IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro
Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

domenica 7 febbraio 2016

The coldest gathering of the year... in a Spring sunny Sunday!

Oggi è la prima giornata di pioggia dell'inverno. Un inverno così secco che il Lago Maggiore è sceso di oltre un metro sotto il livello minimo ed il fiume Ticino è praticamente in secca.
Oggi è anche la prima domenica dell'inverno che restiamo a casa e non usciamo in kayak. Non tanto per la pioggia: quando piove, ci limitiamo a dire "acqua sopra, acqua sotto" e andiamo in kayak lo stesso. Oggi non usciamo per colpa di un potente raffreddore, il mio, riportato a casa da Jersey. O forse da Lago di Como. O forse no, chissà.
Ecco, il Lago di Como. Ogni anno, durante i giorni più freddi dell'anno, chiamati a proposito i giorni della merla, Luciano Belloni organizza il Raduno più freddo dell'anno, nel punto più freddo del lago più freddo d'Italia, il Lago di Mezzola, sull'alto Lago di Como.
Quest'anno sembrava primavera! Quindi il raffreddore me lo devo essere preso altrove.
Le temperature sono state miti, il sole ci ha accompagnato per buona parte della giornata, l'escursione è stata piacevole e ridanciana (come la cena della sera prima al ristornate del posto, dove i pizzoccheri innaffiati di grappa hanno prodotto effetti insperati!): la pausa pranzo ha riservato talmente tante sorprese culinarie, tutte comprese tra il dessert e il liquore, che risalire in kayak è stato davvero... pesante.
Il gruppo dei 34 partecipanti ha vinto il primo premio "Sparpagliati dell'Anno", istituito per l'occasione, ma anche quello per la maggiore presenza femminile: ben 10 signore di pagaia hanno allietato la domenica di gennaio più calda di tutti i Raduni della Merla!

The slipway at Gera Lario, on the north-west side of Lake Como
My new bright windmill and the 34 paddlers group
Luciano Belloni in the middle in the sunshine
Mauro and his Voyager at the entrance of Mezzola Lake
Marco and his Voyager near the fresh natural waterfall on the west side of Mezzola Lake
Two Voyagers bow to bow
The long white sandy beach chosen for the lunch break
A short walk to the peculiar little Medieval church of Saint Fedelino
A great Sunday luncheon!
10 smiling women 10
Today is the first rainy Sunday of the entire winter, here in Italy. This is very unusual dry winter: the Lake Maggiore is more than 1 meter above his low level and the Ticino River is nearly to be arid.
Today is also the first winter Sunday we don't go out for paddling. Not because of the rain: when it rains, we usually say "water upper, water under, what's the matter" and we go paddling anyway. Today we decided to stay at home because of my strong cold (I've catched it in Jersey maybe, maybe on Lake Como. Maybe not, who knows).
Last Sunday we were on Como Lake. Every year, during the coldest days of the year, the last three days of January, our great friend Luciano Belloni is persisting in organizing the coldest gathering of the year, in the coldest part of the coldest lake of Italy, the Lake Mezzola, north to Lake Como.
Last Sunday it seemed to be Spring time! This means that I've catched my cold somewhere else.

Warm temperatures, timid sun for most part of the day, good company, lots of chats and laughs (as well as the night before, during the dinner at the local well-known restaurant!): during the lunch break, so many sweets and liqueurs have appeared from evey single hatch, that start paddling again was pretty... hard.
The 34 paddlers group has gain the first invented prize "Scattered of the Year" but also the first serious prize for the female presence: 10 young women have honoured the warmest January gatherings ever organized!

mercoledì 3 febbraio 2016

Jersey: una settimana speciale per il mio "BCU 4 Star Provider process"!

Lo scorso novembre ho ricevuto una bella e-mail da Giuseppe, uno degli allievi dei corsi 3 stelle BCU organizzati da Tatiyak nel corso del 2015: mi chiedeva consiglio per seguire un corso 4 stelle in acque inglesi, così da poter fare esperienza sulle tidal race. Gli ho suggerito l'isola di Jersey e gli ho chiesto se poteva scegliere delle date contigue a quelle già previste per un esame 4 stelle a cui stavo pensando di partecipare in qualità di "osservatore", organizzato a fine gennaio da Derek Hairon, il titolare di Jersey Kayak Adventure.
E' stato così quasi per caso che mi sono trovata a passare un'intera settimana a Jersey!

L'accoglienza all'arrivo nel piccolo aeroporto di Jersey 
La straordinaria bassa marea sul versante occidentale dell'isola...
La vista dalla Seymour Tower sul Violet Bank, all'estermità sud-orientale di Jersey
Nel mese di marzo dello scorso anno, mentre ero ancora in Galles, ho seguito due giorni di corso per diventare BCU 4 Star Provider e per poter così svolgere in autonomia i corsi e gli esami 4 stelle BCU. Il percorso è lungo e complesso: bisogna assistere ad una nutrita serie di "training & assessment", poi raccogliere un certo numero di firme da parte di diversi insegnanti ed infine completare il proprio "portfolio" con tutti i dettagli sui vari corsi seguiti in qualità di "observer, supporter, co-deliver".
Insomma, andare a Jersey significava per me "collezionare" altre firme e prendere parte a ben due nuove esperienze didattiche in un'isola sconosciuta, prima l'esame 4 stelle e poi, grazie alla coincidenza creata da Giuseppe, anche al successivo corso 4 stelle. Un'occasione da non perdere!

Derek introduce la prima delle due giornate di esame ai quattro candidati provenienti dall'Isola di Man
Derek e Phil si confrontano continuamente durante le diverse prove d'esame...
Salvataggi, auto-salvataggi e traini nelle morbide tidal race del secondo giorno d'esame
Derek mi ha subito coinvolto nell'organizzazione dell'esame e mi ha chiesto di elaborare un questionario bilingue da sottoporre agli studenti per valutare la loro preparazione teorica. Prima di partire, quindi, avevo trascorso lunghe giornate a ripassare il syllabus 4 stelle, ad elaborare domande comprensibili sia in inglese che in italiano e, non ultimo, a studiare le correnti di marea che interessano l'isola. Derek ha scritto una guida sulla sua isola, per facilitare la vita dei tanti canoisti che ci vivono o che ci vanno in vacanza, ma solo passando qualche giorno sul posto si riesce davvero a cogliere la portata del fenomeno. L'isola cambia fisionomia continuamente, ogni sei ore sembra un'isola diversa!

I colori brillanti dell'isola, nonostante la fitta nebbia del primo giorno d'esame
Le spiagge di ciottoli policromi, dove sbarcare coi kayak in polietilene non è mai un problema!
L'ingresso del porto di Rozel Bay con la bassa marea (l'alta marea raggiunge la fascia bianca!)
Jersey è infatti conosciuta per essere una delle località europee in cui si registrano le maggiore escursioni di marea: è una piccola isola della Manica situata a circa 20 km dalla Normandia ed è come un sasso in un fiume, solo che la corrente del fiume cambia direzione ogni 6 ore. Quando c'è luna piena, come nel primo fine settimana in cui sono stata lì, la differenza tra bassa e alta marea può raggiungere (e spesso anche superare!) i 10 metri. Su tutti i capi dell'isola si formano correnti di marea che raggiungono i 3-4 nodi e programmare un'escursione giornaliera lungo le sue scogliere rocciose può risultare talvolta estremamente impegnativo.
Io sono stata così fortunata da godere del poderoso spettacolo delle maree sia da terra che dal kayak: Trudy, la compagna di Derek e la titolare di Jersey Walk Adventure, mi ha accompagnata nel suo giorno di riposo in una lunga passeggiata sul fondo del mare per raggiungere la Seymour Tower, dove poi sono tornata con l'alta marea grazie alla guida esperta di Derek, pagaiando tra quell'intricata rete di canaletti e piscine naturali e scogli affioranti e fondali sabbiosi scolpiti di rippol e ricchi di vita marina come mai mi sarei aspettata! Si cammina per davvero sui fondali marini!
L'esperienza da sola, anzi abbinata, passeggiata e pagaiata, vale davvero il viaggio a Jersey!

Trudy, la mia eccezionale guida fino a quel piccolo puntino là in fondo (e ritorno)
La Seymour Tower, raggiunta dopo una passeggiata sul fondo del mare di circa 2 ore!
Qualche giorno dopo, con l'alta marea, Derek ci ha fatto arrivare alla Seymour Tower in kayak!
Appena atterrata nel piccolo aeroporto di Saint Peter, alle porte della capitale Saint Helier, ho trovato Derek ad attendermi con un inconfondibile fiorino giallo ricoperto di kayak, gialli pure quelli. Siamo andati a cena al pub vicino casa, in attesa dell'arrivo di Phil Hadley, il secondo insegnante delle due giornate di esame 4 stelle. L'aereo su cui viaggiava Phil, però, non è atterrato all'ora prevista, a causa della fitta nebbia che ha avvolto l'isola: il volo è stato dirottato sulla vicina isola di Guernsey ed il povero Phil ha dovuto attendere l'unico traghetto del pomeriggio per raggiungerci a Jersey. Una piccola odissea che ha riempito di coloriti aneddoti la seconda serata trascorsa nello stesso pub. E che mi ha offerto anche un'insperata occasione di rivestire il ruolo di "second assessor" per una parte dell'esame. Ho così potuto valutare la preparazione degli aspiranti "leader 4 stelle" anche sul piano della conduzione del gruppo, della capacità di gestione degli incidenti, della dimestichezza con i traini, gli sbarchi sulle rocce e la riparazione dell'imbarcazione. E' stato molto formativo!

Giuseppe attento a non perdere neanche una parola delle spiegazioni di Derek
Lo spettacolo naturale del Blow-hole ad est di Bouley Bay 
Come dopo ogni viaggio che si rispetti, sono tornata a casa carica di ricordi del posto!
La presenza di diversi "mock students" ha reso la prova d'esame quanto mai veritiera e tutti i partecipanti sono stati coinvolti in ognuna delle attività previste dal syllabus (competenza tecnica, di leadership, di navigazione e di teoria). E' stato molto interessante assistere ai "feedback" forniti a fine giornata, tutti molto costruttivi, anche quando evidenziavano carenze o errori dei candidati. Mi chiedo sempre da dove derivi la facilità degli inglesi di parlare con tanta schiettezza, con tono diretto e franco, senza troppi giri di parole, andando dritti al punto senza perdersi in fronzoli...
E' una delle tantissime cose che ho imparato durante la settimana trascorsa a Jersey.
Le altre riguardano non soltanto il kayak, il syllabus, il portfolio, il percorso da 4 Star Provider e le straordinarie maree dell'isola, ma anche le tradizioni locali, le attrazioni turistiche e le specialità culinarie del luogo (le ostriche in primis, ma anche le alghe fresche raccolte durante la "Moon walk": per la prima volta posso dire di avere mangiato bene, ma bene davvero, in un paese inglese!).
Per parlare di tutto questo mi ci vorrebbe un altro post, ma ho già deciso che tanto ci ritorno presto, a Jersey: qualcuno vuole venirci con me e Mauro?!?

lunedì 1 febbraio 2016

Coincidenze sul Lago d'Orta

L'altra domenica, il 24 gennaio, Mauro, Andrea e Gianni decidevano di cambiare destinazione e di andare a pagaiare sul piccolo e bellissimo Lago d'Orta. Mentre loro rientravano dal giro, io incontravo Phil Hadley e Derek Hairon in un pub dell'isola di Jersey, dove ho trascorso un'intera settimana per seguire corsi ed esami 4* BCU per il mio tirocinio da 4* Provider (di cui presto parlerò!).
Durante la cena, Derek mi ha invitato ad aprire il vecchio libro esposto sulla mensola alle mie spalle, quello che lui di solito legge quando riceve la visita di insegnanti stranieri, un curioso volume degli anni passati sui popoli del mondo: il primo capitolo era dedicato all'Italia e la prima fotografia era proprio quella dell'isola di San Giulio, nel cuore del Lago d'Orta!

Andrea and Gianni looking at Saint Giulio Island!
Our favourite little spot for the lunch break
On the way back...
The past Sunday, last January 24th, Mauro, Andrea and Gianni decided to move to a different destination to go kayaking in the small and beautiful Orta lake, in the North East part of Italy. While they were coming back home, I was meeting Phil Hadley and Derek Hairon in a local pub in Jersey Island (where I've spent last week co-delivering 4* training and assessment for my 4* Provider process - I will also talk about that soon!).
During the dinner, Derek has invited me to oper one of the old books he usually read when some coaches coming from abroad, a curious book about peoples around the world: the first chapter was dedicated to Italy and the first picture was about the little Saint Giulio Island, in the hearth of Orta lake! 

lunedì 18 gennaio 2016

BCU Level 3 Coach training: session 5 in the wind...

Quelle appena passate sono state due giornate che le previsioni meteorologiche locali annunciavano di vento forte e freddo, con la temperatura percepita precipitata di quasi 10°C.
Abbiamo misurato raffiche a 20 nodi il sabato e a 30 nodi la domenica: abbiamo quindi scelto di lavorare "in context", adattando gli argomenti scelti dagli "allievi sperimentali volontari" alle condizioni del lago, sferzato da folate ravvicinate e segnato da onde nervose e rigate di bianco.
Sabato i quattro volenterosi hanno dedicato due ore piene a perfezionare delle manovre.
Riccardo si è cimentato con la pagaiata in avanti, approfittando sia del vento a favore e contrario che di quello al traverso, variando in ogni circostanza la tecnica di pagaiata.
Laura si è riparata in un angolo ridossato dal vento, nella piccola darsena vicina al belvedere, e ha usato l'imboccatura per migliorare gli spostamenti laterali ad un tempo.
Mirella ha invece optato per le virate e ha disegnato serpenti d'acqua tra le boe gialle, scoprendo come sfruttare il vento di poppa e come risalire quello di prua.
Marco infine ha sperimentato il "trim" nel vento e tra le onde, modificando l'assetto dello scafo con una sempre diversa dislocazione del carico nei capienti gavoni del suo nuovo Voyager...

Col freddo pungente dei giorni scorsi, gli esercizi di riscaldamento sono irrinunciabili!
Mirella alle prese con l'inclinazione dello scafo (ma il bicchierino di punch in bilico sulla pagaia è caduto!)
La bella darsena della "nostra villa sula lago"...
Una volta "dentro", non sembra poi così cattivo!
Ma le raffiche erano davvero forti!
Domenica il vento è salito prima del previsto e già alle dieci del mattino sono comparse le prime paperelle ad imbiancare il lago. Quando siamo saliti in kayak, dopo i rituali esercizi di riscaldamento, abbiamo capito di doverci spostare nella baia di Reno, più riparata dalle forti raffiche da nord.
Mentre Mirella lavorava sugli spostamenti laterali Groenlandesi nella acque basse della darsena tranquilla di una bella villa abbandonata, Riccardo, Paolo e Camillo si sono trovati a pagaiare in un lago agitato che a tratti diventava molto scuro.
Riccardo ha lavorato ancora sulla pagaiata in avanti, studiando la corretta posizione di mani&braccia in ogni diversa andatura e migliorandola postura a seconda del vento laterale, di poppa e di prua.
Paolo e Camillo, padre e figlio, hanno nel contempo perfezionato la pagaiata alta e bassa e hanno capito l'importanza di alternare spinta e trazione, di modulare la pagaiata sulle onde e di lasciare lo scafo libero di scivolare sull'acqua.
Per finire in bellezza, e per rispondere alla loro richiesta di lavorare anche sulla sicurezza durante la navigazione, abbiamo dedicato l'ultima ora ai traini, prima in acqua piatta e poi tra le onde.
Rientrare alla base non è stato semplice, per via delle onde contrarie e degli spruzzi che bagnavano tutti, ma con noi sono tornati anche Mauro e Gianni, usciti per una pagaiata di piacere, e abbiamo così festeggiato tutti insieme al bar!

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