IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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22 luglio 2026

Cefalonia in senso orario 💙

⭐ Mercoledì 22 luglio 2026
👣 Secondo giorno di viaggio in kayak
🧭 Caletta senza nome -Spiaggetta senza nome
⛺ 8 km con una leggera increspatura e con un'afa terrificante (mai così intensa!)

Ci svegliamo per il caldo.
Sono le nove passate ma la tenda è ancora in ombra e ci resterà fino a mezzogiorno, quando finalmente ci decidiamo a riprendere il mare, e solo perché la baietta si riempie tutt'a un tratto di una manciata di barchette a noleggio.
Costeggiamo verso Sud e usiamo il nostro modo di navigazione preferito: scogliettare!
La macchia è lussureggiante e vorrei tanto conoscere ogni pianta con il suo nome, mentre riconosco solo una manciata delle diverse chiome che spuntano lungo il versante scosceso dei monti.
Il mare è di un azzurro invitante e quando il fondale si ricopre di scogli chiari il colore diventa turchese e verde smeraldo e acqua marina, in un caleidioscopio indescrivibile che fa venire voglia di tuffarsi ad ogni anfratto.

In una piccola rientranza formata da una qualche frana recente, di quelle che modificano continuamente l'orografia del terreno in tutte le Isole Ioniche, scorgo una capra selvatica dalle lunghe corna ritorte e dal bel pelo bruno che diventa fulvo sulle zampe posteriori. Il piccolo capretto si è arrampicato in un punto improbabile che non capisco proprio come abbia potuto raggiungere: bela per chiedere indicazioni alla madre e quando belo pure io si gira interdetto per capire quale razza strana arrivi dal mare aperto. Dalla grotta esce il resto del branco, una decina di grossi esemplari forse incuriositi dal mio strano accento capresco...

Poco oltre, dopo neanche un'ora di navigazione, ci concediamo una lunga sosta sulla bellissima spiaggia di Koutsoupia, all'ombra di un bel lentisco frondoso carico di cicale in piena attività: è la piazzola antistante una piccola taverna di legno ben mimetizzata nella fitta boscaglia e dipinta della stessa identica tonalità di verde bottiglia.
"Snack bar Manavis Welcome Open" recita la scritta luminosa rossa che scorre nel pannello elettronico appeso con due cimette sotto un ginepro coccolone, accanto alla bandiera greca che campeggia sulla baracca, come in tutte le taverne greche che si rispettino.
Il vialetto di accesso dalla spiaggia è stato pulito e decorato da una doppia lunga fila di ciottoloni bianchi, affiancati da una serie di omini di pietra di varie altezze in precario equilibrio che si moltiplicano intorno ad un basso ginepro, che per la forma abbombata ricorda un piccolo albero di Natale caduto per sbaglio su un'assolata spiaggia tropicale.

Il signore riservato e sempre sorridente, che da solo gestisce il piccolo ma frequentato ristoro, serve senza sosta dei grandi piatti farciti di insalata mista, pita abbrustolita e saporiti souvlaki, i tipici lunghi spiedini della cucina greca. Mauro qui mangia tutto, pure cetrioli e pomodori che di solito a casa schiva come fossero contaminati: dice che qui hanno un sapore diverso, molto intenso, e più dolce, soprattutto hanno pochissimi semi. Se mai riuscirò ad allestire un piccolo orto nel giardino sul retro di casa, dovrò cercare subito il modo di coltivare questa varietà greca!

All'improvviso il mare diventa la pastina di Mafalda: due barconi carichi di turisti riversano in acqua circa 200 persone.
Fortuna vuole che proprio in quel momento si avvicini a noi un bel gattino rossiccio voglioso di giochi e di coccole: ci intrattiene per una buona oretta, giusto il tempo che impiegano i barconi a suonare la sirena della ritirata. Quando la spiaggia è di nuovo libera, ci decidiamo a lasciarla anche noi.

Scogliettiamo ancora un'oretta nel caldo afoso del tardo pomeriggio, godendo come bambini quando incrociamo una corrente superficiale un po' meno calda del solito, di certo per le sorgenti d'acqua dolce che riempiono il mare di caratteristici riccioli opachi e freschi.
Sappiamo già di dover pagaiare per poco tempo, perché vogliamo fare tappa sulla stessa spiaggia dove l'anno scorso abbiamo passato tre giorni indimenticabili e che avevamo chiamato la spiaggia dei sassi rosa.
Ritroviamo la spiaggia così come l'avevamo lasciata, con i sassi rosa, le piante di capperi e l'albero proteso verso il mare a garantire ombra tutto il giorno, anche grazie al perfetto orientamento est-ovest della caletta.
Ci godiamo la serata in riva al mare, col profilo di Itaca poco distante ma nascosto dietro una folta cortina di umidità.
Scriviamo, leggiamo, chiacchieriamo e ci prepariamo lentamente alla seconda notte di campeggio nautico...

La nostra casa per una notte nella Caletta senza nome a Sud del Golfo di Antisamos 
Il sentiero che dal monte conduce alla bella spiaggia di Koutsoupia
Gli omini di pietra vicino all'uomo di ferro 
La compagnia impagabile di un micetto greco

La manina di Koutsoupia 💚
(bacche di ginepro e, sul pollice, una celletta delle canne di palude, oltre a ghianda, foglia e fiori)


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