IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro

Voyager è pronto!
Con le ultime modifiche apportate Voyager ha raggiunto la maturità
ed è pronto per la produzione industriale...

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

domenica 22 dicembre 2013

Sardegna: Capo Ceraso - San Teodoro (27 km)

La Sardegna in mano!
Sosta pranzo di fronte a Tavolara...
Campo notturno a San Teodoro...
La spiaggia dei puntali...
.... uno finisce  per qualche giorno al posto della girandola!
Appena inizia a schiarire sgusciamo fuori dai sacchi a pelo. La luna è ancora alta in cielo. Il sole, invece, non solo tarda a sorgere ma si lascia desiderare, facendo capolino solo di quando in quando dietro una cortina di nuvole paffute e romboidali.
Smontiamo il campo giusto un momento prima che accosti a riva un gommone della Guardia Costiera: abbiamo fatto attenzione a non sbarcare entro i confini della riserva naturale e seguiamo le sue evoluzioni in rada con una certa curiosità: i due ragazzi in divisa ci chiedono se va tutto bene e ci salutano allontanandosi senza altre domande.
Terminata una colazione luculliana, ci imbarchiamo che sono appena scoccate le undici del mattino: forse ce la siamo presa un po' troppo comoda ma dobbiamo ancora prendere le misure... e questa è pur sempre la nostra vacanza!
Pagaiamo in silenzio tra sub in piena attività, scogli ed isolete che occupano l'intero golfo ed un vecchio relitto incagliato, spezzato ed arruginito.
Tutto sembra immoto, ingrigito ed impigrito dall'atmosfera pre-nataliIa.
Quando sbarchiamo per il pranzo poco prima di Capo Coda Cavallo la cresta impervia di Tavolara si ricopre di una nuvola curiosa, compatta ed opaca come la cappella gelatinosa di una gigantesca medusa... la guardiamo spesso mentre svuotiamo le scatolette di ceci e di sgombri alla messicana, tanto la spiaggia è così pulita che non c'è neanche una conchiglia, soltanto sassolini policromi che però non posso raccogliere perché il kayak è ancora gonfio come un uovo!
Devo essere andata in trance ben prima di scorgere la nuvola-medusa, perché mi accorgo solo al momento di ripartire che ho navigato tutta mattina con la cerniera della muta completamente aperta: e non certo quella diagonale sul petto, ma l'altra!
La temperatura è mite, sui 16ºC, e anche l'acqua non è poi tanto fredda, ma la brezza che si alza da SE, ovviamente ancora contraria, raggiunge presto i 5 nodi e ci suggerisce di iniziare ad usare anche le moffole... ma la soluzione ideale per contrastare i primi sintomi del freddo è sorseggiare quella magica bevanda ambrata, di una certa gradazione alcoolica, regalataci dall'amico scozzese e che Mauro conserva gelosamente nel gavone di poppa...
Temo di averne bevuti ben più dei due sorsi regolamentari perché appena incrociamo i giardini di roccia di Punta Sabbatino mi infilo tra le onde frangenti e per poco non mi conficco tra gli scogli affioranti... meglio procedere un po' più al largo.
I fondali sono ricoperti di praterie di posidonia, da far la felicità del mio fratellino ricercatore, e sulla battigia le intemperanze del mare hanno realizzato varie sculture vagamente artistiche e dall'inconfondibile odore di zolfo.
La sabbia della spiaggia del campo notturno è bianca quasi quanto quella delle dune che incorniciano lo Stagno di San Teodoro, bianca più delle nuvole, della schiuma del mare e del borotalco... Restiamo però sorpresi dai reperti rinvenuti: una distesa infinita di puntali in plastica degli ombrelloni estivi, mai visti così tanti in una sola spiaggia, fan pensare ad una epidemia che ha aggredito gli stabilimenti balneari della zona durante la bella stagione... ma tra i cespugli bassi scovo anche il mio regalino domenicale: una formina rossa a forma di ochetta!
L'umidità stasera ci dà tregua e Mauro può cucinare con tutta calma una zuppa ortolana seduto appena fuori dalla tenda, con un occhio alla pentola ed uno ai kayak che riposano poco lontano...
Il cielo si colora d'arancio per il riverbero delle luci cittadine, qualche barchetta di pescatori incrocia al largo ed il mare frange dolcemente tra gli scogli: sarà un'altra notte da sogno...

1 commento:

  1. Da appassionato mi sono commosso scoprendo questo blog. Nella seconda immagine siete alla "valle dell'acqua" una spiaggetta senza nome sulle mappe più recenti dove sorge il Villaggio le Farfalle. Quindici giorni e volesse il mare sarò proprio lì, pronto a partire con il mio Kayak. Io continuo a navigare, emozionato.

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