IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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28 luglio 2026

Pausa lunga, tappa corta 💙

⭐ Martedì 28 luglio 2026
👣 Ottavo giorno di viaggio in kayak
🧭 Vathy Lagadi - Porticciolo di Psarou
⛺ 15 km con mare calmo

La mattinata nell'angolo di paradiso trascorre tranquilla fino all'arrivo di un barcone carico di turisti: mentre dal ponte diffonde musica da discoteca, l'altoparlante annuncia che hanno mezz'ora per farsi il bagno.
Dopo la tromba dell'adunata e la nauseante scia dei fumi di scarico, ritorna il silenzio e ci godiamo la solitudine per un'altra oretta.

Quando finalmente e stancamente ci decidiamo a prendere il mare, costeggiamo e incontriamo nell'ordine: delle grotte rosse con l'acqua sulfurea, delle grotte bianche con l'acqua sulfurea e delle calette di ciottoli con l'acqua sulfurea. L'odore è sempre più intenso ma non è acqua termale perché la temperatura scende così tanto che l'acqua fredda si avverte persino sulle gambe attraverso lo scafo.
Non ho mai visto acqua così bianca e lattiginosa: sembra quasi di pagaiare nel latte.
E deve pensarlo anche l'oca che ci sguazza dentro: mai visto un'oca in mare, e nella grotta successiva ce ne sono altre tre ben accoccolate all'ombra.

Cominciamo ad avvistare vari animali: dopo l'assiolo della notte che ha svolazzato a lungo sulla tenda, emettendo il suo verso inconfondibile che ce lo ha fatto ribattezzare uccello-sonar, nel pomeriggio incrociamo il primo stormo di gabbiani, poi tre coppie di cormorani e pure una bella tartaruga Caretta caretta che nuota a pelo d'acqua.

Poco prima di fermarci per la pausa del pranzo, pesco una maschera dal fondale di sabbia fine, profondo quanto la mia pagaia, con la quale aggancio la cinghia della maschera per tirarla su: la provo subito nella prima vera nuotata della vacanza e giocherello per qualche minuto con cinque occhiate di varie misure ed un pesciolino più timido con una fascia nera verticale sul corpo (capirò come si chiama).

Non appena ritorno ai kayak, però, vedo Mauro infilato con la testa nel gavone di poppa: si è staccato il tubetto del cavo della deriva, forse per una botta su uno scoglio, ed è entrata acqua nel gavone e in alcune sacchette di plastica delle cibarie. Stendo tutto al sole ad asciugare mentre Mauro si cimenta in una delle sue memorabili riparazioni d'emergenza: prima lava e asciuga, poi incolla e infine stucca.
Scopriremo in serata che il lavoro ha funzionato.

Restiamo oltre due ore in questa caletta molto stretta e affacciata su un mare incantevole, dove il fondale di sabbia chiara e fine è rigato da rippol perfetti e immoti.
La costa prosegue bassa e rovinata, sia per le mareggiate che hanno scavato il terreno e ridotto le spiagge e sia per le costruzioni irregolari e continue che hanno cementato tutto il litorale. Dalle finestre delle tante ville e villette si godrà anche uno spettacolo indimenticabile sul mare cristallino del Golfo di Alikes, ma dal kayak lo spettacolo non è certo dei più esaltanti.
Doppiamo un capo basso e profumato di finocchio di mare, le cui piante basse sono decorate da una cascata di fiori radiali grandi come non mai.

Cerchiamo un riparo per la notte ma nei dintorni non ci sono né spiagge né alberi e dobbiamo accontentarci di un porticciolo. Appena tiriamo i kayak in secca sullo scivolo di cemento, ricordiamo di averci già bivaccato anni addietro, nel nostro primo giro dell'isola del 2007 insieme a Henry, un amico scozzese con cui pagaiare era un vero piacere.
C'è la stessa fontana di acqua dolce e fresca che già vent'anni fa ci aveva fatto fare un rifornimento che non abbiamo più dimenticato e che stavolta ci fa cambiare tutta l'acqua che abbiamo stivato.
Stasera ci cuciniamo accanto, alla fontana, perché il porticciolo è rimasto lo stesso di allora: poche barche, tanti carrelli, tre gatti rossi che ci tengono compagnia e qualche pescatore che va e viene e ci saluta come se ci conoscesse da sempre...

Le prime grotte 
La costa dell'acqua solfurea 
L'acqua bianco latte 
Riparazione d'emergenza 
Tartaruga!

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