IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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venerdì 27 dicembre 2013

Sardegna: Cala Gonone - una giornata a terra...

Una tenda molto confortevole!
Lo stendipanni al porto...
La bellissima pubblicità dell'acquario di Cala Gonone!
La sala interattiva...
La birra normale...
L'albergo è una gran comodità, non fosse che l'unico aperto è su in collina. La stanza è grande quanto casa nostra, non fosse che il letto sembra più un'amaca. Il riscaldamento è al massimo ed asciuga subito tutto, non fosse che secca la gola fino all'ombelico e ci costringe a tenere aperta la finestra per buona parte della notte (che per una freddolosa come me è tutto dire!). La doccia calda è impagabile, perché lo sappiamo, l'acqua è sempre acqua...
È la prima volta che trascorriamo una notte in albergo da quando viaggiamo in kayak, ma era l'unica alternativa valida al continuo spezzarsi di paletti (altri due in un sol giorno!)
In città è tutto chiuso, tranne il 'nostro' ristorante ed il bell'acquario ultra moderno. Ci passiamo l'intero pomeriggio, ammirando paguri, cavallucci marini e pesci trombetta, giocando a lungo nella vasca tattile con ricci e stelle rosse e scoprendo con sorpresa che quelle trovate spesso in spiaggia non sono uova di gattuccio, come pensavo, ma di razza: piccoli cartocci rettangolari di color marrone bruciato, con le caratteristiche quattro corna agli angoli per ancorarsi tra le alghe dei fondali. Torniamo bambini nelle sale dedicate alle tarturaghe, ma anche nella caffetteria dalla strepitosa vista sull'intero Golfo di Orosei, da Cala Luna fin giù a Capo Monte Santu, la nostra tappa di domani.
Quando dedichiamo un po' di tempo allo studio della carta e della traccia del Gps, capiamo cosa è davvero successo ieri: i chilometri percorsi son stati non 8 ma 10.8, con 2.37 ore di movimento e ben 1.18 ore di sosta... significa che per oltre un'ora siamo stati fermi a contrastare il vento e che spesso siamo stati spinti all'indietro così tanto da aver pagaiato per quasi 3 km in più!!!
Dopo i calcoli ci dedichiamo alla logistica: scoviamo un triangolo in ombra tra il pino e l'eucaliptus della spiaggia libera accanto al porticciolo. Rinunciamo volentieri all'albergo, visto che abbiamo tutto asciutto, ma ci è impossibile estirpare il desiderio di una seconda cena a base di pesce: i gulurgiones sono squisiti ed il filuferro ci riconcilia con la vita da terragni!