IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
_____________________________________________________________________________________________________

lunedì 23 dicembre 2013

Sardegna: San Teodoro - La Caletta di Siniscola (25 km)

Alba
E' sempre difficile lasciare un campo così...
Riparazione deriva...
... spugne verdi e palle di mare...
Il caldo si fa sentire...
Oggi niente moffole né cappello di pile: alle nove ci son già 13ºC  e per pranzo salgono a 20ºC.
Ci godiamo un'alba in tecnicolor e ci imbarchiamo tardi anche stamattina: la scusa, però,  è più che perfetta, perché vogliamo fare asciugare tutto al sole!
Appena oltre Punta d'Ottiolu mi siedo su uno scoglio piatto e danneggio il supporto della deriva: Mauro veste i panni da manutentore quando per pranzo sbarchiamo nella splendida baia di Punta dell'Asino. Togliere la muta non è un problema, è anzi piacevole, mentre alzare la poppa del kayak per lavorarci può diventarlo: ci viene in aiuto un provvidenziale banco di posidonia spiaggiata sul quale adagiamo il kayak, la poppa sollevata di mezzo metro dalla battigia e la prua infilata tra le palle ormai secche delle spugne verdi e le pallette perfettamente sferiche delle alghe. Questa spiaggia non sembra regalare altri reperti...
Punta della Batteria è una sequenza ininterrotta di secche e scogli affioranti, sui quali frangono, anche oggi che non c'è vento ed il mare è un'incantevole tavola blu, delle belle onde dal ricciolo spumeggiante, ad un tempo invitanti ed inquitanti.
Ci scostiamo dalla riva ma poco dopo ci attira il profilo di Posada, un paese abbarbicato ad un cocuzzolo roccioso sormotato da uno torre in pietra. Ci ricorda il paesino di Skiros, nelle Sporadi greche, solo che là le case erano tutte bianche e qui son colorate e coi tetti rossi. Sono talmente vicine le une alle altre, e tutte alla torre centrale più alta, da modificare il profilo irregolare della rocca.
I fondali diventano invisibili man mano che l'acqua diventa di mercurio.
Riflettiamo sul fatto che muta e sottomuta sono sicuramente adeguate alla temperatura dell'acqua, ma viste le belle giornate di sole ci stiamo facendo la sauna dentro. Capiamo così il desiderio smodato che ci assale per i cibi salati: diamo fondo alle acciughe coi capperi preparate dal Mammut, al grana tagliato in cubetti dell'amico Marco, al salame portato da casa. Il pane non manca: in onore alla terra sarda abbiamo fatto incetta di carasau, guttiau e pistoccu.
Per cena cous-cous speziato e piccante, cucinato di fianco alla tenda sotto due pini marittimi alti e frondosi. Siamo al riparo dall'umidità, questa sì molto fredda, ma siamo anche lontani dai kayak, rimasti sulla spiaggia di sabbia bianca al di là della duna bassa...
Ci addormentiamo col ricordo dell'incontro emozionante fatto sulla bocca di porto: due delfini che ad intervalli regolari uscivano lenti ed aggrazziati dall'acqua rosata del tramonto, pure in tecnicolor...