IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro

mercoledì 23 aprile 2014

Easter around Argentario

Tornare all'Argentario è sempre molto emozionante.
Ho sognato per settimane di svegliarmi davanti al mare, sulla lunga spiaggia di sabbia del tombolo, tra la montagna e la laguna.
La primavera inoltrata ha profumato l'aria di fresco e le ghiandaie ci hanno spesso tenuto compagnia durante le solite interminabili colazioni.
Le previsioni meteo erano tutt'altro che invitanti: venti forti e piovaschi diffusi. Ma come spesso accade siamo stati baciati dalla fortuna: una pioggerella intermittente è caduta solo durante la notte, i venti hanno sfilacciato i cumuli in cirri ed abbiamo pagaiato in maniche corte per tutto il tempo.
La navigazione è stata sempre molto divertente, a tratti anche impegnativa, ed il Voyager, benché ancora senza deriva, si è comportato egregiamente, confermando l'attitudine al mare mosso ed alle onde...


Il nuovo copricapo... ed altri indispensabili amuleti...

Le ultime mareggiate hanno riversato sulla costa detriti di ogni tipo e tra tronchi ritorti, canne lunghissime, formine di plastica, ricci e conchiglie, abbiamo trovato anche degli altri interessanti copricapi, ideali per il nuovo gruppo di kayak di cui stiamo vagheggiando da tempo la costituzione... a breve ulteriori notizie!


... ed eccoci alla partenza...


Il primo giorno, venerdì, incuranti delle previsioni di vento contrario, ci siamo imbarcati dal Tombolo della Feniglia e abbiamo costeggiato il promontorio dell'Argentario verso nord, pagaiando per oltre 30 km tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano. Le baie che si aprono lungo la costa sono molto suggestive, con l'acqua chiara, i fondali rocciosi e la macchia rigogliosa. Le ville della zona, pur numerose, sono spesso ben mimetizzate tra la boscaglia: ci ha colpito solo un muraglione di contenimento che non è stato capace di contenere una frana ed una nuova diga foranea a protezione di un villino bianco costruito sul livello del mare: i massi sono stati diligentemente incatenati, uno ad uno e tutti tra loro, con una catena dalle maglie così larghe da poterci passare dentro con tutto il braccio... sembrava un gigantesco lavoro ad uncinetto ed i sub impegnati nei lavori di rifinitura dell'opera ci hanno confermato che serviva per evitare che il mare si riprendesse ogni anno gli spazi che con tanto accanimento gli uomini tentano di sottrargli...



Il promontorio è aperto sul mare, incoronato tra le isole di Giannutri e del Giglio, il cui profilo grigio steso sulla linea dell'orizzonte ci ha accompagnato per l'intera giornata. Siamo arrivati alla meta poco prima del tramonto, mentre rientravano in porto anche i pescherecci col loro stuolo di gabbiani al seguito.
Già prima di doppiare il faro del capo settentrionale ci eravamo attardati a giocare con le onde di ritorno, facendo planare i kayak tra gli i riccioli del mare e quegli sbuffi di acqua fredda che una volta sbalzati dalle onde si confondevano con le nuvole bianche del cielo. Il divertimento era assicurato dal continuo vorticare del vento: per doppiare il primo capo abbiamo faticato parecchio, neanche fossimo entrati nel tunnel del vento, speravamo poi di poter sfruttare la costa frastagliata per ridossarci di tanto in tanto, invece il vento si intrufolava in ogni anfratto e ci rendeva l'avanzata sempre più spettinata... abbiamo navigato contro vento ma inseguiti dal vento, cambiando assetto di pagaiata dopo ogni punta, adattando l'andatura alle frequenti intemperanze del mare e ridendo dei trucchi adottati di volta in volta da Mauro, Marco e Francesco...



Allo sbarco ci siamo rifugiati al ristorante e ancor prima di montare le tende avevamo spazzolato le pizze gommose di cui il cameriere aveva appena finito di tessere le lodi culinarie. Fortuna che le scorte di liquori erano degne del futuro gruppo di kayak di cui dicevamo prima e di cui diremo ancora...



La mattina del sabato abbiamo nuovamente sfidato le previsioni: vento da Sud-Ovest in aumento, sempre contrario alla nostra rotta. Volevamo però tornare a tutti i costi al Tombolo della Feniglia per incontrare il quinto uomo, Tomaso, in arrivo col treno delle 16. Doveva insospettirci il fatto che la regata velica in corso nelle acque imbiancate dal Libeccio era stata presto annullata per il vento forte. Appena doppiato uno scoglio appena oltre Punta Lividonia, subito fuori da Porto Santo Stefano, le condizioni del mare ci hanno fatto capire che il gioco diventava serio...




Recupero dal terzo gavone l'anemometro, stavolta mi sono ricordata di stivarlo in kayak, e l'occasione sembra ideale.
Sollevo un braccio al cielo, con l'altro stringo bene la pagaia e a fatica cerco di mantenere la prua all'onda. Le previsioni, ormai, non sbagliano più. Le onde si gonfiano ed imbiancano, le folate si intensificano, sembrano volersi pavoneggiare ora che impugno l'anemometro: vento costante a 20 nodi, raffiche ad oltre 30. Sorrido, eccitata. Ma faccio subito un rapido calcolo: in queste condizioni, significa restare bloccati in mare per almeno 5 ore, col vento contrario, sempre. Inoltre, da almeno 20 minuti, non avanziamo di un metro rispetto al capo. Francesco mi urla dal largo: "siamo forse saliti su un tapis roulant".


Mi concentro per riprendere il sincrono con le onde, difficile ora che la "lavatrice" ha inserito il programma "centrifuga". Le collinette d'acqua si sollevano di un paio di metri, quando siamo nel cavo dell'onda scompare dall'orizzonte sia il Giglio che l'Argentario stesso, il mare sembra voler risalire le scogliere fino a lambire le belle ville signorili nascoste tra i giardini terrazzati. Scorgo una piccola spiaggia di ciottoli, poco oltre il capo che ci sta calamitando da tempo, ma è esposta al vento e battuta dalle onde: andrebbe bene per la pausa pranzo ma lo sbarco potrebbe risultare molto impegnativo, specie per via dei kayak carichi di tutto l'occorrente per il campeggio nautico. L'ultima volta che sono sbarcata su una spiaggia in condizioni simili ho poggiato il mio vecchio Sardinia su uno scoglio poco levigato e gli ho procurato uno squarcio nello scafo grande come una palla da tennis. Non credo che Marco sarebbe contento di mettere a così dura prova il suo Baidarka nuovo! Faccio appena in tempo a formulare il pensiero che lo vedo traversato sull'onda, rovesciato e... rollato! Marco è diventato un'esperto dei rolling in mare mosso, ma Mauro mi guarda severo e da l'ordine di rientrare. Saggia decisione.



In pochi minuti, surfando ed urlando, siamo di nuovo a Porto Santo Stefano. Sbarchiamo euforici come bambini appena usciti dal Luna Park. Siamo solo un poco dispiaciuti che il divertimento sia durato così poco, neanche un paio d'ore, ma ci confessiamo che questa breve avventura da sola valeva tutto il viaggio!
Ora non ci resta che incontrare Tomaso: ignari, stiamo per vivere un'altra piccola avventura.


Sbarchiamo poco a nord del porto, pranziamo al sole e ce la raccontiamo per un po'. Poi fiduciosi ci avviamo a piedi verso la Feniglia, convinti di trovare un passaggio. Invece, qui nessuno ha l'abitudine di caricare gli autostoppisti, ci consumiamo i piedi per quasi 10 chilometri, troviamo Tomaso che vaga tra le auto, facciamo con lui il percorso inverso in meno di 10 minuti, rischiamo una doppia multa per l'ingresso vietato nella zona a traffico limitato, ci sperdiamo per i vicoletti claustrofobici del centro storico, saliamo e scendiamo per il promontorio un paio di volte prima di infilare la stradina giusta, magheggiamo per fare entrare la Mauromobile nella cruna di un ago, troviamo un parcheggio striminzito vista mare e sudiamo sette camicie a testa per riportare i kayak (sempre carichi!) sui rispettivi portapacchi. Ci meritiamo un'altra cena al ristorante, no?



La mattina dopo è Pasqua.
La "santifichiamo" con una pagaiata rilassata verso Ansedonia, gustandoci all'andata qualche bel cavallone che sui bassi fondali frange spumeggiante e che dopo molti tentativi falliti riesce a rovesciare Mauro, sempre in cerca di nuove prove cui sottoporre il suo Voyager.
Per pranzo minaccia pioggia e ci rifugiamo sotto dei frondosi ginepri coccoloni sulla duna del tombolo: ricompare presto il sole, la sabbia fine si scalda all'istante e sorge spontanea l'esigenza collettiva di una bella pennichella.
Al ritorno, invece, una leggera brezza ci sospinge verso riva: in mezzo al golfo ci scambiamo chiacchiere e risate e capiamo una volta di più che la terra vista dal mare è molto più bella!



Il lunedì di Pasquetta siamo ancora sul tombolo a goderci il mare. Passeggiamo sulla battigia ricoperta di detriti, sorpresi che un parco naturale sia penalizzato da tanta incuria. Mauro trova una soluzione semplice ed efficace, che io subito metto in pratica: per avere la spiaggia pulita basterebbe chiedere ad ogni visitatore di tornare indietro con una busta piena di plastica (l'ingresso è libero ma, all'uscita, senza un sacchetto di plastiche raccolte, si paga profumatamente il biglietto). Detto fatto, raccolgo diligente palline colorate e secchielli ammaccati. Si potrebbe formalizzare la proposta all'ente parco, a pensarci!



Sembra voler piovere, ma poi tutto si dissolve: le nuvole corrono in cielo cariche dei colori del tramonto e ci accompagnano morbide verso casa. Ognuno di noi segue un pecorso diverso, con gli occhi carichi dello stesso mare... è sempre bello tornare all'Argentario!

giovedì 17 aprile 2014

On the move...

Prima tappa: Argentario!
Alcuni hanno già desistito per le previsioni meteo non proprio invitanti, altri invece si sono ingegnati per riuscire a raggiungerci anche soltanto per una giornata. Il programma di massima prevede di costeggiare il promontorio un giorno verso nord ed il giorno seguente verso sud, dormendo in campeggio libero sul Tombolo prima della Giannella e poi della Feniglia... domenica, mare permettendo, pagaiaremo verso Ansedonia e se il vento previsto formerà la solita invitante zona di surf riusciremo anche testare in acqua il Voyager, il nuovo kayak progettato da Mauro che ci sta dando grandi soddisfazioni.
Rientriamo presto, il giorno di Pasquetta, ma io riparto subito.
Le tappe successive sono: Plas y Brenin per il secondo training di due giorni del corso da L3Coach (26 e 27 aprile), poi la circumnavigazione dell'isola di Anglesey insieme a Trenk Muller (28 aprile - 2 maggio) ed infine l'Anglesey Symposium organizzato da Nigel Dennis (fino al 9 maggio): quest'anno passo dall'altra parte, non più allieva ma insegnante... e ci sarà tanto altro da imparare!!!
Torno appena in tempo per la prova di preparazione del 9-11 maggio sul Lago Maggiore per l'ammissione al Corso FICK per Istruttori di Secondo Livello di attività promozionali, amatoriali e di tempo libero: l'appuntamento migliore per condividere tutte queste esperienze con i futuri tecnici federali!
Le altre tappe di maggio ci porteranno a Palermo e al Circeo... e tanti nuovi progetti si profilano all'orizzonte!

Mauro sul Voyager
First stop: Argentario!
Some partecipants gave up for the not really inviting weather forecasts, others are doing their best to reach us also for just one day. By the way, the program of this short Easter sea kayak trip is to paddle around the promontory both toward North and South, sleep in a tent on the long sandy beaches called Tombolo Giannella and Tombolo Feniglia, and than on Sunday lay up for Ansedonia to test again the sea kayak Voyager designed by Mauro Ferro.
We come back quite soon, after four days, but I immediately leave again.
Next stop: Plas y Brenin for the second training of the L3Coach course (26 and 27 April), than the circumnavigation of Anglesey with my paddle buddy Trenk Muller (28 April - 2 May) and finally the Anglesey Symposium (up to May 9): I come back home just in time for the new FICK course for Italian Instructors, the best opportunity to share all these experiences with more and more kayakers!
In May we will be in Sicily and Rome and... so many new projects arise on the horizon: stay tuned.

martedì 15 aprile 2014

Lago d'Orta for ever!

Ogni anno Luciano Belloni organizza questo bellissimo raduno primaverile: domenica scorsa hanno sfilato lungo le sponde del Lago d'Orta una quarantina di kayak, colorati come i cespugli in fiore dei giardini all'intorno. Se al primo mattino la superficie del lago non era increspata dalla benchè minima brezzolina, nel pomeriggio invece ha soffiato un deciso vento contrario che ha rallentato l'andatura di alcuni partecipanti. Sarà il lago, il più bello dei laghi minori del nord Italia, sarà l'aria di primavera, la stagione che molti attendono con trepidazione da tempo, sarà la compagnia, sempre numerosa e gaudente... sta di fatto che allo sbarco, dopo 33 km, anche se non eravamo più tanto compatti, eravamo tutti tanto sorridenti!

A dispetto dell'atmosfera militaresca, abbiamo sempre pagaiato in ordine sparso...
Un prato inondato di sole e colore!
La migliore pausa caffè di tutti i raduni!!!
Allo sbarco, altro raduno!
Happy girl with so many new toys!!!
Last Sunday we paddledin all around the beautiful Orta lake, one of my favorite lakes on the North Italy. A long snake of about 40 coloured kayaks twist and turn  for more than 15 miles, taking time for chat, laugh, pictures, lunch and above all for a mega-super-fantastic coffe break... hor do you usually say? Italians do it better!!!

mercoledì 9 aprile 2014

3 star course in Genoa

Il corso 3 stelle BCU dello scorso fine settimana a Genova Nervi è stato molto "british": il primo giorno sotto una pioggia battente ed un cielo grigio che non promettevano niente di nuovo, il secondo giorno con un tempo variabile tipico delle quattro stagioni in un giorno della nostra amata Inghilterra ed il terzo giorno, invece e finalmente, all'insegna dell'ormai inoltrata primavera, con sole caldo e deciso da mattina a sera.
Abbiamo trascorso quasi più tempo con le gambe sotto il tavolo che non in acqua dentro i kayak, forse per la presenza di ben due illustri membri del famoso club "Il kayak da merenda"... ma abbiamo avuto molto proficue occasioni per sperimentare tutte le tecniche di conduzione dell'imbarcazione, di virate e spostamenti, di salvataggi ed autosalvataggi, di traini ed eskimi, di appoggi sull'onda in una bella zona di risacca tra gli scogli... l'elevato livello tecnico dei partecipanti ci ha permesso di affinare alcune manovre di base, di studiare le migliori strategie di gestione del gruppo e di perfezionare gli interventi più efficaci in caso di incidente...
Non ho mai riso così tanto durante i salvataggi assistiti!!!
Ogni giorno a pranzo avevamo l'occasione di confrontarci sulle esperienze maturate (molti vantano un curriculum canoistico da far invidia ai migliori formatori!) e di approfondire anche a livello teorico le tecniche appena eseguite in acqua... la pioggia, il vento ed il freddo non hanno intimidito nessuno e se non fosse stata per la superba pizza napoletana con la burrata 'ncoppa saremmo rimasti fino a sera a rollare tra le onde!
La buona riuscita del corso è stata garantita anche dalla splendida accoglienza che ci ha riservato Tiziana del Centro Canoa, mettendoci a disposizione un magazzino per il rimessaggio dei kayak con spogliatoi, docce e spazi chiusi per le lezioni teoriche. Meglio di così non poteva andare!

Everybody smiling despite the rain: form the right Massimo, Antonio, Cesare, Danilo, Jonathan e Massimo!
Paddling along the rocky coast...
Rough launching from the slipway on Nervi harbour...
Six good three star paddlers around me :-)
Breaking waves, perfect place for practising low braces, rescues and rolling!
Showing one of the so many different rescues...
T-rescue of a brand new Rockpool kayak...
Eskimo rescue in a perfect Y position...
Last towing with so much fun!!!
Last part of the course: everybody in!!!
The second 3 star course we run in Genoa Nervi last weekend was very "british": first day under the rain, second day with a typical "four seasons in one day" weather and third day, luckily, with a full spring warm temperature.
We spent a lot of time eating at the near Neapolitan restaurant because they made a very tasty pizza. We also spent some time on the water practising edging and leaning, moving sideways and turning, rolling and rescuing, towing and low braces on a perfect soupe zone among the rock-clifves... all the participants were very good 3 star paddlers so we had the opportunity non only to refresh the sillabus but also to go ahead... sharing experince is always a good chance to improve our own skills and this course was the perfect example of a great exchange of practise and knowledge!
The good result of the course has also been guaranteed from the very good welcome of Tiziana, owner of the Canoe Center: she let us used her store so we had a indoor place for kayaks, cold showers for people and a room for theoretical lesson. Nothing should be better!

lunedì 31 marzo 2014

Exceptional rescue of a zebra on Maggiore Lake

... a volte capitano cose strane in kayak...


... sometimes strange things happen in a kayak...

giovedì 27 marzo 2014

Palermo Super Star

Ero molto emozionata, per il mio primo corso 3 stelle BCU da insegnante. Al tempo stesso attratta dalla novità ed intimidita dalla responsabilità. Talmente coinvolta da sfogliare gli appunti e ripassare la lezione anche durante la breve trasferta in aereo. Arrivata a Palermo, i timori sono svaniti: è stato sufficiente incontrare Vincenzo Stuppia per sentirmi a casa, a terra ed in acqua. Quando poi sono giunti tutti gli altri, è iniziata una festa durata tre giorni.
Le emozioni, così, sono cresciute a dismisura!

Vincenzo practising the "flat head" excercise!
L'accoglienza non poteva essere più calorosa: i primi abbracci all'aeroporto, la prima cena in un delizioso locale etnico, le prime chiacchiere nel cucinino della cohouse di Dario. Le giornate sono state piene non solo di kayak, di mare e di sole, ma anche di frequenti scorribande nella gastronomia siciliana, tra cannoli, iris e cassate quando eravamo in vena di dolci e panini con la milza, pane e panelle e spaghetti al nero di seppia quando invece indulgevamo sui salati.

The wonderful sea kayak school in Palermo Arenella...
What a lucky woman: a red sea kayak for me!
Starting the course...
L'incontro con i kayaker era fissato per la prima mattina di venerdì al bellissimo porticciolo della Lega Navale dell'Arenella: l'acqua era fredda e la temperatura resa ancor più bassa dalle risorgive di acqua dolce che contribuiscono a mantenere i colori vivaci ed intensi. Il sole ci ha tenuto compagnia a lungo e si è ritirato dietro una coltre nuvolosa innervosita dalle raffiche di vento soltanto l'ultimo giorno.
Una breve presentazione è stata seguita dai primi esercizi di riscaldamento: è così iniziato il divertimento!

Warm up with a Greenland paddle
More games with paddles...
Run in pairs!
L'imbarco dal pontile di legno offre subito l'occasione di sperimentare differenti tecniche di entrata ed uscita dal kayak: con una base nautica del genere, seguire alla lettera il syllabus BCU è stato facilissimo.
Lo specchio d'acqua antistante si allarga fino al porto di Palermo ed il breve tratto di costa rocciosa è punteggiato di grotte e scogli affioranti: è il luogo ideale per praticare le virate in movimento, per imparare il timone di prua e per affinare la tecnica groenlandese della pagaiata in fila indiana (ribattezzata per l'occasione "fila Inuit"!).


Il molo che si protende in mare ha permesso al Mammut di osservare dall'alto della sua posizione privilegiata tutte le manovre eseguite in acqua: ha assistito ormai a talmente tanti corsi da non sbagliare più nessun giudizio (le mancava solo il megafono per essere un formatore più che perfetto!).
Si è sempre respirata un'aria di grande intesa tra la folta schiera di partecipanti: sei iscritti al corso (Rosanna, Giuseppe, Toni, Leonardo, Pietro e Silvio) più due "osservatori" (Andrea e Dario) che, già forti del brevetto tre stelle, sono stati contenti di fare un ripasso generale. Vincenzo e Mauro sono stati due assistenti infaticabili, soprattutto nel documentare con foto e video le fasi più esilaranti del corso (non ne ricordo un altro con un così alto numero di immagini e filmati: la scelta è stata difficilissima!).

Clear water despite the harbour so near...
Il momento clou è arrivato con gli spostamenti laterali, ad un tempo e continui. Prima abbiamo impostato la manovra, studiato la posizione corretta del corpo, della pagaia e del kayak, reso efficace lo scivolamento sull'acqua dell'imbarcazione. Poi abbiamo usato una serie di giochi in acqua, individuali e di gruppo, per interiorizzare le conoscenze acquisite: il divertimento accresce l'apprendimento ed il bambino che è in noi riprende a ridere di gusto. Forse è per questo che lo spostamento laterale è la mia manovra prediletta...

A well coordinated draw stroke
Sculling one against the other
Il secondo giorno è stato dedicato in parte alle lezioni teoriche di navigazione, lettura della carta nautica e di sicurezza in mare, ed in parte ai salvataggi e ai recuperi in acque profonde. Nonostante le basse temperature e la totale mancanza di mute stagne, tutti si sono immersi più volti nell'acqua gelata, sono rientrati in kayak nelle maniere più disparate e hanno sperimentato le diverse tecniche di risalita autonoma o assistita. Il rientro alla cow-boy è quello che diverte sempre di più, specie quando le onde sollevate dal vento rendono la manovra instabile ed impegnativa: le migliori soddisfazioni arrivano quando le gambe si infilano di nuovo nel pozzetto!

Reading and discussing the syllabus...
Planning and navigation sessions...
Group awarness: from theory to practise...
Il terzo giorno, infine, si è riempito di traini e rolling. La novità del traino di contatto ha reso le esercitazioni molto interessanti: ognuno ha sperimentato le tecniche di assistenza e salvataggio di un compagno in difficoltà in modi sempre diversi, arrivando presto a capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ogni intervento. Abbiamo lavorato soprattutto sulla rapidità di esecuzione della manovra e quando siamo passati all'uso della cima di traino, il vento teso della giornata ci ha offerto l'occasione di testare l'efficacia sia dei traini contro vento che a favore di vento, sia semplici che in linea. Il traino di due kayak zatterati ha ovviamente generato episodi assai spassosi...

Rolling and rescue
Contact tows
C'è stato per Mauro e me anche un quarto giorno. Terminato il corso con ottimi risultati, sia per gli allievi (tutti promossi) che per gli insegnanti (ricoperti di feedback positivi, alcuni quasi imbarazzanti), ci siamo dedicati alla visita della città: Vincenzo e Dario sono dei ciceroni impagabili e col Mammut abbiamo visitato Monreale, la Cuba arabo-normanna, il centro storico... fermandoci spesso per rifocillare le nostre stanche membra e scoprendo che il valore aggiunto di vivere in una città di mare è impareggiabile!

Lunch time with brioche&ice-cream
Cannoli for everybody to celebrate the 3 star sea kayak award!
Our last lunch in Palermo with tipical "meusa"!
Imperdibile la visita a Mondello della casa-museo di Leonardo De Chiara, uno dei padri del kayak da mare italiano e uno dei più illustri costruttori amatoriali di kayak groenlandesi. La sua passione trapela da ogni parola e le spiegazioni tecniche, sempre avvincenti, possono continuare ore ed ore senza mai annoiare l'uditorio. Tra modellini, kayak da navigazione, pagaie in uso ed in esposizione, Leo ha raccolto negli anni una collezione davvero invidiabile. I motivi per andare a Palermo sono sempre tanti e tutti ottimi!
Non vediamo l'ora di tornarci e per nostra fortuna il prossimo incontro non è lontano: dal 17 al 19 maggio per il primo corso istruttori FICK di kayak&surfski!!!

Power transfer!
Zen kayakers!
Mauro and Leonardo in his house-museum...
This was my first BCU 3 star sea kayak award as assessor.
I was thrilled expecially for the location: Palermo is a wonderful city, the Sea Kayak Trinacria nautical center is a perfect place to run a course and the weather in Sicily was excactly what we needed for the 3 star conditions: sunny, bit windy and waves as enough!
Six students on the water, more two 3 stars who wanted to refresh their knowledge, more two assistants around me: I never ever was part of a such well recorded course, with hundreds of pictures and videos showing the good feeling, funny excercises and the tasty food we share every day!
We are extremely grateful to our good friend Vincenzo Stuppia for hosting us: we are so happy to come back soon, in May 2014 for a new course for Italian coaches in kayak and surfsky! I'm very looking forward to consolidate this special realtionship in Palermo as well as to 
repeat the experience running other 3 star sea kayak awards around Italy...

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