IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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domenica 24 aprile 2016

Il nuovo viaggio di Nathalie ed Alain Antognelli

I nostri amici Nathalie ed Alain Antognelli hanno preparato una nuova lunga avventura in kayak e bicicletta.
Questa mattina, domenica 24 aprile 2016, le previsioni meteo sono favorevoli ed è il gran giorno: sono partiti dalla Société Nautique de Monaco.
Il viaggio prevede di andare da Monaco ad Atene via mare, oltre 3000 km di navigazione in kayak lungo le coste italiane e poi dell'Adriatico orientale.
E già questo è un programma niente male!
Ma loro non si fermeranno in Grecia: l'obiettivo che si sono prefissati è quello di proseguire su due ruote fino in Cina, lungo la millenaria Via della Seta, così da poter trascorrere l'inverno con le comunità nomadi della Mongolia. Poi continueranno sulla rotta per la Siberia: 20.000 km di pura avventura, in coppia negli spazi infiniti dell'Asia russa...

Nathalie
Alain
Hanno un sito "storico" (http://www.phototeam-nature.com/), un sito multilingue dedicato al nuovo viaggio (www.the-route.com) ed una pagina facebook (Nathalie Antognelli): fanno foto strepitose e hanno una rara capacità di entrare in sintonia con le persone che incontrano sul loro cammino.
Nathalie ci ha scritto qualche settimana fa per entrare in contatto con i kayaker italiani e noi siamo stati ben contenti di aiutarli.
Se vi dovesse capitare di avvistarli lungo costa, non perdete l'occasione di pagaiare insieme a loro per un tratto più o meno lungo, perché hanno sempre tante storie da raccontare.
Sono due persone straordinarie che fanno cose fuori dall'ordinario! E con una passione travolgente e coinvolgente!
Bon voyage, nos amis

venerdì 22 aprile 2016

BCU 3* course in Venice: what a wonderful location!

Venezia è una delle più belle città del mondo!
C'è una luce particolare che avvolge i campanili, una luminosità singolare che ricopre la laguna, un colore del tutto speciale che tinge l'acqua che scorre tra calli e canali. Venezia è unica.
Ero molto contenta dell'idea di tenere un corso 3 stelle BCU a Venezia e quando Marco e Renè di VeniceKayak hanno finalmente formalizzato l'invito ho cominciato a rileggere per l'ennesima volta la Venezia magica e misteriosa di Corto Maltese e Hugo Pratt per calarmi nell'atmosfera...
Ma tutto è andato oltre le mie più rosee aspettative: i tramonti, la luna piena, i panni stesi nei sestrieri, i traghetti coi posti a sedere sotto il livello dell'acqua, il silenzio delle corti, il fascino dei ristorantini locali, il dialetto musicale, l'odore dei primi alberi in fiore, i gatti neri, i mattoni rossi, le albe invitanti. E la marea! E le grandi navi, che disturbano tutto e tutti. E la compagnia allegra dei padroni di casa che mi hanno coccolata per tre giorni consecutivi!
Insomma, tutto lasciava presagire un corso coi fiocchi!

La sede nautica di VeniceKayak sull'Isola della Certosa... 
Giovanni, Christian, Loretta e Alberto già tutti sorridenti, con Marco che fa capolino...
I primi esercizi di destrezza tra le briccole della laguna...
La fiducia nel compagno durante le prove di paddle-presentation...
Il comodo bar dove dopo la colazione ci siamo trattenuti per la parte teorica sulla navigazione...
E tutto è stato confermato: quattro allievi molto motivati ed un assistente in acqua che ha reso il mio lavoro molto più rilassante e divertente del solito. Grazie alla presenza di Marco in kayak e di Renè in sandolino abbiamo scoperto gli angoli più nascosti e affascinanti dell'Isola della Certosa, dove VeniceKayak ha la base nautica: il deposito è ampio e dotato di comodi spogliatoi, nel parco della Certosa ci sono servizi pubblici con docce calde (perfette dopo lunghe giornate di esercizi in acqua), la rastrelliera ricolma di kayak è sistemata nei pressi del lungo molo in legno e per raggiungerla si percorre un ombreggiato vialetto profumato dei primi fiori di campo.
L'escursione di marea crea condizioni ideali per praticare tutte le manovre ed il traffico a motore genera un interessante moto ondoso: c'è sempre un po' di brezza e per trovare onde più grandi basta attendere il passaggio di qualche traghetto. Tutti gli allievi hanno dimostrato un buon controllo dell'imbarcazione e si sono esibiti in auto-salvataggi molto fantasiosi ed esilaranti: non ricordo di avere mai riso così tanto, né di avere imparato così tanto durante un corso!
Venezia è davvero una città speciale: e speciale diventa ogni corso che vi si tiene!

domenica 17 aprile 2016

BCU Level 3 Coach training: session 10 with special students...

L'ultima sessione del mio tirocinio per il Level 3 Coach non poteva concludersi in maniera migliore!
Anche se le due giornate sul Lago Maggiore sono state particolarmente uggiose, grigie e piovigginose come non capitavano da tempo, la compagnia in acqua è stata eccellente e le lezioni si sono svolte in maniera davvero speciale, complice la triplice lingua usata in kayak, italiano, inglese e francese.
Denyse è arrivata da Zurigo ed il suo amico Jean-Claude da un paesino francese vicino al confine: per un po' Denyse mi ha aiutato a tradurre, ma ben presto non è stato più necessario, complice sia la comprensione basilare dell'italiano da parte di Jean-Claude che le mie vaghe reminiscenze della lingua d'oltralpe quando studiavo ai corsi serali dell'Istituto di cultura francese di Napoli.
Mentre Andrea sperimentava in totale autonomia e con gran divertimento le diverse andature del suo Baidarka con un assetto sempre differente, sfruttando il carico posto a prua o a poppa e la leggera brezza che intanto increspava il lago, Mauro ed Henry decidevano di andare a fare una pagaiata di tutto relax in cerca della solita birra in un localino verso sud.
Denyse e Jean-Claude, invece, da bravi "allievi sperimentali volontari", si buttavano a capofitto nell'argomento prescelto ed iniziavano a lavorare in maniera individuale sulla pagaiata in avanti, per meglio comprendere le sottili e pur fondamentali differenze tra pagaia moderna e groenlandese, che entrambi usano in maniera alternata ed egregia...

Denyse concentrata su uno dei primi esercizi...
Jean-Claude soddisfatto di avere trovato una risposta alle mie tante domande!
Enrico determinato a sviscerare ogni segreto dell'appoggio!
Enrico è arrivato Brescia e ha dormito sul lago: la domenica ci siamo ritrovati da soli perché la pioggia aveva indotto tutti gli altri a rientrare prima del previsto. Con lui abbiamo lavorato sia sugli spostamenti laterali che sugli appoggi. Sono rimasta molto colpita dalla sua determinazione: nonostante le ancora basse temperature del lago, non ha avuto alcun timore a capovolgersi ripetutamente per perfezionare ogni singola manovra.
Dopo averlo incontrato all'ultimo aggiornamento federale di San Felice Circeo, è stato per me molto interessante tornare a confrontarmi in maniera approfondita con un istruttore tanto motivato: grazie alle sua profonda conoscenza della preparazione atletica sottesa alla disciplina del kayak da mare, abbiamo potuto affrontare ogni manovra da diversi punti di vista, sia tattico che tecnico ma anche fisico e psicologico!
E' stato un incontro molto proficuo, una sfida impegnativa che sono stata contenta di affrontare proprio all'ultimo appuntamento prima dell'incontro con il mio mentore Lee Pooley, previsto per la prossima settimana nel Devon: non vedo l'ora di confrontarmi anche con lui sulle tante scoperte didattiche che ho avuto occasione di fare in questi ultimi mesi.
Sono state lunghe e belle settimane piene di tante sessioni diverse con "allievi sperimentali volontari" sempre nuovi, tutti entusiasti di ricevere da me non già delle risposte ma piuttosto delle domande, così da poter elaborare in proprio ogni nozione sulle varie manovre scelte: grazie alla preziosa collaborazione di così tanti allievi io ho imparato tantissimo!

giovedì 14 aprile 2016

BCU Level 3 Coach training: session 9 in Cerro di Laveno...

E' stato un altro fine settimana dedicato al mio tirocinio da Level 3 Coach BCU: un altro incontro con "allievi sperimentali volontari" sconosciuti, appassionati e molto motivati.
Paola e Max sono arrivati da Parma e spero che ritornino anche il prossimo fine settimana: è sempre molto interessante lavorare con persone tanto interessate a migliorare le proprie capacità di andare in kayak!
Fabio e Sandro, invece, sono due amici del Canoa Club Fluviale che conosciamo da tempo perché ci è spesso capitato di incontrarci nella piscina comunale di Legnano durante gli allenamenti invernali di rolling.
Pensare a delle sessioni dedicate per due pagaiatori di estrazione fluviale è stato doppiamente stimolante, sia perché ogni tecnica andava "adattata" ad una imbarcazione per loro nuova, più lunga e meno manovriera, e sia perché sul lago, come in mare, quando non c'è da gestire la corrente tipica del fiume, ogni movimento in canoa va pensato prima ancora di essere eseguito in una maniera del tutto differente...
E' stato molto istruttivo, per me prima ancora che per loro, spiegare ogni cosa in chiave marina, derivandola ed affiancandola dal fluviale per analogia o per opposizione... specie quando siamo arrivati all'inclinazione dello scafo e al controllo della direzione. C'è stato bisogno di lavorare quasi più sull'inconscio che sulla tecnica, ma alla fine l'esame intrinseco di ogni singola fase della manovra ha dato i suoi frutti.
Ed è stato tutto molto entusiasmante, come sempre capita in kayak!

Il primo incontro in spiaggia di sabato mattina...
Al lavoro sulla pagaia in avanti, con osservazione e analisi delle esigenze individuali...
Lavoro di coppia per confronto e analisi reciproca...
Fabio e Sandro indossano il cappello da kayaker marini!
It was one more week-end dedicated to my BCU Level 3 Coach training: one more meeting with unknown "experimental students", all of them very passionated and motivated.
Paola and Max has driven for three hours to come from Parma and I really hope they both can come back next week-end too: it's always a big pleasure to work with such interested students.
Fabio and Sandro, on their side, are two white water paddlers and we usually meet each other in the pubblic swimming pool in our town Legnano to practise roll and rescues 
during the winter season.
This coaching session was particularly tricky for me due to the fact that I've had to ask them to change their mind every time they wanted to practise a stroke, passing from river kayak to sea kayak "way of life"!. Sea kayak is longer and less maneuverable than a river kayak and using the edge is completely different if you're paddling in a flow or in a no-tidal sea zone. The session dedicated to edging controll and turning was pretty interesting for me (hopefully for the students as well) because we had to use in a different way the concepts of breaking in and breaking out, ferry gliding and at least also bracing and recovering... It was a pretty special session dedicated more to the unconscious stage of learning and it was a psycological task I really enjoyed.

lunedì 4 aprile 2016

BCU Level 3 Coach training: session 8 in Genoa Nervi...

Un'altra interessante sessione didattica con nuovi "allievi sperimentali volontari" liguri.
Grazie alla collaborazione di Luisa Casu e di Canoaverde, lo scorso fine settimana abbiamo lavorato nelle acque incredibilmente limpide del porticciolo turistico di Genova Nervi, una delle più belle città di mare italiane.
C'è stata un gran via vai di ogni tipo di imbarcazione a remi e a motore, in una delle prime vere giornate primaverili, anche se il cielo è rimasto a lungo velato ed un a leggera brezzolina ha rinfrescato le ore pomeridiane e serali.
Il gruppo di pagaiatori stavolta era particolarmente eterogeneo, da un principiante ancora alle prese con la pagaiata in avanti, a due allieve molto motivate a migliorare le loro capacità di controllo del kayak, a due istruttori federali di secondo livello interessati a sviscerare ogni più piccolo particolare tecnico e tattico delle varie manovre scelte.
Grazie a Franco, Patrizia, Marina, Costantino e Luisa sono riuscita a adottare il sistema dei "piatti rotanti cinesi" con grande divertimento e, spero, con un pizzico di dimestichezza in più. Non ho più bisogno di prendere appunti durante la lezione in acqua e non devo più leggere le note ce con tanta accuratezza avevo riassunto e plastificato. Ora riesco a focalizzare meglio l'attenzione su ciascun allievo e sento di articolare ogni domanda con la giusta progressione didattica...
Alla fine della seconda giornata, i "piatti rotanti" erano diventati addirittura quattro, uno al lavoro sull'inclinazione dello scafo, il secondo sugli spostamenti laterali ad un tempo, il terzo sulle timonate di prua ed il quarto sugli appoggi alti continui di stile groenlandese. Dall'alto degli spalti che circondano il porticciolo, Mauro si è goduto uno spettacolo unico, un po' confuso, forse, perché ognuno era impegnato in una cosa diversa, ma nel complesso molto produttivo. Soprattutto per me, che seduta in kayak e ancora alla stessa boa mi godeva i piccolo progressi tecnici di ognuno!
Grazie di cuore a tutti i partecipanti di queste giornate di insegnamento sperimentale perché mi aiutano a crescere tecnicamente, didatticamente e, non ultimo, umanamente! E' un lavoro impagabile!

La prima sessione mattutina del sabato...
Individualation!
Lo spettacolare ingresso del porticciolo di Genova Nervi...
Gli spazi di manovra delimitati dalla boe di ormeggio...
Una doppia serata in compagnia in una cornice davvero unica!
Another interesting coaching session with more "experimental students" for my Level 3 Coach training. Thanks to Luisa Casu and the local Canoaverde association, we spent the past weekend working in the incredibly clear waters of the tourist little harbour in Genoa Nervi, one of the most beautiful Italian cities on the sea side.
There has been an intense traffic of every type of motor boat and paddle board, due to the maybe first true Spring day, even if the sky has been veiled for a long time and a light breeze has refreshed the afternoon and evening hours.
This group of sea kayaker was particularly heterogeneous this time, from a beginner still working on his paddling forward, to two very enthusiastic ladys who wanted to improve their edging controll, to two Italian instructors who were really focused on every single technical and tactical aspects of the stroke they wanted to work on. Thanks to Franco, Patricia, Marina, Costantino and Luisa, I have succeeded in "spinning the plates" with great fun and, I hope, with a pinch of more familiarity. I don't need any more to take notes or to reed the crib cards, I feel more confortable in be focused on every student and I realize to be more relaxe in asking questions, hopefully with the right didactic progression... At the end of the second day, the "spinning plates" were four at the same time, just to have some fun all together at the end of the coaching session: the first "plate" was practising the edging, the second one the draw stroke, the third one the bow rudder and the last one the high recovery using the Greenland tecnique.
From the top pf the dock, were Mauro was sitting and chatting, probably the scene was something unique and confused, because eveery one was concentrated in a different stroke. But for me, sitting on kayak and locked in the same position, it was very interesting and creative.
I'm really thankful to all the "experimental students" who are getting involved in those particular coaching sessions because I'm slowly getting a better coach and probably a better person too!
It's a priceless help!

venerdì 1 aprile 2016

Voyager è pronto!

Voyager è pronto!
Dopo più di due anni di test, quasi 5.000 Km pagaiati e due viaggi egregiamente compiuti (Lesbo Kayak Tour 2014 e Sicilia Kayak Tour 2015), Voyager ha raggiunto la maturità.
Durante le prove abbiamo sentito la necessità di apportare tre modifiche.
Una alla linea dello scafo, implementando un leggero rocker a prua.
La seconda al pozzetto, allungandolo di qualche centimetro e alzandolo al massimo possibile a prua.
La terza, sagomando diversamente la mastra del pozzetto.
Per accelerare i tempi di approntamento, ci siamo affidati a Fabrizio D'Angelo, in arte "fabridankayaks", artigiano di comprovata esperienza, esperto kayaker e caro amico.
Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.


Il rocker a prua.
Voyager è nato con un rocker a poppa di 3 centimetri che inizia poco dietro al pozzetto, mentre a prua non ne aveva.
Durante la navigazione sui capi più turbolenti, dove gli incroci di correnti fanno ribollire il mare, la prua era un po' troppo strattonata e piuttosto restia a rispondere alle correzioni di rotta.
Anche in surf ed in navigazione con mare di poppa, avere un pizzico di manovrabilità in più rende le cose più facili.
Questo ci ha portato a voler realizzare un paio di centimetri di rocker anche a prua, partendo dalla paratia anteriore.
Lo scafo è stato tagliato, seguendo i fianchi del kayak nelle vicinanze della linea di chiglia a prua. Poi i lembi avvicinati e quindi "ricuciti" per riprodurre lo spigolo originale.


Il pozzetto.
Voyager ha un volume di 310 litri, un carico utile totale di circa 110-120 Kg, è piuttosto stretto (50 cm) e abbastanza basso di ponte (30 cm a prua del pozzetto), con uno scafo a V molto pronunciato (45°).
Nonostante queste misure "ristrette", monta il generoso seggiolino di serie del Baidarka Explorer di CS Canoe.
Con queste caratteristiche, rispettando la portata massima consigliata (ma consigliata da chi?... da me, che in viaggio l'ho stracaricato ed anche in maniera volutamente molto sbilanciata - potete leggere i vari post sul blog di Lesbo 2014) è pagaiabile con soddisfazione anche da persone un po' più "in carne" di me (come Tatiana, per dire!)... naturalmente purché riescano ad entrarci agevolmente per poi restarci comode per ore.
Voyager è nato per navigare a pieno carico, ed in questa situazione dà il massimo della resa e del piacere... ma ha anche un carico minimo consigliato (85 Kg), sufficiente a fornire un po' di stabilità per godersi anche una passeggiata di qualche ora.
Inoltre, considerando la necessità di imbarchi e sbarchi veloci, che si rendono necessari nel surf e nel dumping (situazioni inevitabili in lunghi viaggi), avere un pozzetto leggermente più lungo facilita senz'altro tali manovre.
La mastra è stata tagliata appena a prua dell'attacco del seggiolino, la coperta incisa seguendo la forma desiderata di allungamento. Quindi il tutto è stato riassemblato, alzando al massimo la posizione della mastra a prua, in modo da sfruttare al meglio lo spazio sottocoperta.
Dopo questa modifica, il pozzetto misura 82 cm x 39 cm netti, con 75 cm utili dallo schienalino (inglobato nella seduta).
Volendo, è possibile spostare indietro il seggiolino di qualche centimetro, per guadagnare ulteriore spazio. Tuttavia noi preferiamo lasciare un po' abbondante la misura tra lo schienalino e la mastra di poppa del pozzetto, per consentire di inclinarci agevolmente indietro senza "sbattere" subito la schiena sulla mastra.


La mastra.
Prima accennavamo ad imbarchi e sbarchi, che spesso devono essere eseguiti il più velocemente possibile, e l'esperienza fatta in viaggio ci ha insegnato che è anche necessario avere una forma adatta della mastra, per chiudere ed aprire in fretta il paraspruzzi.
Diciamo che una volta sganciato a prua, il paraspruzzi deve "saltare" via immediatamente... mentre, all'imbarco, si deve poter calzare completamente in un tempo massimo di 4 secondi, meglio se più in fretta.
Un tempo superiore lo possiamo definire "biblico": provate a discutere del fatto con le onde, che stanno arrivando per frangere proprio sopra di voi, prima che vi siate richiusi a dovere e che abbiate conquistato almeno qualche decina di centimetri di acqua sotto lo scafo per poterle contrastare e riuscire a salpare...
Per poter ottenere quanto voluto, la mastra a poppa del pozzetto deve essere inclinata. Questo permette un aggancio rapido e uno sgancio immediato, oltre che accogliere meglio la nostra schiena reclinata all'indietro per effettuare le diverse manovre.
Il bordo della parte restante della mastra deve essere piano (non ricurvo verso il basso, cosa che tende a intrappolare l'elastico del paraspruzzi), di non più di 2 cm di aggancio, e con gli spigoli inferiori ben smussati e levigati per permettere lo scivolamento agevole del paraspruzzi. Deve anche permettere il passaggio comodo delle dita sotto di essa.
Per ottenere quanto cercato siamo stati facilitati dalla mastra montata sul prototipo del Voyager, che aveva proprio la caratteristica "inclinata" cercata per la poppa. Purtroppo la parte superiore della parte rimanente era ricurva verso il basso e ben superiore ai 2 cm necessari. Siamo comunque riusciti, grazie al sapiente lavoro artigianale di Fabrizio, ad ottenere quanto cercato, diminuendo il bordo di aggancio in modo che non fosse più ricurvo e stuccando per bene la parte inferiore.


In conclusione.
Il rocker a prua fornisce un pizzico di manovrabilità in più.
Il pozzetto più lungo e più alto permette un più agevole imbarco e sbarco.
La mastra opportunamente sagomata aumenta la sicurezza negli imbarchi e negli sbarchi veloci.

La fiducia data a Fabrizio per il progetto Voyager si è rivelata ben riposta ed i lavori sono stati eseguiti in maniera veramente impeccabile: complimenti sinceri, Fabrizio, e grazie per la disponibilità.
I nostri Voyager modificati ci accompagneranno in Grecia per il prossimo viaggio alle Isole Cicladi...


Per permettere la produzione di serie del Voyager, con le modifiche apportate, sarà necessario ricostruire gli stampi del kayak (scafo, coperta e mastra del pozzetto). Questo permetterà anche di eliminare alcune piccole imperfezioni sulle finiture presenti nel modello che ho costruito e consegnato a CS Canoe. Il tutto richiede ovviamente un ulteriore impiego di capitali.
L'operazione sarà possibile solo con un pre-ordine di almeno 5 esemplari che giustifichino la spesa.

Contattate CS Canoe e prenotatevi...
Voyager potrebbe essere il vostro prossimo kayak!