge mangiate dal mare in tempesta e montagne di abeti abbattuti dai venti di burrasca.
La sorte del giro in kayak dell’isola di Minorca sembrava segnata.

Con la maglietta delle XIII Jornadas de Menk 2018 poco prima dell'imbarco... (Photo credit: Tristan)
Il primo breifing diretto da Carles nel ridossato Port de Sanitja...
La vista mattutina su Cala del Pilar dalla "nostra" grotta della notte...
L'effetto sui piedi nudi della sabbia rossa di Cala del Pilar... (Photo credit: Arkaitz)

Ma poi il sole ha scelto di tenerci compagnia durante (quasi) tutta la settimana, salvo nascondersi tra le nuvole al calar della sera (e non solo). La pioggia che pure ha imperversato sull’isola e sulle nostre teste non ha fermato il nostro entusiasmo, né ci ha bloccato a terra.
Non abbiamo completato il periplo, siamo anche partiti da un punto diverso per scansare il forte vento di nord-est, e siamo persino rientrati con un paio di giorni di anticipo per riprendere da dove avremmo dovuto iniziare ma, nonostante tutti gli imprevisti ed i vari aggiustamenti del programma, è stato uno dei giri più belli di sempre.
Lo so, ogni volta rischio di essere ripetitiva a proposito di Minorca, ne dico e ne scrivo sempre e solo un gran bene: Minorca è l’isola più bella della Baleari, l’isola dove torno sempre molto volentieri, l’isola che mi ha stregato sin dalla prima volta che c’ho messo piede, anzi pagaia. L’inverno del 2009-2010 è stato quello dell’inizio di un idillio che non è mai terminato e che ogni anno (o quasi) si rinnova inalterato, quello tra Tatiyak e Menorca en Kayak: un amore nato in mare, sbocciato grazie al kayak e che cresce ogni volta di più! Anche a costo di sembrare monotona, non posso che essere entusiasta delle esperienze vissute a Minorca!

La folta delegazione italiana: Lucia, Mariella, Grazia, Tatiana, Simonetta, Giorgio e Claudia!
La visita guidata alla sorprendente Balsa Verda...
L'aperitivo improvvisato sul molo di Cala Morell...
La cena comunitaria di Cala Morell, la notte più fredda del giro...
Prima di raggiungere Ciutadella si attraversa l'arco naturale di Pont d'en Gil...

Forse proprio per il cattivo tempo, che ci ha fatto comprendere una volta di più quanto il Mare e la Natura la facciano da padroni sulla Terra, abbiamo apprezzato davvero fino in fondo, e con un profondo sentimento di riconoscenza, la incredibile settimana di navigazione attorno all’isola del vento: il nutrito gruppo di pagaiatori spagnoli, catalani, baschi, sardi ed italiani ha dato vita ad una convivenza allegra, promiscua e rilassante che ha lasciato sorrisi ben marcati sui volti sferzati dal vento e rigati dalla pioggia (ed intirizziti dall’umidità notturna, ma anche abbronzati dalle calde ore autunnali…)
Abbiamo preso di buon grado il cambio di programma, caricando in un batti baleno sui carrelli kayak ed attrezzature per lasciare il nostro usuale punto di imbarco di Es Grau alla volta del caratteristico e raccolto Port de Sanitja; abbiamo trascorso la prima notte sotto la pioggia nella suggestiva spiaggia di Cala del Pilar, svegliandoci intirizziti ma contenti alle prime luci di un giorno ventoso e soleggiato; abbiamo cenato in circolo sul molo di Cala Morell, assaggiando a turno i tanti biscotti speziati spediti dalla Germania da Claudia, una delle partecipanti delle passate edizioni di cui si è molto sentito la mancanza; abbiamo poi doppiato senza timore il famigerato faro di Punta Nati, coprendo la tappa più lunga per raggiungere la ridossata caletta di Sant’Andria; abbiamo proseguito lungo la costa sud-orientale dell’isola nell’unica giornata di calma apparente, giungendo al faro di Cap D’Artrutx insieme ad un temporale che ha chiuso il cielo e la visuale; abbiamo trovato rifugio sotto la tettoia di un bar-ristorante a Son Xoriguer, come anche la notte successiva a Sant Tomas, coprendo il rumore della pioggia con gli schiamazzi allegri del gioco “Tic-Tac-Tuc” e con i canti multilingue di un altro gioco musicale entrato nella storia delle Jornadas de Menorca en kayak…

Arkaitz in primo piano, Simonetta a destra e sul doppio Carles y Agnes) verso il faro di Cap d'Artrutx...
L'arrivo a Sant Tomas, dove il giro si interrompe (per poi riprendere da Es Grau)...
Si scaricano i kayak e si scoprono gli altarini :-)
L'impeccabile opera di stivaggio di Irina e Agnes...
El "equipo" de Menk 2018 in giro per Mahon: Tatiana, Eloy, Andres, Arkaitz, Irina, Agnes, Sergi y Mr. Xavier! 

Siamo poi rientrati con furgoni e carrelli alla base di Es Grau perché le previsioni meteorologiche erano implacabili, ma non ci siamo arresi alla cattiva sorte e, dopo una giornata di sosta a terra, spesa in maniera egregia seguendo le dotte, curiose e varie indicazioni turistiche di Joan sulle mille bellezze delle città di Mahon, ci siamo rimessi in kayak per le due ultime giornate di navigazione: destinazione Cala Mongofre, oltre il simbolico faro di Capo Favaritx.
Siamo stati tutti molto attenti e rispettosi, sia del mare che degli altri, sempre molto disponibili ed accomodanti, sia con i compagni di viaggio che con gli impeccabili organizzatori, tutti molto curiosi di sperimentare nuovi esercizi, in mare e a terra: mi è sembrato ben riuscito anche il primo esperimento nautico di “matrimonio temporaneo” a cui tutti i partecipanti delle ultime due giornate hanno aderito con incredibile entusiasmo, pagaiando in coppia per un tempo prestabilito.
Un entusiasmo contagioso che non si è esaurito con la chiusura delle Jornadas ma che è dilagato anche nella serata conclusiva trascorsa al “solito” ristorante della zona: tra una sorpresa e l’altra, in un crescendo di colpi di scena degni di una regia impareggiabile, è stata anche celebrata tra i due illustri assenti “giustificati” del giro, Jimi e Celsea una “pre-boda” (cioè un’anteprima del rito nuziale) che ha contribuito ad instillare un’ulteriore dose di buon umore in tutti i presenti (anche in nome del Santo Chaleco, di Santa Maria Teresa de las Jornadas, e del kayak, ovviamente!).

Carles doppia il faro di Favaritz...
La preparazione collettiva del "cremat" durante il campo dell'ultima notte a Cala Mongofre...
L'ultima cena con la delegazione italiana in primo piano e il gruppo di Menk 2018 sul fondo...
Tatiana tra Arkaitz y Xavier, con il piatto del "cremat": solo questo abbiamo in testa! (Photo credit: Sergi)

Sono tornata a casa col cattivo tempo fuori ma col buon umore dentro, carica di ricordi indimenticabili, di energia positiva e di regali preziosi: grazie Roberto per la strabiliante luce da campo “luminaid”, grazie Joan per il bellissimo piatto di ceramica per preparare il “cremat”, grazie Teresa per la maglietta del giro e della “chica palista” dell'artista “Caperuzita Azul”. Grazie di cuore a tutti i kayaker della XIII edizione delle Jornadas de Menorca en kayak, al gruppo di infaticabili organizzatori che ha affrontato ogni imprevisto con spirito costruttivo, ai ragazzi del fantastico “equipo” che sembrano fratelli di sangue più che colleghi di lavoro, ai solari partecipanti del giro che mi hanno riempito di attenzioni, affetto e complimenti (“Tu eres un sol!” mi resterà per sempre attaccato sulla pelle!): tutto ha contribuito a farmi affrontare con rinnovato entusiasmo le successive settimane minorchine e genovesi traboccanti di corsi 3* e training 4* (di cui parlo in due post separati). Grazie!
Chiudo il diario con le parole di un caro amico di pagaia che ho scoperto essere anche un poeta capace di sbirciare con tatto nel cuore degli altri: “Ahora toca surfear sensaciones, roquear entre recuerdos y navegar ilusiones”!

09 ottobre 2018

Tre settimane a Minorca!

Torno a Minorca per la quinta volta!
Dopo il viaggio invernale con Mauro del 2009, sono stata invitata a partecipare ancora una volta alle Jornadas de Menorca en kayak, dopo avere già preso parte alle edizioni del 2011, 2014, 2015 e 2017: a distanza di 10 anni, non mi stanco mai di tornare nella più bella delle Isole Baleari, è come un'amica che per quanto frequenti hai sempre una gran voglia di rivedere. Eccomi quindi di nuovo in partenza per Minorca: domani prendo il volo da Milano a Mahon e per tre lunghe settimane calcherò la sabbia dell'isola.
Stavolta vado sola: Mauro resta a seguire i lavori di ristrutturazione della nuova casa. Ma so già che non sarò sola per niente: il prossimo fine settimana sbarca sull'isola una folta delegazione sarda ed il gruppo di "aficionados" delle Jornadas è sempre molto ampio...


Quest'anno mi hanno invitata a tenere vari corsi della British Canoeing: iniziamo con tre giorni dedicati al corso 3 stelle e, dopo la settimana in kayak per tentare il periplo dell'isola (sempre una grande incognita per via dei forti venti che l'avvolgono da ogni direzione!), sarà la volta del corso teorico di navigazione costiera e di ben due corsi del vecchio 4 stelle, ora denominato in maniera più appropriata "Moderate water leader award".
Non sto più nella pelle per l'attesa di ritrovare vecchie e nuovi amici e per partecipare alle attività delle Jornadas, che anche quest'anno sono piene di novità e di grandi attrattive, come l'anteprima del film di Ray Puig sul suo viaggio in solitaria in Papua!
Se non avete ancora mai visitato Minorca, non fatevi attendere troppo: l'isola è un incanto!