IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro
Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

domenica 25 gennaio 2015

First days in Wales...

Quando ieri sera Trys mi ha consegnato un piumone colorato, un lenzuolo per letto matrimoniale e ben tre cuscini (yes, tre per davvero!), ho cominciato a capire che il lungo viaggio da Milano a Bangor via Manchester stavo finalmente volgendo al termine. Quando poi ho digitato il codice di accesso alla rete wi-fi ed il mio portatile ha iniziato a navigare nel ciberspazio, allora mi sono sentita proprio a casa! Molto vicino a casa, almeno!
La mia accogliente stanza al secondo piano della Casa Gialla di Deiniolen è il luogo perfetto per iniziare questa nuova avventura nel Nord Ovest del Galles. Due inaspettate giornate illuminate da un timido sole invernale mi hanno fatto credere in una perfetta congiunzione astrale, in virtù della quale sto andando in giro con il giaccone sbottonato e senza guanti né cappello! E dormo senza i miei soliti calzettoni di lana...
E' il terzo letto che cambio in tre notti: il primo è stato quello del B&B in perfetto stile inglese, con tanto di bowindow e caminetto; il secondo un comodissimo piano terra del letto a castello di una strepitosa cameretta per bambini.
Questo è anche il mio terzo giorno in terra gallese e sono colpita dall'elevato numero di cose piccole e semplici che ho dovuto affrontare e risolvere per arrivare al punto in cui sono: prenotare il volo, il treno ed il B&B, comprare una nuova sim card per il mio vecchio telefono cellulare (è il sistema più economico per le telefonate e gli sms UK-UK), chiedere informazioni badando a scegliere con cura ogni parola e a non sbagliare il tempo dei verbi, essere sicura della direzione del treno da prendere, salire e scendere dal marciapiede con i vari bagagli, sorridere al viaggiatore che per aiutarmi ha cercato di sollevare una valigia e ha subito esclamato inorridito: Ma è troppo pesante (e dire che era la più piccola delle tre che mi sono caricata in spalla per dei giorni!)
La cosa più eccitante è stata fare, disfare e rifare i bagagli più volte in poche ore... Sono alquanto sfinita, lo ammetto, ma allo stesso tempo sono sorpresa di come le cose evolvano rapidamente e di come i problemi si risolvano velocemente.
Su suggerimento di Beth Wilkinson ho potuto spedire le barre porta-tutto gonfiabili ordinate on-line direttamente alla fabbrica dei kayak NDK. Nigel Dennis ed Eila Wilkinson si prendono cura di me anche ora che stanno pagaiando alle Bahamas: mi hanno prestato il fantastico Romany Classic giallo che userò durante la mia permanenza in Galles. Trys Morris è una infaticabile "problem-solver": ha telefonato alla sua agenzia assicurativa di prima mattina e ha chiesto l'estensione dell'assicurazione auto per un secondo guidatore. Io mi sono limitata a rispondere a qualche domanda, ho dettato ad una simpatica voce femminile il mio nome, i miei dati personali ed il numero della mia carta di credito e qualche ora dopo stavo già guidando la macchina di Trys sulla A55 per Holyhead!
La cosa più difficile è stata invece trasportare i kayak (due kayak, perché sulla via del ritorno ho fatto una deviazione per recuperare - e caricare da sola! - anche il kayak di Trys... mi sembrava il minimo che potessi fare, oltre al pieno dell'auto). Quella congiunzione astrale in cui avevo cominciato a sperare deve essersi volatilizzata proprio quando ho cominciato a montare le barre porta-tutto gonfiabili. Forse perché le ho prima gonfiate e poi fissate sulla macchina (le istruzioni lo spiegavano chiaramente, ma io le ho lette solo quando sono rientrata a casa!). Forse anche perché ha iniziato a piovere esattamente 10 minuti prima che Beth ed io potessimo issare il kayak sul tetto dell'auto (le istruzioni dicevano anche di assicurarsi che il tetto fosse pulito ed asciutto!).
Considerato anche che stavo guidando un'auto inglese, che gli inglesi guidano sul lato sinistro della carreggiata, che hanno il posto di guida sul lato destro della macchina e che quindi tutti quei benedetti comandi sono invertiti, mi ritrovavo ogni volta che volevo azionare le frecce a far partire i tergicristallo e ad abbassare i finestrini ogni volta che cercavo di scalare la marcia...
Insomma, un vero incubo. Nel mentre, la famosa A55 era battuta da forti venti laterali, il kayak tentava più volte di cambiare posizione ed io mi fermavo una continuazione per controllare le cinghie... rimuginando sempre tra me e me che è mille volte meglio pagaiare in mare mosso che non guidare nel vento un'auto fatta all'incontrario!
La cosa più rilassante si è rivelata la pausa del te. Sono sicura che avrò modo di approfittarne ancora (e spesso!) durante i prossimi giorni e ho appena scoperto che al mondo esistono due tipi di persone: quelle che aggiungono il latte solo dopo che il te ha preso colore e quelle che sbagliano!
Ho anche imparato un'altra bella cosa, un paio di giorni fa, leggendo un foglietto incollato sulla porta posteriore del B&B, un sottile gioco di parole che vale anche in italiano: "Oggi è un REGALO, per questo lo chiamano IL PRESENTE"!
Beh, ho la sensazione di apprezzare sempre meglio il mio "presente"!

Trys' car on the front of the Yellow house: "my house" and "my car" for a while...
Happy lady in a fancy bathroom
Impulse first buying... what else!
Driving under the rain... and somthing more!
From th Bangor Pier: how strong can be the relationship with the sea!
When yesterday evening Trys gave me a coloured duvet, a double bed sheet and three pellows (yes, three indeed!) then I started feeling that the long trip from Milan to Bangor via Manchester was nearly to finished. As soon as I dialed the wireless key and the lap-top flew through the cyberspace thanks to a very good connection, then I definetely felt at home! Very close to home, at least!
My new confortable room on the second floor of the Yellow House in Deiniolen is the perfect place to start my new adventure here in Northern West Wales. Two unexpected timid sunny days also helped me to believe in a perfect stars aligment thanks to which I'm walking around with no hat and gloves on! And I can sleep without my wool socks I usually wear...
This is my third bed since I arrived in Wales (first was a single bed in a very British B&B with a bowindow and a fireplace, second was a bunk bed in special little baby room).
This is also my third day here in Wales and I'm pretty impressed by the high number of simple and little things I had to manage to arrive where I am: book the flight, book the train ticket, book the B&B, then buy a new sim card for my old mobile phone (the cheapest way to call and send text UK-UK), ask for some informations using the right verb in the right tense, be sure about the train direction, manage the luggage up and down every single step, smile to the traveller who wanted to help me and tried to move one and cried out: It's so heavy! (and was just the little one of the three bags I've carried on all the way long!).
The most exciting situation was when I had to packing unpacking and repacking few times in few hours... I'm quite exhausted now but at the same time I'm bit surprised how things are going ahead easily and how problems are been solved one after the other.
Thanks to Beth Wilkinson I was able to receive the inflatable roof bars directly at the NDK factory. Nigel Dennis and Eila Wilkinson are looking after me while they are paddling the Bahamas: they borrow me a fantastic yellow Romany Classic I will paddle during my long stay in Wales. Trys Morris is an untiring problem solving woman. She rang her insurance agent yesterday early in the morning asking for an extencion of the car insurance for a second driver. I just gave my name, personal data and credit card number and few hours later I was driving Trys' car along the A55 route to Holyhead!
The worst situation came with the kayaks' transfer (tow kayaks because on the way back I went to Conwy to pick up Trys' kayak). That special conjunction broke down when I had to start using the inflatable roof bars. Maybe because I first inflate and then lay them across the car (whereas the instructions explain to do exactly backwards - BUT I've read it only once I came back home!). Also maybe because it started raining excactly 10 minutes before Beth and I were ready to fixed them on the roof of the car (the instructions also say "make sure the roof surfaceis clean and dry"!).
One more thing to considere: I was driving an English car! English drivers drive on the left side of the road as well as Englsh driver's seat is on the right side of the car and all the controlls are inverted compared with Italians. So... everytime I wanted to use the turn signal I get the windscreen-wiper on and when I was ready to shift into gear I started open the window. A little nightmare. The A55 was also affected by strong winds, the kayak often tried to move away and I had to stop three time or more to check the straps... Every time I thought that paddling a kayak in the rough water is so much better than drive a car in that ugly windy conditons!
The most relaxing situation, however,  was the tea break. I'm pretty sure I will be able to enjoy it more and more during the next days. And I've just learnt that there are two types of people in the world, those who put the milk in after the tea has brewed and those who are wrong!
I learnt one more thing a couple of days ago, this one from the post-it glued on the B&B's back door: "Today is a GIFT, this is why they call it THE PRESENT". Well, I have the feeling that I'm appreciating my "present" better than ever!

mercoledì 21 gennaio 2015

Wales: I'm arriving!!!

Ecco, l'ho fatto!
Ho prenotato il volo per Manchester, il B&B per la prima notte, il taxi per la stazione, il treno per Bangor, la stanza in affitto a Pen-y-Groes, appena fuori città. Ho anche comprato le barre gonfiabili porta-tutto e, grazie alla generosità di Nigel Dennis ed Eila Wilkinson, ho trovato un kayak in prestito, un fantastico Romany della Nigel Dennis Kayak! Mi manca soltanto l'automobile, poi ho tutto quel che serve per trascorrere al freddo e al gelo i prossimi due mesi!
Un sogno a lungo accarezzato sta per diventare realtà: vado a "studiare" kayak in Galles, ad Anglesey, ad Holyhead, a Plas y Brenin, nel Menai Strait, sulle tidal race di Penrhyn Mawr... wow!!!
Ci pensavo da un bel po', da maggio dello scorso anno, da quando ho capito che avevo bisogno di seguire e di farmi seguire da insegnanti ancor più qualificati per continuare ad affinare le mie competenze didattiche.
E per imparare a padroneggiare un po' meglio 'sto benedetto inglese universale!
Così ho scelto il Galles, dove parleranno anche un dialetto incomprensibile ma in compenso c'è la più alta concentrazione al mondo di scuole di kayak e di insegnanti free lance!
Voglio arrivare preparata all'esame finale di Level 3 Coach, voglio fare incetta di corsi e pagaiate e uscite nell'oceano, voglio imparare a bere la birra (mah! forse meglio non bere più, dopo la performance di domenica scorsa!!!), voglio... beh, vorrei! vorrei riuscire a far tutto, ma mi accontenterei di riuscire anche soltanto nella metà delle cose!
Parto contenta, entusiasta e angosciata insieme, ma carica di buone intenzioni... se resisto al freddo, torno dopo Pasqua, dopo un'altra capatina in Spagna, dove sono stata invitata all'attesissimo Symposium Pagaia di Llança! Vi farò sapere cosa ne sarà di me!

Anglesey ed il Galles offrono un 'mare' di cose per gli appassionati di kayak...
Riuscirò a far star tutto in due borsoni da stiva ed un bagaglio a mano?!? 
Si! C'entra tutto, pure l'ansia da distacco!!!
Ok, I did it!
I've booked the flight to Manchester, the B&B for the first night, the train to Bangor, the room in Pen-y-groes, just 15 miles out of the town. I've also bought a pair of inflatable roof bars and, thanks to Nigel Dennis and Eila Wilkinson, I'm so lucky to have a fantastic NDK's Romany in use! The car is the only missing thing, then I have everything I need to spend a couple of month freezing in the North West Wales!
An old little dream is about to becoming a reality. I'm going there to "study" sea kayaking at Plas y Brenin, to paddle again around Anglesey, to catch the wind in Holyhead, in the Menai Strait or flowing up and down on the tidal races of Penrhyn Mawr... wow!!!
I was dreaming on it for a long time, since last May, when I've realized that I need to work with sme qualified sea kayak coaches to improve my didactic skills.
AND to learn bit better the international speech generally known as English language!
So I will move to Wales, where they speak an obscuree dialect but on the other hand they have the largest concentration in the world of sea kayak centres, schools and free lance coaches!
I want be well prepared to (hopefully) pass my next Level 3 Coach assessment and I want to go ahead paddling in the ocean and I want to lear drinking a beer (mah! maybe it's better to stop drinking at all, especially after last Sunday performance!!!), I want... ehm, well, I would! I would succeed in doing everything, but I would be more than happy to be able to realize just half of the things I've putted in my plan!
I now feel enthusiastic and scared at the same time, full of good intents and positive feelings... If I will be as strong as to put up with the awful weather conditions, I will come back home just after Easter, after one more week in Spain, where I was invited to join the eagerly awaited Pagaia Symposium in LlançaI let you know what will happen to me, stay tuned!

martedì 20 gennaio 2015

Symposium Pagaia 2015!

Il Symposium Internazionale Pagaia festeggia il 10° anniversario!
Si svolge ad anni alterni a Llança, in uno dei più bei tratti della Costa Brava, in Catalogna, la regione nord orientale della Spagna affacciata sul Mar Mediterraneo.
Ho avuto il piacere di partecipare all'incontro del 2013 e sono molto felice di avere ricevuto l'invito per tornare anche nel 2015... non vedo l'ora!


L'appuntamento è fissato, come da tradizione, nella settimana precedente la domenica di Pasqua:
nelle giornate di sabato 28, domenica 29 e lunedì 30 marzo si terranno i corsi più disparati (dalle tecniche di pagaia nel vento allo sbarco nel surf e sulle rocce, dalle manovre di sicurezza e salvataggio alle varie figure di rolling groenlandese); nella settimana successiva e fino al 4 aprile si svolgeranno invece i corsi 3 e 4 stelle BCU. Sarà un'ottima occasione per conoscere pagaiatori provenienti da altri mari e per condividere insieme esperienze nuove ed emozionanti.


Come sempre, il folto gruppo di insegnanti vanta la presenza di kayakers di fama internazionale e con loro sarà possibile partecipare anche alle escursioni giornaliere lungo la riserva naturale di Cap de Creus. Il programma è fitto, l'organizzazione impeccabile, la convivialità assicurata... è un appuntamento da non perdere e conviene affrettarsi ad iscriversi perchè i posti sono tanti (quasi duecento) ma vanno sempre a ruba!
Per informazioni visitate il sito dedicato all'evento e per le prenotazioni cliccate qui... ci vediamo a Llança!!!

lunedì 19 gennaio 2015

Tati-HIC!-yak

Lo sapevo già: bere mi fa bene! Un gran bene! Un benissimo!
Mi basta un goccetto per diventare allegra, un paio di bicchieri per iniziare a ridere, un terzo bicchiere per perdere il controllo. Se poi, come è successo ieri mattina, mi scolo una mezza fiaschetta di grappa ed un punch al mandarino tutto d'un fiato, allora mi prende una ridarella incontenibile e contagiosa che non mi passa più!
Dovevo trovare un rimedio immediato ed efficace per digerire il giapponese della sera prima. E l'ho trovato!
Ma ho preso una ciucca colossale! Di domenica mattina! E non ero certo da sola!
Ero insieme a dieci compagni di pagaiata (che scommetto NON manterranno il massimo riserbo sulla vicenda!) e ad un nutrito pubblico che affacciato alla balaustra del lungo lago si è goduto il lungo siparietto in costume...
Qualche anima pia mi ha aiutato ad indossare la muta. Ho provato da sola ad infilare i calzari ma appena ho tirato su la testa il lago ha preso a girare in vortici sempre più ampi. Al momento del paraspruzzi ricordo solo di essermi seduta in ginocchio sulla sabbia... stremata dalle risate!
Quando le nebbie si son diradate, a pomeriggio inoltrato, ho capito di poter aspirare alla vice-presidenza onoraria del futuro "Sea kayak drinking team"!
E ho capito anche un'altra cosa fondamentale dell'andare in kayak: da ubriachi è davvero difficilissimo!!!

Quattro per mettermi in kayak, due per scattare foto, uno per fare il filmato!
Il gruppo di spettatori (dietro l'obiettivo il mitico Luciano Belloni)
Sulla via del rientro ho barcollato ancora un po'...
I already know: drinking make me happy! Very happy! Very much indeed!
It's enough a short glass to make me smile, a pair of glasses to begin to laugh, a third glass to lose control. If if happens, as it has happened yesterday morning, I drink a half flask of grappa and also an alcoholic punch, then I burst put laughing hysterically!
I had to find an immediate and effective remedy to digest the food I had eaten the night before at the Japanese restaurant (very good but too much food!). And I've found it! But I've so started the Sunday morning completely drunk! In front of ten paddle buddies (what do you think? they won't maintain the secret about the story! of course not!) and a lot of unknown people who generally have a walk on the lake shore... last Sunday they have had a sunny day with an extra special sketch!
Someone has helped me to wear the dry suit. I've tried alone to put the boots on but as soon as I've tried to stand up again then the whole lake has taken to turn around in ample whirls more and more. The worst moment was with the spryskirt. I only remember me sitting on the knees on the sandy beach... exhausted for to much laughing! I've realized that I'm the right person to be the vice-president of the rising club called "Sea kayak drinking team"!
I've also understood one more fundamental about sea kayaking: it's so difficult when drunk!!!

venerdì 16 gennaio 2015

Ondalunga kayak Salerno: la rinascita!

La notte tra il 10 e l'11 dicembre dello scorso anno è andato a fuoco uno dei capannoni sulla spiaggia di Vietri sul Mare che erano stati da qualche tempo adibiti a rimessaggio di kayak e canoe dell'associazione Ondalunga kayak Salerno.
Sono andate distrutte oltre 50 imbarcazioni, compresi i gozzi tradizionali costruiti dagli artigiani locali. Una brutta ferita per i nostri compagni di pagaiate... e per quel tratto di costa che è senza dubbio uno dei più belli d'Italia, entrato nel cuori dei tanti kayaker che hanno avuto la fortuna di scivolare in mare lungo le sue pareti rocciose, le sue calette idilliache e le sue grotte nascoste! Una ferita da rimarginare!

La dolorosa immagine del rogo che ha distrutto il parco barche dell'Associazione Ondalunga Kayak Salerno
Lo spirito positivo, l'ottimismo e la voglia di rinascita, infatti, non hanno tardato a farsi strada.
La seconda foto, infatti, è stata pubblicata dai soci appena una decina di giorno dopo il rogo.
Un paio di giorni fa, inoltre, è stato eletto il nuovo direttivo: il neo-nominato presidente Gaetano Clarizia, che subentra a Gianni De Luca, è già da tempo al lavoro ed ora si sta rimboccando ancor di più le maniche. La nuova squadra è giovane ed entusiasta e colorerà presto il mare di nuovi sorrisi!
Ho da poco ricevuto una mail da Gaetano (ops, pardon: dal Presidente Clarizia!) in cui scrive che i lavori di ristrutturazione dei capannoni stanno procedendo, che la manutenzione ordinaria è stata completata e che a fine mese sperano di poter rientrare nei rimessaggi.
O meglio, rientreranno i soci che hanno ancora un kayak!

L'unica cosa che arde è la passione! (cit. Pierpaolo Figliolia)
Per tutti gli altri è stata prontamente riattivata la raccolta fondi: l'obiettivo è quello di acquistare 3 o 4 kayak che potranno essere usati a rotazione dai soci che hanno perso il proprio nel rogo e che al momento non hanno la possibilità di acquistarne un altro.
Spero che la nostra piccola ma solidale comunità di pagaiatori possa stringersi intorno agli amici di Ondalunga e dimostrare, come ha già fatto in passato per gli altri imperdonabili roghi di Rapallo, Trieste e Venezia, di essere una "fenice marina" capace di risorgere dalle proprie ceneri.
Ogni contributo potrà essere versato a questo IBAN, intestato ad Ondalunga Kayak Salerno A.S.D.:
IT98Z 0503015200000010042042 - causale "RINASCITA ONDALUNGA"

giovedì 15 gennaio 2015

Robert Peroni ospite di Italiammassalik a Genova

Pubblichiamo volentieri il comunicato stampa che ci ha inviato Ottorino Tosti di Italiammassalik con la richiesta di promuovere l'incontro con l'esploratore e scrittore Robert Peroni che presenta il suo ultimo lavoro "I colori del ghiaccio" (Sperling & Kupfer editore, già comperato e letto!).

Invitato dall'associazione genovese ItaliAmmassalik, che da diversi anni lavora per creare un 'ponte' fra la piccola comunità Inuit di Ammassalik e il mondo occidentale, Robert Peroni, uno dei grandi esploratori dell'artico, sarà martedì 20 gennaio, alle ore 18, alla libreria Feltrinelli, in via Ceccardi a Genova.
Presentato da Walter Bontempi e da Ottorino Tosti, intervistato da Roberta Baronchelli di Mentelocale.it coglierà l'occasione dell'uscita del suo ultimo libro “I colori del ghiaccio” per farci scoprire territori sconosciuti, tradizioni e usanze sopravvissute per centinaia di anni fra i ghiacci della costa orientale della Groenlandia.
Racconterà di Tobias, il cacciatore che ha avuto il coraggio di affrontare da solo uno dei più temibili predatori marini, l'orca; del vecchio e saggio Anda, che gira i villaggi suonando il tamburo e mantenendo vive le antiche tradizioni, e di tanti altri che chi ha visitato Ammassalik ha potuto conoscere di persona.
A queste storie mescolerà il racconto della sua mitica spedizione del 1983, Tre mesi in uno dei luoghi più pericolosi e inospitali della Terra, l'altopiano interno, 1300 Km da costa a costa lungo il 75° parallelo dove le temperature raggiungono non di rado i -40°/-50°. Fu una delle imprese più audaci delle esplorazioni artiche portata a termine senza il conforto dei moderni strumenti di comunicazione e di localizzazione, né telefono satellitare né GPS, e senza l'ausilio né di cani per il traino della slitta con 180 Kg. di materiale né di alcun mezzo meccanico.
Poi lui rimase colpito dalla magia di quel Mondo di ghiaccio pieno di umanità e lasciò tutto per stabilirsi lì, ad Ammassalik, uno dei luoghi più isolati e inospitali della Groenlandia, dove ha creato il progetto sociale ‘The Red House’ con l'obiettivo di aiutare i giovani Inuit di Ammassalik a crearsi un futuro nella loro terra d'origine.


L'esistenza della comunità Inuit di Ammassalik noi occidentali l'abbiamo scoperta nel 1884. Fino a quel momento si riteneva che tutta la costa orientale della Groenlandia fosse disabitata. Allora questa comunità contava 413 individui. Oggi sono poco più di 3000 sparsi in sei piccoli villaggi distanti fra loro anche 50/70 Km.
Nonostante la pressione esercitata dal mondo occidentale questa comunità è riuscita a mantenere i principali tratti della cultura originaria, che si rintracciano  nel folklore, nelle concezioni della vita, nel comportamento tenuto durante la caccia, caratterizzato da un forte rispetto verso l'animale predato. E' anche praticamente mancante del senso della proprietà. In sua vece ha sviluppato un forte senso della condivisione, indispensabile per fare fronte alle carestie che hanno sempre colpito questi fiordi. Ancora oggi la caccia e la pesca, specialmente in inverno, molte volte non sono sufficienti per alimentare l'intero gruppo sociale: allora si rimane senza mangiare anche per svariati giorni. Qui non si va al supermercato.
Si mangia soprattutto carne di foca. La foca è l'alimentazione abituale.
E' fondamentale, ogniqualvolta si parla di caccia alla foca, fare una precisazione sul pensiero corrente che gli Inuit massacrerebbero le foche per venderne la pelliccia, perché questo del massacro delle foche da parte degli Inuit è un  detto comune veramente fuori luogo.
L'uccisione delle foche per predarne la pelliccia era, ed è ancora praticata nonostante le leggi lo vietino, in Canada e in Alaska dai bracconieri, non certo dagli Inuit. Nessun Inuit ucciderebbe un animale per venderne la pelle. La caccia è praticata esclusivamente a scopo alimentare.
Un tempo le pelli delle foche uccise per essere poi mangiate venivano vendute e questo commercio dava una certa stabilità economica. Le campagne ambientaliste degli ultimi venti anni hanno stroncato questo commercio e questa popolazione sta adesso sopravvivendo a stento mancando dell'economia più basilare per acquistare le cose necessarie alla vita: il gasolio per riscaldarsi e muovere le barche, qualche genere alimentare di sopravvivenza, l'abbigliamento.
Insomma, una popolazione che deve, da noi occidentali responsabili della sua cattiva sorte, essere adesso conosciuta e aiutata.
Questo ed altro verrà a raccontare Robert Peroni a Genova il prossimo martedì 20 gennaio!

mercoledì 14 gennaio 2015

Noi Inuit - I Popoli del freddo artico

Oggi è arrivato il catalogo della mostra.
Con nostra grande sorpresa ed altrettanto grande piacere!
Avevamo già parlato nella newsletter di dicembre della mostra "Noi Inuit - I popoli del freddo artico", organizzata dalla Fondazione Hermann Geiger ed in programma a Cecina di Livorno dal 6 dicembre 2014 al 25 gennaio 2015.
Ora siamo contenti di poter anticipare alcune immagini del catalogo che ci è stato recapitato così gentilmente dagli organizzatori, presumiamo per la cortesia di averli messi in contatto con Ottorino Tosti. Niente di più facile e naturale, per noi che, nel piccolo mondo del kayak da mare, condividiamo la profonda passione per la cultura Inuit.

Il bel catalogo della mostra
La giacca da festa da bambino in basso a destra fa parte della collezione dell'Associazione Italiammassalik
Il modellino di kayak di Villa del Balbianello: potremmo andare a vederlo in kayak!
Volevamo ritagliarci un giorno durante le festività natalizie per "scendere" in Toscana, ma Mauro ha dovuto lavorare senza interruzione e non ci è stato possibile. Ora che sono in procinto di partire per il Galles il tempo stringe e vorrei che le giornate durassero 80 ore perchè non riesco a star dietro a tutto quel che ho ancora da fare. Insomma, alla fine niente mostra, purtroppo.
Ma c'è ancora tempo per visitarla, tutti i giorni dalle 16 alle 20, fino al 25 gennaio!
L'ingresso è gratuito e tra i vari modellini di kayak provenienti dalla Villa del Balbianello ed uno skin on frame alaskiano del 1942 si possono ammirare anche diversi tupilak ed ornamenti tradizionali della collezione della "nostra amica" associazione Italiammassalik!
Cogliamo l'occasione per ringraziare di tutto cuore la Fondazione Geiger per aver pensato, organizzato e promosso la mostra... e per averci fatto omaggio del bellissimo catalogo!

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