⭐ Mercoledì 12 agosto 2026
👣 Ventitreesimo giorno di viaggio in kayak🧠Paralia Kounopetra - Paralia Kounopetra
⛺ 11 km con mare calmo
All'alba siamo già fuori dalla tenda perché il Sole sorge da una delle valli della Luna e infuoca subito la tenda. Se non fosse per questa leggera brezza che sempre soffia sull'isola, si patirebbe un caldo afoso come quello che sta martoriando le coste italiane.
Partiamo prestissimo e, invece di proseguire verso Nord, oggi ci concediamo un piacevole fuori programma: visitare l'isoletta di fronte, Vardiani, ad appena 1 miglio dalla costa e meta di varie escursioni in battello.
Non ci siamo mai andatə e oggi sembra la giornata adatta, senza vento e anche senza grandi energie, perché la notte è stata un poco travagliata, tra un'umidità densa come mai prima e una discoteca lontana chissà quanto che faceva comunque tremare la sabbia sotto la nostra tenda.
La traversata è tranquilla, una mezz'oretta e siamo già di là , ad ammirare una scogliera in tutto simile alla Luna ma più bassa e con un "cappello" rosso che forse spiega il perché della sabbia altrettanto rossa.
Sbarchiamo nella spiaggetta a mezza luna del versante sottovento, quello aperto verso Est e verso Cefalonia, quando ci sono in rada solo un paio di barchette a noleggio. Ripartiamo in tutta fretta quando verso mezzogiorno arrivano a gettare l'ancora ben sette grandi barconi stracarichi di turisti, uno munito persino di uno scivolo gonfiabile che pare divertire molto adulti e bambini.
La sosta su Vardiani è intensa e proficua: facciamo appena due passi oltre i kayak, tirati in secca sulla battigia ricoperta di posidonia, e ci imbattiamo in una estesa striscia di piccole impronte di tartarughine, come abbiamo visto in tante altre spiagge.
Seguiamo le impronte e vediamo che altre tartarughine stanno lasciando il nido. Sbucano dalla sabbia ancora fresca del primo mattino e corrono decise verso il mare, rotolandosi spesso nella sabbia e scendendo un ripido scalino formato dalle onde tra qualche masso scuro... È uno spettacolo senza fine!
Questo nido non è segnalato perché di certo le volontarie non possono venire a monitorare l'isoletta tutte le mattine, come vediamo che fanno su tutte le spiagge di Cefalonia e Zante durante il periodo della deposizione delle uova e della schiusa dei nidi: ci stupisce che una tartaruga abbia scelto l'isola di Vardiani, ma forse c'era nata ed è tornata nel posto giusto.
Come abbiamo imparato ieri mattina dalle volontarie, usiamo un telo per fare ombra alle piccole ritardatarie: di solito le tartarughine lasciano il nido durante le ore notturne, ma talvolta capita che si spostino anche di giorno, e in tal caso per aiutarle basta far loro un poco d'ombra quando sono ancora sulla sabbia più soffice e calda.
La strada che devono fare oggi è molto breve perché il nido è a pochi passi dal mare, e loro si dirigono tutte con pinneggiate decise e ritmate verso l'elemento liquido. Si vedono entrare in mare e restare a lungo a respirare a pelo d'acqua, macchioline nere che si muovono come piccoli automi in cerca di spazi aperti e lontani. Chissà dove vanno, dove trascorrono i primi anni della loro lunga esistenza! Molte non sopravvivono, ma delle poche che riescono ad evitare tutti i pericoli dei primi anni di vita, nessuno sa nulla: non si sa ancora dove vivono le tartarughe tra quando nascono e quando tornano a deporre le uova (che poi sono le femmine che tornano, dei maschi si sa ancora meno!)
È bello ritrovarsi in maniera del tutto imprevista a partecipare ad uno dei misteri del mondo marino: oggi c'è toccata in sorte la nascita di una trentina di tartarughine, che hanno reso speciale la nostra giornata.
Proseguiamo il periplo dell'isoletta con molta gratitudine per l'emozione rinnovata della nascita delle tartarughine e apprezziamo ancor di più gli altri piccoli tesori che l'isola ci riserva: oltre il capo si profila un faro che, dalle poche notizie raccolte on-line, scopriamo essere stato alto 25 metri, prima di essere bombardato dagli italiani nel 1942; accanto si notano ancora i resti della vecchia casa del guardiano, crollata per il terremoto del 1953; poco oltre, sul versante aperto al mare, ci sono i resti di un relitto che non è stato risparmiato dai bassi fondali e dalle scogliere taglienti come rasoi che contornano l'isoletta di Vardiani.
Il nome è comprensibile anche in italiano, un lembo di terra emersa che fa da guardiano al Golfo di Argostoli e che è talmente ristretto da non essere sempre segnato sulle mappe. Inoltre, le mareggiate stanno distruggendo la sua costa e già ora è possibile nuotare, ma non pagaiare, tra gli scogli rimasti a collegare i due promontori settentrionali, dove si è ormai aperto un varco che farà dell'isolotto di un tempo una triade di isoline ancor più piccole.
Scoviamo angoli di silenzio e tranquillità a pochi metri dai barconi affollati sull'altro versante, ed è questa una delle magie della navigazione in kayak: stare vicino alla costa ma lontano dalla folla.
Rientriamo sulla Luna come volando, con l'umore e il kayak leggeri anche se c'è vento contrario: sbarchiamo nel primo pomeriggio, giusto in tempo per tornare nella stessa taverna e consumare gli stessi piatti davanti allo stesso panorama. Che poi non è mai lo stesso...
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| Il risveglio col primo Sole sulla Luna |
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| L'arrivo a Vardiani |
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| Stessa spiaggia, stesso mare? |
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| Le impronte e le tartarughine 💙 |
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| Le tartarughine appena entrate in acqua |
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| La costa bassa e varia di Vardiani |
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| Il faro e il relitto di Vardiani |
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| Di nuovo sulla Luna 🌙 |








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