IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro

Voyager è pronto!
Con le ultime modifiche apportate Voyager ha raggiunto la maturità
ed è pronto per la produzione industriale...

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

sabato 4 gennaio 2014

Sardegna: Olbia - Cagliari andata e ritorno (in auto...)

Il vino, la maschera ed il libro che gli amici sardi ci hanno regalato!
Turisti in auto nell'entroterra sardo...
Nuraghe Santa Sabina!
Pit-stop...
Tutto pronto per il rientro...
Svuotare i kayak è sempre facile e veloce, non fosse per la nostalgia del viaggio appena concluso.
Li carichiamo sul tetto dell'auto di primo mattino e, dopo una gustosa colazione al bar ed un fugace incontro con Andrea Argiolas, riprendiamo a peregrinare per l'interno dell'isola.
Non abbiamo alcuna fretta di tornare ad Olbia, il traghetto parte alle 8 di sera, abbiamo tutto il tempo di goderci un giorno da turisti in Sardegna.
Accettiamo di buon grado le bizzarre proposte di viaggio del navigatore perché anche quando ci manda a sperdere nei viottoli di campagna poi ci fa trovare posti fuori mano molto suggestivi.
Così ci capita di passare accanto al Nuraghe di Santa Sabina, di seguire una provinciale poco trafficata e di pranzare con radicchio alla brace.
Ci colpisce il gran numero di greggi al pascolo, come se le colline all'intorno fossero disseminate di pelosi massi bianchi e neri; gli alberi da sughero con il tronco rossiccio esposto al vento ed alla pioggia, ora che le cortecce son state tagliate e riposte in pile ordinate a stagionare; soprattutto i segnali stradali tutti bucherellati da colpi di 'lupara', con pallini di varie dimensioni che alterano le indicazioni in maniera talvolta molto... ironica.
Questa lunga e lenta giornata assolve perfettamente al suo compito: una giusta e necessaria decompressione delle emozioni vissute in mare.
Non facciamo la coda all'imbarco, in un attimo siamo nella stiva del traghetto e poi accoccolati nella nostra cuccia al ponte n.7: il viaggio volge orami al termine, in breve saremo a casa, a programmare una nuova fuga...

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