IL BLOG DI TATIYAK

Il kayak è diventato la nostra grande passione, quella che ci appaga al punto da abbandonare tutte le altre per dedicarci quasi esclusivamente alla navigazione.
In kayak solchiamo mari, silenzi, orizzonti ed incontriamo nuovi amici in ogni dove...
Così abbiamo scoperto che la terra vista dal mare... è molto più bella!
Tatiana e Mauro

E' nato Voyager

E' nato Voyager
Dopo diversi anni di gestazione, dalla collaborazione con CS Canoe, è nato Voyager, kayak da navigazione a medio raggio. In questa barca ho inserito le caratteristiche che, dopo 25 anni di attività e più di 20.000 miglia pagaiate, ho ritenuto rilevanti per un mezzo destinato a questo utilizzo. Qualche numero: lunghezza 585 cm, larghezza 50 cm, volume 310 lt, peso in VTR 23 Kg. Prima della produzione, il prototipo dovrà superare una fitta serie di test, ma già le prime semplici prove fanno ben sperare... Sarà possibile testare Voyager durante gli incontri dove saremo presenti. Mauro

Voyager è pronto!
Con le ultime modifiche apportate Voyager ha raggiunto la maturità
ed è pronto per la produzione industriale...

Le nostre pagine Facebook: Tatiana Cappucci Mauro Ferro

martedì 6 novembre 2012

Les Calanques de Cassis!

I Calanchi sono un luogo magico.
Incastonati tra Cassis e Marsiglia, sono piccoli fiordi affacciati sul Mediterraneo: poco meno di 30 km di costa spettacolare, con scogliere strapiombanti alte oltre 300 metri e con profonde insenature lambite da acque turchesi. Il clima mite attira da tutta Europa appassionati di vela, kayak ed arrampicata.
Le previsioni meteo per il fine settimana sono pessime: pioggia costante e vento forte, con un temibile scirocco a 34 nodi che sembra volerci costringere a terra.
Ma la nostra buona stella ci fa incontrare un bel sole autunnale mentre percorriamo le autostrade liguri e la temperatura che ci accoglie oltre confine è quasi primaverile: 18°C.

Pranzo a Ventimiglia con Franco...
Cena a Cassis con Maurizio...
La trasferta, però, è più lunga del previsto: facciamo una tappa a Ventimiglia per salutare Franco, costretto dal lavoro a salire e scendere dal predellino del treno invece che dal seggiolino del kayak, come avrebbe di gran lunga preferito!
Siamo comunque in ottima compagnia perché il Riva è sempre un maestro di simpatia.
Approfittiamo della serata libera per visitare la cittadina costiera di Cassis: dopo aver parlato con Franco della sua ultima pagaiata a Mondello, ci ritroviamo - per una di quelle strane coincidenze cosmiche - a mangiare arancini siciliani nella piazzetta del paese, affollata di bancarelle tricolori ricolme di prodotti tipici italiani e sponsorizzate dalla Camera di Commercio Italiana di Marsiglia (di cui mai avrei sospettato l'esistenza!).

Il momento più faticoso: il trasporto dei kayak carichi...
Il momento più atteso: i kayak lambiscono l'acqua salata...
La mattina dopo siamo pronti per partire alla scoperta dei Calanchi.
Ci eravamo già stati nel 2009, con Giovanni ed Andrea, ma non abbiamo volutamente riletto il diario né guardato le foto di quel primo viaggio. Abbiamo solo curiosato sul GPS per recuperare le tracce...
Abbiamo fatto bene: è stato come arrivarci per la prima volta.
C'era qualcosa di familiare nel paesaggio ma nel complesso ci è sembrato di andare alla scoperta di posti nuovi. E che meraviglia!!!

All'ingresso del secondo calanco di Port Pine...
"Scogliettando" lungo costa...
Abbiamo messo i kayak in acqua nel primo calanco di Port Miou, sfruttando un comodo scivolo di alaggio utilizzato sicuramente anche dalla locale scuola di kayak. Un discreto numero di sit-on-top sono disseminati tra il parcheggio e la banchina e ci hanno guidato all'imbarco. Spende il sole e sono tanti i velisti che rassettano le barche attraccate al molo. Cerco di immaginare la storia racchiusa nei nomi più curiosi - Pas temps, Le vieux jues, L'échappée belle - e nel più poetico di tutti: Vague a l'aime.

Finalmente una nuova girandola a poppa!
Il ruggito del mare...
Dopo più di 3 km siamo appena a 300 metri in linea d'aria da Cassis: perché i Calanchi sono così, un labirinto tra terra e mare. Il secondo fiordo di Port Pine è preceduto da un'alta scogliera di calcare bianco, sormontata da una vecchia costruzione in pietra grezza, con tre grandi scivoli a picco sul mare: un tempo doveva essere preposta al carico sulle chiatte delle pietre cavate da terra, ma ora è in completo stato di abbandono. Ovunque crescono pini marittimi, anche dove non c'è che un pugno di terra...

L'imperdibile En Vau, un calanco tutto per noi!
Ci sono ma non si vedono: scalatori ovunque!
Il terzo fiordo è il più fotografato: En Vau è famoso per le tonalità turchesi dei suoi fondali, per la bella spiaggia di ciottoli bianchi, per le tante pareti da scalare. E' raggiunto dal GR98, il sentiero che corre lungo tutto il Massif des Calanques, e poco prima dell'imboccatura qualcuno ha disegnato sulla parete rocciosa un'enorme falce e martello, più sbiadita di un tempo - segno dell'ineluttabile perdita degli ideali.
C'è anche un organo naturale che segna l'ingresso nel fiordo e che fischia ogni volta che un'onda grassottella si insinua nelle sue cavità.
Da ogni sperone roccioso, anche il più alto ed irraggiungibile, penzolano nel vuoto le corde colorate dei rocciatori, tutti armati di casco e moschettoni, chi in salita e chi in attesa, sempre in gruppetti sparsi di minimo tre compagni di cordata... Non deve essere male il panorama da lassù!

Escursione lungo costa, da terra e dal mare...
Quel ragnetto rosso là in cima si vedeva anche dall'altro versante...
L'affollamento delle ore di punta!
Con una bella giornata di sole come quella che ci è toccata in sorte venerdì 2 novembre non eravamo certo i soli ad approfittare dello spettacolo naturale offerto dai Calanchi: per qualche tratto, abbiamo pagaiato insieme a cinque canoisti locali, evidentemente impegnati in un'escursione guidata a bordo di plasticoni gialli, che a dispetto del mare increspato riuscivano a tenere comunque una buona andatura.
Ma doppiata Punta di Castelvieil, scompaiono alle nostre spalle: qui la falesia si innalza notevolmente e per diversi chilometri non c'è più alcuna possibilità di sbarco...

Uno scorcio sulla falesia... 
Una pausa sotto il sole...
Sbarchiamo per pranzo nel Calanque de Sugiton, una piccola rada con due spiaggette orlate da alberi e pinnacoli. Un sentiero sterrato conduce al vicino Port Morgiou, un porticciolo di pescatori nel fiordo successivo, e sono tanti gli escursionisti appollaiati sugli scogli: qualcuno fa anche il bagno!
Conquistiamo il nostro triangolino di sole sulla spiaggia e, badando di non pestare i piedi a nessuno, ci sbrighiamo a consumare la nostra razione quotidiana di scatolette.
Le mute stagne ci consentono di imbarcarci e di sbarcare senza nessun problema e vestiti tutti allo stesso modo sembriamo una squadra davvero ben organizzata ;-)

Uno dei tanti archi naturali dei Calanchi...
Anche lassù c'è qualcuno che arrampica, proprio sul limitare della parete scura...
L'incredibile spettacolo dei Calanchi! 
Le curiose formazioni rocciose, come tanti castelli di sabbia fine, si susseguono lungo costa per diversi chilometri e si sfidano in altezza in una specie di competizione silenziosa, sempre più alte, sempre più maestose. Passato il piccolo Calanque de l'Oeil de Verre, col suo foro attraverso cui filtra la luce del sole, e l'ampio calanco di Sormiou, con le sue tradizionali casette con veranda, usate dai marsigliesi nel fine settimana, ci avviciniamo al nostro campo per la notte, il piccolo e ridossato fiordo di Potestat, attraversato dal sentiero costiero ed invaso da agavi e fichi d'india...

Il giardino delle delizie!
Un bivacco più che perfetto!
Maurizio in mare è un ottimo compagno ma a terra riesce a sfoderare tutto il suo fascino!
E' un impareggiabile consumatore di bibite alcooliche, un insaziabile mangiatore di ogni tipo di prodotto commestibile ed è anche un incontenibile chiacchierone, specie quando deve lamentarsi di qualcosa ;-)
Siccome negli ultimi anni ha trascorso più tempo in sella alla moto che non sul kayak, appena scende a terra viene assalito da dolori muscolari diffusi e persistenti, che però non gli impediscono di bere e fumare in compagnia fino a notte inoltrata. Una notte stellata, illuminata poi dalla luna piena, profumata di macchia mediterranea e calata nel più assoluto silenzio!

Prove tecniche di vita all'aria aperta...
L'incredibile caos che un solo uomo può generare!
Happy paddler
Il giorno seguente, nonostante il cielo coperto ed il vento più intenso, ci spostiamo dapprima verso ovest per raggiungere l'estremo Cap Croisette e poi vero la prima delle isolette deserte dell'arcipelago di Riou.
Ile Maire è proprio attaccata alla costa, quasi un prosieguo in mare dei Calanchi, Ile de Jarre si raggiunge in pochi minuti di pagaiate anche quando c'è un po' di mare e l'Ile Calseraigne precede la più lontana e grande Ile de Riou. Sono tutte uguali, rocciose e disabitate, ornate da qualche cespuglio rasato dal vento e frequentate soltanto da sporadiche colonie di cormorani e gabbiani reali...

In traversata verso Ile de Riou
Una breve pausa pranzo: minaccia pioggia...
Oggi il mare ci invita a nozze: è gonfio, nero, nervoso e spumeggiante, specie in prossimità della costa dove si diverte a generare una lavatrice impostata sul lavaggio energico, quello adatto ai capi sporchi.
Maurizio deve scrollarsi di dosso la polvere di un pio d'anni ma con grande sorpresa di tutti e con sua giusta soddisfazione riesce a governare il kayak con estrema perizia. Qualche appoggio diventa necessario, specie quando i frangenti gonfiati dal vento si infrangono sotto le pareti rocciose e rimbalzano in mare in file scomposte ed irregolari...

Spruzzi mattutini all'uscita da En Vau...
La lavatrice che Maurizio detesta...
Torniamo verso Cassis per avvicinarci quanto più possibile alla città: lasciamo Ile de Riou e traversiamo per un paio d'ore, mantenendo inalterata la rotta di 90° nonostante i continui assalti del mare.
E' un vento teso quello che ci accompagna sulla via del ritorno, 30 km orari con raffiche anche più forti.
Le onde si imbiancano e schiaffeggiano spesso il kayak al mascone di dritta, rendendo la navigazione impegnativa per l'intera giornata di sabato...
Quando scegliamo di entrare nel fiordo di En vau ci aspettano altre sorprese: le onde riflesse dal doppio ingresso dei calanchi generano una lavatrice quadrupla, che ci costringe a calare al deriva e a surfare sui frangenti più dispettosi... Comunque, in mare ci siamo solo noi ed il divertimento è grande!

Sulla via del ritorno, all'ingresso di Port-Miou...
Ultime pagaiate
La domenica mattina smontiamo il campo con tutta calma: il cielo è ancora plumbeo ma il vento sembra avere mollato un poco. Le tende hanno retto bene alle raffiche notturne ed ora è la volta di testare i kayak: gli ultimi 3 km del viaggio si rivelano i più spassosi di sempre!
Cavalchiamo quelle onde indiavolate per una buona mezz'ora e quando ci affacciamo all'imboccatura del fiordo di Port-Miou lo spettacolo è affascinante: i kayak scompaiono tra le montagne d'acqua e qualche volta non si vede neanche più la punta della pagaia...
Mauro apre la rotta e Maurizio segue diligente, così contento di avere ripreso la mano in kayak che all'arrivo si esibisce in un roll da manuale!!!
Qualche altra foto del viaggio è inserita nell'album di facebook ed un divertente resoconto del viaggio si può leggere sul blog di Maurizio:
http://babbospinazza.blogspot.it/2012/11/calanchi.html e
http://babbospinazza.blogspot.it/2012/11/calanchi-il-proseguo.html.

1 commento:

  1. Ciao Tati, era un pezzo che volevo venire a curiosare sul tuo blog. Sempre bellissimo e tu sempre troppo buona :-).

    Ci vediamo domenica sera!

    Ciao

    Maurizio

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