IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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06 febbraio 2026

Il sostegno dell'isola - diario scombinato di un'insegnante in trasferta a Ponza 💙 #17

🧭 Venerdì 6 febbraio 2026
👣 Riposo forzato
⭐ Settimane di recupero

Brividi di febbre durante la notte.
Mi sveglio a fatica, la tosse mi impedisce di parlare, le ossa indolenzite mi costringono a letto. Avviso la scuola e chiedo la malattia.
Da quando sono diventata una dipendente pubblica, che può usufruire di questo diritto fondamentale a tutela della salute, mi stupisco sempre un po' del privilegio acquisito: mi pagano anche se sto male, una grande conquista di civiltà che non è ancora universale.
Mi rimbocco le coperte, mi scalderò una tisana con miele più tardi, mi rimetto a dormire finché non mi risveglio da sola, sempre infreddolita e sempre intorpidita. Mangio poco, starnutisco tanto.

L'influenza di stagione non mi ha risparmiata, del resto a scuola si trasmette con facilità.
Queste due settimane di scuola sono di "sospensione didattica": chi ha "collezionato" un debito scritto e/o orale in una qualsiasi disciplina può recuperare con lezioni mirate e con verifiche finali.
Una sorta di "riassunto delle puntate precedenti" in cui docenti e studentə si impegnano a raggiungere la sufficienza, cercando di sfruttare al meglio le prime due settimane di febbraio per un ripasso sommario del primo quadrimestre... Il "repetita juvant" è una raccomandazione intramontabile, con un fondo di verità per sollecitare la comprensione e rafforzare l'apprendimento: con me ha sempre funzionato, spero valga anche per chi è ora in classe con me.
"...Ultimo anno insieme
agitazione, timore, nervosismo
è un continuo parlottio
risate improvvise e sguaiate
bisbigli e confidenze inattese
poco tempo da spartire ancora insieme!"
[Al mattino, in aula - tratta da I, too, sing Italia, raccolta di poesia di Rahma Nur]

All'inizio della settimana, prima di scoprirmi influenzata, sono riuscita a farmi un paio di giretti tra i vicoli del porto e su per i sentieri di Chiaia di Luna.
Ho approfittato di uno dei soliti disagi dovuti alla scarsa connessione telefonica per spostarmi da Le Forna, dove abito e dove non c'è campo, a Ponza porto, dove come per incanto il telefono torna a trillare.
Mezz'ora di autobus per andare e mezz'ora per tornare solo per riuscire a telefonare. Invece di rientrare con la prima corsa utile, mi perdo nei vicoletti intorno alla Via Lunga, quella tappezzata di maioliche commemorative del confino politico del Presidente partigiano, il Presidente più amato.

Salgo tra casette colorate, balconi già fioriti e orti coltivati: scovo nuovi scorci panoramici e ogni volta con la sorpresa cresce anche la meraviglia. Ponza è bellissima.
Vivere in questi vicoletti deve essere molto bello, cullati dal silenzio e attorniati da gatti sornioni. Le scalette levigate e imbiancate salgono e scendono secondo l'unica logica possibile, quella di assecondare avvallamenti tra collinette ravvicinate, in una sorta di labirinto magico dove perdersi è un incanto.
Un cane bonario che puzza di pecora mi guarda con occhi languidi e non resisto alla tentazione di intrufolare la mano in quel pelo folto e bagnato: dopo un po' di grattini, si allontana soddisfatto e si riaccuccia davanti allo stesso portone.

Il giorno dopo salgo con una collega lungo il sentiero che si inerpica su per il versante meridionale di Chiaia di Luna, una delle cale più famose dell'isola per la sua ampia spiaggia arcuata e la sua verticale scogliera policroma: già la cala vista dall'alto lascia senza fiato, il sentiero poi è se possibile ancor più spettacolare. Non solo perché si gode di una vista aperta sul mare turchese della baia ma anche perché la boscaglia lussureggiante offre una tavolozza multicolore incantevole: i verdi della macchia di sposano alla perfezione coi blu dell'acqua, i grigi del cielo e le sfumature terrose della costa, quegli ocra e mattone delle rocce di origine vulcanica che rendono Ponza l'isola più bella del Mediterraneo.

Oltre il parcheggio panoramico di Chiaia di Luna, in cui attirano la mia attenzione i basamenti in ferro delle aiuole, intagliati con motivi di rami e foglie, si dirama una stradina non asfaltata che serpeggia tra le basse strutture bianche di hotel e b&b e case vacanze, in questo periodo tutte chiuse o in fase di ristrutturazione.
Raggiunta l'ultima casetta nascosta nella folta macchia mediterranea, interrotta solo da qualche filare di vite coltivata con chissà quanta fatica su questi piccoli terrazzamenti ora tappezzati di soffice muschio verde, intravediamo un altro paio di rampe di scale in tufo, che si inerpicano su per l'ultimo tratto di costa a strapiombo sul mare.
Più in alto di così non si può andare.

Abbiam fatto bene a passare di qua proprio in inverno, anche se la giornata è carica di pioggia e ogni tanto dal cielo basso di nuvole bianche scendono delle fresche spruzzate di pioggerella leggera. Talmente sottili che neanche ci bagnano.
Non ci sono altre persone in giro e possiamo intrufolarci a piacere in ogni dove, rispettando i vari segnali di proprietà privata e gli strani recinti fatti con reti metalliche, quelle dei vecchi letti a molle ormai arrugginite.

Oltre non possiamo andare.
Dopo aver ammirato dall'alto il doppio panorama che si apre da un lato sulla baia e dall'altro sul porto, in cui ora sta attraccando l'aliscafo del pomeriggio, ci apprestiamo a ridiscendere queste stradine dissestate e scivolose, facendo ben attenzione a dove mettere i piedi perché ogni sasso sembra sul punto di voler rotolare giù a valle.

Anche la notte continua a regalare meraviglie, con la luna piena che sorge dal mare e sale dietro una cortina di nuvole sfrangiate che ricordano le bacchette orientabili delle tende veneziane: scorgo solo fettine di luna dorata, che solo quando arriva allo Zenith recupera finalmente la sua brillante rotondità.
E chissà che non sia per gli appostamenti notturni in veranda se ieri m'è salita la febbre!

Le maioliche dedicate a Pertini sulla Via Lunga 
Portoni e scalinate
Il porto
Chiaia di Luna




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