IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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09 agosto 2026

Riprendiamo a pagaiare 💙

⭐ Domenica 9 agosto 2026
👣 Ventesimo giorno di viaggio in kayak
🧭 Paralia Trapezaki - Paralia Avithos
⛺ 9 km con mare calmo

Le cose belle arrivano sempre a una fine: dopo le chiacchiere, le risate, i racconti, i confronti e i progetti futuri, salutiamo George e verso l'ora di pranzo torniamo in mare.
Ritroviamo i nostri due kayak così come e dove li avevamo lasciati due giorni fa, in uno spicchio della spiaggia dietro al porticciolo dove è stata riportata della Posidonia oceanica, in quantità tali che odore e colore allontanano ogni bagnante.

Rimettiamo ogni cosa al suo posto nei gavoni dei kayak sotto un sole che così caldo non ci è mai sembrato, forse anche perché non si muove una bava di vento e l'aria è immota come il mare.
Impieghiamo un'oretta per ripartire, anche perché facciamo rifornimento completo di acqua dolce alla doccia pubblica: abbiamo ridotto la cambusa iniziale e abbiamo trovato il modo di stivare altre bottiglie d'acqua, perché stiamo bevendo più del solito.

La costa a nord di Trapezaki è molto interessante, con stratificazioni orizzontali di rocce calcaree che vanno dal grigio cenere al giallo ocra e che talvolta scendono in obliquo fino a lambire i piatti banchi rocciosi semiaffioranti, risultato del sollevamento tettonico della costa occidentale dell'isola.
Il mare digrada lentamente e altrettanto lentamente i colori si intensificano, passando dalle trasparenze dei fondali sabbiosi, rigati da rippol ben marcati, al blu intenso del largo, ancora spianato come un lenzuolo steso al sole.

Costeggiamo le scogliere per entrare nelle varie grotte e nei due archi naturali che ricordavamo dall'ultimo giro: perlustrare l'isola in senso contrario ci regala nuove emozioni perché ci sembra di visitare un'isola del tutto diversa. Abbiamo infatti scelto di proseguire il periplo di Cefalonia in senso orario, anche se non è il senso "giusto", visto che i venti prevalenti scendono da Nord-Ovest: abbiamo però davanti a noi ancora due settimane piene e speriamo di non dover pagaiare né per troppi chilometri al giorno e nemmeno per troppo tempo contro vento. Quindi incrociamo le dita e proseguiamo verso Nord.

Ad un tratto incrociamo un folto gruppo di kayak colorati con in testa le guide esperte di Sea Kayaking Kefalonia: con alcuni di loro abbiamo cenato ieri sera in taverna, scambiando per ore racconti di viaggio e di esperienze con gruppi di diverse nazionalità, tutti accomunati dalla stessa passione di visitare l'isola in kayak. Che resta il modo migliore per apprezzare la bellezza e la varietà della costa greca!

Una serie di scogli sparsi nell'acqua turchese ci fa ricordare del posto: c'è una taverna che ci è rimasta impressa e non possiamo non tornarci!
Ritornare in posto conosciuto è un po' come ritrovare qualcosa di se.
Il tardo pomeriggio ci trova satolli e ammirati davanti all'isolotto di Zeus: dopo la lunga sosta al tavolino rotondo con vista mare ce ne torniamo pigramente sulla spiaggia di sabbia rossa, a cercare opercoli in attesa del tramonto...

La costa e il mare a Nord di Trapezaki
Archi naturali e rocce calcaree 
Gli scogli del capo vicino all'isolotto di Zeus
Il gruppo di Sea Kayaking Kefalonia 
La manina di Paralia Avithos

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