IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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14 novembre 2018

Otto nuovi istruttori di base FICT!

Otto nuovi istruttori di base FICT hanno appena superato l'esame finale!
Dopo la prima sessione di aprile, si sono presentati a Bergeggi lo scorso sabato 10 novembre e hanno affrontato il tempo inclemente: le mareggiate delle ultime settimane hanno provocato ingenti danni anche in questo tratto di litorale, le spiagge erano ancora ricoperte di detriti e persino in mare galleggiavano alcuni relitti. L'annunciato temporale, però, non si è presentato all'appuntamento sulla costa ligure e con sollievo l'esame non è stato bagnato dalla pioggia.
Tutti gli aspiranti istruttori hanno dimostrato una buona preparazione tecnica e didattica e si sono alternati nella gestione di una breve lezione su manovre estratte a sorte: la commissione ha così valutato sia le capacità tecniche nell'esecuzione della manovre dell'insegnante e degli altri colleghi in veste di "allievi", e sia la competenza didattica affinata dall'istruttore.
La partecipazione di quattro donne nel gruppo di aspiranti istruttori, pari al 50% delle presenze, ha reso il corso particolarmente interessante ed eterogeneo, con un confronto serrato tra diverse modalità di insegnamento...

Il gruppo al gran completo, compreso un osservatore (Emanuele) ed un aspirante istruttore di secondo livello (Stefano):
Enrico, Alessandro, Mauro, Tatiana, Fabio, Mirella, Celeste, Martina, Gengis, Jolanta, Roberto e Francesca
I partecipanti in acqua suddivisi in due gruppi per le prove finali di insegnamento delle manovre...
Gli imbarchi sono stati abbastanza impegnativi per i nuovi istruttori di base...
La domenica cinque dei nuovi istruttori si sono regalati una pagaiata in gruppo fino a Capo Noli...
Il conclusivo momento dei giudizi finali, nel clima disteso e conviviale tipico dei corsi FICT...

L'attenzione posta sull'aspetto didattico è una caratteristica peculiare dei corsi FICT e della commissione di formazione composta da Gengis Arcangelo Pirovano, Enrico Brentana, Mauro Ferro e Tatiana Cappucci: i formatori hanno infatti ripreso e proposto lo schema didattico elaborato dalla British Canoeing e denominato con l'acronimo IDEAS (che può essere così spiegato: introduzione dell’argomento, Dimostrazione silenziosa su entrambi i lati, Estratto di tre parole chiave, Attività in acqua per far pratica della manovra, Sommario conclusivo). Seguendo questo schema semplice ed efficace si riescono a soddisfare le esigenze di tutti gli allievi, indipendentemente dal metodo di apprendimento di ciascuno (che può essere imitativo-visivo, induttivo-uditivo, attivo-cinestesico).
Avere avuto l’occasione di sperimentare in acqua il metodo didattico IDEAS ha permesso ad ogni istruttore di comprendere i limiti del proprio metodo di insegnamento, di affinare la propria didattica e di migliorare le proprie capacità di trasmissione ad altri delle conoscenze e competenze acquisite.
Tutti i partecipanti hanno avuto soprattutto l’occasione rara e preziosa di condividere con altri il momento delicato dell’insegnamento delle discipline di pagaia, potendo riflettere sui diversi, personali e soggettivi metodi di insegnamento ed arrivando a comprendere quanto sia importante per un buon istruttore dotarsi di validi, sperimentati e costruttivi strumenti didattici.
Auguriamo agli otto nuovi istruttori di base di proseguire nella formazione personale sia tecnica che didattica e di partecipare numerosi al prossimo corso per istruttori di secondo livello FICT!

09 novembre 2018

Moderate Water Sea Kayak Leader Training (il vecchio 4*!): Minorca again!

Con la carica delle Jornadas de Menorca en kayak appena concluse, ho affrontato un doppio training 4*, che dal 2017 è stato più propriamente rinominato dalla British Canoeing non più con i numeri delle stelle ma con il riferimento diretto alle condizioni marine: il training di Moderate Water Sea Kayak Leader è rivolto al kayaker interessato a diventare capo gruppo in acque moderate.
Prima ancora di iniziare i due training, nella giornata di lunedì 22 ottobre 2018, abbiamo dedicato un’intera giornata al corso teorico sulla navigazione costiera, uno dei pre-requisiti richiesti dalla British Caneoing: il Coastal Navigation and Tidal Planning ha suscitato la curiosità di due-tre studenti che per varie ragioni non potevano o non volevano seguire il successivo corso in mare, ed è stata per me una piacevolissima sorpresa vedere con quanta curiosità si sono avvicinati allo studio delle carte nautiche e delle correnti marine, e anche con quanta attenzione si sono cimentati nella programmazione di una escursione in ambiente marino con corrente fino a due nodi, con mare fino allo stato 3 e con venti fino a Forza 4 Beaufort (alcuni dei riferimenti del cosiddetto Moderate Water Endorsement). Tutti hanno mostrato di apprezzare i miei segnalamenti marittimi tridimensionali fatti a mano, di cui vado molto fiera e che non manco mai di portare in viaggio con me :-)

CNTP in spagnolo a Minorca!
Kissing the rock, uno dei primi esercizi di destrezza del training...
Pagaiare nel vento e in gruppo nei pressi della torre di Es Grau...
Rock gardening lungo le scogliere rocciose di Es Grau...
Appunti alla fine della prima giornata di corso....

Il primo training, da martedì 23 al giovedì 25 ottobre, è stato alquanto impegnativo per le condizioni meteo-marine, con forti venti da nord-ovest che lasciavano protetta la piccola baia di Es Grau ma che imperlavano di bianche onde frangenti la vicina Illa d’en Colom, dove ci siamo diretti per cercare i luoghi adatti alle prove di competenza tecnica nella conduzione dell’imbarcazione. L’isola è stata il teatro ideale anche per le due successive giornate dedicate alle varie strategie di conduzione del gruppo, perché offre molti ridossi naturali ma anche diversi capi esposti al vento e alle correnti, oltre ad alcune spiagge di sabbia lambite da bassi fondali che generano interessanti zone di surf. Sembra che i ragazzi abbiano apprezzato il piano di lavoro, a giudicare dai commenti di Ramon sul suo blog!

Rock landing con kayak in polietilene ed in fibra di vetro...
Pausa pranzo sulle rocce discutendo di kit di primo soccorso...
Riparazione del kayak in alto mare, riuscita con successo!
Babbo Natale "in incognito" al training di Minorca!
La conclusione del primo e l'inizio del secondo training...

Il secondo training, dal venerdì 26 alla domenica 28 ottobre, è iniziato sotto la pioggia, con lampi e tuoni che si facevano sempre più vicini e minacciosi. Abbiamo così scelto di dedicare l’intera giornata prima alla pianificazione di più escursioni in zone sconosciute (dove cioè gli aspiranti leader non avevano mai pagaiato prima), usando le tabelle di marea per scoprire in quale momento della giornata fosse più indicato prendere il mare, e poi alla programmazione di un viaggio che gli istruttori di “Menorca en kayak” avevano scelto di fare insieme per chiudere la lunga stagione estiva: un modo come un altro per festeggiare senza smettere di pagaiare!

Programmazione del viaggio di una settimana ad Ibiza... 
Rock landing in autonomia con kayak in polietilene...
Sostituzione di fortuna di un tappo perduto (simulazione!) del gavone di prua...
Un'ultimo sbarco sulle rocce...
Il secondo gruppo alla sede di Menorca en kayak!

In entrambi i corsi ho avuto modo di apprezzare una volta di più la grande determinazione che spinge ragazzi di ogni età, ventenni e cinquantenni, a pagaiare in mare mosso per il solo gusto di farlo, per giocare tra le onde come se si trovassero al luna park, per trascorrere ore ed ore a manovrare la pagaia tra gli scogli, ad issare con cura i kayak sulla scogliera, ad imbarcarsi nelle maniere più impensate… e a scendere a terra con la salsedine sulla pelle, sulle palpebre e sulle labbra.
Trovo sempre un modo per rinnovare il mio amore per il mare e per il kayak, e di questo (e di tanto altro ancora!) devo ringraziare i vari allievi che riempiono le mie lezioni e che sempre più spesso si rivelano dei gran bravi maestri: mi insegnano ad insegnare e mi confermano che c’è sempre qualcosa di nuovo di imparare!

08 novembre 2018

Corsi 3* a Minorca e a Genova...

Sono stata invitata a tenere un corso 3* a Es Grau nei giorni immediatamente precedenti le Jornadas de Menorca en Kayak, dal giovedì 11 al sabato 13 ottobre 2018. Dopo la settimana di navigazione intorno alla più bella delle Baleari, ho prolungato la mia permanenza sull’isola per offrire altri due training 4* (di cui parlo nel post successivo). Prima di rientrare a casa, poi, mi sono fermata a Genova per un altro corso 3* nel porticciolo di Nervi nelle giornate dal 30 ottobre al 2 novembre 2018.
Il gruppo di sie aspiranti del primo corso 3* svolto a Minorca mi aveva messo in soggezione: talmente esperti da farmi venire i crampi allo stomaco per qualcosa di simile all’ansia da prestazione. Tutti (o quasi) lavorano da anni nel mondo del kayak da mare ed in alta stagione accompagnano turisti in escursioni più o meno brevi, ma anche in viaggi da più giorni ad una settimana, con annesso campeggio nautico; quasi tutti si trovano a gestire gruppi di principianti che possono raggiungere anche la ragguardevole cifra di oltre 60 elementi: in questi casi si fanno assistere da altri istruttori ed organizzano uscite sicure e divertenti per esplorare le zone più interessanti della costa dove sono soliti pagaiare. Sono tutti entusiasti del kayak da mare e hanno fatto della loro passione un mestiere, realizzando un sogno che mi pare di capire sta diventando sempre più comune tra gli appassionati di pagaia: vivere navigando! Sono anche kayaker molto diversi tra loro, per età, per indole e per esperienze pregresse, ma sono tutti talmente preparati tecnicamente che mi hanno fatto interrogare a lungo su come impostare il lavoro.
Ogni volta che inizio un corso, infatti, mi sembra di dovere superare a mia volta un esame: essere o meno all’altezza delle aspettative (mie prima ancora che degli altri!), proporre cose nuove ed incuriosire anche chi sa già tanto (sono sempre più numerosi gli “esperti” che frequentano i corsi che ho la fortuna di tenere), trasmettere entusiasmo a chi nel kayak ha trovato un lavoro (difficile talvolta mantenere vivo il sodalizio tra dovere e piacere!)… insomma, ogni corso è diverso da qualunque altro, anche se il syllabus è sempre lo stesso, perché cambiano le persone coinvolte, le condizioni meteo-marine, le barche e le “location” e anche le attività in acqua. Ma ogni volta si ripete la magia: ci ritroviamo in kayak a condividere una passione che si rinnova ad ogni pagaiata!
Inutile dire che i sei partecipanti hanno tenuto bene il mare, hanno affrontato senza timore le onde ed il vento, hanno organizzato sbarchi sulle rocce da manuale: il corso ha permesso anche di stringere amicizie nuove tra chi non si conosceva ancora e, come spesso accade, anche di programmare nuove avventure in mari lontani. Me li sono ritrovati (quasi) tutti nel training 4* della settimana successiva e tutto è ricominciato d’accapo, l’agitazione prima di iniziare, l’euforia delle giornate di corso, la soddisfazione dell’esperienza condivisa (e anche un poco la tristezza di veder finire un’attività che ci ha coinvolto tutti così tanto!)…

Il gruppo del primo corso 3* a Minorca: Arkaitz, Xavier, Ramon, Peter, Manolo y Andres!
Tutti in acqua a discutere di pagaiata efficiente...
La pausa pranzo sugli scogli della Riserva Naturale di Es Grau...
Il salvataggio assistito in versione "teatrale" eseguito da Peter y Ramon...
Tutti concentrati su Mr. Xavier Kirchner, un riferimento del kayak spagnolo...
Due settimane dopo a Genova Nervi con Gianfranco, Maurizio e Daniele... 
L'imbarco protetto del porticciolo di Genova Nervi...
I tre amici in kayak...
Alle prese con il salvataggio assistito tramite presentazione della prua...
Giochi di equilibrio di fine corso!

Dopo due voli aerei, due treni soppressi per maltempo e poi partiti con oltre due ore di ritardo e due valigie appesantite dall’attrezzatura bagnata, mi sono ritrovata catapultata da Minorca a Genova.
Il secondo corso 3* era minacciato dall’allerta meteo, ma il sole ci ha rincorso anche in quel di Nervi e tutto si è svolto secondo i programmi. Il primo giorno, in attesa delle annunciate schiarite, ci siamo concentrati sulla parte teorica, discorrendo di carte nautiche, segnalamenti marittimi e strategie di navigazione, dedicando del tempo anche all’introduzione dell’uso della cima di traino e delle diverse tecniche di salvataggio assistito, parte fondamentale di ogni corso 3*, rivolto a pagaiatori di esperienza intermedia che escono in gruppo e si possono trovare nelle condizioni di dover prestare soccorso ad eventuali compagni in difficoltà. Il secondo giorno, poi, il mare in scaduta della burrasca dei giorni precedenti ci ha costretti nel piccolo specchio acqueo del porticciolo turistico, dove le diverse boe di ormeggio erano “sporcate” da rami di alberi, reti da pesca e persino da un paio di relitti di gommoni che non avevano resistito all’assalto del cattivo tempo. Il terzo giorno, però, siamo riusciti a prendere il mare e ad approfittare dei giardini di roccia che costeggiano la passeggiata pedonale Anita Garibaldi, che pure ha subito dei danni per la caduta di massi e per la frana di alcuni tratti.
In mare ci siamo sentiti sempre tranquilli e sicuri.
I tre ragazzi che mi hanno invitato a tenere il corso a Genova sono amici da tempo e da sempre escono insieme: si conoscono e si sostengono e mi hanno regalato un altro corso speciale perché hanno saputo creare un clima di perfetta condivisione. Sono sempre stati molto attenti ad ogni singolo passaggio teorico e pratico relativo alle varie manovre tecniche previste dal programma di corso, non si sono mai distratti e anzi hanno interloquito con una lunga serie di domande curiose che mi hanno fatto comprendere appieno quanto siano appassionati di kayak da mare.
Le diverse imbarcazioni, inoltre, ci hanno permesso di comprendere meglio i vantaggi di un kayak attrezzato di tutto punto, coi ponti dotati di maniglioni e tienti-bene, coi pozzetti comodi ma funzionali, coi giubbotti “armati” delle dotazioni minime di bordo: credo da sempre che invece di “parlare di kayak” (pure importante per sviscerare ogni aspetto di questa affascinante disciplina dai vastissimi addentellati) sia molto più importante “fare kayak”, così da capire fino in fondo cosa serve e cosa non serve, e più ancora “cosa serve fare” per poter arrivare ad affrontare il mare in sicurezza.
Il divertimento non è mai secondario e tra uno scherzo improvvisato, un esercizio bizzarro e qualche gara amatoriale disputata tra i tre amici, siamo riusciti a chiudere il corso con alcuni doloretti alle spalle (ancora poco allenate a praticare spostamenti laterali o timonate di prua) ma anche con tanti sorrisi aperti e sinceri. I tre hanno raccolto le loro impressioni sul corso 3* nella loro pagina Facebook a questo link.
Il regalo per me più bello è stato (oltre al pranzo conclusivo sui tavolini all’aperto del porticciolo di Nervi) un ultimo rolling sincronizzato eseguito con grande sicurezza dai tre nuovi tre stelle!

07 novembre 2018

Menk 2018: que xulo!

Sono partita e tornata col maltempo.
Allerta meteo su mezza Europa, Spagna ed Italia comprese.
Quando sono arrivata a Minorca, erano appena state dichiarate tre giornate di lutto istituzionale nell’intero arcipelago della Isole Baleari per un’alluvione devastante che a Maiorca aveva provocato ben 12 morti, compresi due turisti rimasti intrappolati in un taxi travolto da un’improvvisa ondata di fango. Era stata persino annullata la serata di presentazione del viaggio di Rai Puig “Solo in Papua”, ma un cambio strategico della sala ha permesso ad un centinaio di curiosi di assistere all'interessante racconto dal vivo del giovane canoista catalano.
Quando sono tornata in Italia, poi, una lunga serie di piogge torrenziali aveva interessato ormai tutta la penisola, facendo registrare sia ingenti danni che una lunga lista di morti e dispersi, tanto sulla costa quanto nell’entroterra, con spiagge mangiate dal mare in tempesta e montagne di abeti abbattuti dai venti di burrasca.
La sorte del giro in kayak dell’isola di Minorca sembrava segnata.

Con la maglietta delle XIII Jornadas de Menk 2018 poco prima dell'imbarco... (Photo credit: Tristan)
Il primo breifing diretto da Carles nel ridossato Port de Sanitja...
La vista mattutina su Cala del Pilar dalla "nostra" grotta della notte...
L'effetto sui piedi nudi della sabbia rossa di Cala del Pilar... (Photo credit: Arkaitz)

Ma poi il sole ha scelto di tenerci compagnia durante (quasi) tutta la settimana, salvo nascondersi tra le nuvole al calar della sera (e non solo). La pioggia che pure ha imperversato sull’isola e sulle nostre teste non ha fermato il nostro entusiasmo, né ci ha bloccato a terra.
Non abbiamo completato il periplo, siamo anche partiti da un punto diverso per scansare il forte vento di nord-est, e siamo persino rientrati con un paio di giorni di anticipo per riprendere da dove avremmo dovuto iniziare ma, nonostante tutti gli imprevisti ed i vari aggiustamenti del programma, è stato uno dei giri più belli di sempre.
Lo so, ogni volta rischio di essere ripetitiva a proposito di Minorca, ne dico e ne scrivo sempre e solo un gran bene: Minorca è l’isola più bella della Baleari, l’isola dove torno sempre molto volentieri, l’isola che mi ha stregato sin dalla prima volta che c’ho messo piede, anzi pagaia. L’inverno del 2009-2010 è stato quello dell’inizio di un idillio che non è mai terminato e che ogni anno (o quasi) si rinnova inalterato, quello tra Tatiyak e Menorca en Kayak: un amore nato in mare, sbocciato grazie al kayak e che cresce ogni volta di più! Anche a costo di sembrare monotona, non posso che essere entusiasta delle esperienze vissute a Minorca!

La folta delegazione italiana: Lucia, Mariella, Grazia, Tatiana, Simonetta, Giorgio e Claudia!
La visita guidata alla sorprendente Balsa Verda...
L'aperitivo improvvisato sul molo di Cala Morell...
La cena comunitaria di Cala Morell, la notte più fredda del giro...
Prima di raggiungere Ciutadella si attraversa l'arco naturale di Pont d'en Gil...

Forse proprio per il cattivo tempo, che ci ha fatto comprendere una volta di più quanto il Mare e la Natura la facciano da padroni sulla Terra, abbiamo apprezzato davvero fino in fondo, e con un profondo sentimento di riconoscenza, la incredibile settimana di navigazione attorno all’isola del vento: il nutrito gruppo di pagaiatori spagnoli, catalani, baschi, sardi ed italiani ha dato vita ad una convivenza allegra, promiscua e rilassante che ha lasciato sorrisi ben marcati sui volti sferzati dal vento e rigati dalla pioggia (ed intirizziti dall’umidità notturna, ma anche abbronzati dalle calde ore autunnali…)
Abbiamo preso di buon grado il cambio di programma, caricando in un batti baleno sui carrelli kayak ed attrezzature per lasciare il nostro usuale punto di imbarco di Es Grau alla volta del caratteristico e raccolto Port de Sanitja; abbiamo trascorso la prima notte sotto la pioggia nella suggestiva spiaggia di Cala del Pilar, svegliandoci intirizziti ma contenti alle prime luci di un giorno ventoso e soleggiato; abbiamo cenato in circolo sul molo di Cala Morell, assaggiando a turno i tanti biscotti speziati spediti dalla Germania da Claudia, una delle partecipanti delle passate edizioni di cui si è molto sentito la mancanza; abbiamo poi doppiato senza timore il famigerato faro di Punta Nati, coprendo la tappa più lunga per raggiungere la ridossata caletta di Sant’Andria; abbiamo proseguito lungo la costa sud-orientale dell’isola nell’unica giornata di calma apparente, giungendo al faro di Cap D’Artrutx insieme ad un temporale che ha chiuso il cielo e la visuale; abbiamo trovato rifugio sotto la tettoia di un bar-ristorante a Son Xoriguer, come anche la notte successiva a Sant Tomas, coprendo il rumore della pioggia con gli schiamazzi allegri del gioco “Tic-Tac-Tuc” e con i canti multilingue di un altro gioco musicale entrato nella storia delle Jornadas de Menorca en kayak…

Arkaitz in primo piano, Simonetta a destra e sul doppio Carles y Agnes) verso il faro di Cap d'Artrutx...
L'arrivo a Sant Tomas, dove il giro si interrompe (per poi riprendere da Es Grau)...
Si scaricano i kayak e si scoprono gli altarini :-)
L'impeccabile opera di stivaggio di Irina e Agnes...
El "equipo" de Menk 2018 in giro per Mahon: Tatiana, Eloy, Andres, Arkaitz, Irina, Agnes, Sergi y Mr. Xavier! 

Siamo poi rientrati con furgoni e carrelli alla base di Es Grau perché le previsioni meteorologiche erano implacabili, ma non ci siamo arresi alla cattiva sorte e, dopo una giornata di sosta a terra, spesa in maniera egregia seguendo le dotte, curiose e varie indicazioni turistiche di Joan sulle mille bellezze delle città di Mahon, ci siamo rimessi in kayak per le due ultime giornate di navigazione: destinazione Cala Mongofre, oltre il simbolico faro di Capo Favaritx.
Siamo stati tutti molto attenti e rispettosi, sia del mare che degli altri, sempre molto disponibili ed accomodanti, sia con i compagni di viaggio che con gli impeccabili organizzatori, tutti molto curiosi di sperimentare nuovi esercizi, in mare e a terra: mi è sembrato ben riuscito anche il primo esperimento nautico di “matrimonio temporaneo” a cui tutti i partecipanti delle ultime due giornate hanno aderito con incredibile entusiasmo, pagaiando in coppia per un tempo prestabilito.
Un entusiasmo contagioso che non si è esaurito con la chiusura delle Jornadas ma che è dilagato anche nella serata conclusiva trascorsa al “solito” ristorante della zona: tra una sorpresa e l’altra, in un crescendo di colpi di scena degni di una regia impareggiabile, è stata anche celebrata tra i due illustri assenti “giustificati” del giro, Jimi e Celsea una “pre-boda” (cioè un’anteprima del rito nuziale) che ha contribuito ad instillare un’ulteriore dose di buon umore in tutti i presenti (anche in nome del Santo Chaleco, di Santa Maria Teresa de las Jornadas, e del kayak, ovviamente!).

Carles doppia il faro di Favaritz...
La preparazione collettiva del "cremat" durante il campo dell'ultima notte a Cala Mongofre...
L'ultima cena con la delegazione italiana in primo piano e il gruppo di Menk 2018 sul fondo...
Tatiana tra Arkaitz y Xavier, con il piatto del "cremat": solo questo abbiamo in testa! (Photo credit: Sergi)

Sono tornata a casa col cattivo tempo fuori ma col buon umore dentro, carica di ricordi indimenticabili, di energia positiva e di regali preziosi: grazie Roberto per la strabiliante luce da campo “luminaid”, grazie Joan per il bellissimo piatto di ceramica per preparare il “cremat”, grazie Teresa per la maglietta del giro e della “chica palista” dell'artista “Caperuzita Azul”. Grazie di cuore a tutti i kayaker della XIII edizione delle Jornadas de Menorca en kayak, al gruppo di infaticabili organizzatori che ha affrontato ogni imprevisto con spirito costruttivo, ai ragazzi del fantastico “equipo” che sembrano fratelli di sangue più che colleghi di lavoro, ai solari partecipanti del giro che mi hanno riempito di attenzioni, affetto e complimenti (“Tu eres un sol!” mi resterà per sempre attaccato sulla pelle!): tutto ha contribuito a farmi affrontare con rinnovato entusiasmo le successive settimane minorchine e genovesi traboccanti di corsi 3* e training 4* (di cui parlo in due post separati). Grazie!
Chiudo il diario con le parole di un caro amico di pagaia che ho scoperto essere anche un poeta capace di sbirciare con tatto nel cuore degli altri: “Ahora toca surfear sensaciones, roquear entre recuerdos y navegar ilusiones”!