IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro

Voyager è pronto!
Con le ultime modifiche apportate Voyager ha raggiunto la maturità
ed è pronto per la produzione industriale...

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

giovedì 9 febbraio 2012

Women in charge: una mostra di artiste inuit contemporanee!

La mostra è stata inaugurata il 15 dicembre 2011 con una tavola rotonda ed un rinfresco presso il  Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigolini" di Roma, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il tema della tavola rotonda era emblematico e non poteva non attirare la mia attenzione: "L'altra metà del Polo: sviluppo socio-economico delle donne dell'Artico".
Non sono ancora riuscita a vedere la mostra, che doveva rimanere aperta sino al 15 febbraio 2012 ma proprio in questi giorni è stata prorogata sino al 22 aprile 2012 (wow!), ma ho ordinato il catalogo per avere un assaggio dell'espressione artistica delle donne Inuit dell'Artico canadese. Cape Dorset è sempre stato un luogo centrale per lo sviluppo dell'arte Inuit sin dal tempo dei primi esploratori europei e, anche grazie al contributo di James Houston, la Compagnia della Baia di Hudson ha cominciato ad esportare non solo pellicce ma anche opere d'arte. Il grande interesse del mercato canadese ed internazionale ha sollecitato l'amplificarsi della produzione artistica e ha fatto emergere il lavoro di alcune artiste, che nel tempo si sono affrancate dal ruolo tradizionale di compagne dei cacciatori.
La mostra ospita una cinquantina di opere, disegni e stampe ed è la prima esposizione italiana dedicata alle artiste Inuit. Il bel catalogo è trilingue ed è corredato dalle biografie delle artiste. Lo abbiamo subito inserito nella biblioteca di Tatiyak insieme ad un altro catalogo che da tempo aspettava una recensione: Inuit e popoli del ghiaccio, una mostra del lontano 2006 organizzata per le Olimpiadi invernali di Torino e curata da Gabriella A.Massa... un piccolo omaggio alla sua grande figura.

 

An interesting art exhibition has been inaugurated on 15th of December 2011 with a round table and a refreshment at the Prehistoric and Ethnographic National Museum "Luigi Pigolini" in Rome with the contribution of the Italian Ministry of Cultural Heritage. The theme of the round table attract my attention: "The other halves of the Pole: social-economic development of the women artists of the Arctic".
The exhibition is actually open until the 22th of April 2012 and this is the first Italian exhibition devoted to the Inuit contemporary women artists. I'm not sure to be able to visit the exhibition, so I've shipshaped the catalog to appriciate the artistic expression of the Inuit women of the Canadian Arctic: Cape Dorset has always been a central place for the development of the Inuit art since the time of the first European explorers; thanks to James Huston, between others, the Hudson Bay Company has started to export both coats and handworks and starting from the 1949 the women slowly moved from the wife position to autonomy.
This is a beautiful catalog written in three languages with the biographies of the artists.
We put a schedule of the catalogue into the reading page of the Tatiyak web site, with another catalogue of a past Italian exposition, just in Italian, sorry.

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