IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci - Mauro Ferro
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venerdì 26 febbraio 2010

Video pack

E' finalmente arrivata la custodia stagna per la nuova telecamera!
Mauro ha passato l'intera serata a studiare le istruzioni.
Nel maneggiare i vari componenti sembrava un bambino alle prese col suo giocattolo preferito: atteso, gradito, ancora tutto da scoprire e già carico di aspettative...
Le prime riprese saranno realizzate in kayak, ovviamente!

It's finally arrived the new video waterproof pack!
Mauro spent the whole evening studing the instructions, like a child with his
special toy: attended, pleasant, still all to be discovered and already load of expectations...
Obviously, first video will be realized in kayak!

martedì 23 febbraio 2010

Eskimo roll with Greenland Tahe Marine

Un buon motivo per frequentare i corsi di eskimo presso la piscina di Besozzo: da questa settimana è in acqua un nuovo kayak Greenland della Tahe Marine.
Le sue dimensioni, tanto simili a quelle degli originari kayak groenlandesi, facilitano sia l'apprendimento che l'esecuzione della manovra dell'eskimo, rendendo ancora più divertente la pratica del kayak da mare: pozzetto piccolo, ponti bassi, volumi ridotti, scafo filante ed una accattivante linea di chilglia che lo fa scivolare in acqua con estrema facilità.

Ogni martedì sera dalla 21.30 alle 23.30 potremo scoprrire insieme i segreti dell'eskimo groenlandese con un'imbarcazione tipicamente groenlandese!
Per maggiori informazioni visita la pagina della scuola del sito di Tatiyak: http://www.tatianacappucci.it/Tatiyak/Scuola/Corsi/PiscinaBesozzo/PiscinaBesozzo.asp


A good reason to practise eskimo roll: a new Greenland kayak produced by Tahe Marine.
So similar to original greenland kayaks, this model allow you to learn and improve the manoeuvre of the eskimo roll: oceanic cokpit, low volume hull with a V-shaped bottom to slip in the water in a extremely simple way.
Every Tuesday from 21.30 to 23.30 in the swimming pool to discover all the secrets of the greenland roll with a greenland kayak!

domenica 21 febbraio 2010

Sunny, windy, cloudy day

Arriviamo al lago giusto in tempo per assistere alla partenza della regata velica.


Scegliamo di raggiungere i Castelli di Cannero da Cerro di Laveno: 36 km in 3 ore di pagaiata all'andata e altrettante al ritorno, con temperature tra i 4 ed i 14 gradi ed una leggere brezza che ha già l'odore della primavera.

Il nostro tragitto abituale prevede un passaggio sotto la colonia di cormorani che ha imbiancato il bosco rivierasco, una sosta sotto il Sasso Galletto che è meta prediletta anche degli appassionati di subacquea, un salto alle fornaci di Caldè che regalano sempre una visione di tempi andati; poi finalmente una lunga traversata in diagonale verso i Castelli.

Lo spettacolo delle rovine abbarbicate sui due scogli della riva piemontese è da qualche tempo rovinato dalla presenza di gru ed impalcature per la realizzazione di qualche misterioso lavoro di restauro...
Il rientro è stupefacente: il lago sembra diventare di mercurio, il cielo si copre lentamente e la foschia tinge ogni cosa di una infinita varietà di grigi che nascondono il tramonto.

When we arrive on the lake a sail regatta is just started; we want to reach Cannero's Castle: 36 km paddling for 3 hours to go and as many to return, temperatures among the 4 and the 14 degrees and a breeze smellign the spring.
Our usual sunday paddle foresees a passage under the colony of sea crows, a standstill under the Stone Cockerel that is also a favorite destination for divers, a stop to Caldè and finally a long crossing toward the Castles.


The ruins come with crane and scaffoldings for the realization of some mysterious restauration...

The reentry is amazing: the lake seems mercury, the clouds slowly covers the sky and an incredible variety of grey paint the sunset.

sabato 20 febbraio 2010

Blog for soul

Un blog per l'anima: http://kayakrosso.blogspot.com/
Un vecchio amico, un grande kayaker, un eccellente blogger: quando la quantità dimostra la sua pochezza sulla qualità, come il togliere soddisfa ben più del mettere, perchè il rosso è sempre più bello del nero.
Racconti sussurrati, immagini eloquenti, poesia liquida...
Un piacere raro, una scoperta fortunata, un ritorno al passato.
La foto che gli è valsa la copertina di dicembre 2009 della patinata rivista britannica Ocean Paddler ritrae il mare che ha ospitato le mie prime pagaiate... emozionante ritrovare le atmosfere di quei primi esperimenti!


An old friend, a great kayaker, an excellent blogger: Francesco Rotili shows that quality is better than quantity, remove is better than put on, red is always better that black.
Whispered stories, eloquent images, liquid poetry...
A rare pleasure, a fortunate discovery, a return to the past.
His photo on the December 2009 cover of the Ocean Paddler Magazine withdraws the sea of my first paddle: it is so exciting to find again the atmospheres of that first experiment! http://kayakrosso.blogspot.com/

giovedì 18 febbraio 2010

The first Inuk

Un articolo curioso dal titolo sensazionalistico che però spiega, anche se brevemente, come è stato ricostrutio il genoma dei primi Inuit a partire da una ciocca di capelli conservata nei ghiacci.
La pagina web del quotidiano Corriere della Sera ha pubblicato il 12 febbraio l'articolo a firma della giornalista Alessandra Carboni: "Ecco Inuk, com'era l'uomo 4 mila anni fa in Groenlandia", dando conto di una approfondita ricerca pubblicata sul numero di febbraio della rivista scientifica Nature.
MILANO – Fossili di frammenti ossei e una ciocca di capelli rimasti imprigionati nei ghiacci perenni: è ciò che ha permesso a un gruppo internazionale di scienziati di codificare il patrimonio genetico di un nostro antenato preistorico, vissuto circa 4mila anni fa e oggi battezzato Inuk.
INUK – I suoi resti erano stati ritrovati nel 1986 sull’isola di Qeqertasussuk, al largo delle coste occidentali della Groenlandia (dove l’uomo è morto – per cause ancora ignote – quando era ancora in giovane età), e fino a ora conservati presso il Museo Nazionale di Danimarca. Il team di esperti guidati dagli scienziati danesi Eske Willerslev e Morten Rasmussen ha analizzato gli antichi resti, ha mappato il DNA dei capelli e sequenziato così l’80 per cento del suo genoma. In questo modo è stato possibile scoprire numerosi dettagli della vita e dell’identità di Inuk, che apparteneva alla cultura Saqqaq, discendente dalle popolazioni migrate dalla Siberia oltre 5 mila anni fa e la prima ad aver abitato le terre della Groenlandia.
FOTOGRAFIA – L’analisi genetica ha consentito di disegnare un identikit dell’uomo e regalarci così una fotografia di quello che probabilmente era il suo aspetto, e non solo. Inuk aveva la carnagione scura, i suoi occhi erano castani e così pure i suoi capelli, che erano folti anche se a quanto pare il giovane era incline alla calvizie. Si nutriva di uccelli marini e carne di foca, il suo gruppo sanguigno era A+ e sia il fisico che il metabolismo si erano adattati alla vita nel clima artico, nonostante non fossero passate molte generazioni da quando i suoi antenati erano arrivati su quelle terre.


"Here is Inuk, as it was the man in Greenland 4 thousand years ago."
A curious article written by Alessandra Carboni published on last February 12 on the web page of italian newspaper "Corriere della Sera" from the February number of the scientist magazine Nature.
Fossils fragments and a lock of remained hair imprisoned in the perennial ices: it is what has allowed an international group of scientists to codify the genetic patrimony of one prehistoric ancestor Inuit lived around 4 thousand years ago and today baptized Inuk.
Its rests had been found again in 1986 on the island of Qeqertasussuk, offshore the western coasts of Greenland (where the man is dead, for unknown causes, when he was still young), and up to now preserved in the National Museum of Denmark. Experts' team driven by the Danish scientists Eske Willerslev and Morten Rasmussen has analyzed the ancient rests, has
mapped the Dna of the hair and the 80 percent of his genoma. In this way they have discover numerous details of the life and the identity of Inuk, that it belonged to the culture Saqqaq, descending from the populations migrated from Siberia over 5 thousand years ago and the first one to have lived the earths of Greenland.
Genetic analysis has allowed to draw an identikit of the man and to give us a photo of that was probably its aspect, and not only. Inuk had the dark complexion, its eyes were chestnut and also its hair, that was thick even if it looks like the youth was prone to the baldness. He fed of sea birds and meat of seal, his blood group was A+ and his metabolism was suited for the life in the arctic climate, despite a lot of generations were not passed from when his ancestors had arrived on those earths."

lunedì 15 febbraio 2010

Venice Carnival 2010

Sabato e domenica 13 e 14 febbraio 2010: due giorni di sole invernale, temperature rigide e brezze leggere; una ventina di amici ed un pizzico di follia sono stati un miscela eccellente per un fine settimana in kayak del tutto particolare!


L'allegra compagnia ha percorso 40 km tra i canali della Serenissima, diventando subito la grande attrazione del Carnevale e le maschere più fotografate di Venezia!
Abbiamo incontrato tanti altri canoisti rigorosamente truccati per l'occasione e anche quest'anno un bambino ha urlato dal ponte: "Mamma, guarda, loro si sono mascherati da canoisti!"
Parrucche colorate ed altri piccoli dettagli hanno trasformato il gruppo in una curiosa attrazione del Carnevale, tanti kayak colorati in una singolare imitazione marina dei carri allegorici: la novità e l'originalità ci hanno fatto guadagnare le foto delle altre maschere e persino degli stessi gondolieri!
Una strepitosa coppia di amici genovesi, Domenico e Donatella, una giovane tedesca dal fluente spagnolo, Nina, ed un intrepido ragazzo salernitano a caccia di nuone emozioni, Ivan, hanno sperimentato per la prima volta le fatiche delle lunghe pagaiate in laguna (oltre 12 km tra briccole e foschia), le ansie dell'ingresso nel Canale della Giudecca (trafficato e movimentato), e finalmente le gioie della navigazione solitarie e silenziosa tra i canali meno turistici ma più seducenti di Venezia, lungo i sestieri di Castello, San Marco e Cannaregio.

Fili di panni colorati stesi al sole, incantevoli giochi di luci ed ombre, saluti e sorrisi su ogni ponte al nostro passaggio ed un lungo serpentone in Canal Grande con una guida d'eccezione: Lord Fener alias Jacopo Scarpa.
Gli amici di Altamarea (accorsi con Guglielmo da Chioggia, Udine, Treviso, Bologna e Verona) hanno animato pagaiate e pause, specie il buon Checco Balanza, vincitore morale della sfilata, sia per l'allestimento originale del kayak che per i biscotti a cuore, della stessa forma dei palloni rossi legati sul ponte posteriore che scoppiavano in ogni momento, omaggio simbolico al giorno di San Valentino.

Alice ha ricevuto in prestito una pagaia groenlandese e ha dimostrato che anche una bambina di soli 6 anni, figlia di un padre illuminato (bravo Damiano!), può sfidare il freddo e godersi il Carnevale comodamente seduta in un kayak doppio per ammirare le maschere ed essere ammirata dalle maschere.

Mentre una gran folla di turisti e curiosi si accalcava lungo i canali e sui ponti per partecipare da terra agli spettacoli dei 6 sensi per i 6 sestieri (Castello - tatto, Dorsoduro - udito, Cannaregio - gusto, Santa Croce - olfatto, San Polo - vista e San Marco - mente), noi in kayak abbiamo percorso le acque scure dei canali con il naso all'insù per scoprire gli angoli segreti e nascosti della città dalla sua prospettiva migliore: L'ACQUA!
Pometti rossi disegnati non dal trucco ma dal sole sui volti felici di tutti i partecipanti hanno accompagnato il rientro al campeggio e, come al solito, chi abita più lontano è alla fine l'ultimo a rimettersi in viaggio... con la lunga distesa d'asfalto che richiama la scia dorata del sole che si tuffa in laguna... Appuntamento al prossimo anno!!!

Saturday and Sunday 13 and 14 February 2010: two days of winter sun, rigid temperatures and light breezes; about twenty friends and a pinch of folly are entirely results an excellent mixture for a special weekend in kayak! The happy company has crossed 40 km among the channels, immediately becoming the great attraction: we were the masks more fotographed of Venice Carnival!
We have met so many other kayakers and also this year a child has howled from the bridge: "Mother, look, they are dressed like canoeists!"

We have experimented the works of the long paddles in the lagoon (over 12 km), the anxieties of the entry in the city from the animated Channel of the Giudecca, and finally the joys of the silent navigation among the least tourist but more seductive channels, along Sestieri of Castle, St. Mark and Cannaregio.

Threads of colored cloths, enchanting games of lights and shades, regards and smiles on every bridge to our passage and little Alice, 6 years old, comfortably enjoys the Carnival session in a double kayak to discover the secret of the city from its best perspective: THE WATER!

giovedì 11 febbraio 2010

I will use less Light

Una gran bella iniziativa che ci vede tutti protagonisti.
Quando viaggiamo in kayak produciamo energia pulita solare (e muscolare!).
Ci svegliamo alle prime luci del giorno e ci corichiamo all'imbrunire, non lasciamo inutilmente accese lampadine o apparecchi elettrici, mettiamo sempre il coperchio sulle pentole e cerchiamo di lasciare ferma l'automobile quando non è strettamente necessaria...

Non potremmo partecipare alla manifestazione romana ma aderiamo volentieri.
L'Area Acquaviva UISP di Roma aderisce alla manifestazione "M'illumino di meno" lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar nell'ambito della Giornata del Risparmio Energetico ed invita tutti gli appassionati canoisti romani e non ad una fiaccolata estemporanea sul tratto urbano del Tevere riproponendo sull'acqua il tema simbolico del "silenzio energetico" per una festa dell'energia pulita.
In concomitanza si svolgeranno altre fiaccolate in canoa, dragon boat e rafting in diversi punti d'Italia: a Firenze sull'Arno, a Orosei (Nu) sul fiume Cedrino, sul Lago Caldonazzo in Trentino...

Venerdi 12 febbraio 2010: spegniamo le luci alle ore 18.00 in qualunque luogo e seguiamo la grande festa ai Mercati Traianei, dove una enorme sfera, forse la più grande lampadina illuminata da energie rinnovabili, risplenderà nel cielo di Roma grazie all’energia prodotta da cinquanta eroici ciclisti, coinvolti in una travolgente pedalata collettiva.... noi abbiamo sempre detto che il kayak è la bicicletta del mare!


beelze bulb and angelux
On Friday 12th February, in a completely new way, the celebration of the sixth edition of “I will use less Light” will take place: the day of energy saving launched by the popular radio programme Caterpillar, on air on RAI Radio 2. After the success of the previous editions, with the support of thousands listeners and entire towns both in Italy and abroad, this year the invitation to respect a symbolic “energetic silence” will turn into an invitation to participate in a Clean Energy Party.
Many kayaks will paddle down to the Tevere river to promote the party: enjoy it! http://milluminodimeno.blog.rai.it/2008/12/18/millumino-di-meno-2009

lunedì 8 febbraio 2010

Feeling cold

Questa domenica non siamo usciti in kayak.
La nostra passione ha dovuto cedere il passo al nostro raffreddore.
Ma ci rifaremo il prossimo fine settimana con il Carnevale di Venezia!


This Sunday we don't paddle at all.
Our cold has had stronger than our passion.
We're waiting for next weekend: Venice Carnival in kayak!

lunedì 1 febbraio 2010

Winter meeting

Sabato 30 gennaio 2010: i "Giorni della Merla" ospitano la 12° edizione del Cimento Invernale dell'Alto Lario, organizzato dall'intramontabile Luciano Belloni.
In una brumosa giornata invernale con soli 3° C, 24 kayak percorrono 24 km da Dascio a Domaso-Dongo e ritorno, con una leggera brezza a favore che intirizzisce tutti.


Il Lago di Como è forse il più bello dei laghi del nord, incassato tra alte vette montuose innevate per buona parte dell'inverno ed impreziosito da giardini all'italiana e numerose ville nobiliari; la parte settentrionale racchiude la Riserva Naturale del Lago di Mezzola - Piano di Spagna, uno dei luoghi più freddi d'Italia, ideale per l'escursione più fredda dell'anno!


La giornata è stata animata più che dalla navigazione dalla pausa pranzo: dolci e manicaretti fatti in casa e sopratutto tante "bibite" alcooliche... chissà perchè d'inverno non beviamo MAI acqua!

Sono venuti da lontano gli amici di Chioggia e gli "Inuit del Lario", sempre numerosi, sono stati i soli ad arrivare con carrello e furgone: un gruppo sempre ben organizzato.


La compagnia si è raccolta per cena, stranamente lievitata nel numero, intorno al tavolo del ristorante locale per una serata di ricordi e chiacchiere... anche sulle inquietanti presenze aliene della giornata...


Saturday 30th January 2010: 12° Winter Meeting in North Lake of Como, organized by Luciano Belloni. In a cloudy day, 24 kayaks paddle for 24 km with 3° C and a weak breeze.
Lake of Como is probably the most beautiful northern lake in Italy: gardens, villas and high mountains, often covered in snow.

The lunch time was more interesting than navigation: cookies and alcool... why we don't never drink water in winter time? Friends from a distance for the dinner with a lot of talks and memories...