IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

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30 maggio 2026

Il sostegno dell'isola - diario scombinato di un'insegnante in trasferta a Ponza 💙 #27

🧭 Giovedì 28 maggio 2026
👣 Fine settimana in compagnia
⭐ Il cambiamento dell'isola

Ho ricevuto delle visite.
Un'amica dei tempi del liceo, un amico di kayak con la sua compagna. Abbiamo trascorso il fine settimana a girovagare per l'isola e ho riproposto il mio giro turistico preferito, tra visite guidate ed escursioni di terra e di mare.
Sono state due bellissime giornate, trascorse a chiacchierare e a rilassarsi: è stato il mio ultimo fine settimana, perché anche se tornerò a giugno per le giornate conclusive della scuola, per gli esami di maturità e anche per il colloquio finale del mio anno di prova, non avrò più occasione di restare sull'isola durante il week-end.

Ponza è nel pieno del suo splendore: l'aria calda è satura del profumo intenso delle ginestre in fiore, il cielo limpido è inondato da una luce così brillante da far risaltare ogni colore, il mare calmo è rigato dalle scie incrociate delle imbarcazioni, che col bel tempo sembrano arrivate tutte insieme come le rondini di primavera che pure si accalcano sull'isola.

Le strade sono abbellite dalle luminarie per le prossime celebrazioni patronali e tutta Ponza sembra entrata in una nuova dimensione temporale, piena di lucine colorate che animano le serate e carica di un'attesa frenetica che presto diventerà festosa.
C'è anche più gente, più traffico, più rumore.
Dai traghetti sbarcano molte più persone del solito e gli autobus sono sempre strapieni, tanto che talvolta neanche si fermano.
I locali stanno riaprendo e le piazzette si animano di tavolini e aperitivi: le serate al porto sembrano ora delle continue feste all'aperto. 

Le spiagge cominciano ad essere frequentate, le persone girano in pantaloncini e infradito, il caldo scopre la pelle e rallenta i movimenti. Anche le scogliere iniziano ad essere occupate dagli ombrelloni, "piantati" sui classici supporti in cemento che spuntano ovunque come funghi.
Ci sono molte più barche ormeggiate in mare, e a terra è tutto un via vai di camion che trasportano i gozzi su e giù per l'isola, dai giardini dove sono stati tenuti in secca durante l'inverno fino ai pochi punti di alaggio della costa, ora sempre più gremita di pontili galleggianti e barche in rada.
Persino gli elicotteri hanno preso a sorvolare l'isola con una frequenza (e una bassa quota) che mi sembrano un pochino preoccupanti.

Ponza sembra diventata un'altra isola, molto diversa da quella che ho vissuto e scoperto durante l'inverno.
La settimana scorsa ho fatto colazione al solito bar con una delizia che ho scoperto proprio qui, isolata in mezzo al mare, e che non ho ancora trovato in terra ferma: il caffè ginseng ai frutti di bosco!
Questa settimana la stessa colazione è costata il doppio perché è ormai iniziata l'alta stagione.

Anche gli affitti delle case sono cambiate: sapevo già dallo scorso autunno che la spesa per una sola settimana di giugno sarebbe stata ben più alta di quella sostenuta per un intero mese del periodo invernale, e sapevo anche che non sarebbe stato facile trovare un alloggio  alternativo alla casetta con veranda... quel che però non potevo immaginare è la difficoltà della ricerca e la scarsità dell'offerta, non tanto perché ci siano poche abitazioni, anzi tutt'altro, molte restano chiuse quasi tutto l'anno proprio in attesa dell'arrivo dell'estate, ma perché di solito si preferisce riservarle a chi viene per turismo e le paga di più.
Insomma, alla fine ho risolto grazie all'intercessione di una collega molto disponibile, ma avevo iniziato a temere di dover ripristinare l'attrezzatura da campeggio e di piazzarmi per la notte in una delle spiaggette più isolate.
Poche, in realtà, e sempre meno isolate. 

Una delle mie preferite è La Caletta, con l'iniziale maiuscola perché è proprio il suo nome, quello riportato sulla segnaletica stradale e sulle locandine turistiche.
È una piccola insenatura rocciosa che si insinua nella costa occidentale dell'isola e che chiude a Nord la Baia di Cala Feola, una stretta lingua di acqua turchese che si nasconde tra le Piscine Naturali e il Belvedere della Madonnina, quindi a cinque minuti dalla casetta con veranda.
Cinque minuti e 285 scalini!
Che ad ottobre mi facevano ansimare come una vecchia locomotiva a carbone e che ieri sera, invece, mi sono scoperta a risalire senza il minimo batticuore. 

La Caletta è uno di quei luoghi un po' magici che si incontrano solo nelle fiabe, un posto quasi irreale che sembra disegnato a matita da un pittore impressionista: c'è questa ripida scalinata di tufo che si intrufola tra la vegetazione e che sfocia su una scogliera piatta e bassa, di origine vulcanica e quindi di un bel grigio cenere uniforme e accattivante, puntinata di inclusioni più scure e sbrilluccicose ma ben levigata dal tempo, dalle intemperie e dal mare.
La scogliera è incastonata alla base di una parete verticale altrettanto caratteristica, le cui creste arricciolate mi ricordano i drappeggi svolazzanti di quei tendaggi usati per ombreggiare le pergole dei giardini signorili. Passo quasi tutto il tempo col naso all'insù, perché la luce soffusa di questo tardo pomeriggio sembra svelare disegni sempre nuovi e sempre diversi su questa incredibile superficie rocciosa.

La Caletta è anche molto ben attrezzata, perché i vecchi rimessaggi delle barche sono diventati depositi per sdraio e ombrelloni: tra qualche giorno non sarà più possibile starci da sola e il batticuore mi torna di colpo pensando che è il mio ultimo bagno in solitaria.
Come pure il mio ultimo tramonto dalla veranda!
Scrivo mentre il sole cala all'orizzonte e la sua palla di fuoco tinge di arancione sia il cielo che il mare. 

Credo che mi mancherà moltissimo questo panorama, questa vista aperta su Palmarola, questa veranda affacciata sull'isola di fronte all'isola.
Dalla prossima settimana inizierò una nuova esperienza a Ponza, in una casetta diversa con una vista diversa, ma sono convinta che non mancheranno sorprese e bellezze, perché quando le cose cambiano portano spesso una ventata di aria fresca.
Un mio amico dice sempre che Camus diceva sempre che il cambiamento è il sale della vita: e il mio amico dice anche che se lo diceva Camus, certo Camus non poteva sbagliare!

Un regalo gemellare come ricordo dell'isola
La Caletta di Ponza
La testa in aria

Sulla mia pagina facebook ho inserito anche un breve video di una panoramica a 360° della caletta!

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