⭐ Martedì 18 agosto 2026
👣 Ventinovesimo giorno di viaggio in kayak🧠Paralia Agia Kiriaki - Assos
⛺ 16 km con mare increspato
La volpe è tornata anche stanotte.
Puntuale come una volpe svizzera.
Alle tre ha ripreso a zampettare intorno alla tenda e ai kayak come fossero una novità , e magari lo erano davvero perché ogni notte potrebbe essere una volpe diversa.
Stavolta la visita si risolve con un piccolo danno al kayak di Mauro: la simpatica creatura sbrindella il copri-pozzetto rosso che era già agonizzante da parecchio tempo. Nient'altro, salvo le foto col flash che Mauro scatta nella notte sperando di allontanarla, anche se ogni volta la volpe torna come se volesse giocare a nascondino. Dopo il terzo assalto e il quinto strappo del copri-pozzetto finalmente se ne va.
Al mattino ci svegliamo di soprassalto su Arrakis con martellatore in azione.
Ci mettiamo un po' a capire che si tratta di uno di quegli ombrelloni di ultima generazione dotati di un "palomartello", che sarà pure funzionale sui ciottoli ma produce un suono di trivella alquanto preoccupante.
Sono le nove e mezza.
Non abbiamo mai fatto così tardi.
Sia a svegliarci che ad andarcene, perché ci mettiamo sempre meno di mezz'ora a smontare il campo ma poi stiamo oltre due ore ad ammirare il panorama, a fare colazione all'ombra, a rinfrescarci con un primo bagnetto, a ricostruire il puzzle del kayak e a trovare posto per ogni nuovo prezioso ritrovamento (ossa, legnetti, ciottolini, conchiglie o spugne).
Oggi riprendiamo il mare all'una suonata.
E costeggiamo da vicino la costa rocciosa, pur sapendo che fino a Mirtos e oltre è tutta una sequenza ininterrotta di frane piccole e grandi, recenti o meno, che hanno cancellato ogni sicuro punto di sbarco.
Mirtos la guardiamo da lontano perché sarà anche bellissima, sia da terra che dal mare ma è anche sovraffollata, sia da terra che dal mare.
Puntiamo il bel promontorio pronunciato di Assos quando inizia a levarsi una brezza da Ovest che sembra volerci suggerire di entrare a cercare riparo, seguendo i quattro capetti di questa penisola "quadrottata" che assumono forme via via diverse: un drago, una tartaruga e un triceratopo, mentre sull'ultimo sperone roccioso si è aperta una fessura alta e sottile che sembra essere stata tagliata con un coltello.
Il venticello gentile che increspa il mare e genera "lavatrici" sotto le scogliere sovrastate dai resti di un grande castello fortificato ci accompagna con andature sempre diverse, al mascone sul versante meridionale, al traverso su quello occidentale e finalmente di poppa piena lungo il versante settentrionale e fin dentro al ridossato golfo su cui sorge uno dei paesi più belli e tradizionali di Cefalonia: Assos.
Sbarchiamo sull'unico scivolo e troviamo un tavolo libero sul terrazzino accanto.
Restiamo con le gambe comodamente incrociate sotto al tavolo dalle quattro alle sette del pomeriggio, osservando il continuo via vai di persone lungo il molo fiancheggiato da casette colorate.
Assos è una piccola gemma in riva al mare.
E diventa più bella di anno in anno: ci sono ancora dei lavori in corso, ma la maggior parte delle casette è stata ristrutturata e il paesino è vissuto da più generazioni, coi vecchietti che gestiscono i tre negozietti di cartoline e souvenir, coi giovani che servono ai tavoli delle varie taverne e coi bimbetti che giocano a pallacanestro nel piazzale imbiancato a calce antistante la chiesetta.
Restiamo in attesa fino al tramonto, in modo che vada in ombra il triangolino di spiaggetta ciottolosa che si intravede proprio di fronte al paese, sotto la scogliera rossastra della penisola del castello ricoperta da una fitta boscaglia di verdissimi pini marittimi.
Oggi scriviamo il diario ancor prima di sbarcare, perché dobbiamo aspettare che il sole tramonti dietro al castello, così da poter pagaiare gli ultimi 250 metri e raggiungere la nostra casetta per una notte...
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| La volpe svizzera di Agia Kiriaki |
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| Il bel Golfo di Agia Kiriaki |
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| La costa verso Nord, prima e dopo Mirtos |
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| Assos dal mare e da terra |
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| Assos la gemma |





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