⭐ Venerdì 7 agosto 2026
👣 Diciottesimo giorno di viaggio in kayak
🧠Paralia Kaminia - Paralia Trapezaki
⛺ 17 km con mare calmo
Ci svegliamo lentamente e altrettanto lentamente iniziamo la giornata.
Partiamo tardi perché il caldo soffocante impone di rallentare ogni movimento.
L'imbarco è segnato da un velo di tristezza perché sulla battigia, tra la posidonia spiaggiata e i ciottolini colorati, troviamo un piccolissimo esemplare di tartaruga, appena nato ma già morto. Chissà chi o cosa ne ha causato la fine, se i predatori di terra o quelli di mare, ma è un vero peccato vedere che non ce l'ha fatta, dopo tutti gli sforzi che ha dovuto fare la madre per deporre le uova e soprattutto quelli che ha fatto il piccolino per uscire dal nido e raggiungere l'acqua, in questa spiaggia ricoperta di ciottoli piccoli e grandi.
Ma la tristezza dura pochissimo perché ad appena poche pagaiate dalla riva sono così fortunata da incrociare la rotta di un altro piccolissimo esemplare, che nuota a pelo d'acqua e pinneggia come un forsennato. L'incontro dura pochi secondi, giusto due o tre, il tempo per me di mettere a fuoco quella sagometta dal carapace nero nero che scivola veloce sull'acqua verde, e il tempo per la tartarughina di infilarsi sotto il kayak e sparire tra le macchie scure della prateria di posidonia che tappezza il basso fondale.
Un incontro ravvicinato di quelli che restano impressi sulla retina per pochi istanti ma nella memoria per molto più tempo!
Non passa neanche un'ora che una grande aguglia, lunga circa mezzo metro, con il tipico becco allungato e delle belle fasce blu verticali sul corpo affusolato, spicca una serie di bei salti sull'acqua proprio davanti ai nostri kayak. Mauro si chiede cosa possa esserci lì sotto, e quanto possa essere grosso il pesce che se la vuol mangiare.
E dopo un'altra oretta ci attende l'incontro più insperato di questo viaggio: vediamo una foca monaca! Sono aumentati gli avvistamenti delle foche nel basso Mediterraneo e da qualche tempo anche le nascite, ma è sempre molto raro che si facciano avvicinare perché sono spaventate dai motori e dai rumori. Coi kayak avanziamo silenziosi e questo grosso esemplare non sembra spaventato, anzi incuriosito e attratto, visto che ci gira intorno e sotto agli scafi, tirando fuori a fasi alterne ora le pinne posteriori, chiuse come in una preghiera, ora la buffa testolina dai grandi occhi acquosi e dal largo collo grassottello.
Qui ha tutto quel che serve per vivere una vita comoda: ombra, grotte, pesci e pure l'acqua dolce che scende dalle sorgenti frequenti che si incontrano lungo la costa rocciosa. Ci guarda un altro po', mentre ci allontaniamo senza lasciare tracce, e poi torna a giocare tra gli scogli affioranti davanti alle grotte basse che avrà eletto come casa estiva, e dove speriamo sia in buona compagnia.
Non facciamo neanche in tempo ad uscire dall'ampia baia lineare, chiusa da una meravigliosa lunghissima spiaggia di sabbia bianca e fine, che fa capolino dall'acqua trasparente la testa triangolare di una grande tartaruga, con un carapace largo e piatto che in questo mare sembra brillare come oro. Neanche lei si spaventa, solo cambia un poco la sua rotta, ma riappare un'altra volta poco più in là , e poi anche una terza volta prima di sparire in questo mare dai colori sempre più incredibili.
Il Meltemi arriva puntuale alle tre del pomeriggio e ci trova puntualissimi con le gambe sotto al tavolo della taverna di turno: gli incontri per oggi non sono ancora finiti, perché abbiamo preso appuntamento con un vecchio amico greco di kayak, con cui passeremo il resto della giornata, la serata e forse anche il sabato...
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| Giochi di equilibrio in spiaggia al tramonto (ieri) |
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| La manina di saluto a Paralia Kaminia |
| La costa di oggi |
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| Un relitto tutto per noi |
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| Ferri vecchi |
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| La baia di Trapezaki |





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