⭐ Martedì 11 agosto 2026
👣 Ventiduesimo giorno di viaggio in kayak🧠Paralia Minies - Paralia Kounopetra
⛺ 12 km con il Meltemi in anticipo
Il vento della sera cala tardi e per cucinare troviamo rifugio dietro gli scogli della parte terminale della spiaggia, dove di primo mattino arriva un gruppetto di volontarie per controllare i nidi delle tartarughe.
Succedono due cose: trovano un nido che non era mai stato segnalato, con intorno tante impronte di piccole tartarughine in fuga verso il mare; trovano anche dei nuovi nati da uno dei nidi ricollocati e aiutano gli ultimi sei piccoli, ormai stremati dalla fatica e dal caldo, a raggiungere l'acqua.
Non crediamo alla nostra fortuna: non solo dormiamo vicino a due nidi che si stavano schiudendo, ma al mattino assistiamo anche allo spettacolo straordinario del "varo" dei piccoli, lungo un canaletto scavato nella sabbia dalle volontarie nel quale vengono liberate le tartarughine, che subito iniziano a pinneggiare, prima sulla battigia e poi nell'acqua trasparente.
Notiamo poi degli strani fori sulla spiaggia, come buchi di tanti ombrelloni, che invece scopriamo essere tane di granchi fantasma, così chiamati perché vivono di notte e hanno un colorito biancastro per mimetizzarsi nella sabbia. Sono granchi tropicali arrivati in Grecia, e pare anche in Sicilia, a seguito della tropicalizzazione del Mediterraneo: mangiano anche piccoli di tartaruga e chissà se questa notte non abbiano banchettato con le nuove nascite (link qui).
Tra foto, video e ricerche online, partiamo che è quasi mezzogiorno e per un'altra ora ci attardiamo nella cala limitrofa: c'è un tripudio di colori a terra e in mare, tra le solite tonalità dell'acqua turchese e le insolite variazioni cromatiche della scogliera, che è striata di bianco latte, giallo ocra e rosso mattone.
Poi affrontiamo la traversata del Golfo di Argostoli, forse la più tranquilla tra le tante fatte fin'ora, perché procediamo con una buona andatura e con una fresca brezza a favore. Facciamo una pausa appena tocchiamo l'altra costa, che ci è sempre rimasta impressa per una commistione particolare di colori della scogliera grigia e della spiaggia rossa, oltre al mare del solito verde smeraldo.
Il signore gentile che ci invita all'ombra del suo gazebo, ci racconta di aver raccolto le firme di chi abita in zona per depositare una petizione alla Guardia Costiera, in modo da limitare la sosta delle grandi barche ricolme di turisti che vengono fatti scendere qui per fare i "fanghi": ora ci sono delle lunghe file di boe gialle a proteggere il litorale e il signore gentile ci racconta tutta la storia con tono comprensibilmente orgoglioso.
Quando riprendiamo a navigare verso Ovest, per l'ultimo tratto del nostro percorso giornaliero, il Meltemi anticipa il suo arrivo da Est fino a imbiancare l'acqua turchese dell'ampia baia bassa e sabbiosa, tanto da rallentare il nostro già lento avanzare.
Ma è quasi un piacere, perché questo tratto di costa è uno dei nostri preferiti, per le continue colline argillose scavate dall'acqua in forme scultoree molto affascinanti, che ci seducono ogni volta sin da quando siamo approdatə su questi lidi nel lontano 2007. Certo oggi sono visibili molte frane in molti punti, ma il vantaggio è che ci sono molte meno persone in spiaggia e solo una dozzina di barche a vela ormeggiate in rada.
Ci ritroviamo in un battibaleno nella taverna che prende il nome dal vento dominante e che offre una panoramica sulla Luna ancor più attraente, perché dall'alto del promontorio più meridionale della penisola di Paliki, si gode una visuale allargata sul mare dei mille colori giù fino a Zante...

Il campo delle grandi emozioni
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| La manina di egagropili di Paralia Minies |
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| Le tane dei granchi fantasma |
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| La costa dei falchi |
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| L'ingresso alla baia successiva |
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| Mille colori in mare e a terra |
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| L'arrivo sulla Luna |
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