IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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lunedì 31 marzo 2014

Exceptional rescue of a zebra on Maggiore Lake

... a volte capitano cose strane in kayak...


... sometimes strange things happen in a kayak...

giovedì 27 marzo 2014

Palermo Super Star

Ero molto emozionata, per il mio primo corso 3 stelle BCU da insegnante. Al tempo stesso attratta dalla novità ed intimidita dalla responsabilità. Talmente coinvolta da sfogliare gli appunti e ripassare la lezione anche durante la breve trasferta in aereo. Arrivata a Palermo, i timori sono svaniti: è stato sufficiente incontrare Vincenzo Stuppia per sentirmi a casa, a terra ed in acqua. Quando poi sono giunti tutti gli altri, è iniziata una festa durata tre giorni.
Le emozioni, così, sono cresciute a dismisura!

Vincenzo practising the "flat head" excercise!
L'accoglienza non poteva essere più calorosa: i primi abbracci all'aeroporto, la prima cena in un delizioso locale etnico, le prime chiacchiere nel cucinino della cohouse di Dario. Le giornate sono state piene non solo di kayak, di mare e di sole, ma anche di frequenti scorribande nella gastronomia siciliana, tra cannoli, iris e cassate quando eravamo in vena di dolci e panini con la milza, pane e panelle e spaghetti al nero di seppia quando invece indulgevamo sui salati.

The wonderful sea kayak school in Palermo Arenella...
What a lucky woman: a red sea kayak for me!
Starting the course...
L'incontro con i kayaker era fissato per la prima mattina di venerdì al bellissimo porticciolo della Lega Navale dell'Arenella: l'acqua era fredda e la temperatura resa ancor più bassa dalle risorgive di acqua dolce che contribuiscono a mantenere i colori vivaci ed intensi. Il sole ci ha tenuto compagnia a lungo e si è ritirato dietro una coltre nuvolosa innervosita dalle raffiche di vento soltanto l'ultimo giorno.
Una breve presentazione è stata seguita dai primi esercizi di riscaldamento: è così iniziato il divertimento!

Warm up with a Greenland paddle
More games with paddles...
Run in pairs!
L'imbarco dal pontile di legno offre subito l'occasione di sperimentare differenti tecniche di entrata ed uscita dal kayak: con una base nautica del genere, seguire alla lettera il syllabus BCU è stato facilissimo.
Lo specchio d'acqua antistante si allarga fino al porto di Palermo ed il breve tratto di costa rocciosa è punteggiato di grotte e scogli affioranti: è il luogo ideale per praticare le virate in movimento, per imparare il timone di prua e per affinare la tecnica groenlandese della pagaiata in fila indiana (ribattezzata per l'occasione "fila Inuit"!).


Il molo che si protende in mare ha permesso al Mammut di osservare dall'alto della sua posizione privilegiata tutte le manovre eseguite in acqua: ha assistito ormai a talmente tanti corsi da non sbagliare più nessun giudizio (le mancava solo il megafono per essere un formatore più che perfetto!).
Si è sempre respirata un'aria di grande intesa tra la folta schiera di partecipanti: sei iscritti al corso (Rosanna, Giuseppe, Toni, Leonardo, Pietro e Silvio) più due "osservatori" (Andrea e Dario) che, già forti del brevetto tre stelle, sono stati contenti di fare un ripasso generale. Vincenzo e Mauro sono stati due assistenti infaticabili, soprattutto nel documentare con foto e video le fasi più esilaranti del corso (non ne ricordo un altro con un così alto numero di immagini e filmati: la scelta è stata difficilissima!).

Clear water despite the harbour so near...
Il momento clou è arrivato con gli spostamenti laterali, ad un tempo e continui. Prima abbiamo impostato la manovra, studiato la posizione corretta del corpo, della pagaia e del kayak, reso efficace lo scivolamento sull'acqua dell'imbarcazione. Poi abbiamo usato una serie di giochi in acqua, individuali e di gruppo, per interiorizzare le conoscenze acquisite: il divertimento accresce l'apprendimento ed il bambino che è in noi riprende a ridere di gusto. Forse è per questo che lo spostamento laterale è la mia manovra prediletta...

A well coordinated draw stroke
Sculling one against the other
Il secondo giorno è stato dedicato in parte alle lezioni teoriche di navigazione, lettura della carta nautica e di sicurezza in mare, ed in parte ai salvataggi e ai recuperi in acque profonde. Nonostante le basse temperature e la totale mancanza di mute stagne, tutti si sono immersi più volti nell'acqua gelata, sono rientrati in kayak nelle maniere più disparate e hanno sperimentato le diverse tecniche di risalita autonoma o assistita. Il rientro alla cow-boy è quello che diverte sempre di più, specie quando le onde sollevate dal vento rendono la manovra instabile ed impegnativa: le migliori soddisfazioni arrivano quando le gambe si infilano di nuovo nel pozzetto!

Reading and discussing the syllabus...
Planning and navigation sessions...
Group awarness: from theory to practise...
Il terzo giorno, infine, si è riempito di traini e rolling. La novità del traino di contatto ha reso le esercitazioni molto interessanti: ognuno ha sperimentato le tecniche di assistenza e salvataggio di un compagno in difficoltà in modi sempre diversi, arrivando presto a capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ogni intervento. Abbiamo lavorato soprattutto sulla rapidità di esecuzione della manovra e quando siamo passati all'uso della cima di traino, il vento teso della giornata ci ha offerto l'occasione di testare l'efficacia sia dei traini contro vento che a favore di vento, sia semplici che in linea. Il traino di due kayak zatterati ha ovviamente generato episodi assai spassosi...

Rolling and rescue
Contact tows
C'è stato per Mauro e me anche un quarto giorno. Terminato il corso con ottimi risultati, sia per gli allievi (tutti promossi) che per gli insegnanti (ricoperti di feedback positivi, alcuni quasi imbarazzanti), ci siamo dedicati alla visita della città: Vincenzo e Dario sono dei ciceroni impagabili e col Mammut abbiamo visitato Monreale, la Cuba arabo-normanna, il centro storico... fermandoci spesso per rifocillare le nostre stanche membra e scoprendo che il valore aggiunto di vivere in una città di mare è impareggiabile!

Lunch time with brioche&ice-cream
Cannoli for everybody to celebrate the 3 star sea kayak award!
Our last lunch in Palermo with tipical "meusa"!
Imperdibile la visita a Mondello della casa-museo di Leonardo De Chiara, uno dei padri del kayak da mare italiano e uno dei più illustri costruttori amatoriali di kayak groenlandesi. La sua passione trapela da ogni parola e le spiegazioni tecniche, sempre avvincenti, possono continuare ore ed ore senza mai annoiare l'uditorio. Tra modellini, kayak da navigazione, pagaie in uso ed in esposizione, Leo ha raccolto negli anni una collezione davvero invidiabile. I motivi per andare a Palermo sono sempre tanti e tutti ottimi!
Non vediamo l'ora di tornarci e per nostra fortuna il prossimo incontro non è lontano: dal 17 al 19 maggio per il primo corso istruttori FICK di kayak&surfski!!!

Power transfer!
Zen kayakers!
Mauro and Leonardo in his house-museum...
This was my first BCU 3 star sea kayak award as assessor.
I was thrilled expecially for the location: Palermo is a wonderful city, the Sea Kayak Trinacria nautical center is a perfect place to run a course and the weather in Sicily was excactly what we needed for the 3 star conditions: sunny, bit windy and waves as enough!
Six students on the water, more two 3 stars who wanted to refresh their knowledge, more two assistants around me: I never ever was part of a such well recorded course, with hundreds of pictures and videos showing the good feeling, funny excercises and the tasty food we share every day!
We are extremely grateful to our good friend Vincenzo Stuppia for hosting us: we are so happy to come back soon, in May 2014 for a new course for Italian coaches in kayak and surfsky! I'm very looking forward to consolidate this special realtionship in Palermo as well as to 
repeat the experience running other 3 star sea kayak awards around Italy...

venerdì 21 marzo 2014

First Italian BCU 3 star sea kayak award!

Il primo corso 3 stelle BCU della nostra scuola itinerante si svolgerà a Palermo il prossimo fine settimana:
lasciamo a casa la muta stagna e mettiamo in valigia pantaloncini e maglietta, occhiali da sole e cappello!
Grazie alla impareggiabile collaborazione con Vincenzo Stuppia di Sea kayak Trinacria saremo ospiti della Lega Navale Palermo Arenella e godremo delle mille bellezze della città... dal mare!


The first Italian BCU 3 star sea kayak award will be run by Tatiyak next week-end in Palermo, thanks to the professional partnership with Vincenzo Stuppia of Sea kayak Trinacria: we will launch the kayak of this fully booked course from the Sail League in Palermo and we will easily appreciate the wonderful Sicilian city... from the sea! 

mercoledì 19 marzo 2014

Voyager - Messa a punto della coperta e del pozzetto

Sabato scorso, approfittando della serata in programma ad Aquileia, siamo passati al laboratorio di CS Canoe per mettere a punto gli ultimi dettagli della coperta del Voyager.
La mastra del pozzetto, dopo le numerose prove effettuate da diverse persone di varia corporatura, è stata definita in relazione alla curvatura e allo smusso della parte posteriore, così come il punto di fissaggio e la dimensione delle alette premi-cosce.


I vari passa-elastici, disseminati in maniera generosa sulla coperta, sono stati definiti nella propria posizione in modo da permettere il fissaggio della pagaia divisibile sia a prua che a poppa, sia della versione Inuit che moderna.


Anche i passa-cime hanno trovato la giusta collocazione per permettere il fissaggio sul ponte anteriore sia della bussola da incasso che dello svaso per accogliere il 4° gavone oppure la pompa fissa manuale, oltre che avere la minore interferenza possibile per la chiusura dei tappi dei gavoni.


Abbiamo valutato anche la possibilità di predisporre una versione ad alto volume del kayak, e come e dove effettuare le eventuali modifiche dello scafo.
Questa modifica merita una più approfondita analisi e sarà effettuata dopo avere alzato leggermente l'attacco della mastra sulla coperta, migliorando così l'abitabilità interna del kayak anche per chi ha le cosce particolarmente muscolose.


Con Sandro Spagnol abbiamo accennato anche a qualche "optional" da poter inserire nel kayak.
Tubetti passa elastici per il fissaggio delle bottiglie sul fondo del pozzetto e dei gavoni (queste bottiglie hanno anche lo scopo di mantenere fermo e centrato il carico nei gavoni, cosa molto importante, vista la ridotta larghezza della barca), e fori di compensazione della pressione, e rallentatori per l'eventuale acqua, sulle paratie dei gavoni (questo accorgimento permette di non vedere più i tappi gonfiarsi al sole per l'aumento della pressione interna, oppure deprimersi fino al punto di risucchiare acqua nei gavoni).
Nell'attesa del nuovo esemplare, i test continuano...


Last Saturady morning we went to the CS Canoe factory to analize some more things about the Voyager prototype: we are all very satisfied with the final result of the boat but we need to undestand if it is possibile to realize a high volume of the model, as well as how to insert the fourth little hatch on the bow deck in conjunction with the compass and pomp places. We also have a chat about the deck lines and above all the line of the cockpit, to let the Voyager a good kayak also for the biggest paddlers... let see what happen with the next propotype, for the moment the fresh and salty water tests were all excellent: Voyager seems to be a very good sea kayak!

sabato 15 marzo 2014

A zonzo per il Mediterraneo

Il CKF ci ha invitato ad Aquileia per condividere le nostre esperienze in kayak durante la serata di sabato 15 marzo 2014: ci hanno regalato, tra le altre mille cose, anche la tessera onorario dell'associazione locale.
Abbiamo selezionato 180 immagini tra le oltre 90 isole toccate nei 10 anni di viaggi insieme... il tutto sarà condensato in poco più di un'ora: possiamo farcela!


Canoa Kayak Friuli association invited us to Aquileia for sharing our sea kayak trip experiences during the evening of last Saturday 15 March 2014: they offered us, among other thousand presents, also the honorary member of the local association.
We selected 180 images among the over 90 islands we've visited in the last 10 years of sea kayak trips together... the presentation will be condensed in few more than a hour: we can do it!

giovedì 13 marzo 2014

Voyager - Prima prova in mare

I tre giorni di campeggio nautico in programma nel Golfo di La Spezia sono stati un'ottima occasione per fare "assaggiare" al Voyager l'acqua salata...


Il carico totale del kayak è stato sui 100 Kg e nei gavoni restava ancora sia lo spazio che la portata per i rifornimenti per un'altra settimana. Il carico teorico totale per questa versione del Voyager è di 115 Kg e la prova effettuata ha confermato la corrispondenza pratica a quanto calcolato.
Il kayak, con le murate disegnate leggermente a trapezio, ha supportato molto bene l'aumento del carico ed è affondato in maniera molto ridotta rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare, promettendo buone prestazioni anche a pieno carico.


Le previsioni davano mare tranquillo e vento 10-15 Nodi da NE e la realtà ha dato ragione alle previsioni.
Le condizioni meteo-marine non erano tali da permettere un test estremo; tuttavia, nei pressi dei capi, l'aumento del vento e le onde ripide e scomposte hanno permesso di capire la tendenza del comportamento generale, con sollecitazioni volutamente cercate alle varie angolazioni ed andature.
Nel complesso, i vari accorgimenti adottati nella progettazione dello scafo hanno trovato conferma pratica, garantendo una navigazione confortevole in ogni andatura.


Le onde di prua sono ben ammortizzate dall'angolo di chiglia molto pronunciato.
Il beccheggio è anch'esso molto ridotto ed ammortizzato dai deflettori anteriori.
Con onde al traverso il rollio è appena percettibile e ben contrastabile.
La navigazione è leggermente orziera anche con kayak carico e facilmente correggibile con l'inclinazione dello scafo (ancora non è montata la deriva).


Il Voyager ha superato con onore le varie prove fino ad ora effettuate sia sul lago che sul mare ed è molto vicino all'essere pronto per l'industrializzazione.


Restate sintonizzati...

mercoledì 12 marzo 2014

Palmaria again...

Siamo tornati alla Palmaria per festeggiare: la giornata internazionale della donna (quanto mi piacerebbe che si smettesse di chiamarla "festa"!), il compleanno di Emanuele (che per l'occasione ha portato al mare l'intera famiglia) e il varo in acque salate del nuovo kayak disegnato da Mauro, il Voyager!

Tutti a terra per la pausa pranzo a Tellaro
Le giornate di sole hanno annunciato la primavera, il mare calmo è stato spazzato da qualche raffica solo nel pomeriggio e le serate nella solita pineta sono state oltremodo piacevoli.
Gli otto partecipanti al lungo fine settimana di campeggio nautico si sono presentati con la cambusa ben fornita e la cena intorno al tavolo di pietra si è concluso nel migliore dei modi!

Si (intra)vedono quasi tutti: Massimo, Andrea, Paolo, Mauro, Marco, Giorgio, Emauele ed io!
Anche nelle bottiglie di plastica c'è un superalcolico: quale?!
Un campo fuori dal comune...
Le ultime mareggiate hanno riversato a riva molti detriti ed il nostro solito scivolo di alaggio era completamente ostruito da giganteschi tronchi spiaggiati. Il trasporto dei kayak è stato particolarmente laborioso ma, come spesso succede, l'unione fa la forza...
La Palmaria regala sempre grandi emozioni e si conferma una gran bella meta a poche ora da casa: ci torneremo ancora, prima o poi!

Prove collettive di alaggio...
Tronchi spiaggiati riciclati...
Trova l'intruso :-)
Another long week-end paddling around Palmaria Island: spring sunny days, very good company, excellent food and drinks and above all wonderful landscape!
We tested a fantastic team work for launching eight loaded kayaks and we also tested the new sea kayak Voyager designed by Mauro Ferro: everything was a huge success!
We surely come back again, sooner or later...

sabato 8 marzo 2014

Festeggiamenti continui...

Domenica scorsa cadeva il compleanno di Andrea ed abbiamo festeggiato sul lago (e al pub)...
Oggi per l'otto marzo ci siamo ritrovati in mare ma sono rimasta da sola (l'unica donna)...
Però il Voyager tocca l'acqua salata per la prima volta e siamo tutti molto eccitati!

Al centro, il festeggiato! (foto di Davide Dalceri)
... il regalo più bello: il biglietto di auguri di Nina!
Mauro ed il Voyager al mare per la prima volta insieme!
Last Sunday we had a party (on the lake.. and to the pub!) for the birthday of Andrea...
Today we celebrate the date of March Eight paddling on the sea but I remained alone (I mean, the only sea kayaker woman)...
However, the Voyager, the sea kayak made by Mauro, is touching the salty water for the first time and we all are very excited!

giovedì 6 marzo 2014

BCU Level 3 Coach core training: a long interesting week!

Non mi sono ancora del tutto ripresa dalle fatiche della scorsa settimana.
Sono andata in Galles per seguire la prima parte del corso BCU per insegnanti di terzo livello, pensato per chi insegna regolarmente e vuole acquisire le competenze didattiche necessarie per sviluppare degli efficaci programmi formativi annuali con gli allievi più "fedeli".
Il corso si articola complessivamente in tre fasi distinte: queste prime cinque giornate di "generic core training", cioè di insegnamento di tutte le discipline di pagaia su varie imbarcazioni, seguite da due giornate di "discipline specific training" (che ho già prenotato per fine aprile...), cioè di insegnamento della disciplina di pagaia prescelta (anche più di una), e da un esame finale che potrà essere sostenuto solo dopo aver completato il richiesto tirocinio...
Un percorso alquanto lungo ed articolato che mi è sembrato da subito estremamente stimolante!

La vista sulla vallata dalla veranda del centro Plas y Brenin...
Non mi sbagliavo!
Innanzitutto perché il posto scelto per seguire il corso è spettacolare: Plas y Brenin è uno dei tre centri nazionali inglesi degli sport di montagna (neve e acqua comprese!), situato nel cuore della regione Snowdonia, nel nord del Galles, a due passi da Anglesey. E' insieme ostello e centro sportivo, pieno di aule attrezzate per le lezioni, di sale di studio e lettura, di magazzini ricolmi di imbarcazioni: ci sono ben tre drying room per asciugare l'attrezzatura (che trovare la muta calda la mattina dopo non è niente male!), un negozio per la vendita ed il noleggio di tutto (dai moschettoni ai caschi alle pagaie divisibili!), una piccola palestra super attrezzata, una parete indoor per l'arrampicata, una piscina coperta per la pratica del rolling, un prato sintetico all'aperto per la snowbord... e due laghi dall'acqua gelida giusto fuori dalla finestra.

La sala da pranzo di prima mattina...
Ogni giorno una gustosa merenda all'ora de te!
Per non parlare della sala da pranzo, arredata in perfetto stile inglese, con le alte finestre incorniciate da tende drappeggiate ed aperte sulla vallata che sprofonda tra le montagne innevate (i primi giorni è stato impossibile scorgerne le vette per la nebbia fitta e le nuvole basse!), e del bar accanto, arredato con comodi divanetti imbottiti ed circondato da altre grandi bowindow che guardano la foresta di fronte: il bar è aperto anche ai visitatori ed una sera abbiamo bevuto allegramente insieme a Justine Curgenven e Barry Shaw, passati a trovarci per scambiare quattro chiacchiere in anglo-tedesco-italiano insieme a Trenk Mueller e alcuni degli altri partecipanti al corso... è stata una serata molto piacevole!

La sala grande dove abbiamo trascorso il primo e l'ultimo giorno di lezioni...
La fatica maggiore è stata per me proprio la lingua: parlare in inglese durante il corso intensivo di quasi 10 ore al giorno, oltre che a colazione, pranzo e cena, è stato particolarmente impegnativo. Ancor di più tentare di comprendere quel che dicevano i tre insegnanti del corso, Sid Sinfield, Pete Catterall e Dave Luke, tutti talmente presi a spiegare il milione di cose da fare in acqua e a terra da parlare in maniera accelerata, mangiandosi per giunta più della metà delle lettere... Solo Mark Tozer, che seguiva il corso come uditore, è stato sensibile alle esigenze mie e di Trenk, gli unici stranieri iscritti al corso, e ha fatto sempre attenzione a scandire bene le parole... la prossima volta, faccio prima un corso intensivo di gallese!!!

Tutti i lavori di gruppo, svolti sotto la supervisione di uno degli insegnanti...
... venivano poi riportati al resto della classe con esposizioni sempre molto puntuali!
L'impegno fisico è stato alto: alle lezioni teoriche in aula si alternavano quotidianamente le prove pratiche in acqua. Manco a dirlo, ogni volta che indossavamo la muta stagna ed impugnavamo la pagaia si metteva a piovere ed un vento gelido sferzava lago e fiume... appena rientravamo in aula, però, usciva il sole!
Abbiamo usato diverse barche, dalla canadese al kayak fluviale, dalla canoa da discesa allo stand up paddle. Il primo giorno ci hanno diviso in quattro squadre da tre e ci hanno fatto fare una piccola gara di slalom: era la prima volta che salivo su quel tipo di imbarcazione ma l'ho trovata subito molto divertente, anche se un po' faticosa quando bisogna farla roteare contro corrente intorno alle paline blu... la mia squadra ha vinto la gara, sostenuta dagli incitamenti degli altri iscritti al corso: questo breve momento di competizione condito di convivialità è stato sufficiente per accrescere l'intesa tra gli aspiranti L3 Coaches!

Il mio amico Trenk, sempre sorridente, nella drying room
Pronti per le prove in acqua: io morivo di freddo e Rosie era in infradito!
La seconda squadra impegnata nella gara di slalom
E che Coaches! Sono tutti (o quasi) giovani atleti specializzati in ogni possibile disciplina all'aria aperta, dall'arrampicata allo sci, dalla mountain bike alla canoa fluviale. Mi è bastato fare quattro domande per capire che io innalzavo pericolosamente l'età media e che ognuno di quei beati ventenni vanta una collezione infinita di brevetti BCU: 4 stelle canoa canadese, 4 stelle sea kayak, 4 stelle kayak fluviale, oltre ovviamente al L1 e L2 Coach e ad un'altra discreta serie di brevetti come guida di montagna e/o maestro di sci e/o di bicicletta... e tutti (o quasi) lavorano a tempo pieno presso centri sportivi sparsi tra il Galles, la Scozia e l'Irlanda... mi sono sentita un po' un pesce fuor d'acqua, ma solo fino a quando non siamo risaliti in kayak!

Sid Sinfield (giacca gialla) ci chiede di osservare, valutare, contestualizzare...
Sempre de-briefing, sempre domande, sempre confronti!
Mark Tozer è l'autore delle mie foto in kayak: many thanks, Mark!
Poi è filato tutto liscio:  i miei capelli bianchi ed i miei chili di troppo sono spariti come per magia quando abbiamo passato la terza e quarta giornata in barca ad insegnarci reciprocamente le più disparate manovre.
I primi due giorni sono stati dedicati alle sessioni teoriche su "coaching the mind", "imagery" and "schema theory of learning", con un'attenzione particolare rivolta all'acronimo TTPP (technical - tactical - physical - psycological) per evidenziare come siano coinvolte in ogni singola fase dell'apprendimento le varie capacità dell'allievo dal punto di vista tecnico, tattico, fisico e psicologico (tutto estremamente interessante!!!).
Siamo poi stati chiamati a mettere tutto in pratica nelle nostre lezioni in acqua, chi in canadese, chi in kayak, chi in canoa da velocità: divisi in tre gruppi da quattro, a rotazione ognuno di noi insegnava agli altri due ed il quarto osservava la lezione. Alla fine della nostra mezz'ora, ci si riuniva tutti per il solito de-briefing sotto la supervisione dei vari insegnanti presenti, che dispensavano a piene mani consigli, suggerimenti e trucchi del mestiere.

Le abilità acquisite su una barca aumentano le competenze sulle altre!
Osservare un altro insegnate al "lavoro" accresce le proprie capacità didattiche!
Avevo già avuto modo di sperimentare il sistema di confronto e crescita ideato dalla BCU seguendo i corsi per insegnanti di primo e secondo livello. Pensavo che fossero già altamente specializzati: la BCU è stata capace, in oltre quarant'anni di insegnamento delle discipline di pagaia, di sviluppare una didattica particolarmente avanzata, non a caso apprezzata a livello internazionale. In questo terzo livello non solo ne ho avuto l'ennesima riprova ma ho anche capito che il sistema è in continua ed inarrestabile evoluzione e che si arricchisce dell'esperienza di tutti, anche dell'ultima insegnante italiana che parla un'inglese scolastico e sfrutta la mimica per farsi capire meglio... "la vostra esperienza è importante per tutti noi", ci hanno detto i coordinatori alla fine del corso... che è un approccio molto british ben lontano da quello che purtroppo respiro entro i confini italici.

Non ero mai salita prima su una canoa da discesa: uno sballo!!!
Uno degli esercizi praticati l'ultimo giorno: pagaiare sulle palle!
Il corso prevedeva anche tre moduli specifici sulle varie metodiche di insegnamento, sulla alimentazione adatta agli sportivi e sulla preparazione atletica: l'ultimo giorno, quindi, ci hanno chiuso in palestra a fare tutti i possibili esercizi a corpo libero, coi pesi e col remo-ergometro per sviluppare forza, resistenza ed elasticità.
Nella sala più grande abbiamo poi messo a dura prova il nostro equilibrio con esercizi divertenti e fantasiosi con le palle (di cui sono una grandissima appassionata!): la parola d'ordine è sempre la stessa, unire l'apprendimento al divertimento, regola d'oro che vale con adulti e bambini... io ci metto un nano secondo a tirare fuori il bimbo che è in me, mi butto in ogni nuova impresa come fosse un gioco e mi sento ringiovanire ogni volta! Il sistema funziona benissimo, provare per credere!

Sono tornata a casa con tanta voglia di imparare, ancora e sempre!!!
Sabato è stato il giorno dedicato ai saluti e al rientro: ho dovuto fare all'inverso il percorso fatto all'andata, la domenica prima. Ho preso la navetta dal centro alla stazione, una bella escursione su quattro ruote tra le vallate della regione; poi ho cambiato tre treni per raggiungere l'aeroporto di Manchester, dove ho atteso a lungo la partenza del mio volo low-cost per Bergamo; dopo due ore e mezza di schiamazzi in cabina di un gruppo di studentesse italiane in trasferta (ma perché mai noi italiani urliamo sempre così tanto!) sono finalmente atterrata sul suolo patrio e per un pelo non ho perso la navetta per Milano...
Mauro era in stazione centrale ad accogliermi col suo solito sorriso e con gli occhietti lucidi di emozione!
E' così bello viaggiare, scoprire posti belli, conoscere gente nuova... ma è anche tanto bello tornare a casa!!!