IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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30 luglio 2017

In ricordo di Henry...

Henry Weir era un amico.
Era uno scozzese, un kayaker, un grande amante della birra. Era un compagno di viaggio ideale.
Adesso non c'è più, stroncato in pochi giorni da un tumore ai polmoni...


Ci ricorderemo sempre delle sue creative trovate d'ingegno.
Come quando si lanciava in kayak all'arrembaggio delle barche a vela di passaggio urlando a gran voce "Do you have any beer?!?"
Come quando ci svegliava in piena notte lamentandosi che la "fabbrica delle onde" l'aveva sommerso e a noi serviva qualche minuto per capire che l'onda anomala provocata da un traghetto aveva inondato il suo bivacco, steso accanto al kayak un po' troppo vicino alla battigia...
Come quando inventava cantilene estemporanee che poi diventavano il tormentone del viaggio: "Dove c'è gente c'è strada, dove c'è strada c'è casa, dove c'è casa c'è pub, dove c'è pub c'è BIRRA!!!


Ci ha lasciato tanti ricordi e tante emozioni, di sicuro ci ha reso più ricchi da quando l'abbiamo conosciuto. Anche perché era uno scozzese sui generis e se non lo controllavi a vista pagava sempre tutto lui!
Abbiamo avuto la fortuna di condividere con lui tanti momenti gioiosi. Perché Henry era così: sapeva rendere la vita gioiosa.


Ci piace ricordarlo con la canzoncina che aveva scritto, composto ed interpretato per uno dei viaggi in kayak che abbiamo compiuto insieme nel Mediterraneo:
"I'm going down to the Sea,
My kayak and paddle and me.
I'm going East, I'm going West,
'cause kayaking is the best!"


Ciao Henry: "ci vediamo quando ci vediamo".

31 maggio 2017

Coaching on tour: 4* training in Lefkada, Greece!

Venerdì 26 maggio 2017 - 20° giorno di viaggio
Mikros Gialos - Meganisi - Mikros Gialos, Lefkada (12 km)
Vento NW 5-8 nodi (F2-3) - mare da poco a mosso - 21°C
Il giorno di riposo è stato utile per ricaricare le energie e predisporci al cambio di cappello: da questo momento non siamo più solo viaggiatori ma anche insegnanti.
Comincia oggi il corso di tre giorni della British Canoeing per diventare guide 4 stelle ed apprendere tutte le tecniche necessarie per condurre in sicurezza un gruppo di pagaiatori in escursioni di uno o più giorni. Si tratta di un brevetto rilasciato dalla federazione inglese e riconosciuto a livello internazionale: appena concluso il mio tirocinio per diventare 4 stelle provider, ho pubblicato un annuncio sul blog e sui social network per ringraziare gli insegnanti e gli amici che mi hanno sostenuto durante il lungo percorso formativo. George Gazetas è stato il primo a rispondere, non solo per farmi i complimenti, ma anche per invitarmi a tenere subito un corso qui in Grecia!
Ci eravamo conosciuti per caso l'estate passata a Tinos, mentre noi eravamo alle prese con le ultime settimane del viaggio intorno alle Isole Cicladi e lui era sull'isola per un solo giorno in compagnia della madre. E' stato un incontro del tutto fortuito che ha fatto nascere una bella amicizia. Siamo stati molto contenti di ricevere l'invito ed abbiamo subito raccolto l'offerta di organizzare un corso sull'isola di Lefkada.
E' un corso del tutto particolare perchè, nel pieno rispetto del syllabus inglese, noi abbiamo dovuto calibrare le prime tappe del viaggio sull'appuntamento preso con George: siamo arrivati con un giorno di anticipo ed abbiamo avuto tutto il tempo per indossare la "divisa" da insegnanti.
Col cappello da coach ben calcato sulla testa abbiamo così ripreso il mare.
In compagnia di quattro allievi ben motivati e ben preparati, provenienti non solo dalla Grecia ma anche dalla Norvegia: Panos vive a Ioannina, nel nord della Grecia continentale, ed è un atleta della disciplina olimpica della canoa da discesa (quella su cui si pagaia in ginocchio ed in equilibrio precario mentre si scendono torrenti d'acqua bianca); Panagiotis è un ateniese che per passione fa la guida rafting sui fiumi greci e che da qualche tempo si è appassionato anche al kayak da mare; George è un giovane violinista specializzato nella musica popolare greca e, appena finito il servizio militare, è tornato a pagaiare; Henriette è una intrepida ragazza di Oslo che ha scoperto il kayak l'estate passata proprio a due passi da qui, sull'isola di Cefalonia. Sono stati tutti allievi di George e hanno tutti seguito il preliminare corso 3 stelle con lui in varie località della Grecia.
Oggi ci conosciamo e siamo tutti un po' nervosi: io perchè sono al mio primo training 4 stelle e loro perchè non sanno ancora bene cosa aspettarsi...


Sabato 27 maggio 2017 - 21° giorno di viaggio
Mikros Gialos - Rouda Bay - Mikros Gialos, Lefkada (6 km)
Vento N-NW 6-10 nodi (F2-3) - mare poco mosso - 20°C
Prendiamo subito l'abitudine di fare colazione tutti insieme: è un'ottima occasione per pianificare la giornata e per alleggerire l'atmosfera. Sono bastate poche battute in varie lingue europee per creare un clima disteso ed allegro, sia a terra che in acqua, e già da ieri mattina si sono alternate prove di tecnica e sonore risate, che hanno riempito la baia in cui siamo per il momento sistemati.
Le previsioni meteorologiche ci permettono di giocare nei giardini di roccia della costa alta e scoscesa che caratterizza sia il tratto meridionale di Lefkada che la costa occidentale di Meganisi, un'altra piccola isola dell'arcipelago delle Ioniche. Andiamo alla scoperta di grotte e passaggi segreti in cui sperimentare le migliori tecniche possibili per manovrare il kayak in sicurezza senza urtare su scogli affioranti e per imparare a controllare barca e pagaia in perfetta sincronia con le onde del mare. E' tutto un ribollire di schiuma lungo la scogliera ma nessuno sembra intimorito e di certo fanno buon gioco i coloratissimi kayak in polietilene forniti da George. Io pagaio per la prima volta dall'inizio del viaggio su un kayak diverso dal Voyager e scopro con un misto di piacere e raccapriccio che il modello Etain della Valley è instabile e scalpitante come un puledro di razza.
Il corso prevede una parte sulla navigazione pratica e decidiamo di traversare sulla vicina isoletta di Meganisi non appena il piccolo braccio di mare si riempie di ondine bianche: sfruttiamo il vento in poppa per l'andata, così da capire bene come usare la deriva, e pagaiamo contro vento al ritorno, così da imparare meglio come rendere la pagaiata in avanti efficiente e veloce.
Le condizioni meteo-marine sono perfette per praticare anche tutte le manovre di auto-salvataggio e di salvataggio assistito e per diverse ore le acque turchesi e trasparenti dell'ampia Baia di Rouda si colorano di kayak capovolti: è stato molto emozionante vedere la partecipazione dei bagnanti che hanno applaudito i primi eskimi ben eseguiti e le altre manovre praticate più e più volte dagli allievi.
Quando è arrivato il momento dei traini si sono tutti molto immedesimati nella situazione e le prove di assistenza ad un compagno in difficoltà sono risultate sempre molto veloci ed efficaci.
Prendiamo anche subito l'abitudine di cenare tutti insieme: è un'altra ottima occasione per ripensare alla giornata trascorsa in acqua, per rivedere tutte gli esercizi di destrezza e soprattutto per continuare a scambiarsi opinioni interessanti e curiose sulla nostra comune passione per il kayak da mare.
E' anche un'occasione d'oro per provare la cucina locale: George entra subito in confidenza con il titolare di uno dei ristoranti sul lungo mare e bastano poche frasi per accrescere l'entusiasmo del cuoco-pescatore, che ci porta in visita guidata alle cantine e ci mostra i cinque congelatori ricolmi di pesce surgelato e di giganteschi esemplari di polpi e calamari.
Le serate in taverna finiscono sempre con un bicchiere di tzipouro, che qui è realizzato con le uve pregiate della qualità Tzabella, aromatica e profumata, perfetta per conciliare il nostro sonno sulla spiaggia di ciottoli...


Domenica 28 maggio 2017 - 22° giorno di viaggio
Agios Ioannis - Skala - Agios Ioannis, Lefkada (16 km)
Vento E-NE 6-10 nodi (F2-3) - mare mosso - 20°C
Oggi dobbiamo spostarci verso la costa nord dell'isola.
Le previsioni meteo annunciano soltanto una brezza leggera e noi invece abbiamo bisogno di venti forti per concludere in bellezza il training 4 stelle. I ragazzi hanno pianificato, come parte del corso relativo alla navigazione e alla conduzione del gruppo, un trasferimento con l'auto ed il carrello di George: 50 minuti di tornanti e strade sconnesse per raggiungere la città di Lefkada e la spiaggia dei mulini a vento. Non a caso ci sono cinque mulini in questo breve tratto di costa.
Il vento prevalente da nord abbraccia l'isola, scende lungo le sue scogliere e crea per noi le condizioni ideali per continuare a pagaiare in mare mosso. Appena in acqua cominciamo ad esercitarci sulla leadership: ci sono dei kite-surfer che, inseguendo il vento, fanno volare tra le onde le loro vele colorate e noi studiamo subito il modo migliore per prendere il mare ed uscire dalla zona di surf.
L'ultimo giorno del corso è dedicato alle varie tecniche di controllo del gruppo: sia durante la breve traversata verso il capo prominente a sud della baia che durante l'escursione lungo la costa rocciosa e frastagliata, ci dedichiamo a risolvere i più svariati inconvenienti, dalla rottura del kayak alla perdita del tappo di un gavone, dalla simulata lussazione di un spalla alla gestione del mal di mare, dal traino di un compagno affaticato allo sbarco in emergenza sulle rocce.
Dopo qualche ora di scenari via via più complessi, raggiungiamo una piccola spiaggia di ciottoli incastrata tra le varie frane provocate, ci confermano i ragazzi greci, dal terremoto che ha interessato l'isola di Lefkada nel novembre di due anni fa. C'è ancora traccia di un sentiero costiero e ci sono un paio di bagnanti che leggono e riposano tra i massi precipitati dalla montagna. Noi ci ripariamo all'ombra di un macigno che deve ancora diventare scoglio e prendere posizione in mare. L'intervallo del pranzo è dedicato ad alcuni argomenti teorici del corso, compresa una interessante discussione sul contenuto del kit di riparazione per il kayak e per il kayaker!
Torniamo al punto di imbarco in perfetto orario: George è lì che ci aspetta, di ritorno dalla sua trasferta al vicino aeroporto per ricevere Peter Jones, l'insegnante inglese invitato a tenere il corso di navigazione costiera. Non appena finiamo di caricare i kayak sul carrello e saliamo in auto, comincia a piovere tutta l'acqua sino a quel momento trattenuta dai corpulenti cumulonembi che corrono lungo la costa greca.
Quando torniamo alla base, troviamo Mauro e Peter che stanno già socializzando e che grazie alla terza birra media hanno appena inventato un nuovo orario, specifico per questo momento conclusivo della giornata: beer o'clock!


Lunedì 29 maggio 2017 - 23° giorno di viaggio
Mikros Gialos - Mikros Gialos, Lefkada (0 km)
Vento W 5-8 nodi (F2-3) - mare calmo - 21°C
E' giunto il momento del corso sulla navigazione costiera.
Si tratta di uno dei pre-requisiti per accedere all'esame finale del 4 stelle e diventare guida in ambiente di mare mosso. E' un corso teorico di un'intera giornata e prevede sia lo studio della carte nautiche che la pianificazione di un'escursione giornaliera, tenendo conto tanto delle previsioni meteorologiche quando delle tabelle di marea. Trattandosi di un brevetto riconosciuto a livello internazionale, infatti, si deve acquisire padronanza nella gestione delle correnti di marea, poco frequenti nel Mar Mediterraneo ad eccezione di alcuni luoghi specifici come lo stretto di Messina, di Kalkida e di Gibilterra, ma molto frequenti negli oceani che lambiscono gli altri continenti.
Io sono coinvolta nel corso di Coastal Navigation and Tidal Planning perchè sto terminando il tirocinio per diventare Provider CNTP e poter così tenere il corso in piena autonomia. Il sistema elaborato dalla British Canoeing è molto complesso ed articolato, ma anche molto ben strutturato ed organizzato secondo moduli progressivi e condivisi: ogni insegnante segue un programma specifico e dettagliato, sempre sotto la supervisione di un altro insegnante più qualificato, così da apprendere un metodo didattico valido e professionale. Peter Jones mi chiede di introdurre la sessione relativa al tempo meteorologico e di coadiuvarlo nella successiva sessione sullo studio delle correnti di marea.
Anche George Gazetas è coinvolto nel corso perchè molto termini tecnici e nautici richiedono spesso una traduzione dall'inglese al greco (talvolta passando anche per l'italiano).
L'intera giornata è dedicata alla navigazione teorica e la stanchezza non tarda a farsi sentire, anche più di quella cumulata in una giornata passata in mare a pagaiare. In più, i ragazzi greci devono guidare per diverse ore per poter tornare nelle rispettive città di residenza e anche George deve rientrare alla sua base ad Arta, a poco meno di due ore di strada da Lefkada. Di comune accordo, quindi, decidiamo di interromperci soltanto per una veloce pausa pranzo e di concludere il corso non oltre le cinque del pomeriggio.
A cena restiamo solo in cinque e ci sentiamo un po' soli senza le battute di Panos o gli intermezzi musicali di George o le abitudini di Panagiotis, che è solito bere la birra da un piccolo bicchiere di vino e tutta in un sorso solo. Ordiniamo i piatti tipici della taverna e stavolta scegliamo di condividerli in due grandi portate comune, ricolme di mezedes, una sorta di antipasti che ben rappresentano le migliori pietanze greche, come la feta al forno, i calamari fritti e la crema di melanzane, la mia preferita, tanto che a fatica lascio agli altri commensali la possibilità di assaggiare poche cucchiaiate di questa speciale emulsione vegetale...


Martedì 30 maggio 2017 - 24° giorno di viaggio
Mikros Gialos - Syvota - Mikros Gialos, Lefkada (11 km)
Vento W-NW 8-12 nodi (F3-4) - mare da poco mosso a mosso - 22°C
Peter ha colto l'occasione del corso di navigazione per prendersi qualche giorno di vacanza.
Dal piccolo e tranquillo paesino di Mikros Gialos si sposta di pochi chilometri per trasferirsi nella più rinomata e turistica località di Vasiliki, nella baia omonima incassata nell'ampio golfo a sud-ovest di Lefkada. In principio pensava, da buon inglese, di trovare un autobus di linea, ma dopo aver raccolto qualche informazione dai gestori dell'albergo, capisce che la stagione non è ancora iniziata e non sono stati attivati i collegamenti pubblici tra i due villaggi costieri. Ha poi individuato un sentiero tra la macchia mediterranea che, con qualche deviazione e molti tornanti, raggiunge la strada principale, dove forse è possibile intercettare il pulman che arriva dalla città di Lefkada. Alla fine è George ad avere l'idea migliore: andarci via mare, ovviamente in kayak!
Organizziamo così il trasferimento.
Partiamo appena dopo colazione, solo in quattro perchè George è dovuto rientrare alla base.
Henriette ha pianificato l'escursione, studiando sia il percorso che la distanza, e si è subito offerta di trainare durante il viaggio di ritorno il kayak usato da Peter.
La giornata si annuncia soleggiata e tranquilla, con venti deboli da ovest, poco frequenti da queste parti. Appena fuori dalla Baia di Rouda, però, capiamo che il vento, per quanto moderato, in questo tratto dell'isola segue la costa rocciosa e frastagliata e crea numerosi ed inaspettati vortici. Quando poi il sole cresce nel cielo azzurro, e per la prima volta da giorni completamente libero da nuvole, allora la brezza leggera diventa un bel vento teso che, neanche a dirlo, è perfettamente contrario alla nostra rotta. Ci ostacola e rallenta al punto che, dapprima decidiamo di entrare nel vicino golfo di Syvota per una breve sosta, e infine capiamo di dover modificare completamente i nostri programmi.
Peter è il primo a suggerire di interrompere la navigazione proprio nel porticciolo turistico di Syvota, per non dover faticare controvento per chissà quante altre ore. Accogliamo la proposta di buon grado e troviamo subito una valida alternativa: un pranzo di arrivederci nella taverna più caratteristica del paese, il vecchio frantoio del 1908 abbandonato nei primi anni Cinquanta ma ristrutturato nel 1996, e da allora aperto al pubblico proprio davanti al nuovo molo di attracco delle numerosissime barche a vela che, chissà perchè, rientrano a frotte proprio insieme a noi. Mentre consumiamo le nostre insalate e sorseggiamo le nostre birre, ci godiamo anche lo spettacolo delle manovre di ancoraggio di provetti capitani delle più diverse nazionalità, inglesi, irlandesi, scozzesi, svizzeri e svedesi.
Sulla via del ritorno è proprio Peter a notare una delle insegne più "spiritose" dei tanti (e forse troppi) locali affacciati sul lungo mare, qualcuno addirittura dotato di un aspirante "butta-dentro", sempre pronto a tessere le lodi della sua cucina. Noi risaliamo satolli nei nostri kayak ma anche un po' tristi perchè è giunto il momento di salutare un altro membro del gruppo: Peter continua a piedi e noi pagaiamo verso "casa".
L'ultima cena è apparecchiata solo per tre ma le chiacchiere continuano a riempire la notte: sempre e solo di kayak, parliamo, per ore ed ore, senza stancarci mai...


Mercoledì 31 maggio 2017 - 25° giorno di viaggio
Mikros Gialos - Mikros Gialos, Lefkada (0 km)
Vento NW 9-11 nodi (F3-4) - mare mosso - 23°C
Abbiamo iniziato la nostra sosta nella Baia di Rouda con un giorno di riposo per prepararci ai corsi di kayak. Concludiamo il nostro soggiorno a Lefkada con un altro giorno di riposo per elaborare tutte le emozioni che hanno riempito quest'ultima settimana.
Per la prima volta dal nostro arrivo a Mikros Gialos non puntiamo la sveglia. Aspettiamo che sia il sole ad entrare in tenda e a mandarci arrosto: è anche la prima volta che fa veramente caldo.
Visto il pessimo risultato dell'esperimento con lo shampoo secco (che spediremo a casa col primo pacco di "preziosi ritrovamenti"!) ci decidiamo ad entrare in acqua fino al ginocchio e a lavarci i capelli a testa in giù con lo shampoo marino: stavolta l'effetto è proprio quello desiderato!
Siamo pronti per farci scattare la fotografia ricordo con le magliette che George ci ha regalato, non appena lui torna per recuperare sia i due kayak usati per la trasferta a Syvota che l'avventurosa Henriette, che ha ancora a disposizione qualche altro giorno di vacanza. Si imbarcano insieme al fido e pacifico cane Archontis sul traghetto delle 11,30 da Lefkada per Cefalonia e qualche decina di minuti dopo che l'auto ed il carrello hanno lasciato la "nostra" spiaggia vediamo il profilo lontano della piccola nave bianca che transita proprio appena fuori dal "nostro" golfo.
Adesso siamo rimasti davvero soli.
A parte i due turisti rumeni che pagaiano avanti e indietro sui loro due kayak, attrezzati per la pesca e su cui per diverse ore hanno provato ad installare una vela di fortuna; e a parte i due ragazzi bulgari che si stendono a prendere il sole a due passi dai nostri kayak, proprio nello stesso posto in cui si sono sistemati ieri ed il giorno prima; e a parte ovviamente la gentilissima signora poliglotta che ci accoglie nel suo ristorante, che ormai sentiamo anche un pochino nostro.
Ricominciamo con una colazione che inizia alle undici del mattino e si protrae fino alle sei del pomeriggio: siamo tutti presi dall'inviare la relazione sul corso 4 stelle, completando il circostanziato report on-line sul sito della British Canoeing e preparando le valutazioni per gli allievi, e quasi non ci accorgiamo del tempo che vola via.
Siamo molto contenti dell'esperienza fatta durante il viaggio, del corso organizzato "on the way" e delle nuove amicizie strette grazie al kayak. Siamo anche molto soddisfatti delle giornate trascorse in acqua insieme ad altri appassionati della pagaia e del proficuo scambio di esperienze che tutti noi abbiamo avuto in queste giornate spese in mare. Siamo davvero felici di avere ritrovato George e Peter e di avere conosciuto Henriette, Jorgos, Panos e Panagiotis e siamo più che sicuri che avremo presto altre occasioni per pagaiare di nuovo insieme...
E' proprio così che ci piacerebbe vivere sempre: viaggiare, insegnare e parlare di kayak!

05 maggio 2017

... che il viaggio abbia inizio...

Domenica scorsa abbiamo lasciato Legnano. Abbiamo trascorso qualche giorno a Latina per salutare amici e parenti. Ne abbiamo approfittato anche per prendere gli ultimi accordi con Raffaele e Lucia, che sabato prossimo ci accompagneranno a Bari per imbarcarci alla volta della Grecia.


Per questo viaggio lasciamo la Mauromobile in Italia, affidata alle cure di Raffaele e di Sergio: questo ci faciliterà nel caso avessimo bisogno di modificare il porto del rientro da Igoumenitsa a Patrasso.
Probabilmente fino al nostro rientro questo blog sarà in vacanza e potrete seguirci sul blog dedicato al nostro nuovo viaggio estivo: https://peloponnesokayaktour2017.blogspot.it

27 aprile 2017

Corso Istruttori FICT: prima sessione del 22-25 aprile 2017

Si è svolta lo scorso fine settimana la prima sessione del Corso Istruttori Marini FICT.
Sono stati quattro giorni dedicati alla diffusione della cultura del kayak da mare, alla promozione della competenza tecnica e didattica e alla divulgazione della pratica in sicurezza delle varie discipline di pagaia.
Il responsabile dell'Accademia della Canoa della Federazione Italiana Canoa Turistica, Arcangelo "Gengis" Pirovano, aveva tempo addietro invitato sia Mauro che me a far parte della commissione di formazione, insieme ad altri validi formatori fluviali e marini: ci siamo così ritrovati con amici vecchi e nuovi a lavorare nelle acque turchesi ed attraenti della bella costa rocciosa di Bergeggi, in provincia di Savona, sul versante ligure di ponente.
Enrico Brentana ha svolto con la solita professionalità la parte del corso dedicata alla preparazione atletica, prospettando in più riprese i vari esercizi necessari per prevenire gli infortuni e per rafforzare la struttura muscolare: abbiamo lavorato sia sul remo-ergometro che sul panchetto che sulla sfera (e con tanti altri strumenti ginnici), ampliando lo spettro degli esercizi propriocettivi necessari al kayaker marino che voglia migliorare le proprie conoscenze e competenze.
Chiaretta Aldeni ha svolto con incredibile puntualità il tema del trattamento della paura, come emozione che definisce il nostro rapporto con la realtà esterna e che in alcune circostanze può provocare stress: avere messo a disposizione la sua formazione di altissimo livello sviluppata nell'ambito dell'associazione EMDR ha ulteriormente arricchito tutti i partecipanti al corso.
Giuseppe De Bernardi ha coadiuvato l'attività dei formatori sia in acqua che a terra e, forte della sua preparazione tecnica e didattica, ha immediatamente instaurato un rapporto proficuo ed aperto con tutti i partecipanti: la sua passione per il kayak e per il mare, unita alla sua grande competenza marinara di velista di lungo corso, ha permesso a tutti di confrontarsi e di migliorare...

Il primo corso FICT per istruttori marini a Bergeggi
Mauro Ferro e Arangelo Gengis Pirovano introducono il lavoro
Enrico Brentana al lavoro sul remoergometro
I partecipanti testano le proprie capacità sui vari strumenti predisposti da Enrico Brentana
Chiaretta Aldeni catalizza l'attenzione di tutti i partecipanti!

Al corso istruttori marini FICT si sono iscritti in 18: hanno partecipato alla prima sessione in 16.
Sono arrivati non solo da Bergeggi ma anche da Chioggia (Venezia), Preganziol (Treviso), Laveno Mombello (Varese), Chiari (Brescia) e Cagliari, attraversando il Tirreno per raggiungere il continente.
Sono giovani non ancora ed appena maggiorenni, appassionati meno giovani e tante donne, cinque su 16, che è una media davvero invidiabile per un corso istruttori, spesso disertato dalle donne in kayak.
Sono studenti liceali ed universitari, impiegati, ingegneri, segretarie, autisti, educatori, religiosi, geologi, allenatori e guide escursionistiche ambientali: tutti motivati dalla voglia di migliorare e tutti uniti dalla passione per il kayak e per il mare. Sono stati capaci di instaurare sin dal primo giorno un clima disteso e collaborativo, di confronto continuo e di scambio di esperienze e di competenze.
Come sempre accade, i livelli di preparazione tecnica erano molto diversi ma, come raramente accade (ma è sempre molto bello quando accade!), sono stati tutti ben disposti gli uni verso gli altri per aiutarsi a crescere insieme e a fare gruppo.
Tutti i formatori hanno sempre accompagnato i partecipanti in mare, seguendoli da vicino in ogni momento del corso, sia quando hanno praticato e affinato le varie manovre di conduzione dell'imbarcazione, sia quando si sono concentrati sulla conduzione del gruppo in sicurezza in condizioni di mare formato: ci sono stati tanti momenti di inclusione, confronto e condivisione che hanno accresciuto la preparazione e la passione di tutti noi...

Lezioni di gruppo sulla tecnica di insegnamento
Diversi approcci alla didattica
L'ingresso in acqua seguito da Giuseppe De Bernardi
Anche Gengis sale in kayak per seguire le lezioni in acqua
Il gruppo si imbarca ed inizia a lavorare prima che entrino anche i formatori...

Il corso è rivolto ai pagaiatori marini che hanno maturato una certa esperienza e che sono interessati ad acquisire le competenze necessarie per insegnare in sicurezza la conduzione del kayak da mare.
Nell'auspicabile quanto necessaria esigenza di uniformare i brevetti rilasciati dai vari enti italiani, abbiamo inteso proporre un corso analogo a quello che avevamo già avuto occasione di organizzare qualche anno fa grazie alla collaborazione con Vincenzo Stuppia e con la Lega Navale di Palermo Arenella. Il programma didattico ed il metodo di svolgimento non differisce da quello per Istruttori di secondo livello FICK ed è stato alleggerito soltanto della parte teorica relativa al primo soccorso (perché tutti gli iscritti hanno già conseguito o stanno per conseguire il brevetto di assistente bagnante e/o di BLSD) e alle altre discipline di pagaia (perché tutti i partecipanti sono già assidui praticanti di kayak sit-on-top, canoa canadese e kayak fluviale). Speriamo che le trattative tra i vari enti riprendano presto e che giungano in tempi ragionevoli ad una equiparazione ragionata dei titoli che può solo far bene al movimento del kayak da mare italiano.
Per la realizzazione di questo corso è stata fondamentale la collaborazione della Pro-Loco di Bergeggi e della locale associazione Geologiaspasso che hanno curato la logistica in tutti i dettagli, dalla sede in riva al mare con docce calde e bar sulla spiaggia fino alla ospitalità dei formatori e soprattutto alla gestione del momento di convivialità più importante: la cena serale!
Questo l'articolo uscito sulla stampa locale, seppur con qualche inesattezza...

L'imbarco in un giorno più uggioso degli altri...
Il confronto sulle diverse tecniche di salvataggi assistiti
Una delle soluzioni adottate per risolvere il "tutti in acqua"!
Un accenno di temporale tra tanti sorrisi di kayaker divertiti
Il saluto dei delfini al mattino del primo giorno e quello delle velelle alla sera dell'ultimo!

Il corso è stato incentrato prevalentemente sulle varie modalità di insegnamento e di apprendimento, inserendo moduli teorico-pratici modulati dal Level 1 Coach della British Canoeing e adatti a migliorare le tecniche didattiche. Imparare ad insegnare non è così scontato per chi è capace di andare in kayak da mare: non lo è nei grandi atleti capaci di vincere medaglie olimpiche e non lo è nei pagaiatori di lunga data, gli uni e gli altri talvolta troppo concentrati sulle proprie competenze personali per essere capaci di traferire ad altri le proprie conoscenze. Il bravo insegnante di kayak da mare deve invece sapere riconoscere le esigenze specifiche dell'allievo che ha di fronte e scegliere il metodo didattico più appropriato per accrescere le sue capacità: sono qualità proprie dell'insegnante l'empatia, la positività e la creatività ed ognuna di queste doti può essere affinata e perfezionata al fine di diventare dei bravi maestri formatori, capaci di appassionare altri alla nostra stessa passione e soprattutto capaci di diffondere la cultura del kayak da mare divertendosi in sicurezza.
I commenti raccolti dai partecipanti al termine della prima sessione sono stati tutti molto positivi e ci hanno confermato la validità del metodo proposto: ora ci aspetta la seconda parte del corso, da sviluppare durante la stagione estiva seguendo il percorso di auto-formazione, di studio individuale sia a terra che in acqua, di tirocinio sotto la guida di un tutor e di elaborazione di una tesina su uno degli argomenti scelti durante i colloqui finali.
C'è ancora molto da fare e tutti siamo consapevoli che c'è sempre qualcosa di nuovo da imparare: come ha detto Chiaretta Aldeni durante la sua lezione "fino alla bara sempre s'impara"!