IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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21 luglio 2026

Primo giorno a Cefalonia 💙

⭐ Martedì 21 luglio 2026
👣 Primo giorno di viaggio in kayak
🧭 Sami - Caletta senza nome verso Sud
⛺ 11 km con una decisa brezza contraria, ma solo per uscire dal golfo.

Il traghetto entra nel piccolo porto di Sami alle due del pomeriggio, dopo oltre 18 ore di traversata e due soste molto concitate sull'isola di Corfù e a Igoumenitza.
Cefalonia mi mette allegria.
Sarà per il verde che ricopre le montagne o per il blu che la circonda, o forse perché la conosciamo da tanti anni e ci torniamo sempre molto volentieri. Appena iniziamo a pagaiare i pensieri rallentano e il respiro si sincronizza con le onde del mare.
Respiriamo il respiro del mare.

Doppiamo il capo di Sami, col suo piccolo lilliput-faro, e in meno di un'ora usciamo anche dalla "lavatrice" generata dalla combinazione di ochette increspate dalla brezza pomeridiana, che nel canale tra Cefalonia e Itaca rinforza sempre un po' più del solito, e le onde incrociate delle numerose imbarcazioni, che nel canale sembrano moltiplicarsi a vista d'occhio.

Ci concediamo una breve sosta all'ingresso dell'ampio Golfo di Antisamos, ma il ricordo della prima sosta di tanti anni fa ci persuade a non restare per la notte: quella volta, la quiete della baia venne squarciata dal rombo sordo di una discoteca notturna che animava uno dei cinque stabilimenti balneari e che in piena notte ci costrinse a smontare subito le tende per trasferirci altrove.
Stavolta ci basta contare 18 barche a vela e catamarani oltre a 5 panfili di varie dimensioni, ma tutti di almeni 3 piani, come quello che ha ormeggiato con due cime robuste proprio alle estremità dell'unica caletta di ciottolini bianchi dove possiamo tirare in secca i nostri 2 kayak.

È una sosta breve, quanto basta per rispettare il cartello dipinto a mano e issato su un tronco spiaggiato che invita a tenere pulito il posto: "Grab a bag and pick up a bit". Trovo giusto dieci galleggianti e una lunga fettuccia di plastica nera con cui inanellarli per portarli in viaggio con me.
Oltre il promontorio ci sono un altro paio di belle insenature, di quelle deserte che piacciono a noi, con la folta vegetazione che arriva a lambire il mare e una scogliera impervia su cui si arrampicano solo le capre selvatiche. 

Poco oltre c'è la nostra spiaggetta di ciottolini bianchi incastonata tra la macchia mediterranea: il profumo inconfondibile di acqua dolce si sovrappone a quello più acre dell'acqua salata; il frinire delle cicale ci tiene compagnia mentre ceniamo e lo sciabordio delle onde ci accompagna fin dentro la tenda, montata a pochi passi dalla battigia perché la spiaggetta è davvero piccolina. Ma è un perfetto albergo a 1000 stelle che l'aria fresca della sera rende ancora più accogliente. Invece le stelle non riusciamo a vederle, perché crolliamo dal sonno ancora prima che scenda la notte...

Imbarco comodo appena fuori dal porto di Sami 
Cartello della Plastikarma Collective
Prima sosta nel nostro mare preferito 
Sorridi. Sto sorridendo! 😁
Prima manina a Sami


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