IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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16 agosto 2026

Di taverna in taverna 💙

⭐ Domenica 16 agosto 2026
👣 Ventisettesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Porto Atheras - Paralia Agia Kiriaki
⛺ 16 km con mare calmo

Al risveglio troviamo una coppia mista greco-ucraina che ci offre a più riprese fagottini ripieni, panini imbottiti e acqua fredda, e poi siede all'ombra per ore a giocare a scacchi. Tanto per confermare che il signore poco gentile di ieri sera è l'eccezione - e chissà se non hanno assistito alla sceneggiata e, come pensa Mauro, han voluto mostrarci l'altro volto dell'accoglienza ellenica!
Prima di imbarcarci scambiamo anche quattro chiacchiere con una coppia veneta che dice di non aver mai visto una cosa del genere: navigare per giorni in kayak con dietro tutto l'occorrente per il campeggio nautico.

Usciamo dal pronunciato Golfo di Atheras pensando di non aver mai pagaiato da queste parti con un mare tanto calmo da sembrare una lastra di alabastro.
Anche sul capo, solitamente interessato da venti e correnti, riusciamo a "scogliettare" come mai prima, tanto da entrare con estrema facilità nella grotta che si apre proprio alla fine del promontorio e che oggi è occupata da un piccolo gregge di capre selvatiche, che riempie del loro afrore le volte basse della piccola cavità rocciosa.

Entriamo con una leggera brezza a favore nell'ampio Golfo di Fteri, una delle spiagge più belle e ora più affollate dell'isola, tanto che dal vicino porticciolo di Zolà hanno organizzato un servizio di taxi-boat che garantisce corse avanti e indietro per l'intera giornata.
Le bellissime scogliere bianche tagliate come perfetti triangoli equilateri sono completamente occupate da panfili di varie misure, complice anche la domenica di festa.
È una dimensione del tutto diversa da quella che ricordavamo dal nostro primo viaggio del 2007, ma già l'anno passato avevamo capito che l'aria stava cambiando. Da un lato ci fa piacere vedere come il turismo stia aiutando l'isola, dall'altro speriamo che Cefalonia non perda la sua anima più sincera e selvaggia.

Torniamo nella taverna dove abbiamo sempre fatto sosta e ci sbrighiamo ad aggiornare il diario di viaggio prima di affrontare (io) la scarpinata al paese più vicino (2km con 200 metri di dislivello) per cercare sigarette per l'Uomo di Ferro, che dopo tre giorni di astinenza comincia a dare segni di insofferenza...

La varietà del promontorio settentrionale 
Il Golfo di Fteri lontano dalla spiaggia di Fteri
La grotta delle capre
Impronte 
Sorrisi

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