⭐ Domenica 26 luglio 2026
👣 Sesto giorno di viaggio in kayak
🧠Paralia Kaminia (Cefalonia) - Porto di Agios Nikolaos (Zante)
⛺ 20 km con mare calmo
Oggi traversiamo su Zante.
L'isola sembra vicina e la notte è stata lunga e silenziosa: dovremmo avere energie sufficienti per affrontare la traversata.
Ci svegliamo col primo sole ma come al solito partiamo dopo ore.
La giornata è quella giusta per avventurarsi in mare aperto: non c'è una bava di vento e il sole non è troppo caldo. Aspettavamo da giorni una finestra di bel tempo per tornare a Zante e le previsioni l'hanno confermata.
La prima ora trascorre lenta e tranquilla, con qualche berta maggiore che incrocia la nostra rotta: ho un debole per questi meravigliosi uccelli pelagici dal dorso marroncino e dal ventre chiaro, dalla testa piccolina col becco scuro e dall'apertura alare ampia e possente, adatta a volare con pochi battiti sul pelo dell'acqua come se il mare fosse per loro un secondo cielo.
Mi sono sempre sembrate un segnale di buon auspicio perché, quando ci sono le berte a volare intorno ai kayak, il vento anche più forte non ci ha mai impensierito.
Oggi una leggere brezza si palesa quasi insieme alle berte e rinforza lentamente man mano che ci avviciniamo a metà dello stretto.
Alla fine della seconda ora di navigazione una sterna bianca vola in semicerchio intorno a noi e va a posarsi su una tanica rossa usata dai pescatori come galleggiante per le reti da pesca: ci fermiamo anche noi a mangiare uno dei fruttini di mele cotogne che Mauro ha imparato a preparare seguendo la ricetta del Mammut.
Ci deve essere una bella corrente superficiale perché nei 5 minuti di sosta i kayak scarrocciano di un centinaio di metri: Mauro tiene sempre d'occhio la rotta impostata sul Gps e quando riprendiamo a pagaiare dobbiamo compensare come ci succede un altro paio di volte prima di arrivare vicino alla costa di Zante.
La terza ora di navigazione è la più lenta perché cominciamo a sentire la fatica della tratta senza sbarchi, visto che non abbiamo più un allenamento costante.
Ci distraiamo raccontandoci a vicenda i ricordi di traversate precedenti, quando il mare era così piatto da sembrarci addirittura noioso o quando si era ingrossato così tanto da non farci più vedere l'isola che cercavamo di raggiungere.
La quarta ora è la più faticosa perché in maniera del tutto imprevista, quando siamo ormai in vista del faro di Zante, si alza una brezza frizzante al mascone che ci rallenta oltre ogni nostra speranza.
Sembra che le ondicelle spruzzate di bianco vogliano festeggiare il nostro ritorno sull'isola e accompagnarci per tutto l'ultimo tratto fino all'ingresso del porto di Zante.
Peccato che al vento inaspettato si sommino le onde del tutto prevedibili ma oltremodo fastidiose delle numerosissime barche a noleggio che incrociano lungo la famosa scogliera delle Grotte Azzurre.
Si accalcano tutte verso la nostra stessa meta e l'ultima mezz'ora di traversata è anche quella più affollata.
Il porto è lo stesso di sempre ma noi impieghiamo qualche ora per ricordarci di esserci già sbarcati anni addietro: scegliamo l'unico scivolo di alaggio e speriamo di trovare un posto adatto per la tenda.
Non è facile tirare in secca i kayak ma in compenso è facilissimo trovare una taverna
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| Zante all'orizzonte |
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| Cefalonia alle spalle |
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| Polpiyak in mare aperto |
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| Pranzo con fruttini |




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