Prometto che appena riprendo a pagaiare cambio discorso e smetto (almeno per un po') di scrivere soltanto di libri e DVD.
Ma i tre video didattici di Gordon Brown meritano davvero!
Avevo già letto il suo libro "Sea kayak - a manual for intermediate & advanced sea kayakers", regalatomi da un compagno di corso di non so più quanti anni fa. E' stata una di quelle preziose letture che mi hanno aiutato a capire qualcosa di più non solo di kayak ma anche di inglese, riuscendo a sgrossare un po' la ruggine scolastica che da sempre appesantisce il mio povero bagaglio anglofono.
Capire la cadenza scozzese di Gordon Brown è invece tutt'altra cosa, e nonostante parliate un inglese fluente può risultare ostica e straniante (difficile anche per i madrelingua, come mi hanno più volte confermato degli amici inglesi, di cui per pudore e rispetto manterrò il più stretto anonimato!).
Però vale la pena di mettersi d'impegno a guardare i suoi tre DVD, magari col telecomando in una mano per mettere in pausa al momento dello sconcerto linguistico e col dizionario nell'altra per andare alla ricerca dei vocaboli più strambi...
Se il libro in alcune sue parti risulta ormai un po' datato, risalendo al "lontano" 2006, i tre DVD sono invece molto attuali, aggiornati e con le più recenti tecniche di conduzione dell'imbarcazione, di salvataggi e traini e di sicurezza in mare. Quest'ultimo aspetto è trattato con particolare riguardo agli sbarchi sulle rocce trattati nel secondo DVD e alla navigazione in mare formato affrontato in maniera approfondita e professionale nel terzo DVD.
Anche se si rischia di perdere qualche concetto, le immagini aiutano a seguire il filo del discorso e le riprese da più angolazioni permettono di riflettere sulle varie possibilità di esecuzione di ogni singola manovra, dalla pagaiata in avanti alle virate nelle correnti di marea, dagli auto-salvataggi ai salvataggi assistiti.
Tutti i DVD hanno vinto diversi premi e hanno una struttura simile ed accattivante, mescolando le stimolanti sessioni didattiche di Gordon con spettacolari escursioni lungo la costa scozzese, con una chicca d'eccezione nel secondo DVD: un estratto della prima traversata all'isola di St. Kilda nel 1965.
Seguendo i vari link inseriti in questo post si possono acquistare, scaricare oppure vedere solo alcuni filmati a scelta tra i tanti disponibili.
Il primo volume introduce la pagaiata in avanti, le virate, le manovre nelle correnti di marea ed in acque mosse: le brevi escursioni si arricchiscono di momenti speciali, come quello in cui Gordon inizia a cantare all'interno di una grotta.
Il secondo volume offre molte dimostrazioni pratiche, divertenti esercizi di equilibrio e soprattutto tanti suggerimenti su come risolvere gli errori più comuni commessi in kayak, specialmente durante i momenti concitati degli sbarchi. Particolare enfasi è posta sull'uso corretto della cima di traino, che può essere modificata nella sua lunghezza, sia per rispondere meglio alle esigenze del momento che per adattarsi alla perfezione ai diversi tipo di traino che si è scelto di svolgere.
Il terzo volume è quello più tecnico, dedicato a quattro diversi argomenti, uno per ciascun video: come comportarsi in situazioni di emergenza e come interagire con la Guardia Costiera, anche in caso di recupero dall'elicottero; come imparare a navigare, anche di notte, seguendo i consigli di Franco Ferrero, l'autore dell'utilissimo manuale "Sea kayak navigation"; come imparare ad eseguire il rolling in piscina e poi in acqua mossa, seguendo una progressione didattica morbida ed efficace; ed infine come allestire il nostro kit di primo soccorso, seguendo i consigli dell'esperto Rowland Woollwen.
Una summa davvero imperdibile, specie nella conclusione di Gordon: "I hope you've fun, as we have!"
IL BLOG DI TATIYAK
Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro
Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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30 marzo 2016
28 marzo 2016
In equilibrio sull'acqua e Hips: la tecnica della canoa fluviale di Francesco Salvato
Ho da poco ricevuto e subito letto e guardato i lavori didattici di Francesco Salvato, il suo bel libro tecnico "In equilibrio sull'acqua" ed i due volumi del DVD "Hips: how to improve your personal skills". Insieme, rappresentano la perfetta sintesi della tecnica della canoa fluviale spiegata da un grande maestro con una trentennale esperienza di insegnamento alle spalle: i due DVD sono un buon riassunto del libro, ed il libro è un ottimo manuale per approfondire ogni argomento.
Si capisce subito che sono stati studiati, pensati e realizzati con grande impegno e che dietro c'è stata una sapiente regia: sono stati realizzati proprio per "accompagnare a conoscere il fiume, le sue dinamiche e la tecnica moderna per affrontare in controllo e sicurezza l'acqua mossa", come recita la copertina del secondo volume del DVD Hips. Ed è anche lodevole come Francesco riesca a tradurre la sicurezza in serenità: è un vero piacere vederlo pagaiare in fiume, eseguire traghetti con estrema padronanza, entrare in corrente ed in morta con eleganza e destrezza, in perfetto equilibrio sull'acqua!
Con sorpresa, mi sono accorta di avere già una copia della prima edizione del libro e, tutt'altro che contrariata, mi ha fatto molto piacere mettere a confronto le due versioni. Non soltanto perché nella seconda del 2014 ho trovato, nel capitolo dedicato al kayak da mare, una bella pagina sugli Inuit, "Il popolo del sorriso", scritto dall'amico e maestro marino Emanuele Matteri - a riprova che la cultura dei popoli artici è conosciuta, condivisa e valorizzata dai tanti appassionati e praticanti di canoa e kayak. Ma anche perché mi è piaciuto curiosare tra i vari capitoli (11 nella seconda edizione, appena 4 nella prima) per scovare differenze ed analogie: gli argomenti sono rimasti pressoché invariati, solo con una leggero cambiamento nella successione dei temi trattati; sono anche scomparsi, o sono stati semplicemente ridotti, molti dei disegni che accompagnavano la prima edizione, ma in compenso nella seconda sono aumentate le fotografie, anche a piena pagina, alcune di straordinaria bellezza. Il tutto a vantaggio di una scrittura sapiente che ben spiega ogni aspetto della canoa fluviale, dando un chiaro segnale di quel constante lavoro di correzione e rifinitura che contraddistingue ogni grande maestro.
Ho avuto la fortuna di conoscere Francesco ad un aggiornamento "a secco" per il maestri formatori FICK nel lontano mese di dicembre 2013. Quell'unico incontro è stato sufficiente per farmi apprezzare la carica vitale, l'innata simpatia ed empatia (ben più rara della prima!) e la competenza tecnica che quello "spilungone sorridente" è in grado di trasmettere a tutti i suoi interlocutori.
Francesco non è un maestro improvvisato, il suo curriculum è lungo e ben articolato, ricco di grandi esperienze sui fiumi dei cinque continenti. Sono molto interessanti, a titolo di esempio, i capitoli del libro dedicati alla preparazione tecnica, che a fatica si trovano in altri manuali tecnici. Sono ben fatti i due DVD, che pure strutturati in capitoli (6 il primo volume e 5 il secondo volume) affrontano tutto lo scibile canoistico: l'attrezzatura, i preliminari, le basi della tecnica, i fondamentali in acqua piatta, l'eskimo e l'allenamento in Hips 1, ed in Hips 2 l'idrodinamica, la sicurezza, le manovre, la tecnica evoluta in acqua mossa ed il free style, "la tendenza del terzo millennio per usare il fiume come terreno di gioco ed eseguire figure acrobatiche e spettacolari".
Mi colpisce sempre la differente terminologia usata in fiume ed in mare: punta per prua, coda per poppa, pancia per chiglia, corda per cima, curva per virata. Ma è il chiaro indizio della grande specializzazione raggiunta in ogni singola disciplina di pagaia. Ancor di più, mi ha colpito qualche differenza concettuale nell'esecuzione di alcune manovre, come l'appoggio basso ed alto realizzato con uno spostamento continuo della pala sull'acqua (mentre in mare si lavora con un unico colpo eseguito all'ortogonale del pozzetto), e non ultimo le varie definizioni di eskimo date da Francesco: a C, quando per noi marini è in appoggio alto con uscita sul ponte posteriore, a L quando invece è eseguito in appoggio basso come nello "storm roll", per non parlare dell'eskimo con le mani, visto che lo stile groenlandese ci offre una tecnica completamente diversa! L'aggancio resta la grande manovra di discrimine tra la canoa fluviale ed il kayak marino, perché il contesto ambientale è talmente diverso da imporre non solo diversi termini ma anche tecniche differenti...
Spero di avere modo di discuterne con Francesco alla prima occasione "in acqua", perché la lettura del libro e la visione dei due DVD mi hanno fatto tornare la voglia, che giù avevo espresso in quel primo memorabile incontro, di fargli visita in Val Pellice per seguire con lui delle sessioni tematiche, magari su quei traghetti tanto utili anche in mare, per affrontare con cognizione di causa le famigerate, divertenti e stimolanti correnti di marea. A presto in acqua!
Trovate tutte le informazioni utili sul bel sito di Free Flow Kayak nella pagina denominata shop.
"In equilibrio sull'acqua" - Ed. Free Flow Kayak - 245 pagine, 32€ (+2€ di spedizione postale)
"Hips volume 1" - anno 2009, 80 minuti - 24€
"Hips volume 2" - anno 2010, 80 minuti - 24€ (i due DVD insieme al costo di 39€)
Si capisce subito che sono stati studiati, pensati e realizzati con grande impegno e che dietro c'è stata una sapiente regia: sono stati realizzati proprio per "accompagnare a conoscere il fiume, le sue dinamiche e la tecnica moderna per affrontare in controllo e sicurezza l'acqua mossa", come recita la copertina del secondo volume del DVD Hips. Ed è anche lodevole come Francesco riesca a tradurre la sicurezza in serenità: è un vero piacere vederlo pagaiare in fiume, eseguire traghetti con estrema padronanza, entrare in corrente ed in morta con eleganza e destrezza, in perfetto equilibrio sull'acqua!
Con sorpresa, mi sono accorta di avere già una copia della prima edizione del libro e, tutt'altro che contrariata, mi ha fatto molto piacere mettere a confronto le due versioni. Non soltanto perché nella seconda del 2014 ho trovato, nel capitolo dedicato al kayak da mare, una bella pagina sugli Inuit, "Il popolo del sorriso", scritto dall'amico e maestro marino Emanuele Matteri - a riprova che la cultura dei popoli artici è conosciuta, condivisa e valorizzata dai tanti appassionati e praticanti di canoa e kayak. Ma anche perché mi è piaciuto curiosare tra i vari capitoli (11 nella seconda edizione, appena 4 nella prima) per scovare differenze ed analogie: gli argomenti sono rimasti pressoché invariati, solo con una leggero cambiamento nella successione dei temi trattati; sono anche scomparsi, o sono stati semplicemente ridotti, molti dei disegni che accompagnavano la prima edizione, ma in compenso nella seconda sono aumentate le fotografie, anche a piena pagina, alcune di straordinaria bellezza. Il tutto a vantaggio di una scrittura sapiente che ben spiega ogni aspetto della canoa fluviale, dando un chiaro segnale di quel constante lavoro di correzione e rifinitura che contraddistingue ogni grande maestro.
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Il manuale tecnico ed i due DVD... |
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L'introduzione del capitolo dedicato al kayak da mare... |
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Il penultimo capitolo dedicato alla preparazione tecnica... e l'ultimo è altrettanto interessante! |
Francesco non è un maestro improvvisato, il suo curriculum è lungo e ben articolato, ricco di grandi esperienze sui fiumi dei cinque continenti. Sono molto interessanti, a titolo di esempio, i capitoli del libro dedicati alla preparazione tecnica, che a fatica si trovano in altri manuali tecnici. Sono ben fatti i due DVD, che pure strutturati in capitoli (6 il primo volume e 5 il secondo volume) affrontano tutto lo scibile canoistico: l'attrezzatura, i preliminari, le basi della tecnica, i fondamentali in acqua piatta, l'eskimo e l'allenamento in Hips 1, ed in Hips 2 l'idrodinamica, la sicurezza, le manovre, la tecnica evoluta in acqua mossa ed il free style, "la tendenza del terzo millennio per usare il fiume come terreno di gioco ed eseguire figure acrobatiche e spettacolari".
Mi colpisce sempre la differente terminologia usata in fiume ed in mare: punta per prua, coda per poppa, pancia per chiglia, corda per cima, curva per virata. Ma è il chiaro indizio della grande specializzazione raggiunta in ogni singola disciplina di pagaia. Ancor di più, mi ha colpito qualche differenza concettuale nell'esecuzione di alcune manovre, come l'appoggio basso ed alto realizzato con uno spostamento continuo della pala sull'acqua (mentre in mare si lavora con un unico colpo eseguito all'ortogonale del pozzetto), e non ultimo le varie definizioni di eskimo date da Francesco: a C, quando per noi marini è in appoggio alto con uscita sul ponte posteriore, a L quando invece è eseguito in appoggio basso come nello "storm roll", per non parlare dell'eskimo con le mani, visto che lo stile groenlandese ci offre una tecnica completamente diversa! L'aggancio resta la grande manovra di discrimine tra la canoa fluviale ed il kayak marino, perché il contesto ambientale è talmente diverso da imporre non solo diversi termini ma anche tecniche differenti...
Spero di avere modo di discuterne con Francesco alla prima occasione "in acqua", perché la lettura del libro e la visione dei due DVD mi hanno fatto tornare la voglia, che giù avevo espresso in quel primo memorabile incontro, di fargli visita in Val Pellice per seguire con lui delle sessioni tematiche, magari su quei traghetti tanto utili anche in mare, per affrontare con cognizione di causa le famigerate, divertenti e stimolanti correnti di marea. A presto in acqua!
Trovate tutte le informazioni utili sul bel sito di Free Flow Kayak nella pagina denominata shop.
"In equilibrio sull'acqua" - Ed. Free Flow Kayak - 245 pagine, 32€ (+2€ di spedizione postale)
"Hips volume 1" - anno 2009, 80 minuti - 24€
"Hips volume 2" - anno 2010, 80 minuti - 24€ (i due DVD insieme al costo di 39€)
26 marzo 2016
100 giorni in kayak - un libro da leggere d'un fiato!
Mentre curiosavo su internet alla ricerca di testi utili per il nostro prossimo viaggio estivo, ho trovato un titolo che mi era già capitato di appuntare tempo addietro e che ha attirato nuovamente la mia attenzione. C'è il kayak, di mezzo, ovviamente!
"100 giorni in kayak" è un bel libro scritto a quattro mani da Fabrizio Trivella, che ha pagaiato lungo le coste italiane nel 2013, e da Anna Maria Guldoni, che da casa ha seguito il viaggio, pubblicato le fotografie ed aggiornato la pagina facebook "Fabrizio gira l'Italia".
Amante della vita all'aria aperta e canoista autodidatta, Fabrizio si è cimentato con un'avventura intrigante per tutti gli appassionati di kayak da mare: circumnavigare lo stivale. Dopo un allenamento in canoa "quasi tutti i giorni, qualche volta anche con il brutto tempo", è partito da San Terenzo, nel Golfo di La Spezia, e dopo 100 giorni esatti, molte soste forzate a causa del mare grosso e tantissimi piatti di pasta asciutta, è arrivato felice e sorridente a Trieste.
Ha navigato con un kayak in polietilene munito di "stabilizzatori gonfiabili", utilizzati in un paio di occasioni (sarei curiosa di capire come), anche se, nei pressi di Ansedonia, non gli hanno risparmiato una caduta in mare, perché "poco prima di approdare un'onda traversa mi ha rovesciato..."
Nel libro traspare la gioia di mettersi in viaggio, di scoprire nuovi orizzonti, di incontrare altre persone. E anche l'apprensione di affrontare mare mosso e temporali, l'irritazione delle lunghe attese per una schiarita, l'ansia di chi segue da casa ogni piccola variazione del programma.
La cosa che più colpisce ed emoziona, comunque, è l'accoglienza ricevuta durante il viaggio: in ogni tappa, Fabrizio conosce persone del posto, gestori di stabilimenti balneari, mamme di famiglia, giornalisti locali e pescatori al lavoro, tutti incontri fatti di coincidenze fortuite e fortunate. C'è sempre una corsa all'ospitalità e Fabrizio non dimentica nessuno, racconta ogni episodio, scrive tutti i nomi. Soprattutto, ringrazia sempre chi gli permette di sistemarsi per il pernottamento e di usufruire dei servizi del campeggio organizzato e chi alla fine gli riserva una inaspettata sorpresa.
E' un viaggio in compagnia, tutt'altro che in solitaria!
Che viene sottolineato anche sul retro della copertina: "un diario di bordo che è anche una guida del Bel Paese dal mare, tra natura, storia e cultura dell'accoglienza".
"100 giorni in kayak": Edizione Giacchè - 174 pagine, 16.00€. Buona lettura
"100 giorni in kayak" è un bel libro scritto a quattro mani da Fabrizio Trivella, che ha pagaiato lungo le coste italiane nel 2013, e da Anna Maria Guldoni, che da casa ha seguito il viaggio, pubblicato le fotografie ed aggiornato la pagina facebook "Fabrizio gira l'Italia".
Amante della vita all'aria aperta e canoista autodidatta, Fabrizio si è cimentato con un'avventura intrigante per tutti gli appassionati di kayak da mare: circumnavigare lo stivale. Dopo un allenamento in canoa "quasi tutti i giorni, qualche volta anche con il brutto tempo", è partito da San Terenzo, nel Golfo di La Spezia, e dopo 100 giorni esatti, molte soste forzate a causa del mare grosso e tantissimi piatti di pasta asciutta, è arrivato felice e sorridente a Trieste.
Ha navigato con un kayak in polietilene munito di "stabilizzatori gonfiabili", utilizzati in un paio di occasioni (sarei curiosa di capire come), anche se, nei pressi di Ansedonia, non gli hanno risparmiato una caduta in mare, perché "poco prima di approdare un'onda traversa mi ha rovesciato..."
Nel libro traspare la gioia di mettersi in viaggio, di scoprire nuovi orizzonti, di incontrare altre persone. E anche l'apprensione di affrontare mare mosso e temporali, l'irritazione delle lunghe attese per una schiarita, l'ansia di chi segue da casa ogni piccola variazione del programma.
La cosa che più colpisce ed emoziona, comunque, è l'accoglienza ricevuta durante il viaggio: in ogni tappa, Fabrizio conosce persone del posto, gestori di stabilimenti balneari, mamme di famiglia, giornalisti locali e pescatori al lavoro, tutti incontri fatti di coincidenze fortuite e fortunate. C'è sempre una corsa all'ospitalità e Fabrizio non dimentica nessuno, racconta ogni episodio, scrive tutti i nomi. Soprattutto, ringrazia sempre chi gli permette di sistemarsi per il pernottamento e di usufruire dei servizi del campeggio organizzato e chi alla fine gli riserva una inaspettata sorpresa.
E' un viaggio in compagnia, tutt'altro che in solitaria!
Che viene sottolineato anche sul retro della copertina: "un diario di bordo che è anche una guida del Bel Paese dal mare, tra natura, storia e cultura dell'accoglienza".
"100 giorni in kayak": Edizione Giacchè - 174 pagine, 16.00€. Buona lettura
21 marzo 2016
BCU Level 3 Coach training: session 7 in Portofino!
Dopo un mese esatto dall'incontro a Seiano con i miei compagni di corso Eva-Lotta e Trenk, ho organizzato una nuova sessione con gli "allievi sperimentali volontari" per mettere in pratica tutti i loro suggerimenti.
Lo scorso fine settimana abbiamo lavorato in una cornice unica, a Niasca, una delle calette suggestive che circondano il promontorio di Portofino, nella zona di levante dell'Area Marina Protetta.
L'incontro è stato possibile grazie alla fattiva e preziosa collaborazione di Outdoor Portofino, un centro di sport acquatici ed attività di educazione ambientale che ha una sede davvero invidiabile.
Il gruppo di allievi è stato particolarmente attivo, con competenze ed esperienze diverse e con la curiosità che spinge tanti a mettersi in gioco per migliorare. Gli argomenti trattati sono stati molto vari, dalle pagaiate circolari agli spostamenti laterali statici e con abbrivio, dal timone di prua alle varie tecniche per le timonate di poppa, dalla pagaiata in avanti all'inclinazione dello scafo per rendere le virate più efficaci.
Dal canto mio, sono riuscita a focalizzare meglio l'attenzione su ciascun singolo allievo, ad individuare più facilmente le caratteristiche soggettive di ciascuno e a lavorare molto più del solito sui fondamentali (postura, connessione con lo scafo, catena cinetica e sensibilità in acqua). Inoltre, ho corretto l'errore che spesso commettevo di spostarmi troppo durante le lezioni, mentre stavolta sono riuscita a mantenere una posizione centrale dalla quale osservare e coordinare le sessioni individuali.
E' stato un fine settimana molto intenso, che ci ha regalato anche lunghi momenti di relax, sia durante la prima colazione nella piazzetta centrale di Portofino, con un nulla osta speciale della polizia municipale per poter arrivare al mare con l'auto ancora carica di kayak, sia durante la bellissima escursione guidata fino a San Fruttuoso (trovata aperta proprio nella giornata nazionale del FAI), con le dotte spiegazioni di Angelo sui relitti disseminati lungo la costa, sulle gesta eroiche degli abitanti locali e sul curioso conglomerato di Portofino.
Siamo rientrati abbronzati e soddisfatti e le risposte positive degli "allievi sperimentali" mi stimolano ad approfondire ulteriormente il lavoro didattico in vista del prossimo incontro con il mio mentore Lee Polley a fine aprile nel Devon, in Inghilterra.
p.s. un ringraziamento particolare a quelle due coppie di motociclisti che hanno fatto un lungo pic-nic sulla spiaggia e che hanno pensato bene di lasciare poi la busta dell'immondizia appesa alla ringhiera, delegando a noi l'onere di compiere l'immane fatica di portarla fino al bidone di Paraggi, appena due curve più in là! Grazie di avere lasciato il mare pulito!
Time is flying. One month later the last meeting in Naples with my buddy paddler Eva-Lotta and Trenk, I've organized a new session with more "experimental students" for my Level 3 Coach training to put in practise all their suggestions and feedbacks.
Last week-end we were so lucky to work in a really wonderful place, Portofino, well-known to be one of the best rocky coast-line all around Italy, near a Protective Marine Area.
The meeting was possible thanks to the valuable cooperation of Outdoor Portofino, a sea kayak center that promotes water sports and environmental education activities.
The group of students was very dynamic and pro-active, interested in working on different strokes and tecniques to develop their individual skills and competences. They asked me to improve paddling forward and turning, moving sideways like sculling draw and hanging draw, bow rudders and stern rudders (from long and high angle to push and pull rudder), edging and leaning and recovering.
I was pretty happy to spend enough time in observation and analysis, to find a right position on the water to lead the session and controll the students, to develop a good individualisation. I changed a little bit my usual coaching style approach and I tryed to be more focused on the fundamentals, like correct posture, connectivity, power transfer and feel. The feedbacks from "experimental students" were enthusiastic because this is a very new coaching system here in Italy.
The week-end was long enough to give us the chance to relax for a breakfast on a sea side in Portofino, with a special pass from the local police to reach the harbour by car - usually forbidden. We also took advantage by a guided sea kayak trip along the rocky coast-line around the peculiar village of San Fruttuoso. We came back home with a good suntan and a big smile too.
I'm now looking forward to meet Eva-Lotta and Trenk together with our mentor Lee Pooley in late April in Devon - UK: what a challenging and interesting plan we have!
p.s. a special thank to that double couple of bikers who spent the lunch time on the beach and then left the rubbish hanging on the railing, leaving us the enormous task to take it to the nearest trash can, just two hundred metres far... thank you for making the sea a cleanest place!
Lo scorso fine settimana abbiamo lavorato in una cornice unica, a Niasca, una delle calette suggestive che circondano il promontorio di Portofino, nella zona di levante dell'Area Marina Protetta.
L'incontro è stato possibile grazie alla fattiva e preziosa collaborazione di Outdoor Portofino, un centro di sport acquatici ed attività di educazione ambientale che ha una sede davvero invidiabile.
Il gruppo di allievi è stato particolarmente attivo, con competenze ed esperienze diverse e con la curiosità che spinge tanti a mettersi in gioco per migliorare. Gli argomenti trattati sono stati molto vari, dalle pagaiate circolari agli spostamenti laterali statici e con abbrivio, dal timone di prua alle varie tecniche per le timonate di poppa, dalla pagaiata in avanti all'inclinazione dello scafo per rendere le virate più efficaci.
Dal canto mio, sono riuscita a focalizzare meglio l'attenzione su ciascun singolo allievo, ad individuare più facilmente le caratteristiche soggettive di ciascuno e a lavorare molto più del solito sui fondamentali (postura, connessione con lo scafo, catena cinetica e sensibilità in acqua). Inoltre, ho corretto l'errore che spesso commettevo di spostarmi troppo durante le lezioni, mentre stavolta sono riuscita a mantenere una posizione centrale dalla quale osservare e coordinare le sessioni individuali.
E' stato un fine settimana molto intenso, che ci ha regalato anche lunghi momenti di relax, sia durante la prima colazione nella piazzetta centrale di Portofino, con un nulla osta speciale della polizia municipale per poter arrivare al mare con l'auto ancora carica di kayak, sia durante la bellissima escursione guidata fino a San Fruttuoso (trovata aperta proprio nella giornata nazionale del FAI), con le dotte spiegazioni di Angelo sui relitti disseminati lungo la costa, sulle gesta eroiche degli abitanti locali e sul curioso conglomerato di Portofino.
Siamo rientrati abbronzati e soddisfatti e le risposte positive degli "allievi sperimentali" mi stimolano ad approfondire ulteriormente il lavoro didattico in vista del prossimo incontro con il mio mentore Lee Polley a fine aprile nel Devon, in Inghilterra.
p.s. un ringraziamento particolare a quelle due coppie di motociclisti che hanno fatto un lungo pic-nic sulla spiaggia e che hanno pensato bene di lasciare poi la busta dell'immondizia appesa alla ringhiera, delegando a noi l'onere di compiere l'immane fatica di portarla fino al bidone di Paraggi, appena due curve più in là! Grazie di avere lasciato il mare pulito!
Breakfast in Portofino in the sunshine |
The peculiar Outdoor Portofino center, a "tipical" dépendance built under the street and upon a river... |
The location in really amazing! |
Saturday was a warm sunny day... |
and Sunday was instead little bit more cloudy! |
We were really lucky to be there: right place at the right moment! |
Time for paddling along the rocky coast-line: do you know the special conglomerate of Portofino? |
Short break in San Fruttuoso |
Last week-end we were so lucky to work in a really wonderful place, Portofino, well-known to be one of the best rocky coast-line all around Italy, near a Protective Marine Area.
The meeting was possible thanks to the valuable cooperation of Outdoor Portofino, a sea kayak center that promotes water sports and environmental education activities.
The group of students was very dynamic and pro-active, interested in working on different strokes and tecniques to develop their individual skills and competences. They asked me to improve paddling forward and turning, moving sideways like sculling draw and hanging draw, bow rudders and stern rudders (from long and high angle to push and pull rudder), edging and leaning and recovering.
I was pretty happy to spend enough time in observation and analysis, to find a right position on the water to lead the session and controll the students, to develop a good individualisation. I changed a little bit my usual coaching style approach and I tryed to be more focused on the fundamentals, like correct posture, connectivity, power transfer and feel. The feedbacks from "experimental students" were enthusiastic because this is a very new coaching system here in Italy.
The week-end was long enough to give us the chance to relax for a breakfast on a sea side in Portofino, with a special pass from the local police to reach the harbour by car - usually forbidden. We also took advantage by a guided sea kayak trip along the rocky coast-line around the peculiar village of San Fruttuoso. We came back home with a good suntan and a big smile too.
I'm now looking forward to meet Eva-Lotta and Trenk together with our mentor Lee Pooley in late April in Devon - UK: what a challenging and interesting plan we have!
p.s. a special thank to that double couple of bikers who spent the lunch time on the beach and then left the rubbish hanging on the railing, leaving us the enormous task to take it to the nearest trash can, just two hundred metres far... thank you for making the sea a cleanest place!
Ubicazione:
Niasca, Portofino - Italia
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