IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro
Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

martedì 14 aprile 2015

Ventotto modi diversi di pagaiare...

Domenica scorsa sul Lago d'Orta è andato in scena "Un giorno sul Cusio" organizzato da Luciano Belloni... purtroppo senza l'organizzatore...

...per Laura probabilmente non è ancora primavera...
Già, domenica Luciano era ancora in ospedale a smaltire un po' d'ipotermia accumulata lunedì scorso sul Lago Maggiore... ma non ci starà ancora a lungo... mi auguro solo che in questa settimana di degenza non si sia sentito troppo oppresso dalle visite e dalle telefonate degli innumerevoli amici che volevano sapere qualche cosa di "prima mano" sulle sue condizioni di salute...

... il filmato dei saluti di tutti per Luciano... a cura di Giorgio...
Gli incontri di Luciano sono sempre caratterizzati da una notevole affluenza anche in inverno, figuriamoci in questa giornata di calda primavera... all'appello eravamo in 28, assatanati di kayak, di chiacchiere a tema, di sole, di riflessi sull'acqua e di natura ancora un po' selvaggia che questo lago regala seguendo la sua riva ovest...

... il briefing iniziale... sarebbe bello poterlo fare anche dopo...
Dopo un breve briefing tenuto da Tatiana, sullo stile di quelli che siamo abituati a sentire da Luciano, e dopo un augurio in diretta viva-voce scambiato con lo stesso "organizzatore a distanza" e foto ricordo in acqua... siamo salpati per il giro del lago, seguendo una rotta oraria.

... il saluto dei naviganti...
Questo genere di incontri, come tanti altri che si organizzano in altri ambiti e che richiamano un certo numero di persone, li chiamiamo in gergo "raduni". Li chiamiamo così perché delle persone si ritrovano in un certo luogo (si radunano) per fare qualche cosa insieme...

... in navigazione... su un capo...
Nel nostro caso, per le attività di kayak intendo, il raduno è spesso interpretato in maniera un po' diversa, specialmente quando le condizioni esterne (meteo-marine o lacustri) sono particolarmente favorevoli, come nel caso di domenica scorsa, ognuno impersona a modo suo il significato di "raduno".

... in attesa degli ultimi...
E così ci ritroviamo che si parte insieme, ci si aspetta ogni tanto per compattare il gruppo, poi si riparte, si aspetta, si riparte, si arriva alla spicciolata al punto adatto per la pausa pranzo, ci si rilassa, poi si riparte insieme, ci si aspetta, si riparte, e via così fino all'arrivo... spesso, verso la fine, c'è chi ha fretta di arrivare, caricare, salutare i pochi che sbarcano nel frattempo e poi schizzare via verso altri impegni...

... il gruppo dei Baydarker...
Durante la navigazione qualcuno costeggia a pochi metri da riva e pagaia spedito, poi, quando arriva in testa al gruppo, fa dietro front e raggiunge gli ultimi, e quindi riparte. C'è chi costeggia, ma un po' più distante da riva. Chi, ancora più al largo ed in gruppetti spiccioli, conversa amabilmente. C'è chi taglia tutto o quasi e preferisce conversare pagaiando lentamente.

... e quello dei Siriuser...
A leggere questa descrizione verrebbe da pensare che fatto così è un raduno a metà...
Forse c'è un modo giusto ed un altro sbagliato di pagaiare o di stare insieme?
No, non è un raduno a metà e non c'è nulla di sbagliato, fatto così il risultato è molto più di uno perché dobbiamo conteggiare anche il valore aggiunto degli effetti collaterali... sperati...

... ancora in navigazione...
Il pagaiare è un attività che può essere un'occasione per incontrarsi con se stessi, un modo per lasciare libera la mente di andarsene a vagare lontano in cerca di non si sa bene cosa, un momento per sfogare le proprie energie e stancarsi fisicamente, un momento per scambiare informazioni, concetti, ideologie... un modo per sognare o confrontarsi con gli altri sulle realtà che viviamo.

... riuscite a vedere la tartaruga?
Ogni modo ha la sua ragione, il suo perché di essere, la sua interpretazione, il suo valore da conteggiare...

... questa poiana la vedete sicuramente...
Ognuno è capitano e ciurma allo stesso tempo della sua nave, con tutto il suo mondo e modo di esistere nella testa, sulle spalle, nelle braccia, nelle gambe, nel kayak, nelle mani e nella pagaia...
L'importante in tutto questo insieme di cose è che, anche se si passano periodi in solitudine, si è consapevoli di fare parte di un gruppo, ci si aspetta, si riparte insieme, ci si guarda, ci si cerca, ci si conta e, nel caso i numeri non tornino, ci si guarda in giro con più attenzione e si riconta finché tutti sono presenti all'appello...

... durante la pausa pranzo...
In tutto questo turbine di oggetti, soggetti e progetti, abbiamo avuto la fortuna di vedere alcune tartarughe d'acqua dolce, arrampicatesi chissà come sui rami bassi a prendere il sole, diverse poiane volteggianti o appollaiate sugli alti rami degli alberi, ed anche alcuni esemplari di grosse anatre maculate (o forse erano oche?), di quelle che mi ricordo aver visto da bambino che razzolavano intorno all'aia di mia nonna... e che, quando era il loro momento, arricchivano sporadicamente la povera tavola di quei tempi...

... non credo serva una didascalia a questa foto... salute a tutti...
Durante la pausa pranzo nei pressi di Omegna, puntuale come un orologio svizzero e sintomo di tempo stabile, si è alzata la brezza standard da sud. Così, giusto per non doverla risalire ulteriormente ed anche perché la città vista dal lago non è proprio una cosa imperdibile... abbiamo tagliato sulla sponda est, e quindi a sud, sulla via del ritorno... accumulando una percorrenza tra i 28 ed i 33 Km, in funzione del percorso effettuato.

... il percorso... lungo...
Poi, una volta arrivati e sistemato tutto sulle auto, approfittando del vicino bar, è stata la volta delle birre, dei calici di vino, delle focacce e poi... purtroppo, anche dei saluti.
Mi sarebbe piaciuto anche fare un de-briefing ed un commento collettivo sulla giornata... quando capita di farlo è sempre istruttivo per i partecipanti... ma sembra sia una esigenza sentita da pochi... peccato... sarà forse per un'altra volta...
A parte questo mio piccolo rimpianto finale, è stata una splendida giornata, grazie a tutti per aver contribuito a renderla così...
... ad libitum...

venerdì 10 aprile 2015

Pagaia Sympsium 2015: simply gorgeous!

What a magic symposium! Que symposium inolvidable!!!
I don't really know from where to start to explain what happen to me last week during the sixth Pagaia Symposium in Llança organized by the local sea kayak club Pagaia Cap de Creus.
Was a long unforgettable special week full of emotions, fun, paddling, laughing, eating and drinking! Every single day was unique and memorable and I came back home with my eyes, ears and hearth completely overflowing of smiles, voices, hugs, kisses, jokes and unbeliveable corks-wars at dinner time (a perfect international connection between more than 280 participants!).
We were all involved in talking as much languages as possible to better comunicate among Catalans, Spanish, Portuguese, Italian, French, English, German, Norwegian, Swedish, Danish and Finish people! At least, we all have one common mother language: the language of the kayak! The paddle splash into the water with the same accent all around the world! Paddlers invent a special Esperanto for a new era of sea kayaking! It was simply gorgeous!
I spent the last week at home trying to figure out what happened at what time and where. It did not take long to realize that I have had to stay with this strange mix of strong feelings! The most captivating hodgepodge of emotions I have ever lived: a giggly flight from Birmingham to Barcelona with Phil, a long drive from Barcelona to Llança with David, a hand-kiss from Greg, an informal conversation with Nigel, a long warm hugh with Rick, a serie of never-ending cackle with Eila, Sonia, Kate, Carme, Karola, Isa, Elke, Anna and Eva-Lotta, a warm affinity with Pau, Manolo and Juan-Ramon, a funy binge with Jerome and Jean-Marc, a solid friendship with Trenk, a new fellowship with Pili, a copious crying with Rui (the presentation of his sea kayak expedition to Alaska in the crammed hall was truly amazing!).
I clearly remember the tireless coordination of Jose and Pepe, the perfect organization of each member of the local club Pagaia, the tasty dishes they cooked for us (I was in the right place at the right moment when the giant paella was carrying on into the grand dinner room!). I also remind the fast timing of each day: wake up at 7.00, breakfast at 7.30, coaches meeting at 8.30, general breafing at 9.00, ready on the beach at 9.30, on the water at 10.30, lungh time at 13.00, more dry sessions at 14.00, landing at 16.30, walking back to the campsite at 17.30, shower at 18.30, presentations at 19.00, dinner at 21.00 (sometimes, the two last tasks were in the opposite order...). I even recall the short nights and the incredibly good night's sleep (probably due to the extra night caps!).
The weather was perfect, windy but warm (I finally wear a cotton short-sleeves t-shirt for the first time in more than two months!!!). The paddling fun was more than perfect, with so many activities and sessions and feedback and observations and fantastic experiences! The company was perfect, with lot of new and old friends who I'm looking forward to meet again in the future! The location, food, organization was perfect and I can't wait the next symposium in 2017!
The Pagaia Symposium was perfect, in one word it was simply PERFECT!!!
Muchas gracias y hasta pronto!!! Lots of more pictures on facebook and in this photo album...
Once upon a time, in a little village called Llança...
More than 280 sea kayakers, more than 30 coaches, more than 19 languages...
The first day was bit windy out there!
The camping site around the pubblic primary school...
Cars, vans and trailers everywhere!
What a fantastic dinner, all seated in just four mega-big-long tables!
Coaches started work early in the morning...
Pep (on the left) and Jose (on the right) translated in four different languages every day!
An extra-dinner for the coaches: what a fantastic group of talented people!
Italians do it better!
Greg Stamer introduced the Greenland paddle technique session...
Several people in each group: no space neither for the shadow! 
Local paddlers leaded groups during the paddle week: Pili was simply perfect!
Luch time on the peeble beach: I really enjoy the sunshine!!!
Costa Brava has a dramatic coastline with many cliffs and caves...
Rockhopping during the BCU 4* training...
Last daily paddle in Cadaques: a wonderful mix of colours!
April, Saturday 4th was our one and only day off. Some coaches spent the day paddling for pleasure! 
My elastic tent was the last one to be took down!
Heartfelt thanks to Rick, Trenk, Sonia, Eva-Lotta, Yoli, Manolo, Pau & Oriol, Marco & Laura, Pili, Alistair and Greg
for so many special birthday presents!
Un simposio straordinario! Que symposium inolvidable!!!
Non so proprio da dove cominciare per spiegare quel che m'è successo la scorsa settimana durante la sesta edizione del Symposium Pagaia organizzato dal locale club di kayak Pagaia Cap de Creus.
E' stata una lunghissima settimana molto speciale, piena di emozioni, divertimento, risate, mangiate e bevute di gruppo! Ogni giornata è stata memorabile e sono rientrata a casa con gli occhi, le orecchie ed il cuore traboccanti di sorrisi, voci, baci, abbracci, giochi ed un'indimenticabile battaglia di tappi di sughero all'ora di cena (una perfetta trovata goliardica internazionale tra gli oltre 280 partecipanti!).
Siamo stati tutti coinvolti in una babele linguistica, cercando di fare del nostro meglio per districarci tra tutte le lingue ufficiali della comunità europea e per poter comunicare in maniera decente con catalani, spagnoli, portoghesi, italiani, francesi, inglesi, tedeschi, norvegesi, svedesi, danesi e finlandesi! Almeno, i pagaiatori hanno una lingua madre comune: la lingua del kayak! La pagaia chiacchiera col mare con lo stesso accento in tutto il mondo! Noi kayakers abbiamo saputo inventare l'Esperanto di una nuova éra! Semplicemente meraviglioso!
Ho passato questa settimana a cercare di fare mente locale su cosa ho fatto e quando e dove. Ma c'ho messo poco per capire che era impossibile districarmi tra quella fitta matassa di emozioni, una delle più intrigate di tutta la mia vita: il divertentissimo viaggio in aereo con Phil da Birmingham a Barcellona, la una lunga trasferta in auto da Barcellona a Llança con David, il bacia-mano di Greg, le chiacchierate con Nigel, il caldo abbraccio di Rick, la serie infinita di risate con Eila, Sonia, Kate, Carme, Karola, Isa, Elke, Anna ed Eva-Lotta, la bella intesa con Pau, Manolo e Juan-Ramon, le ciucche clamorose con Jerome e Jean-Marc, la solida amicizia con Trenk, la nuova sintonia con Pili, le lacrime d'emozione con Rui (la presentazione del suo viaggio in Alaska in una sala stracolma di persone è stata davvero sorprendente!).
Mi ricordo bene dell'infaticabile lavoro di coordinazione di Josè e Pepe, della perfetta organizzazione di tutti i membri del Club Pagaia, dei piatti deliziosi che hanno cucinato per noi per ben due serate (ero nel posto giusto al momento giusto quando è entrata in sala la paella gigante e fumante!). Mi ricordo anche della rigida tabella di marcia di ogni giornata: sveglia alle 7.00, colazione alle 7.30, incontro con gli insegnanti alle 8.30, riunione generale alle 9.00, pronti in spiaggia alle 9.30, in acqua alle 10.30, pranzo al sacco alle 13.00, altre lezioni in acqua alle 14.00, sbarco alle 17.00, passeggiata verso il campeggio alle 17.30, doccia alle 18.00, presentazione di viaggi e libri alle 19.00, cena alle 21.00 (talvolta i due ultimi appuntamenti avevano una sequenza invertita...). Mi ricordo persino delle notti cortissime e dei soporiferi sonni in tenda (favoriti probabilmente dagli immancabili bicchierini della staffa quando era ormai da tempo scoccata la mezzanotte!).
Il tempo è stato perfetto, ventoso ma caldo (per la prima volta dopo tre mesi ho finalmente indossato una maglietta di cotone a maniche corte!). Le pagaiate sono state perfette, condite di così tante nuove esperienze, sessioni ed osservazioni! La compagnia è stata perfetta, con talmente tanti amici vecchi e nuovi che non so proprio quando troverò il tempo per incontrare tutti di nuovo! Il posto, il cibo, il raduno sono stati più che perfetti, tanto che non mi capacito di dover aspettare altri due anni prima del prossimo evento!
Il Symposium Pagaia è stato perfetto, in una parola semplicemente PERFETTO!!!
Muchas gracias y hasta pronto!!! Tantissime altre foto su facebook ed in questo album...

lunedì 30 marzo 2015

La Triade Armata... di pagaie...

A volte basta una telefonata per radunare più di una dozzina di canoisti in un particolare luogo.
A volte capita che queste stesse persone sentano il bisogno, o la necessità, di trovarsi o andare in luoghi diversi.

... Verbania...
Domenica scorsa è successo proprio questo: un gruppetto sul Lago di Lugano, un paio sul Lago di Monate, un altro grappolo sul Lago Maggiore.
Al nostro solito punto di imbarco, a Cerro di Laveno sul Lago Maggiore, ci siamo ritrovati in 5: Massimo, Henry, Gianni, Stefano ed io.

... un dei traghetti del lago...
Ma perché così spesso diamo la preferenza a Cerro? Domanda più che lecita.
A Cerro di Laveno c'è un bel lungolago appena rialzato rispetto al livello dell'acqua, cosa non di poco conto, visto la scarsità di locazioni simili che offre il lago.
Ha circa 200 metri di spiaggia degradante, ottima anche per gestire i corsi di kayak, oltre che per imbarcarsi.
Ha diversi punti di imbarco e scivoli agibili anche nel periodo di affollamento estivo.
Ha un parcheggio proprio sulla strada con un praticello ottimo per preparare i kayak per le escursioni.
Il parcheggio è libero, tranne che da maggio ad agosto, ma se non si vogliono pagare i 3€ del biglietto giornaliero, una volta preparati i kayak, si può spostare l'auto poco sopra lungo la strada, dove tornano gratuiti.

... altri pagaiatori...
Poi, cosa non indifferente, c'è sempre un bar ristorante pizzeria aperto anche in inverno (in estate due) dove fare colazione e rinfrescarsi alla fine della gita.
Mi sembra che questo luogo abbia tutto quello che un canoista possa desiderare per preferirlo ad altri punti di imbarco... quasi un luogo magico...

... una delle spiagge del Camping Isolino...
Ma torniamo a noi. Quando eravamo quasi pronti a salpare, sono arrivati Mirella ed Andrea con la canadese sul tetto dell'auto, avevano deciso di pagaiare sul Lago di Monate.
Questo pittoresco lago con il suo perimetro di circa 8 Km, rappresenta un'ottima scelta per questo tipo di escursione.
Alla partenza ci siamo lasciati con l'accordo di ritrovarci in tardo pomeriggio (al bar) per uno scambio di impressioni ed un... brindisi.

... uno scorcio dei giardini dell'Isola Bella...
Abbiamo deciso di ripercorre per la prima volta quest'anno il giro largo delle Isole Borromee, che spesso chiamiamo affettuosamente il "giro delle birre"...
Il programma prevedeva di attraversare su Verbania, percorrere tutto il golfo e fermarsi sulla spiaggia del Camping Isolino per il pranzo.
Poi costeggiare fino a Baveno, attraversare sull'Isola dei Pescatori, poi sull'Isola Bella, quindi puntare al promontorio poco prima della Villa Pallavicino di Stresa.
Da qui attraversare su Santa Caterina del Sasso e quindi costeggiare ritornando al punto di partenza.
Un percorso ormai collaudato di circa 25 Km che almeno due volte l'anno ci capita di pagaiare.

... verso Santa Caterina...
Ma perché " il giro delle birre?" E presto detto: al Camping Isolino c'è (ovviamente) il bar del campeggio... poco prima di Villa Pallavicino c'è una agevole spiaggia con annesso bar... nel Golfo di Reno, poco dopo Santa Caterina del Sasso, sulla via del ritorno, c'è un altro bar... ecco perché questo giro è meglio farlo da poco prima di Pasqua a fine settembre... prima e dopo... i bar sono chiusi... e cosa ci andiamo a fare?

... sulla via del ritorno...
Il giro di domenica è stato solo "ispettivo", per rispondere all'interrogativo... ma i bar saranno aperti?
Ebbene tutti tranne uno erano già aperti, ma l'ultimo aprirà senz'altro da domenica prossima.
Comunque, allo sbarco ci siamo compiaciuti di noi stessi: non abbiamo bevuto quasi nulla... solo una bottiglia di Grignolino in 4 durante lo spuntino.
Si 4, perché Stefano, dopo poche centinaia di metri dalla partenza, ha accusato un dolore alla spalla che purtroppo lo sta perseguitando non poco in questo periodo, ed ha preferito tornare indietro... peccato, speriamo si riprenda presto.


Come da programma, poco dopo lo sbarco sono arrivati Mirella ed Andrea e, prima brindisi al bar con relativi scambi di notizie della giornata, e poi, salutati Gianni e Massimo che dovevano rientrare, per Henry ed il sottoscritto, pizzata a casa loro... anche se pagaiamo separati è difficile rinunciare a chiudere la giornata in loro compagnia.
Gran bella giornata, con a tratti un sole caldo primaverile, gran bella compagnia, gran bella serata di fine giornata.
... ad libitum...

venerdì 27 marzo 2015

I Cavalieri dell'Apocalisse...

Ieri sera, presso la piscina coperta di Legnano, si è conclusa la stagione invernale di corsi di rolling e allenamenti di kayak. Grazie al Canoa Club Milano, per i sei mesi invernali è stato possibile approfittare dell'acqua tiepida per mantenersi in forma o per acquisire nuove tecniche.


Come è ormai consuetudine, da anni la stagione si chiude con una partita un po' particolare di canoa polo. Un mix di canoisti fluviali e marini, con in comune, oltre che la passione per il kayak, anche il desiderio di stare in allegra compagnia, si è battuta all'ultimo sangue per avere il diritto di partecipare al brindisi finale al pub.


I partecipanti, divisi in due squadre da 5 giocatori, cercando di bilanciare più le "corporature" che la specialità praticata, si sono dati battaglia con la sola canoa mossa a braccia... ovviamente in campo c'era anche una palla...


Le regole applicate nel gioco si sono istituite durate il gioco stesso, portando questo evento ad assomigliare un po' ad una partita di polo (c'erano le canoe ed i canoisti), un po' ad un incontro di rugbi (con mischie, placcaggi e ammucchiamenti vari), un po' ad uno scontro di lotta greco-romana (con scudi, ostruzioni e sabotaggi vari), un po' ad una gara di apnea (con eliminazione diretta degli avversari per rovesciamento).


A proposito, chi si rovesciava e non riusciva ad eseguire un rolling con le mani, a volte veramente impossibile per mancanza dello spazio necessario, usciva dalla vasca e lasciava il posto ad un altro.


E via così per un'ora e mezza, senza interruzioni, tra una incursione e l'altra, una rete e l'altra, un urlo di esultazione e l'altro, in una piscina che sembrava infestata dai piranha, tanto ribolliva l'acqua.


Sono state segnate tantissime reti, tantissimi tiri sono finiti sulle traverse e sui pali... ma nessuno li ha contati, l'esultazione durava per un solo attimo di sfogo e poi... di nuovo all'attacco... per un'altra vasca... un'altra mischia, un altro attentato all'avversario, un'altra ostruzione, un'altro placcaggio... fino allo sfinimento!


Ma chi ha vinto? Mah, poco importa, l'atmosfera che si era instaurata ha fatto vincere tutti!
Alla fine, stremati, con qualche botta, con qualche ematoma, qualche piccolo taglio, ed il sorriso stampato sulle labbra, super-soddisfatti delle energie spese e del clima cameratesco e goliardico che si era instaurato... tutti a farsi una doccia corroborante.

video

Sicuramente questo tipo di attività non diventerà mai una specialità olimpica... ma forse è meglio così, finirebbe per perdere il lato giocoso e non darebbe più la stessa soddisfazione...
Una ottima serata finita poi con l'affogarsi in un "piscina" di birre e... grappe...
Scusa fegato... Viva l'amicizia!
... ad libitum...

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