IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro

Voyager è pronto!
Con le ultime modifiche apportate Voyager ha raggiunto la maturità
ed è pronto per la produzione industriale...

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

giovedì 26 maggio 2016

Il nostro kit di riparazione...

Per assemblare il kit di riparazione, io ho cominciato dalla mollette (quelle piccole nella scatolina di plastica e quelle colorate dotate di un elastico incorporato). Col passare del tempo, ho aggiunto un po' di tutto, senza una vera logica, dal filo per cucire alla chiave combinata (della misura giusta per le viti del mio seggiolino basculante!).
Quando ho conosciuto Mauro ho capito l'importanza di un kit funzionale e razionale.
Non sapevo ancora dell'esistenza del nastro americano, il nastro adesivo telato conosciuto nel resto del mondo come duct tape, utilissimo per le più svariate riparazioni, specie per le falle nello scafo.
Partiamo sempre con una grande scorta di quel nastro argentato: è diventato quasi un amuleto.
Tutti gli oggetti sono riposti in bustine di plastica separate, come nel kit di primo soccorso, e per gli stessi motivi. La scelta dei pezzi che compongono il nostro kit è stata dettata dalla necessità di risolvere i problemi che nel corso degli anni si sono presentati con maggiore frequenza.
Consigliamo comunque di personalizzare il proprio kit di riparazione in ragione del viaggio che si vuole intraprendere...

Tutte (o quasi) le cose che stiviamo nel kit di riparazione...
Il kit di riparazione di Mauro alla prova di tenuta d'acqua (durante il Sicilia kayak tour 2015)
Ecco cosa inseriamo nel nostro kit di riparazione:
Forbici
Accendino
Taglierino
Luci chimiche notturne
Moschettoni vari di riserva
Penna, pennarello e matita
Chiave combinata per viti esagonali (della misura necessaria!)
Cacciavite e mini-cacciavite per riparazioni di precisione
Coppiglie di riserva per le ruote del carrellino (se ne è dotato)
Attrezzo multiuso pieghevole e da montagna
Filo per cucine resistente e aghi da tessuto
Tela e colla per riparare la tenda ed il materassino gonfiabile
Elastici e cime di varie misure (adatte all’attrezzatura in uso)
Nastro adesivo telato (detto americano o duct tape)
Denso tape (in foto argentato) e nastro bituminoso (in foto marrone scuro)
Stucco epossidico bi-componente
Colla neoprene
Colla forte

Il nostro kit di primo soccorso...

Ogni volta che partiamo per un viaggio, più o meno lungo, ma anche ogni volta che usciamo in kayak per un'escursione giornaliera, stiviamo sempre nel terzo gavone, per averlo a portata di mano anche in navigazione, il nostro kit di primo soccorso.
E' una buona regola per pagaiare sicuri: non siamo mai sicuri di poter evitare tutti i pericoli, ma almeno siamo sicuri di poter contenere le conseguenze - prevedibili ma evitabili - di ogni attività all'aria aperta che, come la nostra, comporta una certa soglia di rischio.
Portiamo con noi tutto l'occorrente per disinfettare, medicare, suturare e se necessario anche trattare una frattura, risolvere un principio di ipotermia o una patologia più seria. In genere, sappiamo cosa fare (e come farlo!) ogni qual volta dovessero rendersi necessari degli interventi di primo soccorso (fino alla rianimazione cardiopolmonare): abbiamo seguito un corso di BLS (Basic Life Support), e anche una serie di corsi di First Aid di uno e più giorni, e ci teniamo sempre aggiornati!
Preferiamo avere ognuno il proprio kit di primo soccorso, stivato nel proprio kayak e con i medicinali adatti alle proprie patologie. Usiamo l'accortezza di riporre ogni cosa in bustine di plastica, sia per tenere tutto separato ed ordinato, sia soprattutto per evitare che si bagni nel caso la sacca stagna dovesse riempirsi d'acqua... ed anche per evitare che l'accidentale fuoriuscita di liquidi o pomate possa impiastricciare tutto il resto!

Il kit di primo soccorso di Tatiana al controllo periodico... 
I nostri quattro kit di primo soccorso e di riparazione...
Ecco come organizziamo il nostro kit di primo soccorso:
Garze e bende di varie dimensioni
Cerotti resistenti all’acqua
Steril-strip per suture
Laccio emostatico
Bisturi monouso
Guanti in lattice
Disinfettante per le mani (conosciuto come gel igienizzante)
Cotone idrofilo (una confezione compressa in un barattolino)
Acqua ossigenata
Ammoniaca
Contagocce
Collirio
Pinzette
Termometro
Protezione solare
Telo termico (detto anche coperta di sopravvivenza)
Forbici di vario tipo (da quelle pieghevoli a quelle per tagliare i tessuti)
Aloe vera o altro antinfiammatorio per dolori muscolari
Sofargen o altro antibiotico per la profilassi delle ustioni
Pasticche di vario genere per le patologie personali esistenti o prevedibili
Nota: le ultime tre voci sono dettate dalle sintomatologie personali – ogni medicinale andrà scelto e stivato in ragione delle condizioni di salute specifiche della singola persona!
Se i farmaci richiedono una prescrizione medica, portarne una copia in viaggio semplifica le cose…

martedì 24 maggio 2016

BCU 3* course in Bergeggi: an international meeting!

E' stato un corso multilingue, un po' in italiano, un po' in francese e tanto in inglese!
Il gruppo era molto variegato: Denyse è arrivata dalla Svizzera, Uschi dalla Germania, Luigi da Brescia, Max da Parma e Claudia da Pisa... ed il corso è stato davvero speciale, pieno di risate ed esercizi e chiacchiere e pagaiate!
Grazie alla calorosa ospitalità di Costantino ed Angelo, i titolari del centro Winter Kayak, abbiamo potuto usufruire per tre giorni consecutivi dell'accogliente struttura dello stabilimento balneare Bagni Stella Maris (peraltro privo di barriere architettoniche e con un comodo parcheggio retrostante).
Le previsioni meteorologiche non lasciavano ben sperare, invece abbiamo trovato tre splendide giornate di sole pieno e ci siamo tutti abbronzati parecchio (anche se a strisce, come al solito!)
Abbiamo iniziato un po' indecisi e titubanti, per via del mare leggermente mosso e delle onde un tantino aggressive, ma dopo tre giorni abbiamo finito pieni di entusiasmo e voglia di navigare.

Claudia sorridente all'imbarco nei pressi dei Bagni Stella Maris...
Denyse si sta preparando
L'entusiasmo di Denyse è davvero contagioso!
Primi esercizi di balance (fuori dal syllabus della British Canoeing!)
Altri esercizi di edging, questo sconosciuto, durante il corso 3* British Canoeing...
I kayak pronti per l'ultima giornata con Giuseppe (e forse ho trovato i miei occhiali ideali!)
Bergeggi in tutto il suo splendore
Uschi è sempre molto rilassata, anche quando il temporale s'avvicina... 
Giuseppe istruisce Max sul traino di due kayak zatterati...
Il rientro impegnativo sotto Capo Noli spazzato dal vento durante le prove di 4* leadership...
L'occasione ce l'ha fornita Giuseppe, che deciso a diventare un 4* Leader quanto prima, ci ha raggiunti il lunedì mattina per organizzare una pagaiata fino a Capo Noli: l'obiettivo della giornata aggiuntiva era quello di lavorare sulle sue capacità di conduzione del gruppo e le condizioni meteo-marine si sono rivelate perfette!
Onda lunga all'andata e vento forte al ritorno, con una serie di "calcolati imprevisti" lungo il percorso: la perdita di un tappo del gavone e la sua pronta sostituzione con materiale di recupero, il mal di mare di un partecipante ed un principio di ipotermia contrastato con abbigliamento tecnico adeguato, la riparazione di una falla del kayak in alto mare, il salvataggio di più di un kayaker con tecniche di risalita differenti, il triplo traino in linea di due kayak zatterati sulla via del ritorno...
Tutto per testare la prontezza d'intervento di Giuseppe, che ha dato prova di grande determinazione, attenzione e voglia di crescere!
"Ho imparato più oggi che negli ultimi 10 anni" ha esclamato uno del gruppo all'arrivo!
p.s.: mi è piaciuto molto leggere il resoconto di Max sul sul blog "Sound of kayak" e quello di Costantino sul sito di Winter Kayak... sguardi diversi sulla stessa esperienza!

venerdì 13 maggio 2016

Coming back to the Anglesey Symposium for the eighh time in a row!

Ed eccomi arrivata ad Anglesey!
Ci ritorno per l'ottavo anno consecutivo, ed è sempre una gran festa!
La trasferta è stata lunga: ero nel South Devon per le giornate di "mentoring" con Lee Pooley ma, grazie all'intercessione dell'amico Rick Cooper, ho trovato un comodissimo passaggio sul camper della Reed Chilcheater (Chris ha guidato sempre a meraviglia!).
Ho fatto giusto in tempo a sistemarmi in una comoda stanza doppia dell'Anglesey Outdoor che sono iniziate le riunioni con Nigel Dennis e gli altri insegnanti coinvolti nell'Anglesey Symposium: la prima all'ora di cena del venerdì e la seconda, quella decisiva, all'ora di colazione del sabato, un'ora prima dell'inizio dei vari corsi che arricchiscono il programma delle varie giornate.
Poi non ho più avuto un momento libero, neanche per chiamare casa!
Il primo giorno, sabato 30 aprile 2016, ho collaborato con Martin Ploug e Mirko Stefan nella lezione di rock-hopping con 12 partecipanti. Abbiamo pagaiato tra Treardurr Bay e Roscolyn Head, luoghi ormai divenuti familiari che è sempre bello continuare ad esplorare: ogni piccola insenatura, ogni grotta ed ogni passaggio segreto cambiano continuamente aspetto, dimensione e profondità a seconda dell'escursione di marea. E' stata una giornata freddina e grigiotta, ma in acqua i tanti kayak colorati hanno reso tutto molto allegro.
La domenica ed il lunedì, invece, complice un forte temporale inglese, sono rimasta in aula per seguire i due corsi teorici di navigazione costiera con Howard Jeffs e Greg Paquin di cui ho già parlato in uno dei post precedenti.
Le serata, poi, sono sempre state zeppe di presentazioni di viaggi e spedizioni: in Groenlandia con Olly Sanders, in Irlanda con Steve Miles e Dan MacGonigle, in Messico con Jen Kleck ed in Nuova Zelanda con Mirko Stefan. C'è stata anche una serata dedicata alla prevenzione degli infortuni dei pagaiatori, tenuta dal kayaker e fisioterapista belga Steven Hobert, e persino una serata fuori per cenare tutti insieme al ristorante bengalese di Valley.
Il martedì, infine, ho ripreso a pagaiare per assistere al corso e all'esame 4 stelle.
Sono stati quattro giorni intensi che mi hanno fatto fare un grande salto in avanti, sia per le nozioni acquisite nella gestione delle lezioni in acqua e a terra, sia per il percorso che ho intrapreso per diventare "Provider 4 stelle", cioè un'insegnante qualificata a tenere corsi ed esami 4 stelle secondo i parametri della British Canoeing. Non è facile diventare "Provider 4 stelle": bisogna prima seguire due giornate di preparazione specifica, che gli inglesi chiamano "Generic Assessor Day" e "Discipline specific training" e che io ho svolto lo scorso anno con Trys Morris; poi bisogna partecipare ad una serie di corsi ed esami 4 stelle, sia in qualità di mero osservatore che in veste di più attivo assistente e/o co-direttore; una volta raggiunta la competenza necessaria per gestire corsi ed esami nelle richieste condizioni meteo-marine (e sopratutto dopo aver completato il logbook con tutte le firme necessarie!), allora si può chiedere un parere ad un altro Provider e, superata quest'ultima prova, si può sostenere l'esame finale, cioè gestire in completa autonomia le due giornate di esame 4 stelle sotto la supervisione di un Provider speciale, un "Home Nation Trainer" (e non ce ne sono poi così tanti!).
Io sono arrivata a buon punto: mi manca l'ultima firma sul logbook ed il parere finale di un Provider... ed ovviamente l'esame conclusivo sotto lo sguardo attento di un "Home Nation Provider".
Le giornate del corso e dell'esame 4 stelle del Symposium di Anglesey mi sono state utilissime.
Ho collaborato dapprima con Axel Schoevers per i due giorni di training 4*, martedì e mercoledì, e poi con Keirron Tastag per l'assessment 4*, il giovedì e venerdì successivi. Ho ritrovato in acqua anche i miei vecchi compagni di corso, pure loro impegnati a completare il percorso da "Provider 4*", Ronny Riise nei primi due giorni ed Eva-Lotta Backman negli ultimi due.
Abbiamo trascorso tutto il tempo a fare e rifare esercizi in acqua, manovre nei giardini di roccia, salvataggi in mare aperto, sbarchi sulle rocce, prove di conduzione del gruppo e analisi delle varie regole sulla sicurezza: la cosa più interessante è sempre il confronto che si apre tra insegnanti e partecipanti, in uno scambio continuo di esperienze e conoscenze che arricchisce tutti (o almeno chi è disposto ad ascoltare!). Non c'è mai nessuno che si mette in cattedra, nessuno che pensa di avere la verità in tasca, nessuno che detta regole ferree: c'è invece la ricerca di uno scambio di opinioni e la volontà di stimolare la riflessione, così da arrivare ad una conclusione condivisa - e che diventa condivisa non già sulla base di preconcette posizioni ideologiche (ci sono anche in kayak, purtroppo!) ma piuttosto di valutazioni oggettive dettate dall'esperienza...
E' una scuola di vita, oltre che di kayak. Si impara a navigare in mare e anche fuori dall'acqua, a gestire il kayak e insieme gli altri kayaker, a condurre il gruppo lungo costa e a terra, nella vita di ogni giorno. Si imparano a distinguere le cose davvero importanti da quelle che possono essere trascurate. Si impara ad avere una visione ampia, allargata, aperta... che non è cosa da poco (né da tutti!).
Sulla via del ritorno, venerdì 7 maggio, prima in treno da Holyhead a Manchester insieme a Luca Tixi (che ha scritto un bellissimo resoconto di viaggio sul sito di Outdoor Portofino) e poi da sola in attesa dell'aero del pomeriggio, ho avuto modo di riassumere queste ed altre considerazioni, sia a voce che per iscritto. Ogni volta è una sensazione strana, quella che mi resta attaccata addosso: un misto di soddisfazione e frustrazione, la prima per le cose imparate e la seconda per quelle ancora da imparare. Ma del resto, viviamo per imparare!

The classic briefing onthe beach with the rock-garden group
Lots of kayaks everywhere!
First day of the 4* training in Port Dafarch
CLAP: it's all about leadership!
Windy day in the Holyhead harbour
Picture inspired by Nigel Foster (he knows why!)
Indoor session during the 4* training
The well-known Axel's session about paddling in the wind
Coaches' meeting to evaluate and write down the action plan for the students...
One of the evening presentations: Jen Kleck and one of the place in my wish list!
Keirron running the 4* assessment in Treardurr Bay
Rocky landing around Roscolyn
Roscolyn beacon on the horizon
A skilful example of rocky launching
My happinees and craziness are running together!
And here I am again in Anglesey!
I've been back there for the eighth year in a row, and it's always a great party!
It was bit long, from the South Devon (were I spent the week before for the "mentoring" daus with Lee Pooley) but thanks to our friend Rick Cooper I had a confortable trip on the Reed Chilcheater's camper (Thanks Chris, you're were a perfect driver all the time long!).
I arrived just in time for the first meeting with Nigel Dennis and the other coaches involved in the Anglesey Symposium: starting from that, I didn't have any free moment anymore!
On Saturday April 30th 2016, I joined Martin Ploug and Mirko Stefan in the rock-hopping session with 12 participants: we paddled from Treardurr Bay to almost Roscolyn Head and the coloured kayaks on the water made my first day.
Sunday and Monday, instead, according to the strong English tunderstorm, I decided to remain indoor to take part on the two coastal navigation courses run by Howard Jeffs and Greg Paquin (see the previous post on this blog).
Every evening there was a presentations of different sea kayak expeditions: we had the chance to go to Greenland with Olly Sanders, Ireland with Steve Miles and Dan MacGonigle, Mexico with Jen Kleck and New Zelanda with Mirko Stefan. There was also an evening devoted to the prevention of the paddler's injuries run by kayaker and Belgian phyisiotherapist Steven Hobert and even an evening out in the Bangladesh restaurant.
On Tuesday, I finally came back to the water to take part on the 4* training and assessment.
I'm now interested in becoming a 4* Provider: according to the British Canoeing standard, it's a long and demanding process. After the "Generic Assessor Day" and the "Disciplines specific training" (already done last year with Trys Morris), you have to observe, support and co-deliver 4* training and assessment courses with qualified, current and active providers. Then you need a recommendation from a current provider that you're already competent in the role of both training and assessment. Finally, you have to arrange a 4* assessment with a Home Nation Trainer... 
I already reached a good point: I now just need the last signature on my logbook and the final recommendation from a provider... and the last examination with a Home Nation Provider, of course.
The four days spent supporting and co-delivering the 4* training and assessment course during the Anglesey Symposium have been very useful to me.
I co-delivered the 4* training with Axel Schoevers on Tuesday and Wednesday, and the next two days Thursday and Friday, I supported Keirron Tastag for the 4* assessment 4*. I was so lucky to also work with my buddy paddlers Ronny Riise and Eva-Lotta Backman (they are also involved in the 4* Provider process as well). We spent lot of time practising manouvers, paddling in the rock gardens, doing rolling and rescues in deep water, improving rock landings, learning more about incident managment, decision making and everything related to the group leadership.
Nobody told about golden rules, we were always interested in sharing experience to learn one to the others and stimulate different thoughts about every single stroke and/or strategy...
On the way back, on the train from Holyhead to Manchester with my Italian buddy paddler Luca Tixi, I had time enough to reflect on my latest experiences. Every time I come back home with a strange feeling, a mixture of satisfaction and frustration: the first one due to the things I've already learned and the second one due to those things I've still to learn. After all, we live for learning!

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