IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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Visualizzazione post con etichetta Inuit. Mostra tutti i post
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01 febbraio 2026

Hand off Greenland!

In questo periodo di guerre sanguinose e di conquiste territoriali ci sembra importante condividere questa iniziativa che coinvolge noi kayaker. Buona lettura!

Kayakers of the world,
even if we don't know each other personally, we are connected by the feeling, the joy, the strength, and the freedom we share with every paddle stroke. We owe all of this to the Greenlandic (and other Arctic) Inuit, to their ingenious heritage and gift to us all: the kayak. Being carried on the waves by my Greenland kayak is pure joy for me. We all share this joy from Greenland to South Africa, from Alaska to New Zealand, no matter how different our kayaks may look.

There are many terrible conflicts in the world right now, and each one pains me and I'm sure it pains you too. But the idea that Trump would come along and, like the worst kind of bandit, try to buy or violently steal the Inuit's freedom, self-determination, and their land with its natural treasures—which they reclaimed through a long and arduous process—for a few "glass beads" is simply incomprehensible, given the connection I feel through paddling with Greenland and the Inuit.

I understand: If I don't do something now to support them in their fight for freedom, I could never again feel good about getting into my kayak or building a Greenland kayak. If you feel the same way, then show your solidarity with Greenland and its people, spread this appeal as a visible sign on social media, pin it to your accounts and kayaks, and forward it to other kayakers and kayak clubs. Perhaps one day we will all meet in Greenland to show, united, that Trump cannot buy or steal Greenland's freedom, because there are many of us. So many!

And to our kayaking friends in the USA: We need you too, especially you, now! We know that most US-Americans do not support Trump's madness. Even if you supported him in the hope that things would improve, show him that you didn't elect him to steal foreign lands and ruin your reputation in the world. Spread this message:

World's Kayakers Unit - Hands Off Greenland

Please send me brief feedback and a picture of where you've placed the button digitally or as a sticker. Then I can send our friends in Greenland a message about where they're receiving support. You can also download the graphic from my website or order stickers for postage and printing costs:

www.gröninga.de
Gunter
Kayak Builder and Paddler

20 novembre 2024

Workshop di costruzione kayak skin-on-frame con Christophe e Frédérique Clayes

Tatiyak organizza un workshop con Christophe and Frédérique Clayes per la costruzione del kayak skin-on-frame nelle prime due settimane del mese di luglio 2025 nella sede di Tatiyak a Latina.
Christophe and Frédérique Clayes, autori del volume francese “Construire et utiliser les kayaks de l’Arctique”, possono aiutare a costruire: 

- un kayak standard “west-greenland”, eccellente per pagaiate giornaliere e per l’esecuzione del roll:
propongono due modelli, il tradizione kayak groenlandese e il vecchio kayak groenlandese con le prua e la poppa pronunciate;

- un kayak specifico per il roll, di basso volume e adatto per apprezzare al meglio il roll;
- un kayak tradizionale “east-greenland”, non proprio un kayak difficile perché è sorprendentemente stabile,
ma la vera sfida potrebbe essere quella di entrarci dentro…
- un kayak Baidarka aleutino, eccellente per le pagaiate giornaliere o per un viaggio più lungo. 

Potete avere un’idea delle forme e delle dimensioni dei kayak proposti sul loro sito web:


Possono seguire la costruzione contemporanea di 4 kayak se le persone che partecipano al workshop scelgono 3 modelli differenti,
oppure di 5 kayak se invece si scelgono solo 2 modelli differenti. Quindi la partecipazione al workshop è ristretta ad un massimo di 4 o 5 persone. 

Propongono il workshop in 8-10 giorni,
ma abbiamo ottenuto una dilazione a 12-14 giorni per poter lavorare con tutta tranquillità,
sotto la supervisione e la guida esperta di un grande maestro.

I kayak costruiti sono “pronti all’uso”, completi di cime tienti-bene, protezione della chiglia, schienale e punta-piedi regolabile (questi ultimi due elementi non sono propriamente tradizionali ma sono fortemente consigliati perché è difficile trovare una postura efficiente nel primo kayak skin-on-frame auto costruito). I kayak finiti potranno avere un aspetto opaco oppure traslucido e alla fine del workshop potranno essere testati in acqua insieme!

Porteranno tutta l’attrezzatura necessaria (legno di pino scandinavo, tela di nylon balistico ed una resistente, elastica e durevole vernice chiamata Coelan) e chi partecipa dovrà portare solo qualche matita, un coltello e un metro da 5 metri. 

Il costo del workshop:
- kayak tradizionali groenlandesi: 1850€ a persona
- kayak Baidarka aleutino: 1950€ a persona 

Il costo del workshop non comprende le spese di viaggio, vitto e alloggio per chi partecipa,
ma la sede di Tatiyak può ospitare persone in camper o tenda con un contributo simbolico di 10€ al giorno. 

Se vi interessa il workshop oppure se avete dubbi o domande non esitate a contattarci entro il 10 dicembre 2024!
Sarà una bellissima esperienza di condivisione e costruzione del kayak!
A presto in acqua

13 novembre 2024

Workshop 2025 con Manolo Pastoriza per costruire pagaie groenlandesi!

Cosa c'è di più emozionante che costruire la propria pagaia groenlandese?!?

Tatiyak rilancia l'evento dopo il grande successo della prima edizione del 2020 e la replica del 2021, un'esperienza che ha coinvolto tutte le persone partecipanti nella realizzazione della pagaia groenlandese che avevamo sempre sognato!

Il workshop per la costruzione di pagaie groenlandesi è diretto dal maestro Manolo Pastoriza Barreiro nei tre giorni compresi tra venerdì 28 febbraio e domenica 2 marzo 2025 presso la sede di Tatiyak a Latina in Strada Casa Selva 17 (coordinate geografiche N 41°26'18.5'' - E 12°55'27.2'').

Il workshop è pensato per gli appassionati di kayak (e non solo!) che vogliono realizzare a mano e sotto la guida di un artigiano esperto la propria pagaia groenlandese, standard o aleutina o da tempesta, nelle misure più adatte alle proprie personalissime esigenze!
Il workshop è aperto ad un numero massimo di 8 partecipanti e ha un costo di 250€ a persona.
La prenotazione deve avvenire entro il 10 dicembre 2024 e la graduatoria degli iscritti verrà stilata in base alla data di versamento della quota di partecipazione.

Nei due giorni successivi al workshop, lunedì 3 e martedì 4 marzo 2025, Manolo Pastoriza propone una doppia giornata di studio sulla tecnica di pagaiata con pagaia moderna e groenlandese.
L'obiettivo principale è quello di sviscerare segreti e qualità della pagaia groenlandese, confrontarli con la pagaia moderna ed ottenere per ogni manovra il migliore risultato col minimo sforzo.
La quota di partecipazione per la solo giornata di tecnica è di 60€ a persona (ridotta a 50€ a persona per i partecipanti al workshop).
Le prenotazioni per la giornata di tecnica devono avvenire entro la stessa data del 10 dicembre 2025.

Per iscrizioni inviate una mail a tatiyak@tatianacappucci.it.
Le informazioni sul workshop di costruzione della pagaia groenlandese con Manolo Pastoriza sono riportate su questo blog appena sotto la foto di locandina...


La quota di partecipazione al workshop non comprende:
il costo del legname (se già avete una vostra tavola stagionata portatela pure con voi!)
la pialla (se ne trovano di ottima qualità a prezzi contenuti - prestate attenzione alle dimensione che dovrebbero adattarsi il meglio possibile alle vostre mani!)
vitto e alloggio (Tatiyak può fornire posti letto, posti tenda e posti camper - a vostra scelta!)
Inviate una mail a tatiyak@tatianacappucci.it per conoscere disponibilità e logistica.

Tatiyak mette a disposizione, oltre all'uso della nuova sede, anche la seguente attrezzatura:
- due cavalletti a testa per lavorare alla realizzazione delle pagaia 
- l'uso dell'attrezzatura necessaria (esclusa la pialla) per portare a termine il lavoro, compreso:
- sega a nastro per sgrossare la tavola se necessario
- morsetti in numero e dimensioni variabili
- matita, metro e squadra
- carta vetrata di varia granulometria
- mascherine per proteggersi dalla polvere

Manolo suggerisce di portarsi comunque dietro alcuni strumenti personali:
la pialla (o meglio due, una più grande per il lavoro di sgrossatura iniziale ed una più piccola per il successivo lavoro di rifinitura)
- la matita, il metro e la squadra
- la carta vetrata 80, 180 e 220
- la mascherina per proteggersi dalla polvere
- alcuni morsetti
- un seghetto da usare in alternativa alla sega a nastro o per portarsi avanti col lavoro mentre gli altri la stanno usando...

Se siete interessati oppure se avete dubbi o domande non esitate a contattarci.
Sarà un altro bellissimo workshop residenziale internazionale!
In alto le nostre bellissime pagaie groenlandesi!

11 luglio 2021

Workshop 2021 con Manolo Pastoriza per costruire pagaie groenlandesi!

Cosa c'è di più emozionante che costruire la propria pagaia groenlandese?!?
Tatiyak rilancia l'evento dopo il grande successo della prima edizione del 2020, un'esperienza che ha coinvolto tutti i partecipanti nella realizzazione della pagaia groenlandese che avevamo sempre sognato!

Il workshop per la costruzione di pagaie groenlandesi è diretto dal maestro Manolo Pastoriza Barreiro nei tre giorni compresi tra venerdì 1 e domenica 3 ottobre 2021 presso la sede di Tatiyak a Latina in Strada Casa Selva 17 (coordinate geografiche N 41°26'18.5'' - E 12°55'27.2'').

Il workshop è pensato per gli appassionati di kayak (e non solo!) che vogliono realizzare a mano e sotto la guida di un artigiano esperto la propria pagaia groenlandese, standard o aleutina o da tempesta, nelle misure più adatte alle proprie personalissime esigenze!
Il workshop è aperto ad un numero massimo di 8 partecipanti e ha un costo di 180€ a persona.
La prenotazione deve avvenire entro il 20 settembre 2021 e la graduatoria degli iscritti verrà stilata in base alla data di versamento della quota di partecipazione.

Il giorno precedente al workshop, giovedì 30 settembre 2021, Manolo Pastoriza propone una giornata di studio sulla tecnica di pagaiata con pagaia moderna e groenlandese (quella realizzata l'anno passato potrà essere utilizzata ma se ne siete ancora privi Tatiyak ne ha a sufficienza per tutti!).
L'obiettivo principale è quello di sviscerare segreti e qualità della pagaia groenlandese, confrontarli con la pagaia moderna ed ottenere per ogni manovra il migliore risultato col minimo sforzo.
La quota di partecipazione per la solo giornata di tecnica è di 50€ a persona (ridotta a 40€ a persona per i partecipanti al workshop).
Le prenotazioni per la giornata di tecnica devono avvenire entro la stessa data del 20 settembre 2021.

Per iscrizioni inviate una mail a tatiyak@tatianacappucci.it.
Le informazioni sul workshop di costruzione della pagaia groenlandese con Manolo Pastoriza sono riportate su questo blog appena sotto la foto di locandina...


La quota di partecipazione al workshop non comprende:
il costo del legname (se già avete una vostra tavola stagionata portatela pure con voi!)
la pialla (se ne trovano di ottima qualità a prezzi contenuti - prestate attenzione alle dimensione che dovrebbero adattarsi il meglio possibile alle vostre mani!)
vitto e alloggio (Tatiyak può fornire posti letto, posti tenda e posti camper - a vostra scelta!)
Inviate una mail a tatiyak@tatianacappucci.it per conoscere disponibilità e logistica.

Tatiyak mette a disposizione, oltre all'uso della nuova sede, anche la seguente attrezzatura:
- due cavalletti a testa per lavorare alla realizzazione delle pagaia 
- l'uso dell'attrezzatura necessaria (esclusa la pialla) per portare a termine il lavoro, compreso:
- sega a nastro per sgrossare la tavola se necessario
- morsetti in numero e dimensioni variabili
- matita, metro e squadra
- carta vetrata di varia granulometria
- mascherine per proteggersi dalla polvere

Manolo suggerisce di portarsi comunque dietro alcuni strumenti personali:
la pialla (o meglio due, una più grande per il lavoro di sgrossatura iniziale ed una più piccola per il successivo lavoro di rifinitura)
- la matita, il metro e la squadra
- la carta vetrata 80, 180 e 220
- la mascherina per proteggersi dalla polvere
- alcuni morsetti
- un seghetto da usare in alternativa alla sega a nastro o per portarsi avanti col lavoro mentre gli altri la stanno usando...

Se siete interessati oppure se avete dubbi o domande non esitate a contattarci.
Sarà un secondo bellissimo workshop residenziale internazionale!
In alto le nostre bellissime pagaie groenlandesi!

25 maggio 2020

Resoconto per immagini del workshop sulla costruzione di pagaie groenlandesi...

Prima che iniziasse il confinamento imposto dalla pandemia di coronavirus, abbiamo avuto la fortuna di condividere per tre giorni con il maestro galiziano Manolo Pastoriza una straordinaria esperienza di costruzione di pagaie groenlandesi.
Il primo fine settimana di marzo, cioè l'ultimo prima della dichiarazione di zona rossa per la Lombardia prima e per l'Italia intera poi, ci siamo quindi ritrovati a Latina, presso la nuova sede di Tatiyak, per trascorrere tre giornate tra pialle, cavalletti e trucioli di legno profumato.
Ne parliamo soltanto adesso perché sembra che finalmente si possano riprendere tutte le attività che per quasi tre mesi sono rimaste sospese e perché speriamo che questo racconto per immagini sia di buon auspicio per ripetere l'esperienza nel corso della prossima primavera!
Pensandoci adesso, non avremmo potuto chiudere in modo migliore!

Tavole di cedro rosso canadese stagionate per circa 10 anni di misure 250 x 10 x 5 cm pronte per essere lavorate!
L'ampia veranda di ingresso della nuova sede di Tatiyak si presta molto bene per questo tipo di attività indoor!
Alcune fasi della lavorazione hanno richiesto l'uso della sega a nastro installata nel nuovo laboratorio/deposito di Tatiyak...
Dopo avere preso le prime misure sotto la guida di Manolo siamo passati al taglio del legno sotto la guida di Mauro...
Chi il mestiere del falegname ce l'ha nel sangue da sempre è anche capace di terminare la pagaia in due sole giornate
(e con grande meraviglia degli altri partecipanti, può anche iniziarne una seconda da regalare alla moglie!)
L'inseparabile coppia marchigiana ha scelto postazioni di lavoro contigue ed abbigliamento in perfetto abbinamento cromatico!
Quando siamo passati ad usare la pialla per affilare le pale la concentrazione è cresciuta di pari passo con la fatica!
I cavalletti sono indispensabili per la buona riuscita del lavoro e sono fondamentali in ogni fase di realizzazione della pagaia
Manolo ha fatto una prima introduzione teorica e generale sull'uso della pagaia groenlandese
per spiegare nel dettaglio le ragioni nella scelta delle misure (larghezza e lunghezza di manico e di pale)
e non ha mai smesso di seguire passo passo il lavoro di tutti gli otto partecipanti al workshop!
Non sono mancati neanche i confronti ed i consigli tra gli stessi partecipanti, alcuni novizi altri più navigati,
tutti mossi dalla comune passione per la tradizione Inuit e per la moderna riproduzione di pagaie groenlandesi...
Manolo ci ha anche aiutato a sistemare e rendere più comprensibili gli appunti presi durante le tre giornate di lavoro,
in modo da renderci autonomi nella realizzazione di altre pagaie groenlandesi anche senza la sua guida attenta!
Il workshop è terminato come era cominciato, con una ampia carrellata sui vari modelli di pagaia groenlandese!
L'atmosfera conviviale non poteva essere migliore ed i pranzi preparati dal Mammut non hanno mai tradito le aspettative!
Dopo tre giorni di intenso lavoro sono state realizzate otto pagaie groenlandesi dalle misure leggermente differenti...
Non poteva mancare la foto di gruppo scattata a conclusione del workshop:
non più una tavola di cedro rosso canadese ma una bellissima pagaia groenlandese personalizzata!
Grazie a Daniele, Maurizio, Fabio, Nico, Manolo, Tatiana e Mauro, Claudio, Roberto e Gianni!!!

Un ringraziamento speciale ai partecipanti giunti da ogni parte d'Italia (Piemonte, Lombardia, Umbria, Marche e Lazio) e che si sono sin da subito resi collaborativi, comprensivi e costruttivi tanto da rendere davvero speciale quell'indimenticabile preludio dell'emergenza sanitaria internazionale.
Una menzione speciale va riconosciuta ancora una volta a Claudio che, con grande generosità in termini di tempo, pazienza ed energia, si è messo con largo anticipo alla ricerca di quelle meravigliose tavole di cedro rosso canadese che a detta di tutti, Manolo compreso, si sono rivelate talmente buone da avere reso il lavoro più semplice ed il risultato più gratificante!
Un grazie speciale al Mammut che si è offerta di cucinare pranzi abbondanti e saporiti per le 10 bocche affamate e voraci che dal venerdì alla domenica hanno affollato il portico di casa.
Un senso di profonda gratitudine mi lega ancora di più a Mauro che ha terminato la pagaia che io avevo iniziato e che non sarei mai riuscita a completare presa nel vortice dei cambi di volo per Manolo (che è salito sull'ultimo aereo per Madrid con coincidenza per Vigo prima del blocco totale dei collegamenti aerei).
Una volta rientrati a casa, ci siamo tutti messi in quarantena volontaria ed alcuni di noi hanno continuato a realizzare altre bellissime pagaie groenlandesi!

20 aprile 2020

Museo Polare Silvio Zavatti di Fermo

Qualche mese fa, ben prima dell'inizio della pandemia e dell'isolamento sociale, abbiamo avuto la fortuna di visitare, insieme ad un nutrito gruppo di amici, il Museo Polare Silvio Zavatti di Fermo.
Lo scorso 8 novembre 2019 eravamo tutti confluiti in quel di Pedaso (Marche) per la seconda sessione del corso istruttori FICT ed abbiamo così colto l'occasione per ammirare la collezione del primo museo italiano dedicato ai Popoli Artici e agli esploratori polari.
Come riportato nel primo pannello esplicativo, il Museo Polare, fondato nel 1969 a Civitanova Marche, faceva parte, insieme alla Biblioteca Polare, dell'Istituto Geografico Polare istituito dallo stesso Zavatti nel 1944 a Forlì, poi acquistato dal Comune di Fermo nel 1993.
Dopo la morte del suo fondatore, l'Associazione Amici del Museo Polare, con il sostegno comunale e dei vari direttori che si sono succeduti alla guida dell'istituto, ha portato avanti "lo spirito ed i principi con cui l'Istituto fu fondato: lo studio delle regioni polari, la divulgazione della cultura e delle tradizioni Inuit, l'organizzazione di spedizioni polari per arricchire il patrimonio museale ed, infine, la pubblicazione della rivista specializzata Il Polo".


Silvio Zavatti (Forlì, 10 novembre 1917 - Ancona, 13 maggio 1985) è stato un esploratore, politico ed antropologo italiano. Il suo interesse per l'ambiente polare nacque da giovanissimo quando, imbarcato per due anni su una nave inglese, incontrò ancora ventenne il suo primo iceberg.
Un altro pannello spiega che Zavatti ebbe il suo primo contatto con gli Inuit nel 1961, a Rankin Inlet nell'Artide canadese. "Durante le spedizioni, condusse ricerche su meteorologia, oceanografia, cartografia, geologia, botanica, zoologia, ecologia degli ambienti polari. Ha studiato gli usi ed i costumi, l'arte, la danza, la religione, l'ordinamento scolastico e la lingua dei popoli artici. Grande impegno riservò alla ricerca, affiancando alle esplorazione anche l'attività di scrittore attraverso la pubblicazione di volumi specialistici (come il Dizionario degli esploratori e l'Atlante Geografico Polare), libri di carattere divulgativo (spesso ristampati e anche tradotti) e articoli per autorevoli riviste italiane e straniere".
Nel 1970 Zavatti organizzò a Civitanova Marche il Congresso Internazionale Polare, mente nel 1983 fu relatore a quello di Parigi. Nel 40° anniversario della sua spedizione in Groenlandia l'Istituto Geografico Polare ha organizzato due spedizioni, la nel settembre 2002 e la seconda nel marzo 2003, per raggiungere il distretto di Angmassalik. Altre due spedizioni, nel 2005 e nel 2007, sono state organizzate nell'ambito dell'Anno Internazionale Polare 2007-2008 in collaborazione con il CNR-Polarnet.


Il distretto di Angmassalik è particolarmente noto agli appassionati di kayak da mare.
E' in quel breve tratto di costa orientale della Groenlandia, incuneato tra fiordi e ghiacciai, disseminato di iceberg alla deriva e di piccoli villaggi ormai quasi del tutto disabitati, che ormai più di 4000 ani fa sono nati i primi kayak skin-on-frame in legno, osso e pelle di foca: disegnati e realizzati dai cacciatori Inuit con i materiali di risulta trasportati sulle spiagge artiche dalla corrente del golfo, i kayak erano rivestiti in pelli di foca, cucite insieme con tendini sottili e resistenti tirati dalle donne Inuit e resi impermeabili grazie ad un portentoso miscuglio di sangue e saliva.
Le antiche linee dei kayak groenlandesi hanno inspirato molti dei moderni kayak da mare.
Nelle teche ordinatissime del museo sono disposti alcuni rari modellini di slitte, umiak e kayak,  alcuni dei quali donazioni di Jean Malaurie, altro grande esploratore ed antropologo artico, così come anche arpioni e trapani ed altri utensili indispensabili alla sopravvivenza dei popoli artici.
Noi abbiamo scelto di pubblicare solo una manciata tra le decine di foto scattate durante la visita, nell'intento di proporre una sorta di visita virtuale del Museo Polare Silvio Zavatti e con la speranza che, una volta chiusa la fase di emergenza sanitaria, si possa tornare ad apprezzare dal vivo l'immenso patrimonio artistico e culturale italiano ed Inuit.
Il Museo Polare Silvio Zavatti di Fermo merita davvero una (nuova) visita approfondita!

17 dicembre 2019

Workshop con Manolo Pastoriza per costruire pagaie groenlandesi...

Cosa c'è di più emozionante che costruire la propria pagaia groenlandese?!?
La nuova iniziativa promossa da Tatiyak prevede un workshop per la costruzione di pagaie groenlandesi con il maestro Manolo Pastoriza nei tre giorni compresi tra venerdì 6 e domenica 8 marzo 2020 presso la nuova sede di Tatiyak a Latina in Strada Casa Selva 17 (coordinate geografiche N 41°26'18.5'' - E 12°55'27.2'').

Il workshop è pensato per gli appassionati di kayak (e non solo!) che vogliono realizzare a mano e sotto la guida di un artigiano esperto la propria pagaia groenlandese.
Il workshop è aperto ad un numero massimo di 8 partecipanti e ha un costo di 180€ a persona.
La prenotazione deve avvenire entro il 31 gennaio 2020 e la graduatoria degli iscritti verrà stilata in base alla data di versamento della quota di partecipazione.
Il workshop è completo già al 5 gennaio 2020! FULLY BOOKED!

Il giorno successivo al workshop, lunedì 9 marzo 2020, Manolo Pastoriza propone una giornata di studio sulla tecnica di pagaiata con pagaia moderna e groenlandese (quella appena realizzata non sarà pronta per essere immersa in mare ma Tatiyak ne ha a sufficienza per tutti!).
L'obiettivo principale è quello di sviscerare segreti e qualità della pagaia groenlandese, confrontarli con la pagaia moderna ed ottenere per ogni manovra il migliore risultato col minimo sforzo.
La quota di partecipazione per la solo giornata di tecnica è di 50€ a persona (ridotta a 40€ a persona per i partecipanti al workshop).
Le prenotazioni per la giornata di tecnica devono avvenire entro la stessa data del 31 gennaio 2020.

Inoltre Tatiyak propone per le giornate dal mercoledì 11 marzo alla domenica 15 marzo 2020 un viaggio guidato alle Isole Ponziane con la speciale guida e compagnia di Manolo Pastoriza.
La possibilità di condividere con un grande maestro le nozioni di navigazione in campeggio nautico rende ancora più attraente il viaggio intorno alle più belle isole del Tirreno.
Le informazioni generali sono riportate sulla pagina del sito di Tatiyak dedicata al viaggio del 2019.
La quota di partecipazione per il viaggio guidato è di 200€ a persona (ridotta a 180€ a persona per i partecipanti alla giornata di tecnica e a 160€ a persona per i partecipanti al workshop).
Le prenotazioni per il viaggio guidato devono avvenire sempre entro la data del 31 gennaio 2020.

Per iscrizioni inviate una mail a tatiyak@tatianacappucci.it.
Le informazioni sul workshop di costruzione della pagaia groenlandese con Manolo Pastoriza sono riportate su questo blog appena sotto la foto di locandina...


La quota di partecipazione al workshop non comprende:
- il costo del legname (se già avete una vostra tavola stagionata portatela pure con voi!)
- la pialla (se ne trovano di ottima qualità a prezzi contenuti - prestate attenzione alle dimensione che dovrebbero adattarsi il meglio possibile alle vostre mani!)
- vitto e alloggio (Tatiyak può fornire posti letto, posti tenda e posti camper - a vostra scelta!)
Inviate una mail a tatiyak@tatianacappucci.it per conoscere disponibilità e logistica.

Tatiyak mette a disposizione, oltre all'uso della nuova sede, anche la seguente attrezzatura:
- due cavalletti a testa per lavorare alla realizzazione delle pagaia 
- l'uso dell'attrezzatura necessaria (esclusa la pialla) per portare a termine il lavoro, compreso:
- sega circolare per sgrossare la tavola se necessario
- morsetti in numero e dimensioni variabili
- matita, metro e squadra
- carta vetrata di varia granulometria
- mascherine per proteggersi dalla polvere

Manolo suggerisce di portarsi comunque dietro alcuni strumenti personali:
- la pialla (o meglio due, una più grande per il lavoro di sgrossatura iniziale ed una più piccola per il successivo lavoro di rifinitura)
- la matita, il metro e la squadra
- la carta vetrata 80, 180 e 220
- la mascherina per proteggersi dalla polvere
- alcuni morsetti
- un seghetto da usare in alternativa alla sega circolare o per portarsi avanti col lavoro mentre gli altri la stanno usando...

Se siete interessati oppure se avete dubbi o domande non esitate a contattarci.
Sarà un bellissimo workshop residenziale ed il primo di una lunga serie!
In alto le nostre bellissime pagaie groenlandesi!

25 marzo 2019

Rolling classes on the lake...

L'arrivo della primavera ci ha fatto venire voglia di studiare il roll!
Ci siamo ritrovati al Lago di Paola, ospiti di Waterlife Sabaudia grazie alla calorosa ospitalità di Giovanni Sangiorgi e Saverio D'Ottavi che lì animano le uscite in canoa canadese.
I tre partecipanti al corso di rolling si sono presentati in anticipo all'incontro, incuriositi come me dalla possibilità di praticare le manovre nelle acque basse, calde e limpide del lago costiero. Protetti dalla leggere brezza che batteva il litorale e che abbassava notevolmente la temperatura percepita, ci siamo divertiti per due intere giornate a fare capriole in kayak in vari modi estemporanei e creativi.
E' stata anche la giusta occasione per parlare della cultura Inuit e della lunga storia del roll.
L'impegno fisico e mentale profuso è stato notevole e ha dato risultati soddisfacenti...

L'imbarco dal canale romano per raggiungere il mare (ma la brezza ci ha fatto poi preferire il lago!)
Enrico (al centro) ha dimostrato una grande destrezza nella sua prima pagaiata sul Greenland...
Marco (al centro) ha usato il suo kayak ed Alessandro (a destra) ha praticato con il mio Sardinia... 

Come spesso accade in questo tipo di corsi tecnici, il livello di preparazione dei tre partecipanti era molto vario ed ognuno ha avuto bisogno di apprendere o migliorare un roll differente: con Enrico abbiamo lavorato sui fondamentali, impostando la posizione corretta del corpo per capire come eseguire il roll senza sforzo apparente; con Alessandro abbiamo invece studiato la chiusura efficace del roll groenlandese standard a pala lunga e l'inclinazione corretta della pala; con Marco infine abbiamo perfezionato il roll a destra prima di passare ad impostare quello a sinistra, per poi dedicarci sia al butterfly che al temuto e troppo spesso misconosciuto "storm roll"...
Non c'è manovra più complessa, impegnativa e divertente del roll per prendere confidenza con il kayak: adesso manca solo l'arrivo della stagione calda per mettere in pratica le nuove mirabolanti capriole in acqua!

16 dicembre 2016

Quando i bambini giocano in cielo

Siamo rientrati dal viaggio alle Isole Cicladi da ormai quasi tre settimane e non è affatto semplice riprendere il ritmo della vita quotidiana: per questo, e per altre mille ragioni, abbiamo accettato di buon grado l'invito del nostro amico genovese Ottorino Tosti di raggiungerlo ad Asti.
Lo scorso mercoledì 15 dicembre si è tenuta presso il Cinema Lumiere la prima proiezione pubblica piemontese (e probabilmente anche italiana!) del film di Lorenzo Hendel "Quando i bambini giocano in cielo", la sua opera-prima sulla storia passata e presente della comunità Inuit di Ammassalik.
La serata è stata organizzata dall'Associazione ItaliAmmassalik, di cui Ottorino è Presidente e con cui Tatiyak collabora sin dalla sua costituzione nel 2008: l'associazione si occupa di promuovere eventi di vario genere per diffondere informazioni sulle condizioni di vita degli Inuit di Ammassalik, circa 3000 persone che vivono in sei piccoli villaggi lungo la costa della Groenlandia orientale.
"Quando i bambini giocano in cielo" è uno dei film che avremmo voluto inserire nell'ultima edizione del Cineforum Inuit organizzato da Tatiyak nel lontano 2012, ma la distribuzione italiana del film non ha mai raggiunto le grandi sale cinematografiche. La produzione ha preferito la presentazione ad un pubblico interessato e noi abbiamo molto apprezzato la scelta.

L'incontro con l'organizzatore Ottorino Tosti ed il regista Lorenzo Hendel all'ingresso della sala
La tradizionale lama Inuit per il taglio di carni e pelli dal bellissimo nome di "ulu"
Alcuni degli oggetti di artigianato Inuit esposti nel foyer del cinema
Un abito tradizionale Inuit indossato durante le cerimonie e realizzato con perline colorate
Una delle scene iniziali del film!

Prima della visione gli organizzatori hanno spiegato il progetto artistico e di cooperazione internazionale, mentre al termine della proiezione il regista ha volentieri risposto alle domande del pubblico, raccontando molti aneddoti sul film, più di quanto non avesse già fatto in una sua precedente intervista. Ci ha colpito, tra le altre cose, la lunga preparazione del film, durata oltre sette anni, la difficoltà di apprendere il dialetto locale. studiato con un'antropologa francese, e la complessa relazione con gli attori Inuit, capaci di immedesimarsi nella finzione scenica con grande efficacia.
Nel foyer del cinema sono anche stati esposti diversi pannelli informativi realizzati dall'associazione ItaliAmmassalik, alcune delle fotografie della mostra "Ammassalik, il lato nascosto della Groenlandia", e soprattutto, insieme a degli straordinari costumi di scena, anche diversi oggetti di artigianato, espressione della cultura artistica Inuit.
Era possibile acquistare il DVD del film per la visione privata tra familiari ed amici e non potevamo certo farci scappare l'occasione: ora che abbiamo il nostro DVD, saremo contenti di condividere la visione con gli altri appassionati di cultura Inuit. Il film merita una maggiore diffusione e ci piacerebbe molto organizzare una nuova proiezione in altre sale italiane con chiunque voglia e possa collaborare all'iniziativa.
Per maggiori informazioni e dettagli basta prendere contatti diretti con Ottorino Tosti, che mosso dalla sua grande passione di glaciospeleologo ed esploratore, sarà felice di attivarsi per sempre nuove iniziative...

07 dicembre 2015

"L'ame de la banquise" de Nathalie et Alain Antognelli

Qualche tempo fa abbiamo partecipato con piacere ad una raccolta fondi un po' particolare, finalizzata alla pubblicazione di un libro fotografico realizzato da due amici monegaschi, Nathalie e Alain Antognelli, che conosciamo da tempo per la passione condivisa per il kayak da mare (e di cui avevamo sia apprezzato una prima mostra fotografica "Listening to the people of Greenland" e sia condiviso le periodiche newsletter che scrivevano all'Artico). Con questa recente iniziativa, i due fotografi esploratori volevano condividere la loro pluriennale esperienza di navigazione in kayak lungo la costa occidentale della Groenlandia e la loro prolungata convivenza con gli Inuit nei più remoti villaggi della banchisa artica.
All'ultimo Symposium di Anglesey, poi, ho avuto occasione di assistere alla proiezione del loro ultimo filmato, datato inizio 2015, sulle abitudini di vita e di lavoro degli ultimi cacciatori di foche e di orsi (minuto tre del filmato!). Il DVD, di cui avevo subito chiesto una copia, dura 52 minuti ed è stato realizzato in francese, con sottotitoli in inglese: sul sito phototeam-nature si può vedere il trailer del film e scegliere di ordinarlo per posta (costo 15,90€).
La scorsa settimana, finalmente, abbiamo ricevuto sia il DVD che il libro.
La dedica scritta a mano sulla prima pagina interna, proprio sotto il titolo bilingue, recita così: "Monaco, the 26.11.2015 - As you read those pages, let yourself share with us a kayak and wintering adventure which came true".
Il libro è pieno di foto curiose (insuperabile quella conclusiva delle coppia di schiena in abiti tradizionali!) ed è corredato di stralci dei loro diari di viaggio e di interviste molto interessanti agli Inuit incontrati nel corso dei cinque anni passati in Groenlandia.

L'ame de la banquise - stesso titolo per DVD e libro fotografico!
Una delle prime pagine con i tracciati dei viaggi in kayak (rosso) ed in slitta (giallo)
I kayak erano sempre molto carichi per garantire ai due esploratori una completa autonomia
La passione muove gli iceberg!
L'introduzione al reportage sulla caccia al narvalo con kayak ed arpione
Nathalie e Alain hanno iniziato la loro avventura il 28 maggio del 2009, pagaiando verso sud per 1111 km, dal 72° parallelo Nord di Upernavik fino a Ilullissat. Hanno poi proseguito nel 2010, percorrendo altri 1033 da Ilullisat fino alla capitale Nuuk, sempre tra la fine di maggio e la fine di agosto. Sono tornati una terza volta nel 2011 per completare la navigazione tra Nuuk e Nanortalik, all'estremità meridionale della Groenlandia.
Avevano già da tempo capito che per apprezzare fino in fondo la cultura Inuit avrebbero dovuto trascorrere tra in ghiacci un inverno intero, e così nel settembre dello stesso anno hanno deciso di invertire la rotta e di risalire in kayak i 200 km che separano Upernavik da Nuussuaq, un villaggio posto al 74° parallelo Nord. Hanno svernato insieme ai 200 abitanti, ai 30 bambini e agli oltre 300 cani da slitta, accompagnando i cacciatori nelle loro battute di caccia a beluga, narvali e orsi polari.
Nel luglio 2013 la coppia si è spostata anche ad Angmassalik, sulla costa orientale della Groenaldia, per percorrere in kayak 700 km sulle orme del famoso etnologo francese Paul-Emile Victor.
Il libro è una piacevolissima lettura per questi primi giorni invernali e può essere un'ottima idea regalo per i tanti appassionati di kayak e di cultura Inuit. I testi sono in francese e inglese e stimolano il confronto tra più idiomi: "pioveva acqua a catinelle" diventa "il pleut comme vache qui pisse" e "it was raining cats and dogs"!
Qui si può ordinare una copia (costo 39€ + 12€ di spedizione postale) e qui si possono sfogliare alcune pagine del volume, ricco di scatti fotografici davvero unici. Buona lettura!

31 gennaio 2015

"Arctic Dream" lecture by Olly Sanders at the Caban...

I had seen the poster of the lecture in the Surf-Lines shop of Llanberis. I have so update my agenda and yesterday evening I went to the meeting (40 minutes walk to go, 55 to come back.. because the Yellow House is on top of the hill...). A lemonade (fom me, beer for them!) with Stephen Miles and Roger Chandler and a long adventure in Alaska, Norway and Greenland... a perfect Friday night!

Arctic Dreams by Olly Sanders: climbing and kayaking around the Arctic
The warm and nice inner space at the Caban... 
The adventure starts!
Avevo visto la locandina della serata la prima volta che sono entrata nel negozio Surf-Lines di Llanberis. Ho annotato la data sulla mia agendina rossa e ieri sera ho partecipato all'incontro: 40 minuti a piedi per andare, 55 per tornare (la Yellow House è in cima alla collina...). Una limonata in compagnia di Stephen Miles e Roger Chandler ed una lunga avventura in Alaska, Norvegia e Groenlandia... un perfetto venerdì sera!

15 gennaio 2015

Robert Peroni ospite di Italiammassalik a Genova

Pubblichiamo volentieri il comunicato stampa che ci ha inviato Ottorino Tosti di Italiammassalik con la richiesta di promuovere l'incontro con l'esploratore e scrittore Robert Peroni che presenta il suo ultimo lavoro "I colori del ghiaccio" (Sperling & Kupfer editore, già comperato e letto!).

Invitato dall'associazione genovese ItaliAmmassalik, che da diversi anni lavora per creare un 'ponte' fra la piccola comunità Inuit di Ammassalik e il mondo occidentale, Robert Peroni, uno dei grandi esploratori dell'artico, sarà martedì 20 gennaio, alle ore 18, alla libreria Feltrinelli, in via Ceccardi a Genova.
Presentato da Walter Bontempi e da Ottorino Tosti, intervistato da Roberta Baronchelli di Mentelocale.it coglierà l'occasione dell'uscita del suo ultimo libro “I colori del ghiaccio” per farci scoprire territori sconosciuti, tradizioni e usanze sopravvissute per centinaia di anni fra i ghiacci della costa orientale della Groenlandia.
Racconterà di Tobias, il cacciatore che ha avuto il coraggio di affrontare da solo uno dei più temibili predatori marini, l'orca; del vecchio e saggio Anda, che gira i villaggi suonando il tamburo e mantenendo vive le antiche tradizioni, e di tanti altri che chi ha visitato Ammassalik ha potuto conoscere di persona.
A queste storie mescolerà il racconto della sua mitica spedizione del 1983, Tre mesi in uno dei luoghi più pericolosi e inospitali della Terra, l'altopiano interno, 1300 Km da costa a costa lungo il 75° parallelo dove le temperature raggiungono non di rado i -40°/-50°. Fu una delle imprese più audaci delle esplorazioni artiche portata a termine senza il conforto dei moderni strumenti di comunicazione e di localizzazione, né telefono satellitare né GPS, e senza l'ausilio né di cani per il traino della slitta con 180 Kg. di materiale né di alcun mezzo meccanico.
Poi lui rimase colpito dalla magia di quel Mondo di ghiaccio pieno di umanità e lasciò tutto per stabilirsi lì, ad Ammassalik, uno dei luoghi più isolati e inospitali della Groenlandia, dove ha creato il progetto sociale ‘The Red House’ con l'obiettivo di aiutare i giovani Inuit di Ammassalik a crearsi un futuro nella loro terra d'origine.


L'esistenza della comunità Inuit di Ammassalik noi occidentali l'abbiamo scoperta nel 1884. Fino a quel momento si riteneva che tutta la costa orientale della Groenlandia fosse disabitata. Allora questa comunità contava 413 individui. Oggi sono poco più di 3000 sparsi in sei piccoli villaggi distanti fra loro anche 50/70 Km.
Nonostante la pressione esercitata dal mondo occidentale questa comunità è riuscita a mantenere i principali tratti della cultura originaria, che si rintracciano  nel folklore, nelle concezioni della vita, nel comportamento tenuto durante la caccia, caratterizzato da un forte rispetto verso l'animale predato. E' anche praticamente mancante del senso della proprietà. In sua vece ha sviluppato un forte senso della condivisione, indispensabile per fare fronte alle carestie che hanno sempre colpito questi fiordi. Ancora oggi la caccia e la pesca, specialmente in inverno, molte volte non sono sufficienti per alimentare l'intero gruppo sociale: allora si rimane senza mangiare anche per svariati giorni. Qui non si va al supermercato.
Si mangia soprattutto carne di foca. La foca è l'alimentazione abituale.
E' fondamentale, ogniqualvolta si parla di caccia alla foca, fare una precisazione sul pensiero corrente che gli Inuit massacrerebbero le foche per venderne la pelliccia, perché questo del massacro delle foche da parte degli Inuit è un  detto comune veramente fuori luogo.
L'uccisione delle foche per predarne la pelliccia era, ed è ancora praticata nonostante le leggi lo vietino, in Canada e in Alaska dai bracconieri, non certo dagli Inuit. Nessun Inuit ucciderebbe un animale per venderne la pelle. La caccia è praticata esclusivamente a scopo alimentare.
Un tempo le pelli delle foche uccise per essere poi mangiate venivano vendute e questo commercio dava una certa stabilità economica. Le campagne ambientaliste degli ultimi venti anni hanno stroncato questo commercio e questa popolazione sta adesso sopravvivendo a stento mancando dell'economia più basilare per acquistare le cose necessarie alla vita: il gasolio per riscaldarsi e muovere le barche, qualche genere alimentare di sopravvivenza, l'abbigliamento.
Insomma, una popolazione che deve, da noi occidentali responsabili della sua cattiva sorte, essere adesso conosciuta e aiutata.
Questo ed altro verrà a raccontare Robert Peroni a Genova il prossimo martedì 20 gennaio!

14 gennaio 2015

Noi Inuit - I Popoli del freddo artico

Oggi è arrivato il catalogo della mostra.
Con nostra grande sorpresa ed altrettanto grande piacere!
Avevamo già parlato nella newsletter di dicembre della mostra "Noi Inuit - I popoli del freddo artico", organizzata dalla Fondazione Hermann Geiger ed in programma a Cecina di Livorno dal 6 dicembre 2014 al 25 gennaio 2015.
Ora siamo contenti di poter anticipare alcune immagini del catalogo che ci è stato recapitato così gentilmente dagli organizzatori, presumiamo per la cortesia di averli messi in contatto con Ottorino Tosti. Niente di più facile e naturale, per noi che, nel piccolo mondo del kayak da mare, condividiamo la profonda passione per la cultura Inuit.

Il bel catalogo della mostra
La giacca da festa da bambino in basso a destra fa parte della collezione dell'Associazione Italiammassalik
Il modellino di kayak di Villa del Balbianello: potremmo andare a vederlo in kayak!
Volevamo ritagliarci un giorno durante le festività natalizie per "scendere" in Toscana, ma Mauro ha dovuto lavorare senza interruzione e non ci è stato possibile. Ora che sono in procinto di partire per il Galles il tempo stringe e vorrei che le giornate durassero 80 ore perchè non riesco a star dietro a tutto quel che ho ancora da fare. Insomma, alla fine niente mostra, purtroppo.
Ma c'è ancora tempo per visitarla, tutti i giorni dalle 16 alle 20, fino al 25 gennaio!
L'ingresso è gratuito e tra i vari modellini di kayak provenienti dalla Villa del Balbianello ed uno skin on frame alaskiano del 1942 si possono ammirare anche diversi tupilak ed ornamenti tradizionali della collezione della "nostra amica" associazione Italiammassalik!
Cogliamo l'occasione per ringraziare di tutto cuore la Fondazione Geiger per aver pensato, organizzato e promosso la mostra... e per averci fatto omaggio del bellissimo catalogo!