IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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27 febbraio 2018

My new mentor: Darren Sherwood!

E va bene: si ricomincia!
Questo viaggio nel percorso di formazione didattica della British Canoeing per diventare una insegnante qualificata con allievi di lungo periodo si sta rivelando più lungo del previsto, tanto che nel frattempo è riuscito pure a cambiare nome, passando nel 2017 da Level 3 Coach a Performance Coach!
Dopo il corso seguito nelle due sessioni di marzo e di maggio nel lontano 2014 e dopo un lungo tirocinio con tanti allievi sperimentali (ma senza la guida di un mentore esperto), ho provato a sostenere l'esame nel maggio del 2015, senza però riuscire a superarlo. La valutazione finale era stata così positiva, benché insufficiente, che ho chiesto a Lee Pooley di diventare il mio mentore: l'ho così incontrato altre due volte, insieme ad altri due compagni di corso, prima in Finlandia nel settembre 2015 e poi nel Devon-UK nel maggio 2016... Poi però Lee è diventato il capo di tutti gli insegnanti, accettando l'incarico di Head of Coaching and Qualifications all'ufficio centrale della British Canoeing e... quindi l'ho perso come mentore!
Avevo però avuto occasione di incontrare un suo allievo-collega-amico proprio nel Devon e quando mi hanno detto che sarebbe stato proprio lui a valutarmi all'esame finale per diventare provider di navigazione costiera (leggi il post successivo), ho colto l'occasione per chiedergli di diventare il mio nuovo mentore. Quando Darren è arrivato in Italia, quindi, abbiamo abbinato all'esame anche una lunga e proficua, seppur freddissima, giornata di mentoring sul Lago d'Iseo, presso l'accogliente struttura della ATLS Iseo Lago che ancora una volta ci ha aperto cancelli, spogliatoi e scivoli...

La prima fase d'introduzione e presentazione: Fabio racconta a Darren le sue esperienze passate...
Fabio in attesa che Darren mi dia qualche altra preziosa indicazione sulla didattica...
Fabio mentre viene ripreso da Darren seduto nel kayak prestato da Massimo Brescianini (grazie di cuore!)
Altre indicazioni che ricevo da Darren durante la giornata di mentoring...
L'arrivo di Francesca per la seconda parte della giornata: ancor più interessante!

Così riprendo il mio lungo percorso formativo per diventare una Performance Coach.
Quando ho scoperto l'universo parallelo della British Canoeing non avrei mai immaginato di raggiungere un livello tanto avanzato: già l'idea di prendere il brevetto tre stelle mi sembrava all'epoca una cosa che sopravanzava le mie capacità tecniche e all'inizio non pensavo minimamente di seguire anche i corsi per imparare ad insegnare. Poi però l'entusiasmo è cresciuto insieme al sostegno che tutti i miei insegnanti inglesi hanno sempre mostrato nei miei confronti (ben diverso e ben lontano da quello a cui mi ero (dis)abituata qui in Italia!) e non ho più smesso di cercare stimoli per continuare a migliorare la mia preparazione tecnica e didattica. I miei maestri si sono rivelati davvero tali: hanno sempre trovato il modo giusto per spronarmi ad andare avanti e per raggiungere nuovi risultati, dimostrando ogni volta di apprezzare i miei lenti ma continui progressi. Perché il vero maestro è quello che sa tirare fuori il meglio dal proprio allievo.
Il sostegno che mi hanno sempre offerto insegnanti della portata di Jennifer Kleck, Nigel Dennis, Phil Hadley, Trys Morris e Lee Pooley (oltre ai tanti altri conosciuti negli ultimi 10 anni!) si va ora a sommare a quello che ha già iniziato a dimostrarmi Darren Sherwood: la prima giornata di mentoring non poteva essere più fredda (per le condizioni meteo) e più calda (per l'entusiasmo dimostrato), soprattutto più invitante di così! Gli allievi "sperimentali" coinvolti hanno apprezzato molto sia il metodo di insegnamento che lo stile adottato, molto informale e orientato alla piena soddisfazione dei bisogni individuali...
Sono molto contenta di riprendere finalmente il cammino: non mi è mai piaciuto lasciare le cose a metà! Happy so far, I will be even happier along the way to the performance coach award!

12 maggio 2016

Level 3 Coach training: more mentoring days with Lee Pooley in South Devon!

Ed eccomi alla settimana che aspettavo da tempo. Dallo scorso mese di settembre, per la verità, da quando cioè ci siamo dati appuntamento in Finlandia con Trenk Muller ed Eva-Lotta Backman per seguire le prime giornate di "mentoring" con Lee Pooley.
Il nostro percorso per diventare Level 3 Coach è iniziato due anni fa a Plas y Brenin ed è andato avanti tra alterne vicende ed un esame tentato ma non superato. Da quando abbiamo trovato il nostro giusto mentore, però, le cose sembrano andare per il verso giusto e durante l'inverno appena trascorso ho ripreso con rinnovato entusiasmo a tenere nuove lezioni con altri "allievi sperimentali volontari"...
Lee voleva rivederci e così lo abbiamo raggiunto a casa sua, nel South Devon.
Il programma è stato particolarmente intenso ed il tempo è stato tipicamente inglese, con le solite quattro stagioni in un solo giorno, pioggia sole e grandine alternate nel breve spazio temporale di poche ore. Il tutto, sia al mattino che al pomeriggio, ovviamente!
Il primo giorno, lunedì 25 aprile, ci siamo dati appuntamento sulla bella spiaggia di sabbia di Salcombe, ai piedi del centro di kayak da mare del posto, ricavato nel vecchio edifico della "Life Boat Institution", che conserva la memoria di un tragico episodio di salvataggio riuscito in mare aperto e di naufragio occorso sulla via del rientro, quando erano ormai in vista della base.
Mi sono offerta volontaria per iniziare la prima lezione di un'ora con due allievi appena conosciuti: ho combinato un mezzo disastro e Lee era visibilmente contrariato. La seconda lezione di Trenk è stata più efficace ma nel pomeriggio Lee ha deciso di svolgere una delle sue tipiche lezioni nei giardini di roccia, per farci capire meglio come strutturare ogni singola fase di insegnamento e soprattutto come arrivare ad individuare i punti deboli di ciascun allievo, quelli sui quali lavorare durante le lezioni successive. I primi de-briefing, svolti sia in spiaggia durante la pausa pranzo che a fine giornata accanto ad un té bollente, sono stati come sempre molto illuminanti e sin da subito ho cominciato a riempire il mio diario di appunti fitti fitti.
Il secondo giorno, martedì 26 aprile, ci siamo spostati a Wembury, una bella località turistica e naturalistica all'estremità occidentale della Baia di Bigbury. Ci siamo alternati nelle lezioni ma avendo un solo allievo volontario, Lee ha chiesto a me di fare l'allieva di Eva-Lotta e ad Eva-Lotta di fare l'allieva di Trenk. Abbiamo così potuto testare le nostre competenze didattiche anche con allievi avanzati ed è stato molto formativo, specialmente quando Lee ha insistito per cercare quei famosi punti deboli... Nel pomeriggio, poi, Darren Sherwood, un talentuoso insegnante inglese, anche lui di terzo livello, ci ha intrattenuti per un paio d'ore a parlare di surf e ci ha spiegato come e cosa insegnare in maniera corretta. Altro de-briefing a fine giornata e altra notte ghiacciata in tenda!
Il terzo giorno, mercoledì 27 aprile, siamo tornati a Salcombe e siccome ci siamo svegliati prima del previsto per un guasto tecnico all'auto di Trenk, abbiamo anche avuto modo di visitare la cittadina affacciata sul Kingsbridge Estuary (che però non è l'estuario di un fiume ma di ben nove ruscelli).
Stavolta ha iniziato Lee ad insegnare, scegliendo le scogliere rocciose dei dintorni per farci capire come scegliere la giusta progressione didattica con allievi di diverse capacità che si destreggiano più o meno bene tra i giardini di roccia. Ci è toccato un solo salvataggio, per l'errore commesso da un allievo nella valutazione di un'onda più impertinente delle altre, ma poi abbiamo passato l'intero pomeriggio a pagaiare con grande soddisfazione negli anfratti più reconditi della costa frastagliata.
Prima del de-briefing di fine giornata, c'è stato il tempo per divertirsi ancora un po' sulle ondine frangenti dell'imboccatura dell'estuario: è stata un'esperienza indimenticabile perché le onde entrano nel canale principale visibilmente incicciottate e poi, per la presenza di bassi fondali sabbiosi, virano decisamente di 90 gradi per raggiungere una piccola spiaggia a mezza luna, perfetta per fare pratica e per capire che, come in tante cose, il movimento giusto al momento giusto è la cosa più importante!

Un tedesco, un'italiana e una finlandese... e non è una barzelletta! 
Tre amici sempre sorridenti
Primo de-briefing con Lee e Darren
Esplorando i giardini di roccia nei dintorni di Salcombe
De-briefing di metà mattina a Wembury...
Un momento prima piove e grandina e...
...e un momento dopo esce il sole!
Sembra proprio un Inukshuk, no?
Lee spiega come pagaiare nel vento...
... poi come aspettare l'onda giusta...
... e come raggiungere una visione olistica!
In rotta verso la splendida Isola di Burgh
Un ottimo stratagemma per spiegare come reagisce il kayak nel surf
Il South Devon è davvero un gran bel posto dove pagaiare
Messaggi in codice sulla sabbia
Il quarto ed ultimo giorno, giovedì 28 aprile, siamo andati a Challaborough, all'estremità orientale della Baia di Bigbury, un'altra bella località turistica che in estate deve essere piena di villeggianti.
E' stata la giornata più intensa: Lee ha iniziato con tre allievi diversi dapprima una lezione tecnica sul timone di poppa, poi una lezione nei giardini di roccia ed infine una lezione di surf nei pressi della bellissima Isola di Burgh. E' un'isola particolarmente famosa nella zona perché è raggiungibile a piedi soltanto con la bassa marea, mentre con l'alta marea i turisti interessati a visitare le vecchie rovine trecentesche del castello o il novecentesco albergo Art Deco adagiato accanto al più rinomato pub locale hanno una sola possibilità: arrampicarsi sul sedili di legno dello stranissimo trattore coi trampoli che, dotato di pneumatici giganteschi, trotterella sullo stretto istmo di sabbia fine, tra piccole ondicelle biancheggianti, fino a raggiungere il moletto sull'isola. Mentre eravamo intenti a studiare le onde, il trattore è passato avanti e indietro più di una volta e sono persino riuscita a farlo entrare in uno dei miei scatti fotografici (altre foto nell'album di facebook a questo link).
Poi Lee ci ha assegnato un allievo ciascuno e ha messo a dura prova le nostre competenze didattiche nel surf: a me è toccato Carlos, un ragazzo proveniente dall'Ecuador, residente da anni in Inghilterrra, anche lui arrivato al training da Level 3 Coach, fiumarolo iperattivo e kayaker marino niente male. Insomma, ho faticato non poco a stargli dietro, ma ho subito capito che non avrei dovuto spiegargli niente sulla tecnica, non ne aveva certo bisogno. Dovevo invece lavorare con lui sulla tattica: aspettare l'onda giusta, ridurre al minimo il numero di pagaiate per surfarla, virare al momento giusto sfruttando l'ultima propulsione, appoggiare sull'onda e non verso riva (come sono sempre tentati di fare i kayaker fluviali) e così via... Quell'oretta con Carlos m'è sembrata interminabile: Lee mi osservava dalla riva e alla fine ci ha tempestati di domande, voleva capire per filo e per segno che diavolo avevo combinato nel surf per tutto quel tempo. E' stato estenuante ma elettrizzante insieme e a fine giornata Carlos era visibilmente contento (ora siamo persino amici su facebook!).
Lee non era ancora soddisfatto e così ha sfruttato le onde formate del primo pomeriggio per farci stare in acqua un altro paio d'ore, soltanto noi tre, Trenk, Eva-Lotta ed io: lezioni individuali di surf, ma del tutto speciali, con un sacco di trucchi molto efficaci per governare il kayak in diagonale, per risalire le onde senza fatica e per uscire dal surf in poco tempo. Come innamorarsi del surf!
Alla fine, il solito de-briefing, ma stavolta personale, a quattrocchi, per mettere a fuoco le aree di lavoro per la prossima stagione e per capire meglio dove volgere l'attenzione. Il mio diario si è riempito di altre pagine di appunti, arricchiti da una bella paginetta di consigli scritti in inglese di proprio pugno da Lee: dovrei forse incorniciarla e tenerla sulla scrivania, per mandare a memoria ognuna delle preziose indicazioni didattiche fornite da Lee nell'ultimo incontro individuale.
Il suggerimento che mi ha dato è quello di lavorare sulla "visione olistica", per evitare di seguire ciecamente le richieste dell'allievo e per cercare al contrario di individuare le sue reali esigenze, focalizzando l'attenzione sugli aspetti tecnici da migliorare... Una cosetta da niente, insomma.
Ci siamo dati appuntamento al prossimo anno, sia perché il nostro prossimo viaggio estivo alle Isole Cicladi ci terrà impegnati forse fino a novembre inoltrato, e sia perché ho capito una volta di più di avere ancora tanta strada da fare prima di sentirmi davvero pronta per sostenere nuovamente l'esame finale da Level 3 Coach!
Insomma, l'ultima chiacchierata con Lee è stata la conclusione impegnativa di una settimana altrettanto impegnativa: iniziata la domenica precedente col corso di navigazione costiera di Andy Stamp a Plymouth e finita il giorno dopoo, venerdì 29, con un lunga trasferta dal Devon al Galles, dove ci aspettava l'annuale Anglesey Symposium per un'altra lunga settimana (leggi il prossimo post). Per arrivare a Holyhead sono state necessarie ben undici ore di autostrade intasate, per nostra fortuna (mia e di Eva-Lotta, perché Trenk è rientrato subito in Germania) trascorse comodamente accoccolate sui sedili posteriori dello spazioso camper della Reed Chillcheater (un ringraziamento particolare a Chris che ha guidato sempre con grande aplomb ed uno speciale all'amico Rick Cooper che ci ha trovato il passaggio e ha organizzato l'incontro!).
L'avventura continua...

17 aprile 2016

BCU Level 3 Coach training: session 10 with special students...

L'ultima sessione del mio tirocinio per il Level 3 Coach non poteva concludersi in maniera migliore!
Anche se le due giornate sul Lago Maggiore sono state particolarmente uggiose, grigie e piovigginose come non capitavano da tempo, la compagnia in acqua è stata eccellente e le lezioni si sono svolte in maniera davvero speciale, complice la triplice lingua usata in kayak, italiano, inglese e francese.
Denyse è arrivata da Zurigo ed il suo amico Jean-Claude da un paesino francese vicino al confine: per un po' Denyse mi ha aiutato a tradurre, ma ben presto non è stato più necessario, complice sia la comprensione basilare dell'italiano da parte di Jean-Claude che le mie vaghe reminiscenze della lingua d'oltralpe quando studiavo ai corsi serali dell'Istituto di cultura francese di Napoli.
Mentre Andrea sperimentava in totale autonomia e con gran divertimento le diverse andature del suo Baidarka con un assetto sempre differente, sfruttando il carico posto a prua o a poppa e la leggera brezza che intanto increspava il lago, Mauro ed Henry decidevano di andare a fare una pagaiata di tutto relax in cerca della solita birra in un localino verso sud.
Denyse e Jean-Claude, invece, da bravi "allievi sperimentali volontari", si buttavano a capofitto nell'argomento prescelto ed iniziavano a lavorare in maniera individuale sulla pagaiata in avanti, per meglio comprendere le sottili e pur fondamentali differenze tra pagaia moderna e groenlandese, che entrambi usano in maniera alternata ed egregia...

Denyse concentrata su uno dei primi esercizi...
Jean-Claude soddisfatto di avere trovato una risposta alle mie tante domande!
Enrico determinato a sviscerare ogni segreto dell'appoggio!
Enrico è arrivato Brescia e ha dormito sul lago: la domenica ci siamo ritrovati da soli perché la pioggia aveva indotto tutti gli altri a rientrare prima del previsto. Con lui abbiamo lavorato sia sugli spostamenti laterali che sugli appoggi. Sono rimasta molto colpita dalla sua determinazione: nonostante le ancora basse temperature del lago, non ha avuto alcun timore a capovolgersi ripetutamente per perfezionare ogni singola manovra.
Dopo averlo incontrato all'ultimo aggiornamento federale di San Felice Circeo, è stato per me molto interessante tornare a confrontarmi in maniera approfondita con un istruttore tanto motivato: grazie alle sua profonda conoscenza della preparazione atletica sottesa alla disciplina del kayak da mare, abbiamo potuto affrontare ogni manovra da diversi punti di vista, sia tattico che tecnico ma anche fisico e psicologico!
E' stato un incontro molto proficuo, una sfida impegnativa che sono stata contenta di affrontare proprio all'ultimo appuntamento prima dell'incontro con il mio mentore Lee Pooley, previsto per la prossima settimana nel Devon: non vedo l'ora di confrontarmi anche con lui sulle tante scoperte didattiche che ho avuto occasione di fare in questi ultimi mesi.
Sono state lunghe e belle settimane piene di tante sessioni diverse con "allievi sperimentali volontari" sempre nuovi, tutti entusiasti di ricevere da me non già delle risposte ma piuttosto delle domande, così da poter elaborare in proprio ogni nozione sulle varie manovre scelte: grazie alla preziosa collaborazione di così tanti allievi io ho imparato tantissimo!

14 aprile 2016

BCU Level 3 Coach training: session 9 in Cerro di Laveno...

E' stato un altro fine settimana dedicato al mio tirocinio da Level 3 Coach BCU: un altro incontro con "allievi sperimentali volontari" sconosciuti, appassionati e molto motivati.
Paola e Max sono arrivati da Parma e spero che ritornino anche il prossimo fine settimana: è sempre molto interessante lavorare con persone tanto interessate a migliorare le proprie capacità di andare in kayak!
Fabio e Sandro, invece, sono due amici del Canoa Club Fluviale che conosciamo da tempo perché ci è spesso capitato di incontrarci nella piscina comunale di Legnano durante gli allenamenti invernali di rolling.
Pensare a delle sessioni dedicate per due pagaiatori di estrazione fluviale è stato doppiamente stimolante, sia perché ogni tecnica andava "adattata" ad una imbarcazione per loro nuova, più lunga e meno manovriera, e sia perché sul lago, come in mare, quando non c'è da gestire la corrente tipica del fiume, ogni movimento in canoa va pensato prima ancora di essere eseguito in una maniera del tutto differente...
E' stato molto istruttivo, per me prima ancora che per loro, spiegare ogni cosa in chiave marina, derivandola ed affiancandola dal fluviale per analogia o per opposizione... specie quando siamo arrivati all'inclinazione dello scafo e al controllo della direzione. C'è stato bisogno di lavorare quasi più sull'inconscio che sulla tecnica, ma alla fine l'esame intrinseco di ogni singola fase della manovra ha dato i suoi frutti.
Ed è stato tutto molto entusiasmante, come sempre capita in kayak!

Il primo incontro in spiaggia di sabato mattina...
Al lavoro sulla pagaia in avanti, con osservazione e analisi delle esigenze individuali...
Lavoro di coppia per confronto e analisi reciproca...
Fabio e Sandro indossano il cappello da kayaker marini!
It was one more week-end dedicated to my BCU Level 3 Coach training: one more meeting with unknown "experimental students", all of them very passionated and motivated.
Paola and Max has driven for three hours to come from Parma and I really hope they both can come back next week-end too: it's always a big pleasure to work with such interested students.
Fabio and Sandro, on their side, are two white water paddlers and we usually meet each other in the pubblic swimming pool in our town Legnano to practise roll and rescues 
during the winter season.
This coaching session was particularly tricky for me due to the fact that I've had to ask them to change their mind every time they wanted to practise a stroke, passing from river kayak to sea kayak "way of life"!. Sea kayak is longer and less maneuverable than a river kayak and using the edge is completely different if you're paddling in a flow or in a no-tidal sea zone. The session dedicated to edging controll and turning was pretty interesting for me (hopefully for the students as well) because we had to use in a different way the concepts of breaking in and breaking out, ferry gliding and at least also bracing and recovering... It was a pretty special session dedicated more to the unconscious stage of learning and it was a psycological task I really enjoyed.

04 aprile 2016

BCU Level 3 Coach training: session 8 in Genoa Nervi...

Un'altra interessante sessione didattica con nuovi "allievi sperimentali volontari" liguri.
Grazie alla collaborazione di Luisa Casu e di Canoaverde, lo scorso fine settimana abbiamo lavorato nelle acque incredibilmente limpide del porticciolo turistico di Genova Nervi, una delle più belle città di mare italiane.
C'è stata un gran via vai di ogni tipo di imbarcazione a remi e a motore, in una delle prime vere giornate primaverili, anche se il cielo è rimasto a lungo velato ed un a leggera brezzolina ha rinfrescato le ore pomeridiane e serali.
Il gruppo di pagaiatori stavolta era particolarmente eterogeneo, da un principiante ancora alle prese con la pagaiata in avanti, a due allieve molto motivate a migliorare le loro capacità di controllo del kayak, a due istruttori federali di secondo livello interessati a sviscerare ogni più piccolo particolare tecnico e tattico delle varie manovre scelte.
Grazie a Franco, Patrizia, Marina, Costantino e Luisa sono riuscita a adottare il sistema dei "piatti rotanti cinesi" con grande divertimento e, spero, con un pizzico di dimestichezza in più. Non ho più bisogno di prendere appunti durante la lezione in acqua e non devo più leggere le note ce con tanta accuratezza avevo riassunto e plastificato. Ora riesco a focalizzare meglio l'attenzione su ciascun allievo e sento di articolare ogni domanda con la giusta progressione didattica...
Alla fine della seconda giornata, i "piatti rotanti" erano diventati addirittura quattro, uno al lavoro sull'inclinazione dello scafo, il secondo sugli spostamenti laterali ad un tempo, il terzo sulle timonate di prua ed il quarto sugli appoggi alti continui di stile groenlandese. Dall'alto degli spalti che circondano il porticciolo, Mauro si è goduto uno spettacolo unico, un po' confuso, forse, perché ognuno era impegnato in una cosa diversa, ma nel complesso molto produttivo. Soprattutto per me, che seduta in kayak e ancora alla stessa boa mi godeva i piccolo progressi tecnici di ognuno!
Grazie di cuore a tutti i partecipanti di queste giornate di insegnamento sperimentale perché mi aiutano a crescere tecnicamente, didatticamente e, non ultimo, umanamente! E' un lavoro impagabile!

La prima sessione mattutina del sabato...
Individualization!
Lo spettacolare ingresso del porticciolo di Genova Nervi...
Gli spazi di manovra delimitati dalla boe di ormeggio...
Una doppia serata in compagnia in una cornice davvero unica!
Another interesting coaching session with more "experimental students" for my Level 3 Coach training. Thanks to Luisa Casu and the local Canoaverde association, we spent the past weekend working in the incredibly clear waters of the tourist little harbour in Genoa Nervi, one of the most beautiful Italian cities on the sea side.
There has been an intense traffic of every type of motor boat and paddle board, due to the maybe first true Spring day, even if the sky has been veiled for a long time and a light breeze has refreshed the afternoon and evening hours.
This group of sea kayaker was particularly heterogeneous this time, from a beginner still working on his paddling forward, to two very enthusiastic ladys who wanted to improve their edging controll, to two Italian instructors who were really focused on every single technical and tactical aspects of the stroke they wanted to work on. Thanks to Franco, Patricia, Marina, Costantino and Luisa, I have succeeded in "spinning the plates" with great fun and, I hope, with a pinch of more familiarity. I don't need any more to take notes or to reed the crib cards, I feel more confortable in be focused on every student and I realize to be more relaxe in asking questions, hopefully with the right didactic progression... At the end of the second day, the "spinning plates" were four at the same time, just to have some fun all together at the end of the coaching session: the first "plate" was practising the edging, the second one the draw stroke, the third one the bow rudder and the last one the high recovery using the Greenland tecnique.
From the top pf the dock, were Mauro was sitting and chatting, probably the scene was something unique and confused, because eveery one was concentrated in a different stroke. But for me, sitting on kayak and locked in the same position, it was very interesting and creative.
I'm really thankful to all the "experimental students" who are getting involved in those particular coaching sessions because I'm slowly getting a better coach and probably a better person too!
It's a priceless help!

21 marzo 2016

BCU Level 3 Coach training: session 7 in Portofino!

Dopo un mese esatto dall'incontro a Seiano con i miei compagni di corso Eva-Lotta e Trenk, ho organizzato una nuova sessione con gli "allievi sperimentali volontari" per mettere in pratica tutti i loro suggerimenti.
Lo scorso fine settimana abbiamo lavorato in una cornice unica, a Niasca, una delle calette suggestive che circondano il promontorio di Portofino, nella zona di levante dell'Area Marina Protetta.
L'incontro è stato possibile grazie alla fattiva e preziosa collaborazione di Outdoor Portofino, un centro di sport acquatici ed attività di educazione ambientale che ha una sede davvero invidiabile.
Il gruppo di allievi è stato particolarmente attivo, con competenze ed esperienze diverse e con la curiosità che spinge tanti a mettersi in gioco per migliorare. Gli argomenti trattati sono stati molto vari, dalle pagaiate circolari agli spostamenti laterali statici e con abbrivio, dal timone di prua alle varie tecniche per le timonate di poppa, dalla pagaiata in avanti all'inclinazione dello scafo per rendere le virate più efficaci.
Dal canto mio, sono riuscita a focalizzare meglio l'attenzione su ciascun singolo allievo, ad individuare più facilmente le caratteristiche soggettive di ciascuno e a lavorare molto più del solito sui fondamentali (postura, connessione con lo scafo, catena cinetica e sensibilità in acqua). Inoltre, ho corretto l'errore che spesso commettevo di spostarmi troppo durante le lezioni, mentre stavolta sono riuscita a mantenere una posizione centrale dalla quale osservare e coordinare le sessioni individuali.
E' stato un fine settimana molto intenso, che ci ha regalato anche lunghi momenti di relax, sia durante la prima colazione nella piazzetta centrale di Portofino, con un nulla osta speciale della polizia municipale per poter arrivare al mare con l'auto ancora carica di kayak, sia durante la bellissima escursione guidata fino a San Fruttuoso (trovata aperta proprio nella giornata nazionale del FAI), con le dotte spiegazioni di Angelo sui relitti disseminati lungo la costa, sulle gesta eroiche degli abitanti locali e sul curioso conglomerato di Portofino.
Siamo rientrati abbronzati e soddisfatti e le risposte positive degli "allievi sperimentali" mi stimolano ad approfondire ulteriormente il lavoro didattico in vista del prossimo incontro con il mio mentore Lee Polley a fine aprile nel Devon, in Inghilterra.
p.s. un ringraziamento particolare a quelle due coppie di motociclisti che hanno fatto un lungo pic-nic sulla spiaggia e che hanno pensato bene di lasciare poi la busta dell'immondizia appesa alla ringhiera, delegando a noi l'onere di compiere l'immane fatica di portarla fino al bidone di Paraggi, appena due curve più in là! Grazie di avere lasciato il mare pulito!

Breakfast in Portofino in the sunshine
The peculiar Outdoor Portofino center, a "tipical" dépendance built under the street and upon a river...
The location in really amazing!
Saturday was a warm sunny day...
and Sunday was instead little bit more cloudy!
We were really lucky to be there: right place at the right moment!
Time for paddling along the rocky coast-line: do you know the special conglomerate of Portofino?
Short break in San Fruttuoso
Time is flying. One month later the last meeting in Naples with my buddy paddler Eva-Lotta and Trenk, I've organized a new session with more "experimental students" for my Level 3 Coach training to put in practise all their suggestions and feedbacks.
Last week-end we were so lucky to work in a really wonderful place, Portofino, well-known to be one of the best rocky coast-line all around Italy, near a Protective Marine Area.
The meeting was possible thanks to the valuable cooperation of Outdoor Portofino, a sea kayak center that promotes water sports and environmental education activities.
The group of students was very dynamic and pro-active, interested in working on different strokes and tecniques to develop their individual skills and competences. They asked me to improve paddling forward and turning, moving sideways like sculling draw and hanging draw, bow rudders and stern rudders (from long and high angle to push and pull rudder), edging and leaning and recovering.
I was pretty happy to spend enough time in observation and analysis, to find a right position on the water to lead the session and controll the students, to develop a good individualisation. I changed a little bit my usual coaching style approach and I tryed to be more focused on the fundamentals, like correct posture, connectivity, power transfer and feel. The feedbacks from "experimental students" were enthusiastic because this is a very new coaching system here in Italy.

The week-end was long enough to give us the chance to relax for a breakfast on a sea side in Portofino, with a special pass from the local police to reach the harbour by car - usually forbidden. We also took advantage by a guided sea kayak trip along the rocky coast-line around the peculiar village of San Fruttuoso. We came back home with a good suntan and a big smile too.
I'm now looking forward to meet Eva-Lotta and Trenk together with our mentor Lee Pooley in late April in Devon - UK: what a challenging and interesting plan we have!
p.s. a special thank to that double couple of bikers who spent the lunch time on the beach and then left the rubbish hanging on the railing, leaving us the enormous task to take it to the nearest trash can, just two hundred metres far... thank you for making the sea a cleanest place!

27 febbraio 2016

BCU Level 3 Coach training: session 6 mentoring others...

Ci siamo incontrati di nuovo, Eva-Lotta Backman, Trenk Muller ed io.
Dopo la settimana trascorsa a Helsinki nel settembre dello scorso anno, stavolta ci siamo dati appuntamento al caldo, a Napoli, nel golfo di Marin d'Aequa di Seiano, un piccolo angolo di paradiso incastonato nella costiera sorrentina.
Lee Polley, il mentore inglese che ci aveva seguito durante quelle splendide giornate finlandesi, aveva detto con convinzione a tutti e tre: "non c'è motivo per cui non possiate farvi da mentore l'uno l'altro". Abbiamo seguito il suo consiglio ed abbiamo capito che per diventare un buon insegnante bisogna anche imparare ad essere un buon mentore: oltre a sapere come impostare la lezione, come scegliere il metodo didattico più adeguato, come rispondere alle esigenze di allievi sempre diversi, è anche molto importante sapere osservare, prendere appunti e dare consigli appropriati, il tutto combinato con un certo tatto ed una buona dose di fiducia reciproca. Potremmo chiedere alla BCU di diventare Level 3 Mentor, invece che Level 3 Coach!
Grazie alla collaborazione di Mariella Di Nocera, che ci ha messo a disposizione tre kayak dell'associazione Positiano Sea Kayak, grazie alla calorosa ospitalità della Lega Navale di Vico Equense, che ci ha aperto l'accogliente sede proprio a due passi dal mare, e grazie soprattutto alla presenza di ben otto "allievi sperimentali volontari" che ci hanno raggiunto da Salerno, Portici, Roma e persino da Palermo, abbiamo potuto organizzare un incontro davvero speciale.
"Bentornata al sole", mi hanno subito detto gli amici del posto: avere vissuto dieci anni a Napoli ed avere imparato a pagaiare proprio a Posillipo, mi ha legato a questo mare a doppio filo, con un misto di nostalgia malinconica e di entusiasmo fanciullesco che esplodono ogni volta che torno da quelle parti. Tutto contribuisce a farmi sentire a casa, la luce, il disordine, l'inflessione dialettale, i biscotti all'amarena, la bellezza diffusa. Aspettavo da tempo l'occasione di tornare a pagaiare ai piedi del Vesuvio!
Sotto un bel cielo terso ed avvolti da una prematura aria primaverile, ci siamo sbizzarriti tra appoggi alti e salvataggi, timoni di prua e traini,  timoni di poppa e virate in movimento, inclinazione dello scafo e spostamenti laterali, assetto del kayak e pagaiate nel vento. Siamo stati impegnati in acqua dalle 10 del mattino alle 5 del pomeriggio e dopo ogni ora di lezione abbiamo dedicato una buona mezz'ora ai feedback. L'unico argomento di conversazione a colazione, pranzo e cena, in un confronto continuo e costruttivo, è stato il kayak, anzi come insegnare il kayak, e come insegnare ad insegnare!
L'incontro a tre con Eva-Lotta e Trenk è stato davvero molto proficuo: insegnare e al tempo stesso osservare altri insegnanti è stata un'esperienza bellissima, che come sempre ci ha permesso sia di rafforzare le nostre competenze tecniche e didattiche che di rinsaldare il nostro legame affettivo e la nostra straordinaria amicizia internazionale. Crescere insieme come insegnanti, colleghi ed amici è un'occasione unica che mi sento davvero fortunata a poter cogliere... e ogni volta è un'emozione speciale. Il kayak rende tutto speciale!

First briefing on the first morning in Marina d'Aequa
Positano sea kayak for a Finnish paddler!
Happy mentor at work
More coaches on the water!
Warm-up session under the Vesuvio volcano...
Dry session on the beach to link rescues and high recovering
Warm weather, warm temperature, warm water
The marvellous view of Naples' gulf
De-briefing with the unknown students
We now have a little collection of this kind of pictures: we three all together!
It happened again: Eva-Lotta Backman, Trenk Muller and myself were all together once again.
We've met each other last September in Helsinki when we organized three mentoring days with Lee Polley, our mentor for the Level 3 Coach training since then. At the end of that priceless experience, Lee said us: "there is no reason why you can't continue to support each other". We easily followed his suggestion and we immediately realized that to become a good coach is also necessary to become a good mentor: you have to organize your coaching session and change your coaching style depending on your students on one side, and on the other side you also need to observe your collegue coaching, to write down usefull notes and spend time (and energy) to give feedback. It works only if you have both patience and confidence, a good balance in between direct message and personal knowledge, something mid way from teacher and psicologist. We could now ask to the BCU to become Level 3 Mentors rather than Level 3 Coaches!
We so decided to organized a new meeting for coaching unknown students and mentoring each others: this time we've choosen a warmer place in South Italy, near Naples, in the little and wonderful bay of Marina d'Aequa in Seiano, one of the best rocky coastline where to paddle along the Costiera Sorrentina.
Thanks to the support of Mariella di Nocera, owner of the Positano Sea Kayak center, who provided us with three plastic kayaks, thanks to the hospitality of the local sailing center Lega Navale Vico Equense, that is just on the sea side, and above all thanks to the eight fantastic "esperimental students", who has arrived from Salerno, Portici and Palermo - Sicily, we were able to organized a special meeting in a special place with special people: the eight unknown students were simply fantastic and they've made everything possible!
"Welcome to the sun land", a friend of mine said to me as soon as I've arrived in Naples. I lived 10 years in the center of city and I've started paddling alongside the Posillipo coast-line. I have always had a special feeling with this magical town, a mix of melancholy and love, and it came back to me every time I came back to Naples. It's maybe the light, the disorder, the dialect, the black cherry biscuit, the widespread beauty... I was waiting since ages to paddle again under the Vesuvio active volcano! 
Under a bright blue sky and in an early spring temperatur, we have worked for two long days on rescues and high recovering, on towing and bow rudder, on edging and moving sideways, on turning and stern rudder, on trim and paddling in the wind. We've run coaching sessions from 10 a.m. to 5 p.m. and after every single hour spent in coaching and mentoring, we've also spent half an hour discussing and offering feedback one to each other. Sea kayak was the only subject of all the conversations we had from breakfast to dinner and the entire week-end was a great experience!
We've had one more chance to have a comparison in three (and more) different coaching styles. We three, Trenk, Eva-Lotta and myself, are going ahead both in our training and in our friendship, and this is something really amazing.
I'm more than a lucky coach: thanks to kayak I'm also a lucky person who is living a lucky life!