IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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lunedì 27 maggio 2019

Saturday meeting!

Sabato di riposo! Il primo da lungo tempo!
Ho approfittato così per partecipare insieme a Nico ad un bel raduno organizzato da Mimmo Leone, un amico canoista di Latina: il tempo incerto ha ridotto la partecipazione ad appena 18 kayaker ma almeno non è arrivata la pioggia così temuta da molti.
E' stata una perfetta pagaiata in completo relax lungo la costa tra la Piana di Sant'Agostino e Gaeta, alla scoperta delle tante meraviglie di questo ultimo lembo di mare laziale: sono stata molto contenta di (ri)scoprire le scogliere rocciose che sotto il cielo plumbeo assomigliavano a grandi pezzi di sughero seccati dal vento.
Il sole non è quasi mai comparso, salvo durante la lunga pausa pranzo consumata sulla bella spiaggia suonante dell'Arenauta: la presenza di cristalli di quarzo combinata alla particolare granulometria della sabbia chiara permette alla spiaggia di suonare sotto i passi dei bagnanti, creando un'atmosfera suggestiva che ben si adatta a questo tratto della costa di Tiberio, l'antico imperatore romano che qui aveva costruito una delle sue ville sul mare.
E' stata la mia prima volta: passeggiare su una spiaggi suonante è davvero magnetico!
Grazie agli organizzatori e ai partecipanti per questa giornata per me così particolare.

Il gruppo riunito alla partenza...
Mimmo sul suo coloratissimo kayak!
La montagna spaccata di Gaeta!
Nico è sempre di ottima compagnia!
Il bellissimo logo disegnato da Mimmo per il raduno lungo la costa di Tiberio!

Saturday off! The first from a long time!
I then take the advantage to join a sea kayak meeting organized by Mimmo Leone, a friend of mine leaving in Latina, my (new) home town. The weather forecast was not that good and we were just 18 paddlers at the meeting point. But the day was not rainy at all, just bit cloudy.
It was a perfect relaxing paddling from Saint Augustine Beach to Gaeta, the southern part of the region where we move to live now. It was good for me to paddle back in such a beautiful place, where the rocky coast line under the grey sky was much more similar to a big part of a cork tree and where the beach is a really special one: due to the presence of quartz crystals, probably combined with the peculiar size of the white sand, the beach is singing under your steps.
This is pretty uncommon and it was the first time for me to walk and lean down on a playing beach: I will remember for a long time this special sound under and around my body...
The sea kayak meeting was organized along the coast where the ancient Roman emperor Tiberio biult one of his magnificent villas on the sea side. The t-shirt was inspired exactly by this story.
Thanks to the organizers and the partecipants: it was a very special Saturday relax paddling time!

giovedì 23 maggio 2019

Bespoke course on the Adriatic coast...

Last week I've had the chance to run a couple of bespoke courses on the Adriatic coast.
We went there to take part as coaches in the national course for sea kayak instructor.
It was easy to decide to spend few more days to visit the beautiful inland of the Marche region.
Thank to the warm hospitality of our good friend (and student) Fabio, his creative wife Adelaide and his local sea kayak association, we stay in Pedaso and went for daily tours to Cupra, Torre di Palme and Fermo, some of the most attractive and peculiar medioeval villages of this pretty unknown and really fastinating part of Easter Italy. Then we went kayaking, of course!

So last Wednesday I tried a hald-day bespoke course system. And it seems to work very well.
In the morning two women paddler came to improve the strenght of their forward paddling stroke.
In the aftenoon a past student came back to refresch different manouvers and find out new techniques. 
It was pretty good to work with them in just half a day because I had to focus my attention and their energy on just few topics. It was interesting how much you can improve your knowledge if you are really interested in it. They are three enthusiastic paddlers and they made a very good job.
Feedbacks about the coaching style I've decided to opt for were surprisingly positive: the man said he wants to come back again before the end of the summer time women, and the women said that my session was a sort of little revolution about their paddling awareness!
This is what I love as coach!


Ivana e Teresa all'incontro del mattino... 
Il faro di Pedaso ha fatto da sfondo alla maggior parte degli esercizi in acqua...
Fabio accompagna le ragazze in mare aperto mentre Gianni si prepara alla lezione pomeridiana...
I due acrilici di Adelaide che presto orneranno la nuova base di Tatiyak :-)
Una delle teche del Museo Malacologico Piceno di Cupra Marittima!

La scorsa settimana ho avuto occasione di tenere due corsi personalizzati sulla costa adriatica.
Eravamo andati a Pedaso in qualità di formatori del corso istruttori marini della FICT.
E' stato facile decidere di trattenerci qualche giorno in più per visitare l'entroterra marchigiano.
Grazie alla calorosa ospitalità del nostro buon amico (e studente!) Fabio, di sua moglie Adelaide (pittrice creativa) e alla locale associazione di kayak da mare Stella Polare, siamo andati in giro tra Cupra, Torre di Palme e  Fermo, alla scoperta di alcuni borghi medioevali tra i più affascinanti di questa regione italiana tanto bella e poco conosciuta.
E siamo andati anche a pagaiare, ovviamente!

Così mercoledì scorso ho sperimentato la formula del corso personalizzato di metà giornata.
E ha funzionato bene.
La mattina ho lavorato in acqua con due donne interessate a rendere più efficace la loro pagaiata.
Nel pomeriggio invece un mio allievo è tornato per ripassare alcune manovre e per scoprirne di nuove.
E' stato molto utile lavorare con loro solo per mezza giornata perché abbiamo concentrato la mia attenzione e le loro energie su pochi temi focali. E' sempre molto interessante vedere quanto si può migliorare quando si è veramente intenzionati a farlo. Sono tutti e tre pagaiatori appassionati e hanno fatto davvero un ottimo lavoro.
I commenti finali sul metodo di insegnamento che ho scelto di adottare sono stati sorprendentemente positivi: lui mi ha detto che vuole rivedermi prima della fine dell'estate e loro mi hanno confessato che la mia lezione è stata una sorta di piccola rivoluzione!
Che è quel che amo come insegnante!

sabato 18 maggio 2019

Corso istruttori di secondo livello FICT 2019

La scorsa settimana si è svolta la prima sessione del Corso per Istruttori Marini di secondo livello organizzato dalla FICT in collaborazione con l'associazione Stella Polare di Pedaso (Fermo, Marche).
Sono pervenute numerose domande di ammissione ma dopo la prima prova tecnica in mare il numero dei partecipanti si è ridotto ad undici persone, provenienti da diverse località italiane (Trento, Vercelli, Bergamo, Lecce, Pescara, Macerata e Pedaso, con l'unica donna presente giunta da Locarno - Svizzera). Le quattro giornate di lavoro tra giovedì 9 e domenica 12 maggio sono state organizzate anche in base alle mutevoli condizioni meteo-marine e le lezioni di teoria sono state tutte concentrate nell'ultima giornata grigia e piovosa, che ha favorito un ultimo proficuo confronto in aula.

E' la seconda volta che la FICT organizza un corso per istruttori marini di secondo livello e dopo l'esperienza del 2017 a Bergeggi è stato riconfermato il gruppo dei formatori, con "Gengis" Arcangelo Pirovano, Mauro Ferro, Tatiana Cappucci, Enrico Brentana. E' stata invitata anche Laura Mandolesi, canoista fluviale e docente universitaria, che per l'occasione ha proposto una interessantissima lezione sulla psicologia dello sport.
Ogni volta il lavoro di gruppo ci conferma l'importanza del confronto tecnico, didattico ed umano ed ogni anno torniamo a casa arricchiti di un notevole bagaglio di conoscenze e competenze.
Il lavoro affrontato sia in acqua che a terra con i partecipanti al corso si è rivelato sin dal principio molto proficuo e costruttivo ed ogni ora delle quattro giornate è stata dedicata allo studio del kayak da mare, anche durante le cene luculliane che abbiamo scelto di consumare tutti insieme.

Il gruppo di formatori e aspiranti istruttori a Pedaso:
Giorgio, Vincenzo, Antonio, Marco, Jola, Michele, Roberto, Pietro, Mauro, Fabio, Tatiana, Ulises, Gengis, Claudio ed Enrico  
Le prime prove in acqua sotto la guida di Enrico...
I colori lattiginosi del mare di Pedaso...
Le prove di auto-salvataggio tra gli scogli...
I vari esercizi di preparazione atletica proposti da Enrico Brentana...
L'importanza dell'uso della panchetta per migliorare le funzioni propriocettive...
Primi confronti in kayak tra gli aspiranti istruttori sulla manovra appena spiegata e praticata...
Altre interessanti discussioni in acqua sulle manovre appena svolte...
Uno scambio "al volo" di due kayak molto diversi!
Approfittare del timido sole per asciugare l'attrezzatura personale!

Il corso è rivolto ai Tecnici di Base e/o ai pagaiatori marini che abbiano maturato una certa esperienza in kayak da mare e che siano interessati ad acquisire le competenze necessarie per insegnare in sicurezza le giuste tecniche di navigazione in un mare stato 3.
Con i partecipanti abbiamo affrontato tutte le manovre di base che costituiscono il bagaglio tecnico di ogni buon pagaiatore e ci siamo concentrati sulle capacità didattiche di ogni singolo aspirante istruttore. Seguendo il metodo cosiddetto "IDEAS" elaborato dalla British Canoeing per i propri insegnanti nelle varie discipline di pagaia, abbiamo inteso incentrare l'attenzione sulle varie modalità di apprendimento e di insegnamento, al fine di migliorare le tecniche didattiche mediante l'utilizzo di moduli teorico-pratici di provata efficacia.

Abbiamo così scelto di dividere i partecipanti in due gruppi che, coordinati dai formatori, hanno trascorso lunghe ore in kayak per sperimentare varie metodologie didattiche. A turno, ogni aspirante istruttore ha offerto agli altri pari-corso una breve lezione su una manovra scelta il giorno precedente, usando in sequenza una breve introduzione, una dimostrazione silenziosa ed una spiegazione sintetica, tutto seguito da un'ampia attività di gruppo. I formatori hanno così avuto modo sia di valutare le specifiche capacità tecniche dei singoli partecipanti, che di lavorare sulle loro competenze didattiche, che in alcuni casi sono già ben marcate ed in altri hanno bisogno di essere affinate.
Il lavoro di preparazione degli aspiranti istruttori non si è ancora concluso e prevede sia un tirocinio estivo con un insegnante qualificato che la preparazione di una tesina tecnica, da elaborare su un argomento scelto di concerto con i formatori tra quelli meno conosciuti dagli aspiranti istruttori, così da stimolare ulteriormente la loro preparazione futura.

La ripresa dei lavori nella terza giornata di corso...
La presentazione di diversi tipi di imbarco e sbarco...
Un'attenta analisi del controllo del gruppo a seconda del tipo di imbarco...
Altri momenti di partecipata discussione sulle manovre appena praticate...
Il confronto serrato tra i partecipanti è stato probabilmente il motivo dominante del corso... 
E adesso iniziamo coi salvataggi assistiti!
Ne abbiamo contati e praticati almeno 15 tipi differenti: con grande divertimento di tutti!
La lezione di Laura Mandolesi della domenica mattina sulla psicologia dello sport... 
La lezione di Mauro su elementi di cartografia, navigazione e meteorologia... 
I bellissimi omaggi preparati per tutti i partecipanti dall'associazione locale Stella Polare!

E' ancora presto per abbozzare una riflessione sul corso. Dovremo attendere la seconda sessione autunnale del 9-10 novembre 2019 per fare un bilancio definitivo. Ma una cosa ce la siamo già detta: il corso è stata un'ottima occasione di incontro e confronto per ragionare insieme su diversi "temi caldi" del kayak da mare, per sperimentare in acqua vecchie e nuove tecniche di sicurezza, per valorizzare un patrimonio comune di conoscenze e competenze che ha confini sempre più ampi. Grazie infatti alla continua condivisione di nozioni, tecniche e manovre su internet e sui social network, un aspirante istruttore è oggi notevolmente avvantaggiato rispetto al passato: ha l'occasione di reperire on-line una grande quantità di informazioni e di aprire discussioni sui più disparati argomenti con persone che vivono e pagaiano in ogni angolo del mondo. E' un bel punto di partenza.

Il lavoro più interessante però è quello che ogni aspirante istruttore deve fare con se stesso, prima ancora che con i propri allievi. Abbiamo capito, tra le tante altre cose, quanto sia importante (e anche molto difficile!) iniziare con un commento favorevole, il cosiddetto "rinforzo positivo", prima di passare a correggere eventuali imprecisioni. Il bravo maestro, infatti, è colui che non solo sa praticare le varie manovre, mostrando agli altri in modo chiaro e progressivo cosa fare per migliorare ogni tecnica, ma sa anche comprendere le esigenze individuali degli allievi, valorizzando i punti di forza e colmando i punti di debolezza. Un insegnante qualificato deve sapere ascoltare, deve essere paziente e deve imparare dai propri errori prima ancora che da quelli degli allievi. Noi crediamo anche che un buon insegnante debba mettere al centro dell'attenzione non se stesso ma l'allievo, per dimostrare quanto bravo chiunque possa diventare in kayak da mare.
Ed è su queste basi che abbiamo costruito il Corso per Istruttori Marini della FICT!

lunedì 6 maggio 2019

Sea kayak award with two special guys...

It was a pretty special starting point.
That was a strange call: "I've always heard about you but I've never heard you... so, it's like I'm hearing the voice of Mick Jagger right know!" I've always tought my voice is much more similar to a duck rather than a singer and I felt honoured to be compared to a well-known male singer with a very distinctive voice! A good start indeed.


Last week I've run an old three star course with two new students, two very different human beings: one in his thirties and the other in his fifties, one from Bergamo (far from the North) and the other from Rome (close to our new town), one was a rugby player and the other was a musician, one activist/theorist learner and the other reflector/pragmatist learner, one in a too smal plastic boat and the other in a perfect size fiberglass boat. A perfect match I was not perfectly sure where it should has lead us to...

The two students are completely different but... they work together in an extraordinary approach!
I'm always deeply surprised how much the passion for the same outdoor activity do connect people!
Sea kayaking is one of those sports that put people together in a very special way!

Said that, the course was one of the most intensive, accurate and funny I've never run. Indeed.
The two students were totally absorbed by the step-by-step exercises as well as by the in-context paddling manouvers.
At some point one of the two started also taking notes (something really new to me!), writing down lots of words and drawings too (that he promises to send us!). Sometimes he turn to the other student - the theorist! - asking him how could he remember all those incredible things about the body-boat-blade universe!

I came back home with my abdominal muscles completely stimulated by the never-ending cackles.
And with this great feeling on my skin that I've done my best to help people improving their skills and that they have sincerely appreciated it: "you're a sort of encyclopaedia", they said!
That was good for me swap from a singer to a book! 


Davide and Pietro in a perfect sync right from the start!
Apparentely they lead in opposite direction but it is not!
Pietro writing down as much as possible...
Reflecting about bow and paddle presentations, I suppose...
The perfectly executed cold-rescue - the opposite combination was sooooo funny that I couldn't take any pics!

Dovevo capirlo subito che c'era sotto qualcosa.
La telefonata è arrivata inaspettata: "Ho sempre sentito parlare di te ma non ti avevo mai sentito parlare... è come ascoltare la voce di Mick Jagger dal vivo!" Ho sempre pensato che lalmia voce fosse piu simile al verso di una papera che non al gorgheggio di un cantante e mi sono sentita onorata del paragone con un cotanto famoso cantante dalla voce così carismatica... Un buon inizio, davvero.

Per il vecchio corso 3 stelle della scorsa settimana si sono presentati 2 nuovi studenti che più diversi non potevano essere: uno trentenne e l'altro cinquantenne, uno di Bergamo e l'altro di Roma, uno giocatore di rugby passato al rafting e l'altro musicista - grafico - artista, uno attivo e teorico e l'altro pragmatico e riflessivo, uno in un kayak di plastica troppo stretto per le sue misure e l'altro in un kayak di vetroresina perfettamente calzato sulla sua figura.
Uno strano mix che non ero per niente sicura degli effetti che avrebbe potuto produrre...

Mai prima mi era capitato di fare lezione a due allievi tanto diversi. Si sono trovati benissimo!
Mi sorprende sempre tantissimo quanto la passione per un'attività sportiva possa accomunare le persone!
Il kayak da mare è una di quelle attività all'aria aperta che mette la gente in contatto in un modo davvero molto particolare!

Detto questo, il corso è stato uno dei più intensi, accurati e divertenti di sempre. Davvero.
I due allievi si sono lasciati completamente assorbire dagli esercizi progressivi proposti e dalle varie manovre praticate nel surf e tra le onde spianate da forti raffiche di maestrale.
Ad un certo punto uno dei due ha anche iniziato a prendere appunti (ed è la prima volta che mi succede nel bel mezzo di un corso!), riempiendo il taccuino di parole fitte fitte e anche di disegnetti belli belli (che ha promesso di inviarci!). Si girava di tanto in tanto per chiedere all'altro allievo, quello teorico, come potesse ricordare tutte quelle incredibili informazioni sull'universo delle 5 B!

Sono tornata a casa con i muscoli addominali completamente devastati dalle continue risate.
E con quella strana sensazione sulla pelle di avere fatto del mio meglio per aiutare due kayaker a migliorare le loro conoscenze e competenze. E mi sembra che loro abbiano sinceramente apprezzato lo sforzo: "sei una specie di enciclopedia del kayak", mi hanno detto!
Che non è poi così male passare da un cantante ad un libro, no?

sabato 4 maggio 2019

Ponza & Palmarola sea kayak guided trip: what an adventure!

It was a little unexpected adventure!
We decided to spend 4 days paddling around two of the most fascinating islands in the Mediterranean Sea: Ponza is the biggest one of the three islands of the Ponziane Archipelago and it's just around 20 n.m.; Palmarola is even smaller and it's just few miles out; Zannone is the smallest one and it's a Natural Reserve were you can land only with a special authorization.
The circumnavigation of Ponza & Palmarola is the best option for a sea kayak group who wants to explore and appreciate this special place!
Both of the little islands boast century of history, starting witht the ancient Roman Empire that realized there few fish-farms, building some impressive swimming pools directly into the volcanic rocks close by the main harbour: you can easily push the bow of your own kayak into the narrow channels where they used to raise different wild fishes, such as moray, see bass and squids.

Sea kayak is the perfect boat to discover the countless secrets and the several attactions of Ponza island: every few strokes you can find a cave, a rock garden, a natural arch, a sea stack, a silent sandy beach approachable only by the clear dark blue sea.
This is the perfect season to visit the island, when the Spring is covered the coast line with yellow and purple flowers, the warm temperature is good enough to pick up a tent for the night and the holidays-makers are still few people.
Paddling around the islands is the perfect way to understand how close is the paradise!

We planned the trip according with the weather forecast. We did almost the same trip of our last time here in 2013 but we immediately realized how fast is the island changing its profile due to the sheet erosions and the landslides. Anyway we were able to cross the channel in a very calm and sunny day.
We completed the periplus of both Ponza and Palmarola islands during three very relaxing days, paddling 2-3 hours in the morning and bit more in the afternoon.
We spent one night in the uninhabited Palmarola island, eating all together on a special sheltered beach where you can find little strong black obsidian pebbles that are coming from the abandoned quarries still recognizable on the side of the highest hills.
We also walk on the top of the mountain to admire both the sea side and the old cavern village where just cats and grass plants keep surviving, apparentely apart from the civilization but only few miles far away...

We only struggled on the way back due to the strong North-Westerly winds and long white caps that increase the sea state from 3 to 4 in the last part of our trip.
There were blue water hills all around our small group of six kayakers, a sort of 1 to 2 meters breaking waves turning into a nervous "washing machines" closer to the rocky coast line.
One of the kayaks had the back hatch full of salty water due to a bad leaking on the skeg device and one of the kayakers had a bad seasickness due to a bad timing in assuming the proper pills.
Once we reached our last camp, we decided to go to the restaurant then. We made the right choise!
The last dinner was a special moment for all of us with that strange feeling you can feel only after having spent some days together paddling on the sea!
It was a little unexpected adventure we'd like to repeat soon!

Giacomo and his Nordkapp for the first time together on the salty water! 
Andrea and Mirella under the lighthouse of the La Guardia headland...
The group paddling around Capo Bianco (White Cape) leaving Cala Luna (Moon Bay)... 
Mirella in the middle of the Ponziane archipelago!
Camping site on the beach of the so called Harbour Bay in Palmarola island...
Spectacular view from the top of the mountain: can you still check the kayaks?!?
The magnificent so called Cathedral Bay in Palmarola island...
Pietro admiring the entrance of one of the dozen caves along the coast line...
Giacomo looking for that fantastic wooden-made sea-scape little home! 
Andrea on the way back from Palmarola to Ponza...
Just one of the billion relaxing moments!
Pietro and Giacomo admiring the cristal clear water and the yellow sulphur rocks...
Mauro and Pietro along the scenographic coast-line close to the Schiavone beach...
Pietro and the biggest natural arch in Ponza, the so called Spaccapurpo!
Searching for the famous Emerald Cave...
Giacomo paddling on the North side of the "Piana Bianca" rocky cliff...
Pietro paddling on the South side of the "Piana Bianca" rocky cliff...
One of the most intriguing cave close to the main harbour in Ponza island...
The ancient roman swimming-pool realized as a fishfarm, called Pilato's Cave...
One of my favourite activities during the lunch break: rock-balancing!

Il viaggio a Ponza e Palmarola è stata una piccola inaspettata avventura!
Abbiamo passato 4 giorni a pagaiare intorno a due delle più belle isole del Mediterraneo: Ponza è la più grande dell'arcipelago Ponziano ma ha uno sviluppo costiero di poco più di 20 miglia nautiche; Palmarola è anche più piccola ma dista dalla più grande appena qualche miglio; Zannone è la più piccola di tutte ed è una riserva naturale dove si può sbarcare solo con un permesso speciale.
La circumnavigazione di Ponza e Palmarola è la scelta più felice per un gruppo di kayakers interessato a scoprire le bellezze del posto.
Entrambe le isole hanno un passato ricco di storia e molte sono le testimonianze dell'antico impero romano, come gli incredibili murenari scavati nella roccia lavica a due passi dal porto principale: si può spingere la prua del kayak negli stretti canali di accesso alle antiche vasche di allevamento dei pesci e restare ammaliati dai giochi di luci ed ombre creati dai vari cunicoli che si diramano su per la scogliera.

Il kayak è l'imbarcazione perfetta per scoprire gli infiniti segreti e le molteplici attrazioni di Ponza: ogni poche pagaiate si incontrano grotte, giardini di roccia, archi naturali, faraglioni e piccole spiagge silenziose raggiungibili solo dal mare.
La primavera è la stagione perfetta per apprezzare i colori ed i profumi dell'isola, quando la costa si ricopre di fiorellini gialli e viola e quando le temperature miti invitano a montare la tenda sulla spiaggia perché i villeggianti sono ancora poco numerosi.
Pagaiare intorno alle isole è la maniera perfetta per comprendere quanto può essere vicino il paradiso!

Abbiamo pianificato il viaggio in base alle previsioni meteo-marine e ci siamo ritrovati a fare più o meno lo stesso giro dell'ultima volta, anche se abbiamo subito notato il profondo cambiamento della costa dovuto ad erosioni e smottamenti. La navigazione è comunque avvenuta in giornate calme e soleggiate che ci hanno permesso di pagaiare a pochi metri dalla riva.
Abbiamo completato il periplo di Ponza e Palmarola in 3 giorni con tutta la calma dettata dal luogo, pagaiando per 2-3 ore al mattino e qualcosa di più al pomeriggio.
Abbiamo trascorso una notte sulla disabitata isola di Palmarola ed abbiamo cenato tutti insieme sulla spiaggia ridossata e punteggiata di piccoli inconfondibili ciottoli di nera ossidiana, provenienti dalle dismesse cave ancora visibili sul costone scosceso delle colline all'intorno.
Abbiamo anche camminato su per il sentiero intagliato nella roccia per raggiungere la sommità della montagna spaccata ed ammirare dall'alto sia il mare blu disteso ai nostri piedi che il piccolo villaggio di case ricavate nelle grotte, all'apparenza così lontano dalla civiltà moderna...

Abbiamo avuto qualche lieve difficoltà solo sulla via del rientro, quando i forti venti da nord-ovest hanno ingrossato il mare di onde bianche e frangenti, che in breve tempo hanno circondato il nostro piccolo gruppo di sei kayak e che sono diventate una "lavatrice" impegnativa quando finalmente abbiamo raggiunto la costa, dove abbiamo pagaiato per un'altra ora in un mare stato 4.
Uno dei kayak ha imbarcato acqua dal gavone di poppa per una brutta infiltrazione dallo scasso della deriva ed uno dei kayaker ha sofferto un brutto mal di mare per una cattiva tempistica nella assunzione delle pillole anti-nausea.
Quando siamo arrivati al nostro ultimo campo, abbiamo deciso di andare a cena al ristorante. Abbiamo fatto bene: mangiare insieme ha rafforzato quello strano sentimento che nasce solo quando hai trascorso qualche giorno insieme in viaggio in kayak da mare!
Il viaggio a Ponza e Palmarola è stata una piccola avventura che speriamo di ripetere presto!